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lunedì 11 maggio 2015

A MIA MADRE

dolce quando occorre, dura quando serve mia madre mi ha cresciuto donandomi amore senza riserve e na parol e cunfort p' me c sta semp. o piatt a tavl nun manc mai pur kill juorn ca stai poc buon cu nu surris m'addummann:cum stai? quann po' tu tien mill rulur a me ca so' giovn e in salut. ma' addo' sta kest, addo' sta kell, t facc semp mplna' a te ca si' accussi' ordinata e a me ca so' nu scalmanat. pero' juai a ki m tocc ,na cap tant pptiann m fai ma di amarmi non smetteresti mai ed io terzo di tre figli, a nome mio,e sorm e e fratm vogliamo ringraziarti per tutto cio' che fai. ma',auguri.

mercoledì 6 maggio 2015

SULL'INTIMITA'

Ognuno di noi e' ovviamente unico e si potrebbe parlare e scrivere per ore senza venire a capo di cos'e' la normalita'.se accettiamo per convenzione il significato di normalita' come colui o colei che per prassi segue le norme potremmo giungere alla conclusione che la normalita' e' il pensiero e l'azione comuni cioe' dettate da norme generali.e' proprio in questo contesto che vorrei scrivere riguardo l'intimita'.esiste infatti una regione dell'io invalicabile quasi per tutti.in fondo l'intimita' e' il volersi donare completamente o quasi e rivelarsi per cio' che si e' realmente ad un altra persona o comunque a poche persone.la paura di essere giudicati,di non essere capiti fa si' che si ci crei una corazza al di la' della quale si nasconde il vero io.e' chiaro che si parla esclusivamente a livello conscio cioe' di quanto conosciamo bene noi stessi e le nostre peculiarita',la nostra unicita' anche perche' a livello inconscio non ammettiamo noi per primi cio' che e' la nostra vera natura.si potrebbe dire a grandi linee che l'intimita' racchiude in se' meccanismi micro e macro,psicologici e sociologici che per lo piu' sono paura del giudizio altrui e pudicizia.la societa' ci impone delle regole,delle norme come dicevo e solo noi decidiamo di esternare la nostra vera natura verso le persone a cui ci leghiamo.paure,perversioni,fantasie sono caratteristiche esistenti in ciascuno di noi ma in ognuno si manifestano in modo diverso e sono quelle peculiarita'oltre alle nostre inclinazioni e ai nostri talenti che ci rendono unici.quando si parla di intimita' convenzionalmente si pensa un'intimita' romantica cioe' lo scambio di effusioni lontano da occhi indiscreti.tutt' al piu' si pensa all'intimita' sessuale dove l'attraversarsi se cosi' si puo'definire e' un sentimento che crea particolare vicinanza,un forte legame , una forte confidenza.tuttavia a parer mio esiste un tipo di intimita' che va oltre l'intimita' sessuale e romantica:l'intimita' mentale.l'intimita' mentale getta le basi per la complicita'ed e' quel tipo di sentimento dove si ci spoglia in senso lato della propria corazza che volente o nolente siamo costretti ad indossare.come osservava il sociologo simmel non ci si puo' mai donare completamente ad una persona a meno che non sia inesauribile la nostra capacita' di rinnovarci.se intimita' fa rima con complicita' io condivido il pensiero di simmel secondo il quale qualche segreto e un po' di mistero deve assolutamente rimanere nascosto all'interno di quella regione invalicabile del nostro io fermorestando che se si potesse quantificare questa sorta di mistero dovrebbe essere una piccolissima parte perche' e' anche giusto ed utile donarsi e rivelarsi alle persone con le quali condividiamo un forte legame,una forte intimita' in quanto un uomo non puo' vivere di se' e tenersi tutto dentro non farebbe altro che crearci una situazione di disagio.

domenica 3 maggio 2015

NOTE ALLEGRE E NOTE GRAVI DI EXPO 2015

Checche' se ne dica expo e nello specifico expo 2015 rappresenta uno scenario,una vetrina per dare risalto alle eccellenze mondiali dalle multinazionali alle piccole imprese,alle idee e ad un primo approccio di una tavola rotonda per tentare di risolvere i problemi che affligono il pianeta come ad esempio la fame nel mondo.e' chiaro che esistono due fronti opposti:chi nell'expo vede un momento di rilancio del bel paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso e chi , magari, ideologicamente no global, ritiene che non sia questa la strada da perseguire.in democrazia e' lecito che esista una manifestazione pacifica di dissenso e diro di piu':io che sono orgogliosamente italiano, per quanto, nonostante tutto, sono entusiasta di questo scenario e, individuo note allegre,note stonate e note gravi nella manifestazione in se' e nella sua organizzazione.le note allegre non potevano non risuonare nel concerto di bocelli e lang lang e del fatto che sia stata milano, che ha un piede in italia e uno in europa metaforicamente parlando da un punto di vista geografico a ospitare tale evento.consentitemi di dire che stona la scelta di cambiare dei versi all'inno italiano e soprattutto e'ì piu' che condivisibile l'idea secondo la quale dei marchi come coca cola o che rappresentano cibo spazzatura ospitino la suddetta tavola rotonda per tentare di risolvere il problema fame nel mondo.detto questo e' chiaro che le note dolenti,le note gravi sono la devastazione in pieno centtro di una citta' come milano ad opera dei black block.tanti gli interrogativi in merito:a detta di molti giornalisti e molti intellettuali l'accaduto era prevedibile.se cosi' e' allora io mi chiedo perche' non sono state prese misure cautelari adeguate?perche' gli stessi intellettuali non hanno sensibilizzato il problema?perche' il comune di milano non ha richiesto autorizzazioni per la manifestazione no expo?in una parola:incapaci.si e' detto che la polizia ha fermato diversi individui sospetti, molti dei quali stranieri, ma la magistratura ha concesso loro 10 giorni per lasciar il paesesenza nessun altra misura cautelare.la strategia della polizia per carita' e' stata vincente:non caricando i blacxk block si sono limitati i danni e soprattutto i feriti e questa strategia probabilmente e' frutto anche dei fatti accaduti durante il g8 di genova.io personalmente ,se e' vero ,com'e' vero ,che era tutto prevedibile , penso che le colpe sono tutte riconducibili alla politica,opposizione compresa che non sono state in grado di prevenire e controllare ,soprattutto ,dopo numerose analogie in altre manifetsazioni ,l'accaduto.io non ho idea di come i servizi segreti operino ma suppongo che vengano date loro delle priorita' e degli ordini.se era tutto previsto, ancora una volta la classe dirigente italiana si e' dimostrata incapace al contrario della classe” operaia” rappresentata in questo caso dai poliziotti alcuni dei quali hanno letteralmente rischiato la vita.mi viene da pensare in ultima battuta che I vertici non conoscono la strada e le sue dinamiche.forse, anzi sicuramente e' dal basso che in questo paese ritroviamo le eccellenze.