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mercoledì 6 maggio 2015
SULL'INTIMITA'
Ognuno di noi e' ovviamente unico e si potrebbe parlare e scrivere per ore senza venire a capo di cos'e' la normalita'.se accettiamo per convenzione il significato di normalita' come colui o colei che per prassi segue le norme potremmo giungere alla conclusione che la normalita' e' il pensiero e l'azione comuni cioe' dettate da norme generali.e' proprio in questo contesto che vorrei scrivere riguardo l'intimita'.esiste infatti una regione dell'io invalicabile quasi per tutti.in fondo l'intimita' e' il volersi donare completamente o quasi e rivelarsi per cio' che si e' realmente ad un altra persona o comunque a poche persone.la paura di essere giudicati,di non essere capiti fa si' che si ci crei una corazza al di la' della quale si nasconde il vero io.e' chiaro che si parla esclusivamente a livello conscio cioe' di quanto conosciamo bene noi stessi e le nostre peculiarita',la nostra unicita' anche perche' a livello inconscio non ammettiamo noi per primi cio' che e' la nostra vera natura.si potrebbe dire a grandi linee che l'intimita' racchiude in se' meccanismi micro e macro,psicologici e sociologici che per lo piu' sono paura del giudizio altrui e pudicizia.la societa' ci impone delle regole,delle norme come dicevo e solo noi decidiamo di esternare la nostra vera natura verso le persone a cui ci leghiamo.paure,perversioni,fantasie sono caratteristiche esistenti in ciascuno di noi ma in ognuno si manifestano in modo diverso e sono quelle peculiarita'oltre alle nostre inclinazioni e ai nostri talenti che ci rendono unici.quando si parla di intimita' convenzionalmente si pensa un'intimita' romantica cioe' lo scambio di effusioni lontano da occhi indiscreti.tutt' al piu' si pensa all'intimita' sessuale dove l'attraversarsi se cosi' si puo'definire e' un sentimento che crea particolare vicinanza,un forte legame , una forte confidenza.tuttavia a parer mio esiste un tipo di intimita' che va oltre l'intimita' sessuale e romantica:l'intimita' mentale.l'intimita' mentale getta le basi per la complicita'ed e' quel tipo di sentimento dove si ci spoglia in senso lato della propria corazza che volente o nolente siamo costretti ad indossare.come osservava il sociologo simmel non ci si puo' mai donare completamente ad una persona a meno che non sia inesauribile la nostra capacita' di rinnovarci.se intimita' fa rima con complicita' io condivido il pensiero di simmel secondo il quale qualche segreto e un po' di mistero deve assolutamente rimanere nascosto all'interno di quella regione invalicabile del nostro io fermorestando che se si potesse quantificare questa sorta di mistero dovrebbe essere una piccolissima parte perche' e' anche giusto ed utile donarsi e rivelarsi alle persone con le quali condividiamo un forte legame,una forte intimita' in quanto un uomo non puo' vivere di se' e tenersi tutto dentro non farebbe altro che crearci una situazione di disagio.
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