sembrerà strano,eppure,delle varie correnti di pensiero che si sono susseguite nel corso della storia, probabilmente, oggi più che mai,nessuno o quasi,conosce il filone di pensiero del movimento odierno.
Ebbene leggendo un po' qua e la' vi dico che il movimento che caratterizza i nostri giorni è il nuovo realismo,termine introdotto dal filosofo maurizio ferraris con il "manifesto del nuovo realismo che ha suscitato numerosi dibattiti in numerose discipline.
e' chiaro che per conoscere e dare un significato al nuovo realismo bisognerebbe conoscere il realismo e il positivismo e le principali differenze tra queste correnti e l'illuminismo e il romanticismo,ricordandoci che siamo andati oltre passando per le varie avanguardie ,il modernismo e il post modernismo.
l Positivismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'800 e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle rivoluzioni industriali e dalla letteratura a esso collegata[1], si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale influenzando anche la nascita di movimenti letterari come il Verismo in Italia e il Naturalismo in Francia.
Henri de Saint-Simon introdusse per la prima volta il termine Positivismo
Il Positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un sistema definito come quello che aveva caratterizzato la filosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso scientifico-tecnologico, e per altri affine alla concezione romantica della storia che vede nella progressiva affermazione della ragione la base del progresso o evoluzione sociale.per un quadro completo e' quindi giusto aprire una parentesi sui movimenti moderni e contemporanei sopra citati:
le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;
le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;
e le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dall'uso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.
Postmodernismo è un termine usato negli anni 60 del XX secolo con diversi significati e in vari ambiti culturali, con il quale genericamente si fa riferimento alla crisi della modernità nelle società a capitalismo avanzato, caratterizzate da un'economia e una finanza estese globalmente, dall'invadenza della pubblicità e della televisione nelle convinzioni personali, e da un enorme flusso di notizie provenienti dal web, ormai incontrollabile e inverificabile.
ritornando al discorso principale verrebbe da chiedersi:ma cos'e' il nuovo realismo?
eccovi accontentati:Il Nuovo realismo si configura come una teoria filosofica antisoggettivistica che assume come proprio fondamento la realtà del mondo esterno: «Il pendolo del pensiero, che nel Novecento inclinava verso l'antirealismo nelle sue varie versioni (ermeneutica, postmodernismo, “svolta linguistica” ecc.), con il tornante del secolo si era spostato verso il realismo (nei suoi tanti aspetti: ontologia, scienze cognitive, estetica come teoria della percezione)» (M. Ferraris, Manifesto del nuovo realismo, Roma-Bari, Laterza, 2012, p. IX).
Si tratta di un movimento filosofico italiano che prende le mosse da un articolo di Maurizio Ferraris pubblicato su “Repubblica” l'8 agosto del 2011 [1] dove si anticipa quanto sostenuto nel suo Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012). Il Nuovo Realismo è il risultato, da un lato, della tradizione realista nata dalla filosofia e dalla psicologia della percezione (rappresentata da James J. Gibson e, in modo ancor più incisivo, dalla tradizione gestaltista che muove da Gaetano Kanizsa per sfociare poi nell'opera di Paolo Bozzi); dall'altro, dalla tradizione analitica di stampo realista come per esempio Hilary Putnam.
Il percorso che trova sintesi in questo movimento si delinea come una piattaforma di ricerca che oltrepassa di fatto la tradizionale dicotomia analitici-continentali. Attorno al Nuovo Realismo si è creato un ampio dibattito mediatico [2] accompagnato da convegni, dalla pubblicazione di diversi libri – tra cui Bentornata Realtà (Einaudi, 2012) e da una collana che porta il medesimo titolo [3]. È possibile annoverare tra i filosofi e gli intellettuali vicini al Nuovo Realismo, tra gli altri, le seguenti personalità: Mario De Caro, Umberto Eco, Michele Di Francesco, Diego Marconi, Luca Taddio, Rossano Pecoraro[4].
Il Nuovo Realismo ha avviato un progetto di ricerca internazionale tuttora in corso nel quadro del dibattito sul realismo filosofico contemporaneo.
In altre parole la filosofia e le arti dovrebbero dsescrivere oggi piu' che mai qualcosa di tangibile e dimostrabile.
per me quest'approccio e' sbagliato e superato.innanzitutto le arti sono da sempre espressione di creatività e immaginazione e tentare di "ingabbiarle"come scienza o come qualcosa di oggettivo e dimostrabile rende l'arte sterile oltre che inutile.
certo il ruolo della filosofia in questo senso potrebbe essere determinante come "collante"tra le varie discipline ricordandoci che il termine filosofia significa amore per la sapienza ma l'approccio resta sbagliato.
innanzitutto ripercorrere sentieri gia' esplorati tornando indietro significa non guardare avanti,non guardare oltre.non vorrei dire sciocchezze ma credo che nel corso della storia sia la prima volta che un movimento filosofico e "scientifico"(ovviamente non parlo d'arte che com'e' noto si ripete)si ripeta analizzando il presente con gli strumenti del passato ma le conoscenze del presente.
Io credo che il nuovo moviemnto filosofico dei nostri giorni dovrebbe basarsi sulle dicotomie soggettivo-oggettivo,massa-individuo etc.un po' come la medicina tradizionale orientale:si cura un mal di testa partendo dai piedi ma si conoscono i piedi,la testa e tutto il corpo cosi' bisognerebbe creare un movimento che sia la sintesi tra le dicotomie su' citate.
io chiamerei il movimento odieno:transizionismo e il suo superamento(se ci sara')avampostismo.voi invece,cari folli lettori?