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lunedì 28 agosto 2017

GENII D'EPOCA

Ho sempre pensato,a torto o a ragione, avvalendomi anche di pensieri ripresi da letture sparse e, pubblicati all'interno di questo blog in alcuni post, che i geni e la genialità sostanzialmente si dividono in due macro categorie.


La prima vede i genii come chiarificatori della realta';un pensiero comune dell'epoca viene espresso comprensibilmente o un pensiero comune viene tradotto in realtà.

la seconda vede i genii come pionieri,anticipatori del futuro che spesso non vengono capiti in vita e che vanno piu' che controcorrente,al di la'.

Ora non vorrei   soffermarmi su questa distinzione asserendo chi sia piu' o meno geniale;non voglio nemmeno soffermarmi su cosa sia la genialità e se questa dipenda dalle caratteristiche endogene dell'individuo,dal suo talento dalle sue capacità o dall'impegno profuso affinche' un individuo possa arrivare ad essere definito geniale.

Credo di aver scritto in vari post abbastanza in merito a cio' che ritengo essere il mio pensiero circa la genialità e non vorrei neanche ripetere il mio personalissimo punto di vista secondo il quale tra follia e genialità intercorra una linea sottilissima.

Sembra tutto così banale, retorico e scontato quando si parla,si scrive specie in merito ai genii e alla genialità.

talvolta viene definito genio o geniale anche cio' che non c'entra entra con il genio.


Eppure io proprio stasera mi ponevo un interrogativo:premesso che ogni epoca hai suoi genii io mi e vi chiedo:quanto conta l'epoca in cui si vive affinche' genii e genialità prendano forma?non sto parlando di opportunita',sia chiaro,anche perche' penso che un genio trovi sempre una strada per emergere ma piuttosto sto pensando a quanto l'ambiente circostante influenzi un individuo geniale.

forse e dico forse le ragioni della genialità sono state sempre ricercate all'interno dell'individuo:come dicevo prima o nelle sue capacità innate o nel suo impegno o al limite da entrambi i fattori ma probabilmente ed erronaemente al di la' del facile e retorico"niente è piu' come una volta" (si potrebbe dire quasi poer scherzo o per gioco non esistono i genii di una volta)la genialità va ricercata anche nell'ambiente circostante,o meglio ancora nell'epoca in cui un genio vive.

in particolare la mia domanda è:perche' genii come da vinci non ne nascono piu'.certamente qualcuno potrebbe dire che la parcellizzzazione delle discipline ha reso settoriale il campo d'investigazione,qualcun'altro potrebbe dire secondo me a torto che tutto e' stato gia' detto o fatto.

a me queste ipotetiche risposte non convincono del tutto.certamente mettere genii a confronto e' un impresa ardua specie in settori differenti tra loro eppure   ci sono stati individui che hanno lasciato il segno,ovviamente,piu' di altri anche  se si parla di epoche e settori differenti.

faccio un esempio:ammesso e non concesso che il qi di una persona fosse analizzabile e risultasse altissimo tipo 160 ,cosi' per dire,le possibilita' fossero uguali e l'impegno ,la curiosita' e lo studio e la dedizione e ancora l'intuizione fossero misurabili ed uguali ,se prendessimo due individui con queste stesse caratteristichee e li proiettassimo in due epoche differenti a mio avviso uno dei due avrebbe senza dubbio risultati superiori all'altro.

e' indiscutibile la crisi che stiamo attraversando e cio' si riflette anche nelle arti;tutto si consuma velocemente,e' commerciale e massificato,poco originale e per niente geniale(specie in italia e penso ad esempio alle arti come musica,letteratura e cinema).mi viene quindi da pensare che quest'epoca non e' un epoca da genii(nonostante il fatto che ad informarsi qualche genio si trova anche se il piu' delle volte legato al dio denaro e non all'arte o al pensiero).per fortuna io non sono ne' sono stato un genio:se lo fossi sarei nato nell'epoca sbagliata.