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lunedì 11 settembre 2017

QUADERNI DALLA MIA CAMERA

riprendendo un estratto di quaderni dal carcere di antonio gramsci vorrei soffermarmi su quelle parole che saranno sempre attuali:«La disciplina non annulla la personalità e la libertà: la quistione della "personalità e libertà" si pone non per il fatto della disciplina, ma per l'origine del potere che ordina la disciplina. La disciplina è un elemento necessario di ordine democratico, di libertà. Battere l'accento sulla disciplina, sulla socialità, e tuttavia pretendere sincerità, spontaneità, originalità: ecco ciò che è veramente difficile e arduo».

Forse in poche parole gramsci ha raccolto la sfida che ogni democrazia dovrebbe accettare e non c'e' nulla da aggiungere o forse c'e' cosi' tanto da dire che sicuramente si finirebbe per aggirare il nocciolo della questione.

Mi sembra chiaro che io non sono gramsci ma se dovessi analizzare la "quistione disciplina"da diversi punti di vista potrei dire che il mio pensiero sulla politica attuale vede nella destra una disciplina giustizialista,xenofoba e che limita     liberta' di azione e di pensiero,mentre a sinistra vedo il concetto di disciplina come smarrito,una sinistra  troppo buonista.

Fatte queste premesse l'analisi della "QUISTIONE DISCIPLINA" e' piuttosto sfaccettata in quanto comprende elementi politici ma anche sociologici e filosofici.

l'uomo a mio avviso è un animale egoista(oggi piu' che mai siamo nell'epoca dell'ego smisurato),lo e' sempre stato ma ha capito che in un sistema avanzato la cooperazione tra ruoli diversi(fin dai tempi di caccia,pesca,agricoltura)e' fondamentale per ognuno di noi .in realtà ogni societa' dalla piu' primitiva alla piu' moderna ha bisogno di codesta cooperazione tra i ruoli ma sembra che ognuno badi piu' al proprio orticello e a raccogliere le briciole che cadono dall'alto.certo,lavorare per il bene collettivo e' un utopia bella e buona ma pretendere una classe diriginte capace ed essere parte in causa della vita politica non solo non e' irrealistico(magari lo e' oggi,in questa societa' di lamentosi)ma dovrebbe essere la prerogativa di tutti i cittadini.

potrebbe sembrare lontanissimo anni luce questo discorso dal concetto di disciplina,e invece,a mio avviso,il nesso c'e'.

innazitutto teniate presente che e' la politica che legifera e che una buona classe classe politica magari potra'cambiare lo stato delle cose.una buona classe politica dovrebbe tutelare tutti,in parti colare le minoranze e le persone svantaggiate ed essere intransigente con chi sbaglia ovviamente nella misura in cui l'errore penalizza la collettivita' e\o il prossimo.in poche parole io auspico due grandi rivoluzioni culturali:una democrazia diretta,partecipativa e totale(attualmente coi sistemi informatici se ve ne fosse voglia sarebbe possibile) ed una democrazia che tuteli i diritti del cittadino ma che imponga loro doveri.attualmente io penso che i diritti siano appannaggio dei furbetti o del ventaglio personale di conoscenze influenti e i doveri allo stesso modo se influenti non vengono rispettati;al contrario invece vengono fatti rispettare fino in fondo,anzi di piu'.(scusate ma questo post e' davvero brutto.a me non piace;comunque lo pubblico.)