'); var cb = Math.round(new Date().getTime()); document.write(''); ');

Translate

venerdì 28 dicembre 2018

SAI BABA:PROFETA O FALSO PROFETA?

Cari folli lettori di ideeviaggianti innanzitutto vi porgo i miei auguri di buone feste.


Con questo post vorrei parlare di un "santone"indiano morto nel 2011 e al quale si attribuiscono le capacità di fare miracoli:SAI BABA.


I suoi insegnamenti,essendo lui un religioso ed un predicatore, ruotano attorno a 5 valori umani cardine:Amore, Verità,Pace,Rettitudine,non violenza.


Suddetti valori sono  indipendenti dal proprio credo anzi in realtà' lui afferma sono  conciliabili con qualsiasi forma di culto anche perché da questi valori sai baba  tenta un unificazione delle religioni affermando che         tutti venerano lo stesso dio anche se in maniera diversa e che dio e' onnipresente.




sai baba ha ricevuto molte critiche ed è un personaggio controverso non tanto per i suoi insegnamenti che io trovo alquanto giusti ma piuttosto per le sue capacità di compiere miracoli.




Gli scettici dicono che sono dei trucchi da prestigiatore mentre diversi sacerdoti ed esorcisti cattolici hanno dichiarato che, qualora alcuni fenomeni paranormali di Sai Baba non fossero semplici inganni e trucchi, sarebbero (come qualunque altro prodigio compiuto da mago o stregone) di origine demoniaca. Si può segnalare a questo proposito che alcuni ex-devoti di Sai Baba abbiano dichiarato di essersi sentiti "disturbati" da una forza maligna dopo essersi allontanati da lui (tipico, secondo alcuni, di chi ha lasciato lo spiritismo, la magia o movimenti satanisti)




Il mio appello,pur non sapendo se sai baba         sia stato o no un profeta e pur ritenendo i suoi insegnamenti  più che giusti, è di stare lontano da ciarlatani che usano trucchi da prestigiatore o peggio da persone che  davvero sono ingrado di compiere prodigi non lasciandosi affascinare da tali     fenomeni.


CHI CREDE IN DIO SA BENE CHE SE DIO ESISTE     ESISTONO ANCHE Entità Maligne.


un altra domanda che mi pongo è perché in oriente e in africa queste figure sono maggiormente presenti rispetto ad altri luoghi ma non credo di saper trovare risposta.


Attenzione dunque ai falsi profeti che si fregiano di essere discepoli di DIO


ANCORA AUGURI E ..... A VOI LE RIFLESSIONI...











martedì 23 ottobre 2018

MULTIVERSO,DIMENSIONI,REINCARNAZIONE,DIO;FANTATEORIE SULL'ALDILA'

Cari folli lettori di ideeviaggianti questo post è molto ostico e se casomai ci fosse qualcuno che mi legge e non mi ha preso ancora per pazzo,con questo post si chiude il cerchio circa la mia salute mentale.

In realtà ho sempre pensato con convinzione che dietro ogni teoria,ogni leggenda che si tramanda e che dietro ogni conoscenza,ogni maledetta nostra conoscenza ci siano elementi fasulli ma al contempo grandi verità.

Se, dunque,anche i modelli scientifici che noi riteniamo "reali" propongono teorie antitetiche tra loro ma egualmente valide e "reali"mi piacerebbe estendere l'indagine di ricerca ad un campo più vasto possibile cercando con una o più pseudo teorie di creare un ponte di collegamento tra le varie discipline,ovviamente cercando di far "fede" a ciò che noi chiamiamo logica.

Come si evince dal titolo vorrei creare un collegamento tra multiverso,dimensioni,reincarnazioni e  DIO per sciorinare la mia pseudo teoria sull'aldilà.

Chiaramente questo post non ha nessuna pretesa di veridicità dei fatti e pone l'accento più su delle domande e delle riflessioni che non sulla verità o sulle soluzioni com'e' ovvio che sia quando si trattano argomenti ignoti.

Doverosa mi sembra una premessa che spieghi il mio pensiero circa multiverso,reincarnazione e DIO.

Per quanto riguarda il concetto di multiverso mi affido al titolo di focus circa un lavoro del celebre scienziato stephen hawking:

La realtà potrebbe essere fatta di molteplici universi, in numero limiitato e tutti abbastanza simili tra loro: l'ultimo lavoro di Stephen Hawking pone dei limiti all'infinità della struttura cosmica in precedenza teorizzata.

Per ciò che concerne la reincarnazione devo ammettere che sono sempre stato abbastanza scettico a riguardo.Eppure le moderne  scoperte soprattutto per quanto concerne l'ipnosi regressiva,al di la' di credenze orientali,mettono in risalto fenomeni "atipici" a cui e di cui dovremmo rendere conto e studiare.


Tutti sanno cos'e' DIO;non dico che tutti debbano crederci ma tutti sanno cosa si vuole intendere con la parola DIO.eppure siamo sicuri dii saperlo in qualche modo spiegare?io credo di no!
Per me DIO è un entità superiore benevola e  un PADRE,il PADRE NOSTRO.

Fatte queste premesse,posso ora svelare il nocciolo della questione e la correlazione tra multiverso,dimensioni,reincarnazione e DIO.

Noi sappiamo tramite la fisica quantistica che siamo tutti collegati tra di noi e che tutti siamo uno,sappiamo inoltre che siamo composti di spirito,materia ed energia cosi' come è composto l'universo e che nulla si crea,nulla si distrugge,ma tutto si trasforma.

La domanda da un miliardo di euro è:qual'e' ilnostro scopo sulla terra?o meglio qual'e' il senso della vita?

Difficile rispondere,vero?al di la' delle risposte soggettive iniziamo a pensare da padri o da madri.in fondo DIO è IL PADRE di tutti!
Cosa vorrebbe un padre da un figlio?credo che la rispsosta sia ovvia:che lui sia felice!per esserlo il padre si pone come una guida per i propri figli per prepararli allavita.

Immaginiamo ora un padre(DIO) che esiste da sempre:Ci hanno inculcato che dopo la morte c'e' l'aldila' ma siamosicuri  che se in media un uomo viva 80 anni circa puo'aspirare al paradiso o all'inferno per l'eternita'?io crdo che chi nascce ,nasce con lo scopo ben preciso di evol.versi.

certo questo processo potrebbe risultare inesistente ovvero non c'e' niente dopo la morte ma potrebbero esserci milioni,miliardi di possibilità.....miliardi di universi paralleli.

e se lo scopo è quello dell'evoluzione potrebbe essere probabile la reincarnazione in un dato universo se non si e'0 superato  quello stadio di evoluzxione?un po' come dire una persona che va a scuola e viene bocciata ripete la stesssa cosa.e ancora e' possibile che un anima si reincarni in diverse situazione anche nello stesso mondo per acquisisre esperienza?e ancora: cio' che noi chiamiamo attitudini potrebbero deriovare da una vita di impegno verso quella facolta' che sembra essere innata?

A voi le riflessioni!!!

lunedì 24 settembre 2018

SNOBISMO

Ogni uomo su questa terra,pur non sapendolo, non è un uomo libero.Difatti ognuno di noi viene

influenzato da dogmi e schemi di varia natura,dai dogmi religiosi ai dogmi "educazionali"passando

per i dogmi inculcati dalla società e finendo ai propri dogmi influenzati dalla nostra piccola

esperienza personale.A tal proposito io penso che ogni uomo ragiona secondo i propri schemi mentali

 e le proprie convinzioni che,spesso se non sempre, sono frutto di associazioni e "categorizzzazioni".

Anche io,chiaramente, non mi considero un uomo libero ma sono,o meglio cerco, di essere fautore

del soggettivismo e del relativismo "categoriale",essendo convinto infatti che, sebbene siamo tutti

collegati e tutto è uno, ognuno è unico e irripetibile.Non esiste nessuno senza preconcetti e senza

pregiudizi e , in tal senso siamo tutti     sia razzisti "sia snobisti".Con questo  non voglio intendere che

 le nostre convinzioni siano prive di fondamento,anzi,al contrario,ma è sempre bene ricordare che

esistono eccezioni e bisogna stare attenti quando si generalizza a non far di tutta un erba un fascio.

Una volta un carissimo amico mi colpi' pronunciando queste parole:"è facile vedere la bellezza di un

fiore in un giardino magnifico ma  è molto difficile vedere la bellezza di un fiore in un ambiente

pieno di merda".

L'ambiente è sicuramente importantissimo ma un fiore che nasce in un deserto o sull'asfalto ha

bisogno di maggiore cura perchè è una perla rara,aggiungo io.

Fatta questa doverosa premessa sui dogmi,sugli schemi mentali,sull'ambiente e sulle

"categorizzazioni" vorrei ora parlare in linea generale dello snobismo tentando di inquadrarlo in

categorie(anche se potrebbe risultare un controsenso,ma non lo è in quanto il meccanismo che li

 alimenta è proprio la categorizzazione) fermorestando che  le categorie potrebbero essere infinite(o

quasi)ed io ne individuo     ,in linea di massima solo quattro: 1 "lo snobismo lavorativo", 2 lo

snbobismo modaiolo",3" lo snobismo culturale","lo snobismo relazionale".

Ogni snobismo che  si rispetti si alimenta dentro e fuori le categorie di appartenenza.

Ad esempio lo  snobismo lavorativo che altro non è che che giudicare le persone per il lavoro che

svolgono si potrebbe          e si verifica sia  per differenti lavori rispetto a chi "snobba"(per lo piu'

 lavori meno qualificati) sia per lo stesso lavoro,magari per chi ha un altra filosofia lavorativa.

stesso discorso per le altre 3 categorie snobistiche.nella moda ognuno si deve omologare al concetto

di moda  , ad esempio del genere(casual,elegante etc).

Lo snobismo culturale invece si rifà    al percorso di studi e non alla reale cultura della persona nè

tantomeno alla sua intelligenza.

Infine lo snobismo relazione si rifa' alle persone che si frequentano  sia che siano amori  sia amici.

Il contrario di snobismo e', se mi concedete il neologismo,sociallibertà,ovvero la fusione di socialità e

 libertà.

una persona sociale,socievole e libera tenta di socializzare con chiunque  perchè sa e ha l'umiltà di

sapere che chiunque puo' dargli qualcosa.

Nel caso di uomini sociallibertari questi sono considerati farffalloni o pagliacci e  alcune donne

pensano di essere corteggiate da questi ma nella realtà non è cosi' cosi' come nel caso delle donne

sociallibertarie con la differenza che quest'ultime o vengono considerate zoccole o se va bene

provocatrici.

Non vi è dubbio che tra uomini e donne le persone più socievoli siano le donne anche se le donne

hanno meno pregiudizi ma più complessi in linea di massima.

Concludo dicendo che nessuno può nè piacere a tutti nè essere amico di tutti ma che tutti possono

essere gentili ,educati e rispettosi con tutti.







mercoledì 25 luglio 2018

CHE COS'E' LA RELIGIONE?

L' altra sera discutevo con due amici buddisti in merito al fatto che il buddismo visto da me e dalle

mie poche conoscenze a riguardo non è una religione ma piuttosto una dottrina filosofica e spirituale.

Ecco cosa dice Wikipedia a riguardo:


buddhismo o piu comunemente detto buddismo [2] (sanscritobuddha-śāsana) è una 
delle religioni[3][4] più antiche e più diffuse al mondo. Originato dagli insegnamenti dell'asceta itinerante
 indiano Siddhārtha Gautama (VIV sec. a.C.), comunemente si compendia nelle dottrine fondate 
sulle Quattro nobili verità (sanscritoCatvāri-ārya-satyāni).
Con il termine buddhismo si indica quindi quell'insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e 
tecniche spirituali, individuali e devozionali, nate dalle differenti interpretazioni di queste dottrine, che si 
sono evolute in modo anche molto eterogeneo e diversificato[5][6].

Sorto nel VI-V secolo a.C. come disciplina spirituale assunse nei secoli successivi i caratteri di dottrina
 filosofica e, secondo alcuni autori, di religione "ateistica"[7], intendendo con quest'ultimo termine non la 
negazione dell'esistenza degli dèi (deva), quanto piuttosto il fatto che la devozione ad essi, fatto 
comunque considerato positivo, non condurrebbe alla liberazione ultima.

Con tale definizione potremmo convenire ,io e voi folli lettori,che probabilmente avevamo ragione 

 entrambi cioe' sia io sia i miei due amici.

il punto però è un altro:ma che cos'e''' la religione?

Attenendoci sempre a cio' che dice Wikipedia ecco il risultato:

La religione è quell'insieme di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l'essere umano, o una comunità,

 nell'esperienza di ciò che viene considerato sacro, in modo speciale con la divinità, oppure è 

quell'insieme di contenuti, riti, rappresentazioni che, nell'insieme, entrano a far parte di un 

determinato culto religioso[1]. Va tenuto presente che «il concetto di religione non è definibile 

astrattamente, cioè al di fuori di una posizione culturale storicamente determinata e di un riferimento a 

determinate formazioni storiche».[2]
Lo studio delle "religioni" è oggetto della "Scienza delle religioni" mentre lo sviluppo storico delle religioni

è oggetto della "Storia delle religioni".

Lo storico delle religioni italiano Enrico Montanari (1942-) osserva che:
« Etimologicamente, religio non deriva da religare ('legarsi faccia a faccia con gli dèi'): questa interpretazione, di fonte cristiana (Lattanzio), fu attribuita agli antichi, ma sulla base del nuovo culto monoteistico. »
(Enrico MontanariRoma. Il concetto di "religio" a Roma. In Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.642)
Quindi, per Enrico Montanari, l'origine del termine "religione" è da ricercarsi nella coppia dei 
termini religere/relegere intesi come "raccogliere nuovamente", "rileggere"[11]osservare "con scrupolo e 
coscienziosità l'esecuzione di un atto"[12] e quindi eseguire con attenzione l'"atto religioso". Furono i 

I primi  Teologi cristiani, nel IV secolo, a rovesciare il significato originario del termine per collegarlo al nuovo credo[13].
Allo stesso modo osservò Gerardus van der Leeuw (1890-1950) che coniando l'espressione homo religiosus lo oppose all'homo negligens:
« Possiamo quindi intendere la definizione del giurista Masurio Sabinoreligiosum est, quod propter sanctitatem aliquam remotum ac sepositum a nobis est. Ecco precisamente in che cosa consiste il sacro. Usargli sempre debiti riguardi: è questo l'elemento principale della relazione fra l'uomo e lo straordinario. L'etimologia più verosimile fa derivare la parola religio da relegere, osservare, stare attenti; homo religiosus è il contrario di homo negligens. »
(Gerardus van der LeeuwPhanomenologie der Religion (1933). In italiano: Gerardus van der Leeuw. Fenomenologia della religione. Torino, Boringhieri, 2002, pag.30)

La nozione di "religione" è problematica e dibattuta.
Da un punto di vista fenomenologico-religioso il termine "religione" è collegato alla nozione di sacro:
« Secondo Nathan SöderblomRudolf Otto e Mircea Eliade, la religione è per l'uomo la percezione di un "totalmente Altro"; ciò ha come conseguenza un'esperienza del sacroche a sua volta dà luogo a un comportamento sui generis. Questa esperienza, non riconducibile ad altre, caratterizza l'homo religiosus delle diverse culture storiche dell'umanità. In tale prospettiva, ogni religione è inseparabile dall'homo religiosus, poiché essa sottende e traduce la sua Weltanschauung (Georges Dumézil). La religione elabora una spiegazione del destino umano (Geo Widengren) e conduce a un comportamento che attraverso miti, riti e simboli attualizza l'esperienza del sacro. »
(Julien RiesLe origini, le religioni. Milano, Jaca Book, 1992, pagg.7-23)
Da un punto di vista storico-religioso la "nozione" di "religione" è collegata al suo esprimersi storico:
« Ogni tentativo di definire il concetto di "religione", circoscrivendo l'area semantica che esso comprende, non può prescindere dalla constatazione che esso, al pari di altri concetti fondamentali e generali della storia delle religioni e della scienza della religione, ha una origine storica precisa e suoi peculiari sviluppi, che ne condizionano l'estensione e l'utilizzo. [...] Considerata questa prospettiva, la definizione della "religione" è per sua natura operativa e non reale: essa, cioè, non persegue lo scopo di cogliere la "realtà" della religione, ma di definire in modo provvisorio, come work in progress, che cosa sia "religione" in quelle società e in quelle tradizioni oggetto di indagine e che si differenziano nei loro esiti e nelle loro manifestazioni dai modi a noi abituali. »
(Giovanni FiloramoReligione in Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.620)
Da un punto di vista antropologico-religioso la "religione" corrisponde al suo modo peculiare di manifestarsi nella cultura:
« Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del mondo, di valori ideali e di modelli di riferimento »
(Enrico CombaAntropologia delle religioni. Un'introduzione. Bari, Laterza, 2008, pag.3)
Anche se come evidenzia lo stesso Enrico Comba:
« Non è dunque possibile stabilire un criterio assoluto per distinguere i sistemi religiosi da quelli non religiosi nel vasto repertorio delle culture umane »
(Enrico CombaOp.cit. pag.28)
Quindi, come notano Carlo Tullio Altan e Marcello Massenzio, il fenomeno della religione:
« come forma specifica della cultura umana, ovunque presente nella storia e nella geografia, è un fenomeno estremamente complesso, che va studiato con molteplici procedure, mano a mano che queste ci vengono offerte dal progresso degli studi delle scienze umane, senza pretendere di dire mai in proposito l'ultima parola, come accade per un lavoro che sia costantemente in corso d'opera. »
(Carlo Tullio Altan e Marcello MassenzioReligioni Simboli Società: Sul fondamento dell'esperienza religiosa. Milano, Feltrinelli, 1998, pagg. 71-2)

Sempre seguendo tali ragionamenti secondo il mio punto di vista la religione non è un insieme di 

.credenze,riti e dogmi ma piuttosto una "presa di coscienza" dell'esistenza di  una o più entità "superiori"
.

Ho sempre criticato sia su questo folle blog che altrove l'istituzionalizzazione della fede e della 

religione in quanto ritengo che una persona non ha gli strumenti per comprendere qualcosa che va 

oltre i suoi limiti.

In tal senso mi sono chiesto(da credente)se Dio fosse statico o dinamico.la domanda potrebbe 

sembrare stupida ma provate ad immaginare un entita perfetta,onnisciente e onnipotente.Secondo voi 

non dovrebbe essere statica?eppure io credo nella dinamicita' di Dio nel senso che muta ed evolve 

anch'essa nel tempo.Difficile da comprendere e ancor più da spiegare ma se si intravedesse un 

barlume di luce nel buio di questo ragionamento si comprenderebbe che la dinamicità di Dio ben si 

sposerebbe con il concetto di libero arbitrio tant'e' che seppur piccoli ,noi esseri umani abbiamo gli

 strumenti e la forza per modificare la realtà circostante ed è per questo che Dio deve continuamente evolversi.

Non voglio convincere chi è ateo dell'esistenza  di un Dio ma bisogna riconoscere che anche un ateo 

ha un Dio.Questo Dio si chiama scienza e per me la scienza è un ordine nel caos e , probabilmente 

 esiste qualcosa di infinitamente grande e potente che ha creato quest'ordine altrimenti sarebbe caos 

senza ordine.Se ad esempio per semplificare mettiamo zucchero nel caffè sappiamo per certo che il 

caffè sarà dolce e lo sarà tutte le volte che metteremo lo zucchero nel caffe'.Se viceversa non ci fosse 

un ordine nel caos il caffe' con l'aggiunta di zucchero potrebbe avere un gusto a volte dolce altre 

salato altre diverso ancora.io credo che anche la scienza sia stata creata da entità superiori per dare

 un senso alle cose e, del resto,io non credo ne' al caso nnè alle coincidenze.Tutto accade per una 

ragione e come diceva einsten:Dio non gioca a dadi con l'universo.

Io non credo che la soluzione sarebbe l'abolizione delle religioni ne' tantomeno una religione unica in 

tutto il globo anzi io credo che ognuno di noi pur non conoscendo,ovviamente,tutte le religioni 

passate e presenti,possa avere la facoltà di "avvicinarsi"alla divinità.Che poi la si voglia chiamare

 santità .illuminazione etc è solo una questione di denominazione.Per me potrebbero coesistere anche

 tante religioni quante sono le persone sulla terra fermorestando che gli insegnamenti del 

passato(in particolare siii pensi ai dieci comandamenti o a quello che viene definito l'undicesimo 

comandamento di gesù che diceva:ama il tuo prossimo,amatevi come se foste tutti fratelli e 

sorelle)devono essere ben presenti anche se costantemente sottoposti a revisione.

Per concludere come dicevo prima la religione è una presa di coscienza di un entità o più entità 

superiori e chi agisce secondo coscienza può senza dubbio considerarsi una persona 

religiosa.Ricordatevi pero' che per quanto religiosi possiamo essere , noi esseri umani siamo 

piccoli,ma proprio piccoli.

sabato 7 luglio 2018

LINK PER ORDINARE I POTENTI DELLA TERRA

https://www.amazon.it/dp/1983384151/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1530952667&sr=8-1&keywords=I+POTENTI+DELLA+TERRA

venerdì 6 luglio 2018

I POTENTI DELLA TERRA

Cari folli lettori di ideeviaggianti vi comunico che tra 72 ore uscirà su amazon il mio primo libro.Al prossimo aggiornamento

mercoledì 20 giugno 2018

DISCORSO(SEMI)SERIO SULLA RISATA

Sarebbe interessante capire a livello socio antropologico cos'e' la risata e come funzionano i suoi meccanismi al di la' del fatto che esistono diversi stili di comicita' e che non tutti  ridono per le stesse situazioni o parole.


Negli animali ad esempio ,esclusi scimmie antropomorfe e ratti che riproducono qualcosa di simile al riso umano,da non confondere con sentimenti come la gioia etc,non v'e' n'e' traccia.

Io credo ciecamente in Dio e sono convinto che LUI abbia un forte senso dell'umorismo  e dell'ironia  che pero' sfocia in sorrrisi e non in risate.SE OGNI COSA SENSO HA UN SENSO E UNA LOGICA ANCHE LA RISATA DEVE AVERCELA.

Non va confuso infatti il sorriso con il riso.
Quest'ultimo infatti in genere è frutto di scherno.

Si dice che il riso abbonda sulla bocca degli stolti e cio' va un po' in contraddizione con il concetto che il riso potrebbe essere frutto di un entita' maligna ma una mia possibile chiave di lettura    è che spesso gli stolti ridono senza motivo e a volte senza sapere di ferire se stessi o gli altri.

In ogni caso noi che siamo umani e non entità facciamocela pure una sana grosa grassa      risata ricordandoci che ride bene chi ride ultimo.

E voi cosa pensate di questa mia brevissima riflessione sulla risata?