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mercoledì 25 luglio 2018

CHE COS'E' LA RELIGIONE?

L' altra sera discutevo con due amici buddisti in merito al fatto che il buddismo visto da me e dalle

mie poche conoscenze a riguardo non è una religione ma piuttosto una dottrina filosofica e spirituale.

Ecco cosa dice Wikipedia a riguardo:


buddhismo o piu comunemente detto buddismo [2] (sanscritobuddha-śāsana) è una 
delle religioni[3][4] più antiche e più diffuse al mondo. Originato dagli insegnamenti dell'asceta itinerante
 indiano Siddhārtha Gautama (VIV sec. a.C.), comunemente si compendia nelle dottrine fondate 
sulle Quattro nobili verità (sanscritoCatvāri-ārya-satyāni).
Con il termine buddhismo si indica quindi quell'insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e 
tecniche spirituali, individuali e devozionali, nate dalle differenti interpretazioni di queste dottrine, che si 
sono evolute in modo anche molto eterogeneo e diversificato[5][6].

Sorto nel VI-V secolo a.C. come disciplina spirituale assunse nei secoli successivi i caratteri di dottrina
 filosofica e, secondo alcuni autori, di religione "ateistica"[7], intendendo con quest'ultimo termine non la 
negazione dell'esistenza degli dèi (deva), quanto piuttosto il fatto che la devozione ad essi, fatto 
comunque considerato positivo, non condurrebbe alla liberazione ultima.

Con tale definizione potremmo convenire ,io e voi folli lettori,che probabilmente avevamo ragione 

 entrambi cioe' sia io sia i miei due amici.

il punto però è un altro:ma che cos'e''' la religione?

Attenendoci sempre a cio' che dice Wikipedia ecco il risultato:

La religione è quell'insieme di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l'essere umano, o una comunità,

 nell'esperienza di ciò che viene considerato sacro, in modo speciale con la divinità, oppure è 

quell'insieme di contenuti, riti, rappresentazioni che, nell'insieme, entrano a far parte di un 

determinato culto religioso[1]. Va tenuto presente che «il concetto di religione non è definibile 

astrattamente, cioè al di fuori di una posizione culturale storicamente determinata e di un riferimento a 

determinate formazioni storiche».[2]
Lo studio delle "religioni" è oggetto della "Scienza delle religioni" mentre lo sviluppo storico delle religioni

è oggetto della "Storia delle religioni".

Lo storico delle religioni italiano Enrico Montanari (1942-) osserva che:
« Etimologicamente, religio non deriva da religare ('legarsi faccia a faccia con gli dèi'): questa interpretazione, di fonte cristiana (Lattanzio), fu attribuita agli antichi, ma sulla base del nuovo culto monoteistico. »
(Enrico MontanariRoma. Il concetto di "religio" a Roma. In Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.642)
Quindi, per Enrico Montanari, l'origine del termine "religione" è da ricercarsi nella coppia dei 
termini religere/relegere intesi come "raccogliere nuovamente", "rileggere"[11]osservare "con scrupolo e 
coscienziosità l'esecuzione di un atto"[12] e quindi eseguire con attenzione l'"atto religioso". Furono i 

I primi  Teologi cristiani, nel IV secolo, a rovesciare il significato originario del termine per collegarlo al nuovo credo[13].
Allo stesso modo osservò Gerardus van der Leeuw (1890-1950) che coniando l'espressione homo religiosus lo oppose all'homo negligens:
« Possiamo quindi intendere la definizione del giurista Masurio Sabinoreligiosum est, quod propter sanctitatem aliquam remotum ac sepositum a nobis est. Ecco precisamente in che cosa consiste il sacro. Usargli sempre debiti riguardi: è questo l'elemento principale della relazione fra l'uomo e lo straordinario. L'etimologia più verosimile fa derivare la parola religio da relegere, osservare, stare attenti; homo religiosus è il contrario di homo negligens. »
(Gerardus van der LeeuwPhanomenologie der Religion (1933). In italiano: Gerardus van der Leeuw. Fenomenologia della religione. Torino, Boringhieri, 2002, pag.30)

La nozione di "religione" è problematica e dibattuta.
Da un punto di vista fenomenologico-religioso il termine "religione" è collegato alla nozione di sacro:
« Secondo Nathan SöderblomRudolf Otto e Mircea Eliade, la religione è per l'uomo la percezione di un "totalmente Altro"; ciò ha come conseguenza un'esperienza del sacroche a sua volta dà luogo a un comportamento sui generis. Questa esperienza, non riconducibile ad altre, caratterizza l'homo religiosus delle diverse culture storiche dell'umanità. In tale prospettiva, ogni religione è inseparabile dall'homo religiosus, poiché essa sottende e traduce la sua Weltanschauung (Georges Dumézil). La religione elabora una spiegazione del destino umano (Geo Widengren) e conduce a un comportamento che attraverso miti, riti e simboli attualizza l'esperienza del sacro. »
(Julien RiesLe origini, le religioni. Milano, Jaca Book, 1992, pagg.7-23)
Da un punto di vista storico-religioso la "nozione" di "religione" è collegata al suo esprimersi storico:
« Ogni tentativo di definire il concetto di "religione", circoscrivendo l'area semantica che esso comprende, non può prescindere dalla constatazione che esso, al pari di altri concetti fondamentali e generali della storia delle religioni e della scienza della religione, ha una origine storica precisa e suoi peculiari sviluppi, che ne condizionano l'estensione e l'utilizzo. [...] Considerata questa prospettiva, la definizione della "religione" è per sua natura operativa e non reale: essa, cioè, non persegue lo scopo di cogliere la "realtà" della religione, ma di definire in modo provvisorio, come work in progress, che cosa sia "religione" in quelle società e in quelle tradizioni oggetto di indagine e che si differenziano nei loro esiti e nelle loro manifestazioni dai modi a noi abituali. »
(Giovanni FiloramoReligione in Dizionario delle religioni (a cura di Giovanni Filoramo). Torino, Einaudi, 1993, pag.620)
Da un punto di vista antropologico-religioso la "religione" corrisponde al suo modo peculiare di manifestarsi nella cultura:
« Le concezioni religiose si esprimono in simboli, in miti, in forme rituali e rappresentazioni artistiche che formano sistemi generali di orientamento del pensiero e di spiegazione del mondo, di valori ideali e di modelli di riferimento »
(Enrico CombaAntropologia delle religioni. Un'introduzione. Bari, Laterza, 2008, pag.3)
Anche se come evidenzia lo stesso Enrico Comba:
« Non è dunque possibile stabilire un criterio assoluto per distinguere i sistemi religiosi da quelli non religiosi nel vasto repertorio delle culture umane »
(Enrico CombaOp.cit. pag.28)
Quindi, come notano Carlo Tullio Altan e Marcello Massenzio, il fenomeno della religione:
« come forma specifica della cultura umana, ovunque presente nella storia e nella geografia, è un fenomeno estremamente complesso, che va studiato con molteplici procedure, mano a mano che queste ci vengono offerte dal progresso degli studi delle scienze umane, senza pretendere di dire mai in proposito l'ultima parola, come accade per un lavoro che sia costantemente in corso d'opera. »
(Carlo Tullio Altan e Marcello MassenzioReligioni Simboli Società: Sul fondamento dell'esperienza religiosa. Milano, Feltrinelli, 1998, pagg. 71-2)

Sempre seguendo tali ragionamenti secondo il mio punto di vista la religione non è un insieme di 

.credenze,riti e dogmi ma piuttosto una "presa di coscienza" dell'esistenza di  una o più entità "superiori"
.

Ho sempre criticato sia su questo folle blog che altrove l'istituzionalizzazione della fede e della 

religione in quanto ritengo che una persona non ha gli strumenti per comprendere qualcosa che va 

oltre i suoi limiti.

In tal senso mi sono chiesto(da credente)se Dio fosse statico o dinamico.la domanda potrebbe 

sembrare stupida ma provate ad immaginare un entita perfetta,onnisciente e onnipotente.Secondo voi 

non dovrebbe essere statica?eppure io credo nella dinamicita' di Dio nel senso che muta ed evolve 

anch'essa nel tempo.Difficile da comprendere e ancor più da spiegare ma se si intravedesse un 

barlume di luce nel buio di questo ragionamento si comprenderebbe che la dinamicità di Dio ben si 

sposerebbe con il concetto di libero arbitrio tant'e' che seppur piccoli ,noi esseri umani abbiamo gli

 strumenti e la forza per modificare la realtà circostante ed è per questo che Dio deve continuamente evolversi.

Non voglio convincere chi è ateo dell'esistenza  di un Dio ma bisogna riconoscere che anche un ateo 

ha un Dio.Questo Dio si chiama scienza e per me la scienza è un ordine nel caos e , probabilmente 

 esiste qualcosa di infinitamente grande e potente che ha creato quest'ordine altrimenti sarebbe caos 

senza ordine.Se ad esempio per semplificare mettiamo zucchero nel caffè sappiamo per certo che il 

caffè sarà dolce e lo sarà tutte le volte che metteremo lo zucchero nel caffe'.Se viceversa non ci fosse 

un ordine nel caos il caffe' con l'aggiunta di zucchero potrebbe avere un gusto a volte dolce altre 

salato altre diverso ancora.io credo che anche la scienza sia stata creata da entità superiori per dare

 un senso alle cose e, del resto,io non credo ne' al caso nnè alle coincidenze.Tutto accade per una 

ragione e come diceva einsten:Dio non gioca a dadi con l'universo.

Io non credo che la soluzione sarebbe l'abolizione delle religioni ne' tantomeno una religione unica in 

tutto il globo anzi io credo che ognuno di noi pur non conoscendo,ovviamente,tutte le religioni 

passate e presenti,possa avere la facoltà di "avvicinarsi"alla divinità.Che poi la si voglia chiamare

 santità .illuminazione etc è solo una questione di denominazione.Per me potrebbero coesistere anche

 tante religioni quante sono le persone sulla terra fermorestando che gli insegnamenti del 

passato(in particolare siii pensi ai dieci comandamenti o a quello che viene definito l'undicesimo 

comandamento di gesù che diceva:ama il tuo prossimo,amatevi come se foste tutti fratelli e 

sorelle)devono essere ben presenti anche se costantemente sottoposti a revisione.

Per concludere come dicevo prima la religione è una presa di coscienza di un entità o più entità 

superiori e chi agisce secondo coscienza può senza dubbio considerarsi una persona 

religiosa.Ricordatevi pero' che per quanto religiosi possiamo essere , noi esseri umani siamo 

piccoli,ma proprio piccoli.

sabato 7 luglio 2018

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venerdì 6 luglio 2018

I POTENTI DELLA TERRA

Cari folli lettori di ideeviaggianti vi comunico che tra 72 ore uscirà su amazon il mio primo libro.Al prossimo aggiornamento