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domenica 22 febbraio 2015

L 'ISTINTO DEL KILLER

La natura obbedisce a delle semplici regole che paradossalmente si complicano man mano che si intrecciano negli svariati casi che essa contempla.Io credo a tal proposito che ogni specie vivente,dalla piu' piccola alla piu' grande,dalla piu' innocua alla piu' feroce preveda che ognuno sia al tempo stesso carnefice di qualcuno e vittima di qualcun'altro.


Quando si parla di umanità entrano però in gioco altri fattori oltre alla forza e alla furbizia: il potere e la capacità di evolversi.
Se l'uomo è riuscito a sopravvivere per tutti questi millenni senza estinguersi deve tutto, o almeno gran parte del lavoro, alla sua capacità di adattamento e di evoluzione,parola di Charles Darwin.Certo ci sono uomini leone.Dico leone perchè per antonomasia il leone è considerato il re della foresta ma è ben chiaro il concetto che gli uomini leone almeno in senso assoluto sono pochissimi e probabilmente governano il mondo e lo fanno perché hanno potere.
Se vogliamo anche il leone potrebbbe essere,a mio avviso, essere meno forte di altre specie come ad esempio la tigre o il gorilla ma il leone per la sua capacitàdi agire in branco è per forza di cose il re della foresta così come gli uomini di potere si servono di uomini d'azione e uomini di pensiero(la classica categorizzazione generica il cui padre probabilmente e' Indro Montanelli)diventano I padroni del mondo.
Il potere si evince in ogni attività umana ed è infinitamente piramidale.
Tanto per fare battuta ricordate siamo uomini o caporali del grande Toto'?Toto' con quelle parole voleva dire che esistono gli uomini e chi pur ricoprendo incarichi o mansioni secondarie pretende di comandare.Ad esempio tra gli spazzini (e non me ne vogliano quest'ultimi visto che è solo un'esempio per rendere il concetto comprensibile e , tra l'altro è un lavoro dignitosissimo al pari degli altri lavori) c'è chi vuole comandare gli altri spazzini.
Digressioni a parte ho già parlato dei talenti e delle predisposizioni e ribadisco il concetto secondo cui ognuno di noi nasce con dei talenti.
Questo post più che soluzioni però si pone come punto cardine delle domande a cui il lettore se vorrà potrà dire la sua per cercare una soluzione.
Io metaforicamente ho intitolato questo post:l'istinto del killer.
Che cosa significa e perchè vi chiederete. Penso ad esempio ai venditori;un venditore che si lascia scappare una possibile vendita per pigrizia ma potrei pensare anche ad un imprenditore che si lascia scappare un affare o addirittura ad un donnaiolo che si lascia scappare una conquista.
Tutte le attività umane se fatte con passione hanno come comune denominatore la gratificazione morale  ed economica.
Dunque premesso che le passioni ed il lavoro occupano ampio spazio nella vita di ciascuno e che almeno secondo me nella vita bisogna spinngersi fino al limite delle propire possibilità per non arrivare secondi nel proprio settore mi e vi chiedo:può quello che io definsico l'istinto delkiller e cioe' la capacita' di organizzare alla perfezione il piano e di conseguenza eseguirlo per “ammazzare”la vittima(in senso lato riprendendo il concetto cui sopra dei venditori,imprenditori,donnaioli,etc)rinunciando ad una parte di tempo libero e di vita privata?E' giusto farlo o si rischia di imborghesirsi troppo?e ancora come si fa a trovare il giusto equilibrio e avere il massimo dalla vita professionale e privata?ci si deve per forza accontentare o c'è una soluzione?

sabato 14 febbraio 2015

OGNUNO E' ARTEFICE DEL PROPRIO DESTINO O E' TUTTO GIA' SCRITTO?

In merito al destino ci sono due linee di pensiero.La prima è che ciascuno di noi è artefice del proprio destino.La seconda è quella di pensare che è tutto già scritto nel piano di Dio.
La mia idea di destino si colloca a metà strada tra le due linee di pensiero.io penso infatti che nulla sia casuale e che probabilmente Dio ci fornisca numerosi indizi per scorgere la verità sin da quando nasciamo ma che al tempo stesso l'espressione libero arbitrio molto spesso citata e sempre più sovente abusata si collochi in quest'ottica.Mi spiego meglio:io penso che sin da quando nasciamo e magari anche prima,la scelta del nostro nome.,la nostra discendenza avrà una ripercussione sulla nostra vita.Mio padre mi ha sempre detto probabilmente ascoltandolo da suo padre e da suo nonno e cosi' via che esistono tre destini per ciascuno di noi:un destino quando si nasce,un destino mentre si vive e un destino dopo che si è morti.Io concordo con queste parole.Probabilmente Dio ha scritto una bozza se così si potesse definire e attribuisce ad ognuno di noi delle prove da superare tant'èche la vita sostanzialmente è fatta di bivi,di scelte e di decisioni.Certo alcuni,anzi molti eventi sono imprenscidinbili e non dipendono dalla nostra volontà ma è lì che colloco il libero arbitro e lo coniugo con la bozza di Dio nel senso che se è vero che certi avvenimenti debbano capitare per causa forza maggiore ,le nostre scelte,le nostre decisioni e le nostre reazioni possono cambiare in parte il nostro destino.l'universo,Dio .Probabilmente obbediscono a delle leggi matematiche e non mi meraviglierei se attraverso delle equazioni si possa predire il destino di un singolo uomo ma anche dell'intera umanita' visto che come sappiamo siamo tutti interconnessi tra di noi.Forse non tutti sanno che in matematica esistono tre risposte ad un problema:la risposta giusta,quella sbagliata e quella assurda.la risposta assurda a mio avviso può essere geniale se frutto di intuizione e creativa se funzionale al problema mentre rimane assurda se non rispetta criteri logici e quindi non è neanche funzionale al problema.Dio ci mette alla prova in continuazione e forse davanti ai nostri errori ci dà sempre altre chanche per redimerci.
La vita è in fondo una sorta di gioco o videogioco di Dio dove alcuni avvenimenti devono capitare ma che in fondo siamo noi stessi,le nostre reazioni,le nostre scelte,le nostre decisioni a determinare il nostro destino.