La natura obbedisce a delle semplici regole che paradossalmente si complicano man mano che si intrecciano negli svariati casi che essa contempla.Io credo a tal proposito che ogni specie vivente,dalla piu' piccola alla piu' grande,dalla piu' innocua alla piu' feroce preveda che ognuno sia al tempo stesso carnefice di qualcuno e vittima di qualcun'altro.Quando si parla di umanità entrano però in gioco altri fattori oltre alla forza e alla furbizia: il potere e la capacità di evolversi.
Se l'uomo è riuscito a sopravvivere per tutti questi millenni senza estinguersi deve tutto, o almeno gran parte del lavoro, alla sua capacità di adattamento e di evoluzione,parola di Charles Darwin.Certo ci sono uomini leone.Dico leone perchè per antonomasia il leone è considerato il re della foresta ma è ben chiaro il concetto che gli uomini leone almeno in senso assoluto sono pochissimi e probabilmente governano il mondo e lo fanno perché hanno potere.
Se vogliamo anche il leone potrebbbe essere,a mio avviso, essere meno forte di altre specie come ad esempio la tigre o il gorilla ma il leone per la sua capacitàdi agire in branco è per forza di cose il re della foresta così come gli uomini di potere si servono di uomini d'azione e uomini di pensiero(la classica categorizzazione generica il cui padre probabilmente e' Indro Montanelli)diventano I padroni del mondo.
Il potere si evince in ogni attività umana ed è infinitamente piramidale.
Tanto per fare battuta ricordate siamo uomini o caporali del grande Toto'?Toto' con quelle parole voleva dire che esistono gli uomini e chi pur ricoprendo incarichi o mansioni secondarie pretende di comandare.Ad esempio tra gli spazzini (e non me ne vogliano quest'ultimi visto che è solo un'esempio per rendere il concetto comprensibile e , tra l'altro è un lavoro dignitosissimo al pari degli altri lavori) c'è chi vuole comandare gli altri spazzini.
Digressioni a parte ho già parlato dei talenti e delle predisposizioni e ribadisco il concetto secondo cui ognuno di noi nasce con dei talenti.
Questo post più che soluzioni però si pone come punto cardine delle domande a cui il lettore se vorrà potrà dire la sua per cercare una soluzione.
Io metaforicamente ho intitolato questo post:l'istinto del killer.
Che cosa significa e perchè vi chiederete. Penso ad esempio ai venditori;un venditore che si lascia scappare una possibile vendita per pigrizia ma potrei pensare anche ad un imprenditore che si lascia scappare un affare o addirittura ad un donnaiolo che si lascia scappare una conquista.
Tutte le attività umane se fatte con passione hanno come comune denominatore la gratificazione morale ed economica.
Dunque premesso che le passioni ed il lavoro occupano ampio spazio nella vita di ciascuno e che almeno secondo me nella vita bisogna spinngersi fino al limite delle propire possibilità per non arrivare secondi nel proprio settore mi e vi chiedo:può quello che io definsico l'istinto delkiller e cioe' la capacita' di organizzare alla perfezione il piano e di conseguenza eseguirlo per “ammazzare”la vittima(in senso lato riprendendo il concetto cui sopra dei venditori,imprenditori,donnaioli,etc)rinunciando ad una parte di tempo libero e di vita privata?E' giusto farlo o si rischia di imborghesirsi troppo?e ancora come si fa a trovare il giusto equilibrio e avere il massimo dalla vita professionale e privata?ci si deve per forza accontentare o c'è una soluzione?
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