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martedì 28 febbraio 2017

IL VALORE DELL' UMILTA'

Cari folli lettori di ideeviaggianti.blogspot.com con questo post vorrei sottoporre alla vostra

attenzione alcune mie riflessioni in merito alla parola umiltà e , di conseguenza, al suo significato.


La parola umiltà deriva dal latino humilis che giustappunto   significa umile ma, qualora effettuassimo


una ricerca da un punto di vista linguistico,ci  potremmo rendere conto che la parola umiltà

letteralmente significa:" basso" ,o "dalla terra".

L' umiltà è considerata un valore positivo e,per spiegarne il significato in maniera più ampia,viene

descritta e associata all'etica e alla religione.

Il significato della parola umiltà,dunque, è universalmente riconosciuto come colui che essendo privo

 di superbia non si ritiene superiore agli altri.

Ma siamo davvero convinti che sia così?.o meglio ,possiamo affermare con assoluta certezza che non

 esistano gerarchie nei rapporti tra gli individui?io non ne sono tanto convinto.


Certo al di la' della retorica e dell'immensa letteratura che si puo' estrapolare sull' umiltà dove tutti  o

quasi affermano o credono di essere umili io sono convinto che, così come, secondo il mio

pensiero,ciascun individuo non sia migliore o peggiore rispetto ad un altro ma semplicemente

unico,irripetibile e, uguale ma diverso allo stesso tempo dalle altre persone,allo stesso modo sono

convinto che esistano rapporti gerarchici e rapporti di "forza".



A questo punto qualcuno si starà chiedendo in che maniera e in quale misura ci possa essere una

correlazione tra rapporti gerarchici, rapporti di "forza" e umiltà.


A mio avviso per come è strutturata la sociètà odierna lo status quo,il tipo di mansione che si svolge

all'interno della società nonche' il prestigio,la ricchezza e il potere, determinano rapporti gerarchici e

rapporti di "forza".in tal senso,riconducendoci al significato universale secondo il quale una persona

umile non si ritiene in alcun modo superiore alle altre persone, forse sono piu' chiare le domande che

sto per porvi:puo' esistere l'umilta' in una societa' strutturata gerarchicamente?e ,soprattutto,che cos'e'

davvero l'umiltà e chi sono gli umili? Premesso che nella società odierna,a torto o  a ragione bisogna

accettare i rapporti gerarchici o i rapporti di "forza" in ambito strettamente lavorativo sebbene spesso

,se non sempre,si commette l'errore di mantenere  le stesse gerarchie in un contesto informale come

ad esempio gli affetti,l'amicizia,le conoscenze,io credo , anche se la casistica possa essere infinita

,di aver individuato alcuni punti chiave su euqivoci di fondo in merito al significato di umiltà.




Innanzitutto a mio avviso chi mostra umiltà nei confronti di chi detiene maggiore prestigio ed è

arrogante con chipossiede minor potere è,per dirlo volgarmente,un leccaculo.Un altro equivoco è

credere una persona umile una persona remissiva ed insicura nel senso che chi si mostra troppo

 "sottomesso""non è umile ma debole.


Fatte queste lunghissime, ma a mio avviso doverose premesse ,torno a pormi e a porvi una

domanda:oggi l'umiltà e' un valore positivo o un lusso che pochi possono permettersi?Sebbene pensi

che l'umiltà sia un valore positivo tra le due ipotesi la seconda si confà magggiormente al mio

concetto di umiltà e spiego il perchè:se, così come ho scritto,esistono rapporti gerarchici e ,

metaforicamnte parlando,la società e' una giungla dove il più debole è costretto a soccombere ritengo

che sia facile mostrarsi umili quando ad un certo punto della vita si ci è autorealizzati fermorestando

che anche in questo caso l'umiltà va apprezzata.Nel caso opposto cioè quando non si detiene un

gran prestigio troppa umiltà potrebbe essere addirittura deleteria (chiaramente per sè stessi).


Concludendo a mio avviso l'umiltà è un valore positivo che si esplica    sempre e con tutti.Se cosi' non

fosse semplicemente non si può essere considerati umili.