Cari folli lettori di ideeviaggianti.blogspot.com con questo post vorrei sottoporre alla vostra
attenzione alcune mie riflessioni in merito alla parola umiltà e , di conseguenza, al suo significato.
La parola umiltà deriva dal latino humilis che giustappunto significa umile ma, qualora effettuassimo
una ricerca da un punto di vista linguistico,ci potremmo rendere conto che la parola umiltà
letteralmente significa:" basso" ,o "dalla terra".
L' umiltà è considerata un valore positivo e,per spiegarne il significato in maniera più ampia,viene
descritta e associata all'etica e alla religione.
Il significato della parola umiltà,dunque, è universalmente riconosciuto come colui che essendo privo
di superbia non si ritiene superiore agli altri.
Ma siamo davvero convinti che sia così?.o meglio ,possiamo affermare con assoluta certezza che non
esistano gerarchie nei rapporti tra gli individui?io non ne sono tanto convinto.
Certo al di la' della retorica e dell'immensa letteratura che si puo' estrapolare sull' umiltà dove tutti o
quasi affermano o credono di essere umili io sono convinto che, così come, secondo il mio
pensiero,ciascun individuo non sia migliore o peggiore rispetto ad un altro ma semplicemente
unico,irripetibile e, uguale ma diverso allo stesso tempo dalle altre persone,allo stesso modo sono
convinto che esistano rapporti gerarchici e rapporti di "forza".
A questo punto qualcuno si starà chiedendo in che maniera e in quale misura ci possa essere una
correlazione tra rapporti gerarchici, rapporti di "forza" e umiltà.
A mio avviso per come è strutturata la sociètà odierna lo status quo,il tipo di mansione che si svolge
all'interno della società nonche' il prestigio,la ricchezza e il potere, determinano rapporti gerarchici e
rapporti di "forza".in tal senso,riconducendoci al significato universale secondo il quale una persona
umile non si ritiene in alcun modo superiore alle altre persone, forse sono piu' chiare le domande che
sto per porvi:puo' esistere l'umilta' in una societa' strutturata gerarchicamente?e ,soprattutto,che cos'e'
davvero l'umiltà e chi sono gli umili? Premesso che nella società odierna,a torto o a ragione bisogna
accettare i rapporti gerarchici o i rapporti di "forza" in ambito strettamente lavorativo sebbene spesso
,se non sempre,si commette l'errore di mantenere le stesse gerarchie in un contesto informale come
ad esempio gli affetti,l'amicizia,le conoscenze,io credo , anche se la casistica possa essere infinita
,di aver individuato alcuni punti chiave su euqivoci di fondo in merito al significato di umiltà.
Innanzitutto a mio avviso chi mostra umiltà nei confronti di chi detiene maggiore prestigio ed è
arrogante con chipossiede minor potere è,per dirlo volgarmente,un leccaculo.Un altro equivoco è
credere una persona umile una persona remissiva ed insicura nel senso che chi si mostra troppo
"sottomesso""non è umile ma debole.
Fatte queste lunghissime, ma a mio avviso doverose premesse ,torno a pormi e a porvi una
domanda:oggi l'umiltà e' un valore positivo o un lusso che pochi possono permettersi?Sebbene pensi
che l'umiltà sia un valore positivo tra le due ipotesi la seconda si confà magggiormente al mio
concetto di umiltà e spiego il perchè:se, così come ho scritto,esistono rapporti gerarchici e ,
metaforicamnte parlando,la società e' una giungla dove il più debole è costretto a soccombere ritengo
che sia facile mostrarsi umili quando ad un certo punto della vita si ci è autorealizzati fermorestando
che anche in questo caso l'umiltà va apprezzata.Nel caso opposto cioè quando non si detiene un
gran prestigio troppa umiltà potrebbe essere addirittura deleteria (chiaramente per sè stessi).
Concludendo a mio avviso l'umiltà è un valore positivo che si esplica sempre e con tutti.Se cosi' non
fosse semplicemente non si può essere considerati umili.
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