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venerdì 9 ottobre 2015

ALLA RICERCA DI SE' STESSI

"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore." (Hermann Hesse) condivido il pensiero di hesse soprattutto per quanto concerne la prima frase.per il resto ho parlato di cio' che penso circa il destino nel post:e'0 tutto scritto o siamo artefici del nostro destino ?nel quale ricordo di aver detto che siamo noi a scegliere il nostro destino ma che determinati avvenimenti forse dovranno accadere per volonta' non legate alla nostra e che in base alle nostre reazioni il destino subisce continue modifiche,in sintesi.ho parlato anche delle predispozioni e dei talenti e credo proprio che il resto dell'aforisma di hesse(dopo la prima frase)si riferisca ai talenti e alle nostre predisposizioni.credo di aver detto anche che il lavoro rappresenta buona parte della nostra vita ma che noi non siamo il nostro lavoro ragion per cui arrivare a se stessi non implica secondo me per forza di cose la realizzazione dei nostri talenti anche se credo che non coltivare un talento sia un errore.essere se stessi non dipende dunque dal lavoro che si svolge ma dai comportamenti abituali nei vari contesti e lafrattura piu' grande e' senza dubbio legata alla dualita':cosa siamo e cosa vorremmo essere.

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