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giovedì 4 agosto 2016

LA COMPETIZIONE:UN DANNO MORALE INIMMAGINABILE NEI CONFRONTI DELL'UMANITA'

Ogni maestro spirituale,ogni saggio,ogni persona di buon senso afferma che non bisogna competere con gli altri ma soltanto con sé stessi al fine di migliorarsi e superare i propri limiti.

Spesso se non sempre quando si parla di competizione se ne fa una questione ideologica:chi rinnega la competizione viene additato per comunista o filo tale.

E' chiaro che un concetto democratico e giusto,più volte da me espresso,prevede che chi merita di più deve necessariamente avere di più;è logico e giusto.Ma non sempre il merito prevale anzi,al contrario.

La parola meritocrazia sembra oggi sfoggiata ad oltranza da tutti ma in particolare da quelle persone che non ottengono risultati e riconoscimenti sperati anche se, a mio avviso, pur essendo palese la “non meritocrazia”chi davvero eccelle in uno o più campi una strada da percorrere, quantomeno a buoni livelli,la trova.

Forse in tutto questo sono i presupposti ad essere sbagliati. Innanzitutto bisognerebbe costruire una società ma ancor più un 'economia a misura d'uomo.

Chiaramente,rifacendomi al discorso da me più volte espresso che ciascuno è unico e dotato di talenti e predisposizioni,sarebbe impensabile,folle e sciocco pensare che ognuno di noi su questa terra raggiunga l'eccellenza.

Tuttavia sin da piccoli siamo abituati ad essere giudicati attraverso numeri e l'economia stessa è basata su numeri virtuali.

Nessuno vede il potenziale latente e cerca di tirarlo a galla. Siamo semplicemente delle piccole barche in balia della tempesta.

Alcuni però sono più fortunati perché dispongono di strumenti per reggere all'onda d'urto delle intemperie. Cioè ,in altre parole, c'è chi nasce con una guida esperta che ha gli strumenti(economici e non)per arrivare al successo(i cosiddetti figli di papà).Fatte le dovute eccezioni di persone che dal nulla arrivano a certi livelli,è chiaro oltre che retorico affermare che non tutti hanno le stesse possibilità ma che soprattutto non partono dallo stesso livello.

Il mondo sarà sempre più infido e becero fin quando si dovrà sgomitare,imbrogliare,truffare, e chi più ne ha, più ne metta ,per raggiungere un successo relativo.

La soluzione?io non c'è l'ho, e voi?anche se penso che stiamo allontanandoci dal tanto agognato:restiamo umani.

Forse siamo troppi su questa terra e accontentare tutti è utopico ma io mi e vi pongo un altra domanda:è possibile che in 3000 e passa anni di umanità non si sia pensato ad un modello sociale che permetta a tutti di esprimersi al meglio e\o quantomeno spendere una vita dignitosa?

E se qualcuno molto influente non lo volesse?Forse al banchetto nessuno vuole aggiungere un posto a tavola.

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