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lunedì 18 gennaio 2016
LOGICO,TROPPO ILLOGICO
man mano che leggo nietsche mi rendo conto di quanto fosse geniale,cosi' geniale da scardinare le mie convinzioni soprattutto in merito alle critiche a socrate che sin dai tempi del liceo e' stato il mio filosofidolo(perdonate questo brutto neologismo).in effetti socrate riconduceva tutto alla logica,nietsche invece ci dice che siamo logica e illogicita',biologia e pensiero.pur condividendo il pensiero di nietsche ho provato a trasportare le sue grandi teorie alle mie,molto piu' modeste e chi mi legge sa'0 che insisto sulla teoria del fatto che ogni cosa sia unica e trinica.per me l'uomo e' corpo,anima e cervello.il corpo a sua volta si divide in carne, ossa e muscoli.l'anima in coscienza,etica e spirito.il cervello in logica,illogicita' e creativita'.sorvolando sulla suddivisione di corpo e anima vorrei invece soffermarmi sulla suddivisione del cervello.la logica a sua volta si divide in pensiero,razionalita',azione.le menti razionali sono riflessive e come un computer elaborano e calcolano la o le soluzioni piu' adeguate al problema o alla situazione che gli si pone dinnanzi.sappiamo bene pero' che la logica e' sopraffatta spesso dall'illogicita'.quante volte abbiamo detto:ho sbagliato ma e' stato piu' forte di me,oppurese ci avessi pensato prima o non ci ho proprio pensato.la vita come nietsche stesso dice e' una seuqwnz<a infinita di attimi per lo piu' illogici.illogici perche' non sempre si ha il tempo di elaborare e calcolare il comportamernto o la decisione da prendere.l'illogicita' a sua volta si suddivide in istinto,irrazionalita',emotivita'.l'istinto e' la parte inconscia che a volte ci aiuta altre volte ci fa essere troppo impulksivi o frettolosi.l'irrazionalita' la associerei alla follia in quanto a volte abbiamo reazioni del tutto inaspettate.la creativita' e' sentimento, immaginazione,condivisione.per chi non avesse letto la natura dell'universo:quando fede e scienza si incontrano in quel post in maniera esaustiva parlo dell'unicita' e trinicita' come fenomeni complementari ma di una stessa cosa ragion per cui anche la creativita' obbedisce a questa mia teoria.un crteativo in effetti condivide una suaa opera attraverso il sentimento che lui ha provato e che vuol fare provare e attraverso la sua immaginazione che capovolge spesso se non sempre i luoghi comuni.io credo che l'illogicita' sia la parte predominante dell'essere umano,la logica sia la parte secondaria quando abbiamo modo di riflettere e la creativita' e' un talento nascosto che ognuno possiede ma che non tutti manifestano.tra illogicita' e follia pero' ce ne corre.folle e' una persona che ha un livello di logica inferiore,molto inferiore alla media e che assume atteggiamenti irrazionali.sembrera' strano ma se la genialita' e' associata alla logica,la follia e' associata alla creativita' e pensdo che tra genialita',follia e crreativita' ci sia come dicevo in altri post una linea sottilissima.un genio che ha comportamenti logici sempre e comunque e' un robot chi e' sempre irrazionale e' folle e chi e' sempre creativo dove per creativita' si intende una follia geniale probabilmente non esiste se non dio se volesse.probabilmente in virtu' di questa predominanza dell'illogicita' sono state emanate leggi, professate religioni e tramandate lezioni di etica e di morale per far si' inmsomma che in determinate circostanme si assumino determinati compèortamenti "logici".che poi e' pur vero che queste cose siano servite ai potenti per manipolare le masse.certo e' che purtroppo le regole servono perche' se questo sporco mondo e' dominato dal caos figuriamoci senza norme e regole che cosa sarebbe anche perche' e' piu' fgacile cadere in tenmtazione che essere virtuosi.
SUL VINCOLO DEL MATRIMONIO
in questo post vorrei fare alcune considerazioni sul matrimonio partendo innanzitutto dalla radice etimologica del termine:matrimonium che significa madre e compito e se ci facciamo caso patrimonium(patrimonio in italiano)ha una radice etimologica dai connotati nettamente economici.secondo nietsche:"il matrimonio......non lo si fonda sull'amore,lo si fonda sull'istinto sessuale,sull'istinto di possesso(moglie e figli di proprieta'),sull'istinto di dominio che continua ad organizzare per se' la piu' piccola struttura del dominio,la famiglia,che ha bisogno di figli ed eredi per tenere salda,anche fisiologicamente,la misura di potere,di influenza,di ricchezza che e' stata raggiunta,per preparare lunghi compiti,una solidarieta' di istinti tra secoli".
pur ammirando gli scritti nietschenienani se mi e' concessa l'espressione dissento quantomeno in parte da questa sua affermazione.oggi,io credo gli istinti sessuali possono essere placati,saziati e goduti con una facilita' che prima non v'era e, a maggior ragion in tal senso il matrimonio diventa un vincolo per la propria liberta' sessuale con piu' partner.si perche' magari io non saro' un credente praticante che va in chiesa tutte le domeniche(e come me la maggior parte dei cristiani che conosco) ma il matrimonio e' una cosa seria e , non per un fattore economico di divisione dei beni che comunque incide,ma semplicemente perche' si promette davanti a dio di essere fdedelòi sempre nella buona e nella cattiva sorte di onorare il coniuge etc etc.diciamoci la verita' molti gia' sanno consciamente o incosciamente che il loro matrimonio andra' a rotoli o,quantomeno si illudono che non sia cosi'.per me il matrimonio ha senso in vista dell'arrivo di un nascituro,condizione pero'non necessaria in caso di sterilita' o impotenmza purche' i due coniugi si amino e si rispettino.ora non vorrei frainteso:sono favorelissimo al divorzio,non lo condanno,anzi credoi che sia sacrosanto e credo che anche un granmde amore possa finire ragion per cui si puo' mettere la parola fine a quel rapporto.ma la domanda mi sorge spontanea:perche' ci si sposa?si ,ok.per condividere l'intimita' e tutto cio' che c'e' da condividere con una persona e magari creare una famiglia con bambini.ma io intendo perche' ci si illude di aver trovato la persona con la quale costruire qualcosa di magnifico e sofferente allo stesso tempo?:magnifico se vi e' vero amore,sofferente se non lo e'.del resto anche i figli si' e' vero sono gioie ma sono in primis responsabilita',preoccupazioni e sofferenze.ovviamente parlo da maschio occidentale perche' mi rendo conto che una donna sogni la favola col principe azzurroe una famiglia e cio' e'0 sacrosanto ma, tuttavia,non e' giusto promettere ad un altra persona eterno amore iinnanzi(virtualmente) a dio e peggio ancora generare un figlio quando non si e' davvero convinti.ma allora rinnovo la domanda:perche' ci si sposa?io credo che i motivi siano essenzialmente due:la paura della solitudine e la paura della solitudine in vecchiaia.io sfido chiunque a dimostrare di essere vergine prima del matrimonio e di sposarsi con una persona realmente amata(che poi se l'amore finisce e' un 'altro paio di maniche,come dicevo prima e sottolineo).io credo che le istituzioni religiose ci abbiano mentito per millennni:il sesso non e' un tabu' ma lo si e' fatto diventare tale per evitare inutili sofferenze e per tutelare i bambini.pero' dico questo poeor dire che se ci sposa in chiesa non si puo'essere credenti a convenienza.chissa' poi se nel mondo medio orientale c'e' una connessione tra malvagita' o comunque terrorismo e poligamia.un figlio con 7 madri ed un padre forse non lo si puo' indirizzare verso la strada giusta.che poi in mediooriente le donne non hanno diritti e questo e' un altro grave discorso.se oggi esistono precauzioni io concludo dicendo non sposatevi e non procreate se in cuor vostro non siete convinti,altrimenti che possiate vivere felici e contenti.
pur ammirando gli scritti nietschenienani se mi e' concessa l'espressione dissento quantomeno in parte da questa sua affermazione.oggi,io credo gli istinti sessuali possono essere placati,saziati e goduti con una facilita' che prima non v'era e, a maggior ragion in tal senso il matrimonio diventa un vincolo per la propria liberta' sessuale con piu' partner.si perche' magari io non saro' un credente praticante che va in chiesa tutte le domeniche(e come me la maggior parte dei cristiani che conosco) ma il matrimonio e' una cosa seria e , non per un fattore economico di divisione dei beni che comunque incide,ma semplicemente perche' si promette davanti a dio di essere fdedelòi sempre nella buona e nella cattiva sorte di onorare il coniuge etc etc.diciamoci la verita' molti gia' sanno consciamente o incosciamente che il loro matrimonio andra' a rotoli o,quantomeno si illudono che non sia cosi'.per me il matrimonio ha senso in vista dell'arrivo di un nascituro,condizione pero'non necessaria in caso di sterilita' o impotenmza purche' i due coniugi si amino e si rispettino.ora non vorrei frainteso:sono favorelissimo al divorzio,non lo condanno,anzi credoi che sia sacrosanto e credo che anche un granmde amore possa finire ragion per cui si puo' mettere la parola fine a quel rapporto.ma la domanda mi sorge spontanea:perche' ci si sposa?si ,ok.per condividere l'intimita' e tutto cio' che c'e' da condividere con una persona e magari creare una famiglia con bambini.ma io intendo perche' ci si illude di aver trovato la persona con la quale costruire qualcosa di magnifico e sofferente allo stesso tempo?:magnifico se vi e' vero amore,sofferente se non lo e'.del resto anche i figli si' e' vero sono gioie ma sono in primis responsabilita',preoccupazioni e sofferenze.ovviamente parlo da maschio occidentale perche' mi rendo conto che una donna sogni la favola col principe azzurroe una famiglia e cio' e'0 sacrosanto ma, tuttavia,non e' giusto promettere ad un altra persona eterno amore iinnanzi(virtualmente) a dio e peggio ancora generare un figlio quando non si e' davvero convinti.ma allora rinnovo la domanda:perche' ci si sposa?io credo che i motivi siano essenzialmente due:la paura della solitudine e la paura della solitudine in vecchiaia.io sfido chiunque a dimostrare di essere vergine prima del matrimonio e di sposarsi con una persona realmente amata(che poi se l'amore finisce e' un 'altro paio di maniche,come dicevo prima e sottolineo).io credo che le istituzioni religiose ci abbiano mentito per millennni:il sesso non e' un tabu' ma lo si e' fatto diventare tale per evitare inutili sofferenze e per tutelare i bambini.pero' dico questo poeor dire che se ci sposa in chiesa non si puo'essere credenti a convenienza.chissa' poi se nel mondo medio orientale c'e' una connessione tra malvagita' o comunque terrorismo e poligamia.un figlio con 7 madri ed un padre forse non lo si puo' indirizzare verso la strada giusta.che poi in mediooriente le donne non hanno diritti e questo e' un altro grave discorso.se oggi esistono precauzioni io concludo dicendo non sposatevi e non procreate se in cuor vostro non siete convinti,altrimenti che possiate vivere felici e contenti.
mercoledì 13 gennaio 2016
IL CAMMINO DELLA SAGGEZZA
da
millenni i grandi pensatori e, non solo,cercano la strada della
saggezza.ma che cos'e' la saggezza?a mio avviso la parola saggezza
non va confusa ne' con la parola prudenza,ne' con la parola calcolo e
, se volessimo, neanche con la parola furbizia.eppure la saggezza e'
universalmente riconosciuta come la capacita' di operare scelte
ponderate e prudenti frutto di calcolo al fine di trarre vantaggio da
ogni situazione. Di solito si associa la parola saggio ad una persona
anziana;nulla di strano anzi direi logico vista la natura umana
frutto dell'esperienza.saggi non si nasce,saggi si diventa e lo si
diventa attraverso le esperienze.io credo che per diventare saggi
ammesso che sia possibile bisogni attraversare il cammino della vita
con un pizzico di follia e incoscienza specie in gioventu'.in questo
senso anche la parola consapevolezza puo' essere intesa come una
infinitesimale parte della parola saggezza;solo chi attraversa
diversi sentieri puo' dire in cosa e' incappato lungo la strada.non
esistono dunque a rigor di logica giovani saggi.l'esperienza positiva
o negativa che sia le gioie e le cicatrici,la felicita' e le batoste
non possono essere tramandate attraverso esperienze letterarie
o,quantomeno,guardando gli errori altrui.certo sarebbe saggio,per
l'appunto seguire i consigli disinteressati di persone che ne hanno
viste tante ma a volte anche fare di testa propria genera i suoi
frutti.il guaio e' che la vita e' spesso se non sempre unica anche se
alcuni sentieri di questo cammino sono stati in parte gia'
perlustrati.la saggezza al contrario dovrebbe essere una qualita'
oggettiva ma come ci ricorda il filosofo eraclito:panta rei,tutto
cambia,tutto scorre.se poi e' vero che come suddetto non esistono
giovani saggi ma solo persone vecchie dentro io sono giunto alla
conclusione che la saggezza non esiste ne' in senso assoluto ne' in
piccole dosi.esiste invece la voglia di vivere e sperimentare ed
esiste la paura,la paura di non ricadere nel baratro che lungo il
percorso ci ha procurato sofferenza.un ennesima parola anzi due sono
le parole etica e morale che necessariamente dovrebbe possedere chii
e' ritenuto saggio e , che al contrario,non necessariamente sono
attribuibili ai soli saggi.sara' che io sono ancora abbastanza
giovane ma io credo di voler rimanere curioso come un bambino,un
bambino con qualche piccola esperienza, positiva e negativa, in
piu'.in fondo al di la' dell'etica e della morale e, ovviamente non
mi riferisco alla falsa morale e al finto perbenismo,che sono
necessarie oggi piu' che mai ma che forse stanno venendo meno come
qualita' e valori umani io mi chiedo nuovamente che cos'e' la
saggezza?e a che serve affannarsi tanto per giungere ad uno stadio in
cui si e' ritenuti saggi? Io continuo il mio viaggio fanciullesco.voi
cosa pensate della saggezza?siete dei bambini copn qualche esperienza
o dei vecchi dentro.vediamo quanti bambini siamo.
martedì 5 gennaio 2016
LA DIGNITA' DEL SORRISO
La ricerca della
felicità credo che sia soggettiva:ciò che rende felice me ,magari
non rende felice un'altra persona.eppure sono convinto che tutti
inseguano l'amore il denaro e la felicità.a volte mi chiedo perché
l'umanità fa di tutto per essere infelice.sembrerebbe assurdo che
,in fondo,tutti si lamentino dei medesimi problemi ma nessuno faccia
niente per risolverli ,come se il solo fatto di lamentarsi sia
un pretesto,una buona scusa per rimanere infelici.ho visto a tal
proposito gente lamentarsi anche di problemi risolvibili come ad
esempio la mancanza di dialogo quand'essi stessi sono i primi che di
fronte ad una parola di un estraneo, o si imbarazzano, o si
indispettiscono.sicuramente e' sacrosanto affermare che esistano
affinità elettive e che non possiamo andare d'accordo con tutti e
che non tutti riescono ad emozionarci o quantomeno a regalarci un
sorriso.ma perché chiudersi dietro una cella con le solite stesse
persone magari molte delle quali riescono a farci stare male?ognuno
di noi merita delle chanche. prima di giudicare dovremmo imparare a
mettere a proprio agio le persone e a sorridergli. magari non tutte
diventeranno nostri amici ma sono sicuro che potremmo avere delle
piacevoli sorprese.e' vero che i problemi sono tanti,troppi forse, e
che la vita e' troppo frenetica ma se rovesciamo l'assunto di base
trasformandolo dal “sono troppo preso da me stesso e dai miei
problemi” ed iniziassimo ad essere gentili e sorridenti forse
qualcuno potrebbe essere in grado di ricambiare il sorriso e
l'assunto di base si trasformerebbe per l'appunto in “oggi potrei
conoscere nuove persone che potrebbero farmi stare bene”.chi
sorride nonostante tutto,e' una persona che fa del suo pane
quotidiano la dignità.a volte basta poco:immaginiamo un mondo dove
tutti provino ad essere gentili e sorridenti col prossimo.non e'
forse come vorremo essere trattati noi?cioe' con rispetto e
gentilezza? Forse io credo nelle favole ma sono convinto che a volte
basta una parola,un gesto,un sorriso per rendere migliore la nostra
giornata e rendere migliori noi stessi e gli altri.e in fondo anche
se mi criticherai so' per certo con un pizzico di presunzione che se
stai leggendo ancora un sorrisetto te l'ho strappato.non e' vero?
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