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mercoledì 13 gennaio 2016

IL CAMMINO DELLA SAGGEZZA

da millenni i grandi pensatori e, non solo,cercano la strada della saggezza.ma che cos'e' la saggezza?a mio avviso la parola saggezza non va confusa ne' con la parola prudenza,ne' con la parola calcolo e , se volessimo, neanche con la parola furbizia.eppure la saggezza e' universalmente riconosciuta come la capacita' di operare scelte ponderate e prudenti frutto di calcolo al fine di trarre vantaggio da ogni situazione. Di solito si associa la parola saggio ad una persona anziana;nulla di strano anzi direi logico vista la natura umana frutto dell'esperienza.saggi non si nasce,saggi si diventa e lo si diventa attraverso le esperienze.io credo che per diventare saggi ammesso che sia possibile bisogni attraversare il cammino della vita con un pizzico di follia e incoscienza specie in gioventu'.in questo senso anche la parola consapevolezza puo' essere intesa come una infinitesimale parte della parola saggezza;solo chi attraversa diversi sentieri puo' dire in cosa e' incappato lungo la strada.non esistono dunque a rigor di logica giovani saggi.l'esperienza positiva o negativa che sia le gioie e le cicatrici,la felicita' e le batoste non possono essere tramandate attraverso esperienze letterarie o,quantomeno,guardando gli errori altrui.certo sarebbe saggio,per l'appunto seguire i consigli disinteressati di persone che ne hanno viste tante ma a volte anche fare di testa propria genera i suoi frutti.il guaio e' che la vita e' spesso se non sempre unica anche se alcuni sentieri di questo cammino sono stati in parte gia' perlustrati.la saggezza al contrario dovrebbe essere una qualita' oggettiva ma come ci ricorda il filosofo eraclito:panta rei,tutto cambia,tutto scorre.se poi e' vero che come suddetto non esistono giovani saggi ma solo persone vecchie dentro io sono giunto alla conclusione che la saggezza non esiste ne' in senso assoluto ne' in piccole dosi.esiste invece la voglia di vivere e sperimentare ed esiste la paura,la paura di non ricadere nel baratro che lungo il percorso ci ha procurato sofferenza.un ennesima parola anzi due sono le parole etica e morale che necessariamente dovrebbe possedere chii e' ritenuto saggio e , che al contrario,non necessariamente sono attribuibili ai soli saggi.sara' che io sono ancora abbastanza giovane ma io credo di voler rimanere curioso come un bambino,un bambino con qualche piccola esperienza, positiva e negativa, in piu'.in fondo al di la' dell'etica e della morale e, ovviamente non mi riferisco alla falsa morale e al finto perbenismo,che sono necessarie oggi piu' che mai ma che forse stanno venendo meno come qualita' e valori umani io mi chiedo nuovamente che cos'e' la saggezza?e a che serve affannarsi tanto per giungere ad uno stadio in cui si e' ritenuti saggi? Io continuo il mio viaggio fanciullesco.voi cosa pensate della saggezza?siete dei bambini copn qualche esperienza o dei vecchi dentro.vediamo quanti bambini siamo.


















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