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sabato 29 aprile 2017

FILOSOFIA DEL VIAGGIO

Si dice che viaggiare apre la mente.sara' vero?io,personalmente,sono d'accordo in parte:probabilmente lo scopo di un viaggio è ampliare la conoscenza del mondo e del genere umano;tradizioni diverse ,culture diverse ,posti diversi ,dovrebbero arricchire il viaggiatore.ma siamo sicuri che oggi sia proprio cosi' e non sia un 'ostentazione verso altre persone il fatto di poter dire:ci sono stato. A volte se non sempre si viaggia per fuggire da qualcosa e quel qualcosa probabilmente ci perseguitera' sempre perche' siamo sempre noi in un posto diverso.esistono diversi tipi di viaggi e di viaggiatori.c'e' chi visita un posto per i paesaggi,chi per il sesso(diciamocelo pure),chi per conoscere il mondo e le sue peculiarità,chi come dicevo prima per dimostrare di viaggiare agli altri e chi per rilassarsi o fare cose che in un posto dove si e' conosciuti non potrebbe fare.ognuno scelga il viaggio che piu' gli sia congeniale ma si ricordi che al di la' dei paesaggi diversi,se e' vero com'e' vero che il mondo e' vario ma e' anche piccolo puo' trovare il “mondo”anche in un piccolissimo quartiere di un paesino.non parlo poi di viaggi interiori che sarebbero la massima espressione della cultura e del cambiamento.fatte queste opportune premesse io mi e vi chiedo:quanto influisce il non essere conosciuti sulla nostra liberta' e quanto al contrario influisce la nostra buona o cattiva reputazione nel posto dove viviamo?cioe' quanto siamo davvero liberi a casa?certo in diverse fasi della vita occorrerebbe viaggiare per diversi scopi e , magari per combinarli insieme.ma com'e' possibile che un viaggio non ci cambi?;non ci apra a nuove possibilita' o nuove prospettive?o e' solo l'abitudine e la routine che fa si' che una volta ritornati nel luogo d'appartenza indossiamo la maschera che noi in parte e gli alttri nella grande restante parte ci hanno attribuito?i piu' grandi filosofi dicevano:conosci te stesso e conoscerai la verita',il mondo,l'umanita'.a me sembra che le persone che viaggino molto in realta' siano ingabbiate in schemi troppo rigidi per comprendere cio' che hanno avuto o avranno la fortuna di vedere e osservare da vicino.certo poi ci sono anche quelli che conoscono una persona che non rispecchia i piu' ovvi luoghi comuni e dicono in merito ad un fatto ovvio:non e' vero io ho conosciuto una persona di nazionalita' tal dei tali e non era cosi'.1 su quanti?in quanti giorni verrebbe da chiedermi a me che non riescfo a conoscere me stesso e mi conosco da quando sono nato.probabilmente anche viaggiare comporta l'essere pronti a cogliere diversi elementi del mondo.voi che tipi di viaggiatori siete?

lunedì 24 aprile 2017

TRA REALTA' E REALTA' AUMENTATA:UNA POSSIBILE VISIONE DEL FUTURO

Ho sempre pensato,a torto  o a ragione che la tecnologia non sempre porti al progresso ma che in certo senso a volte , al di la' di scoperte per cosi' dire "nocive" come lo fu a titolo d'esempio l'uso della bomba atomica,il progresso possa essere regresso.
E' altrettanto ovvio che la tecnologia e' uno strumento che dovrebbe migliorare la qualità della vita umana e porsi al suo servizio e non viceversa ,ovvero tecnologia al servizio dell'uomo e non l'uomo al servizio della tecnologia.
e' anche  scontato che dipende dall'uso che l'uomo fa della tecnologia  e dal suo buon senso a  determinare benefici o "handicap".
fin qui nulla di nuovo;discorso trito e ritrito se non fosse che vi è una nuova prospettiva da considerare.
non parlo di automobili che si guidano da sole cosi' come non parlo degli incredibili progressi nella cibertenica e nella branca dell'intelligenza artificiale.un qualunquista potrebbe pensare a questo punto anche a ragione che le macchine sostituirranno l'uomo;una prospettiva diversa  potrebbe invece asserire che l'uomo stesso diventera' una macchina.
al di la' del fatto che io credo che una delle scoperte "nocive"sia proprio legata alla branca dell'intelligenza artificiale che,copme dicevo in un altro post,potrebbe addirittura non solo sostituire ma addirittura portare all'estinzione della razza umana come ben sostengono a mio avviso lo scienziato stephen hawking e l'imprenditore bill gates(che tutti conoscete) e benche' queste evoluzioni siano gia' ad un avantissimo stadio io mi soffermerei su qualcosa sul quale gia' i colossi dell'economia stanno facendo investimenti e anche grossi.sto parlando della realta' aumentata.
certo l'ipotesi di eleminare del tutto dispositivi fisici come smartphone e tv che potranno essere dunque essere sostituiti chesso' da una parete che proietta un immagine attraverso degli occhiali a realta' aumentata e' un ipotesi piuttosto relaistica,piuttosto affascinante e piuttosto pericolosa.
certo non avvera' nell'immediato.come ogni grande rivoluzione di qualsiasi genere la massa ha bisogno di tempo per "infagocitare"il nuovo che avanza.tuttavia se google(google galsses e hololens sono gia' sul mercato)microsoft e in ultimo zukeberg di facebbok stanno investendo e puntando sulla relata' aumentata probabilmente si andra' in quella direzione tra una dieciiina di anni, almeno negli states e dopo un po' di conseguenza in tutto il globo.questa e' la sostanziale motivazione secondo la quale affermo che quest'ipotesi e' piuttosto reaslistica.certo eliminare il mercato di smartphone e tv non sara',ripeto,cosi' immediato perche' tante holdings faranno pressione sui mercati e sulle masse ma alla fine la gente si abituera' anche a questo e accogliera' di buon grado la relata' aumentata che comunque resta qualcosa di affascinante e intrigante.pensare di avere un pc,internet,uno smarthpone indossando "semplici " occhiali non e' cosa da poco.tuttavia io mi chiedo ,copnoscendo anche l'essere umano o ,perlomeno essendomi fatto una piccolissima e infinitesimale opinione dell'essere umano quando si tratta di usare tecnologie cosi' cvome , ad esempio,lo sono stati facebook stesso,gli smartphone e what's' appin passato:dove andremo a finire?diventeremo dei cyborg.la fantasia che ci ha sempre   contraddistinto come razza "supoeriore"alòle altre specie vivbenti scomparira'?gia' soprattutto la fantasia;delegheremo tutto alle macchine?signori il futuro e' alle porte.voi che ne pensate?accogliereste ipoteticamente bene la relata' aumentata o avete anche voi delle riserve in tal senso?

martedì 11 aprile 2017

LA NOIA,QUESTA MALEDETTA

Ho sempre pensato, a torto o a ragione,che per quanto gli studiosi in genere, i filosofi e a volte i poeti si siano occupati di definire il concetto di noia, questo meccanismo "umano" necessiti oltre  che di approfondimento anche  di ulteriori studi in materia.

Con questo post io mi e vi pongo delle domande a cui francamente ho solamente risposte parziali.

La prima domanda,semplice ed elementare investe la sua definizione:che cos'e' dunque la noia?certo di definizioni sulla noia se ne trovano a bizzeffe e , non e' questa di sicuro una delle domande a cui non saprei dare una risposta.

Dunque se accettiamo la definizione classica di noia secondo la quale questa è uno stato di demotivazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnato in un'attività sostenuta da stimoli che si recepiscono come ripetitivi o monotoni o, comunque, contrari a quelli che si reputano più confacenti alle proprie inclinazioni e capacità possiamo dire che la noia specie in quest' epoca investe tutti noi.

chi , infatti puo' dire sinceramente di non annoiarsi mai?credo nessuno.nell'arco di una giornata infatti non è possibile che non si trascoranno dei momenti di noia.

Mi rendo conto che quando tratto quest'argomento che di per se' e' molto complesso si puotrebbe facilmente fraintendere il vero significato di noia.

essere impegnati e\ o iperattivi non e' sinonimo di divertimento o meglio di non noia.

e' chiaro che fare un lavoro che ci piace oggi e' forse un lusso ma la mia tesi mira a dire che anche se facessimo tutto cio' che ci piace ci annoieremmo in alcune circostanze.perche'? innanzitutto un lavoro ha diverse parti e sicuramente esistono in ogni lavoro quelle piu' noiose.ma non e' questo il punto.il punto e' che sia un lavoro o uno svbago per rgagiungere un risultato bisogna necessariamente compiere sacrifdici ed impegnarsi e , spesso l'impegno ci porta causa il nostro volerci migliorare a ripetere le stesse azioni e cadere quindi nella monotonia.in altre parole anche un hobby necessita di impegno e di monotonia affinche' si passi ad un livello superiore.

potrei riassumere il mio pensiero con un parallelismo:l'alimentazione.se ci piace un piatto ma lo mangiamo tutti i giorni ne saremmo stufi ,prima o poi.se ci teniamo alla salute(scopo o risultato)dovremmo rispettare un regime di alimentazione variegata e non e' detto che tutto cio' che mangiamo ci piaccia.se mangiamo solo tutto cio' che ci piace non raggiungeremo mai un obiettivo nel senso metaforico cioe' se ho degli hobby e non mi impegno anche nelle cose piu' noiose non avro' un risultato.

esiste dunque un modo per sconfiggere la noia?io credo che etrino in gioco anche altri fattori come i livelli di concentrazione.qunato piu' riusciamo ad essere concentrati facciamo prima e meglio le attivita' che facciamo.eppure anche questa grossa conquista da sola non basterebbe a sconfiggere definitavamente la noia.


probabilmente questo  fenomeno va arginato e combattutoee va reso temporaneo anche in piccoli frammenti di tempo ma non potra' mai essere sconfitto perennemente.voi che ne pensate?chideo scusa se vi ho annoiato.

sabato 1 aprile 2017

IL GIOCO COME METAFORA DEL CARATTERE

Cari folli lettori di www.ideeviaggianti.blogspot.it inizio questo post sottoponendovi una domanda:volete davvero conoscere chi vi circonda?

Einsten diceva che per conoscere una persona non bisogna attenersi a cio' che dice ma a cio' che fa e al modo con cui tratta un suo sottoposto.

Inutile dire che sono d'accordo e altrettanto inutile dire che io non sono al livello di enstein.tuttavia secondo me per capire veramente una persona bisogna osservare il suo comportamento durante il gioco.

Secondo questa mia tesi cio' avviene perche' quando giochiamo torniamo bambini per un attimo e i nostri limiti,il nostro inconscio,le nostre capacita' e i nostri schemi mentali vengono alla luce.

Certo le variabili sono tante e si mescolano tra loro e , poi chiaramente dipende dai compagni e dagli avversari,un po' come nella vita quando di fronte ad una situazione simile se ci troviamo al cospetto di una persona agiamo in un modo,se ci troviamo verso un altro tipo di persona agiamo in un altro.

Potrei fare mille esempi con mille giochi diversi;vada per tutte il calcio che e' il gioco che meglio conosco in termini di regole e di osservazione attiva e passiva.

C'e' chi ad esempio se lo sfiori sembra che lo abbiano sparato e , chi al contrario va avanti come un treno anche se lo sparano per davvero.c'e' chi imbroglia su qualsiasi cosa;c'e' chi corre e fa il lavoro sporco e chi aspetta solo di concretizzare e prende tutti i meritie ancora c'e' chi vuole che gli altri facciano cio' che lui pensi,c'e' chi addossa la colpa ai compagni,chi a se' stesso,c'e' chi pensa che gli avversari sono troppo forti e chi pur pensandolo si impegna maggiormente.gli esempi sono tanti ma davveropenso che quando si gioca si ci tolga di dosso le gabbie che la societa' ci mette ed esce fuori il vero io di una persona anche se probabilmente molti diranno che e' l'inverso e cioe' che quando si gioca si va in trance e che una volta finito si comincia a ragionare.voi che ne pensate?