Si dice che
viaggiare apre la mente.sara' vero?io,personalmente,sono d'accordo in
parte:probabilmente lo scopo di un viaggio è ampliare la conoscenza
del mondo e del genere umano;tradizioni diverse ,culture diverse
,posti diversi ,dovrebbero arricchire il viaggiatore.ma siamo sicuri
che oggi sia proprio cosi' e non sia un 'ostentazione verso altre
persone il fatto di poter dire:ci sono stato. A volte se non sempre
si viaggia per fuggire da qualcosa e quel qualcosa probabilmente ci
perseguitera' sempre perche' siamo sempre noi in un posto
diverso.esistono diversi tipi di viaggi e di viaggiatori.c'e' chi
visita un posto per i paesaggi,chi per il sesso(diciamocelo pure),chi
per conoscere il mondo e le sue peculiarità,chi come dicevo prima
per dimostrare di viaggiare agli altri e chi per rilassarsi o fare
cose che in un posto dove si e' conosciuti non potrebbe fare.ognuno
scelga il viaggio che piu' gli sia congeniale ma si ricordi che al di
la' dei paesaggi diversi,se e' vero com'e' vero che il mondo e' vario
ma e' anche piccolo puo' trovare il “mondo”anche in un
piccolissimo quartiere di un paesino.non parlo poi di viaggi
interiori che sarebbero la massima espressione della cultura e del
cambiamento.fatte queste opportune premesse io mi e vi chiedo:quanto
influisce il non essere conosciuti sulla nostra liberta' e quanto al
contrario influisce la nostra buona o cattiva reputazione nel posto
dove viviamo?cioe' quanto siamo davvero liberi a casa?certo in
diverse fasi della vita occorrerebbe viaggiare per diversi scopi e ,
magari per combinarli insieme.ma com'e' possibile che un viaggio non
ci cambi?;non ci apra a nuove possibilita' o nuove prospettive?o e'
solo l'abitudine e la routine che fa si' che una volta ritornati nel
luogo d'appartenza indossiamo la maschera che noi in parte e gli
alttri nella grande restante parte ci hanno attribuito?i piu' grandi
filosofi dicevano:conosci te stesso e conoscerai la verita',il
mondo,l'umanita'.a me sembra che le persone che viaggino molto in
realta' siano ingabbiate in schemi troppo rigidi per comprendere cio'
che hanno avuto o avranno la fortuna di vedere e osservare da
vicino.certo poi ci sono anche quelli che conoscono una persona che
non rispecchia i piu' ovvi luoghi comuni e dicono in merito ad un
fatto ovvio:non e' vero io ho conosciuto una persona di nazionalita'
tal dei tali e non era cosi'.1 su quanti?in quanti giorni verrebbe da
chiedermi a me che non riescfo a conoscere me stesso e mi conosco da
quando sono nato.probabilmente anche viaggiare comporta l'essere
pronti a cogliere diversi elementi del mondo.voi che tipi di
viaggiatori siete?
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