"Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. (...) Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero. (...) No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile...(f.pessoa)
Probabilmente c'e' un equivoco di fondo:indipendenza e liberta' e' vero che non dipendono danulla,nessuno,nessuna fede,nessun idea.tuttavia iocredoi che l'indipendenza e la liberta' assoluta non esistano e che pertanto indipendenza e liberta' hanno senso solo se si possono fare delle scelte inclusa la scelta di non scegliere affatto.il mondo e' frammentato e frammentario.cio' e' vero. ed e' vero che in nome di noi stessi,della nostra fede,delle nostre idee,del nostro amore spesso non accettiamooo un punto di viosta diverso ma egualmente valido.per me indipendenza e liberta' consistono nel fatto che la nostra curiosita',la nostra umilta'nel riconsiderare tutto e la nostra voglia di sperimentare nuove esperienze non vengano mai meno.non esistono come dicevo indipendenza e liberta' assoluta e non esiste nenache la verita' assoluta.smettere diii cercare pero' e' un po' come arrendersi.in fondoverita',liberta' e indipendenza sono un po' come dipingere su una tela collettivamente un disegno.ognuno da il suo contributo e cio' che ne viene fuori e' un puzzle.questo puzzle si incastra perfettamente,pezzo per pezzo,pezzo su pezzo e questo puzzle e' l'umanita' e solo il divin creatore ne ha la visione d'insieme visto che i taselli e i nostrii disegni sono le proiezioni di noi stessi,dell'umanita'.
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sabato 31 ottobre 2015
martedì 13 ottobre 2015
DICO ADOZIONI
se sia giusto o meno affidare in adozione un bimbo ad una coppia omosessuale io non lo sò ma non facciamone una questione ideologica.i bimbi vanno salvaguardati e tutelati.bisognerebbe pensare prima al loro bene e poi al resto.e' vero che ci sono coppie eterosessuali che non meriterebbero di accudire un dono del cielo ma pensiamo all'impatto deleterio che questa società offrirebbe ai figli di genitori omosessuali.magari loro sarebbero i migliori genitori dell'universo ma i loro piccoli presumo che soffrirebbero e,non poco.certo riguardo i genitori dei violenti etc,i loro figli non meriterebbero questi come genitori ma cio' non si puo'fermare(almeno non prima).ditemi voi come se lo sapete?un figlio non e' un capriccio da soddisfare.penso che oggi esistano ancora tanti problemi circa l'adozione da parte di persone perbeneed etero che non possono avere figli,figuriamoci in che palude burocratica andremmo a finire con l'adozione di bimbi da parte di coppie omosessuali.io personalmente sono abituato a risolvere i problemi uno alla volta;io penso ancora che i palazzi si costruiscano mattone su mattone gettando solide basi.sburoticratizzaimo prima l'adozione da parte di genitori etero e rendiamo le unioni civili un datto di fatto.
IL NUMERO DI DIO
Che cos'e' il verbo?il verbo in greco antico significa parola,discorso,ragione(stranamente una sola parola ha untriplice significato e chi mi legge sa di cosa parlo).l verbo è una parte del discorso variabile, che indica un'azione che il soggetto compie o subisce, l'esistenza o uno stato del soggetto, il rapporto tra il soggetto e il nome del predicato.La parola (dal greco παραβολή parabolè, attraverso il latino parabŏla, poi alterato in paràula nel volgare) è l'espressioneorale o scritta di una informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di una idea svolta a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale. in matematica La parabola è una sezione conica: si ottiene come intersezione di un conoinfinito con un piano parallelo ad una retta generatrice. Le sezione sono tre:ellisse parabola iperbole.nel mio post le forme dell'univeso spiego come l'universo abbia tre forme tute e tre tridimensionali. Ad oggi potrei dire che l'universo ha la forma di un cono.:Tipi di sezioni coniche: i piani, intersecando il cono, descrivono una circonferenza (in giallo), un'ellisse (in rosso), una parabola (in blu) e un'iperbole (in verde) (vedere il grafico sotto)
Un discorso è una modalità di comunicazione linguistica mediante cui si parla o scrive. La definizione della parola discorso varia a seconda dei campi di applicazione (antropologia, etnografia, cultura, letteratura, filosofia, ecc.). La ragione, in filosofia, è la facoltà per mezzo della quale si esercita il pensiero, soprattutto quello rivolto ad argomenti astratti. La ragione è ritenuta dalla maggior parte dei filosofi una facoltà universale, tale da essere condivisa tanto dagli umani quanto, teoricamente, da animali o da intelligenze artificiali che userebbero la ragione intesa come capacità di calcolo. Sono molti i pensatori che si sono dedicati allo studio di questa nozione, dando luogo a molteplici prospettive, spesso reciprocamente incompatibili. Ci sono due parabole nel vangelo di giovanni e 4 nei vangeli canonici di gesu' per un totale di 6 parabole cioe' 2 volte 3per un totale di 40 parabole.se dividiamo 40 per tre otteniamo 13,3 periodico.13 e'13 è la somma delle singole lettere che in ebraico formano la parola uno אחד che concettualmente si riferisce ad un attributo di Dio.13,3 periodico dunque credo dovrebbe essere il numero di dio.sara' un caso ma dividendo 13,3periodico si ottiene 6,6665.sara' sempre un caso ma l'etimologia del nome diavolo significa colui che divide.lucifero com'e' noto era un angelo e il suo significato etimologico significa portatore di luce poi ridenominato satana(avversario in senso etimologico).
venerdì 9 ottobre 2015
ALLA RICERCA DI SE' STESSI
"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore."
(Hermann Hesse)
condivido il pensiero di hesse soprattutto per quanto concerne la prima frase.per il resto ho parlato di cio' che penso circa il destino nel post:e'0 tutto scritto o siamo artefici del nostro destino ?nel quale ricordo di aver detto che siamo noi a scegliere il nostro destino ma che determinati avvenimenti forse dovranno accadere per volonta' non legate alla nostra e che in base alle nostre reazioni il destino subisce continue modifiche,in sintesi.ho parlato anche delle predispozioni e dei talenti e credo proprio che il resto dell'aforisma di hesse(dopo la prima frase)si riferisca ai talenti e alle nostre predisposizioni.credo di aver detto anche che il lavoro rappresenta buona parte della nostra vita ma che noi non siamo il nostro lavoro ragion per cui arrivare a se stessi non implica secondo me per forza di cose la realizzazione dei nostri talenti anche se credo che non coltivare un talento sia un errore.essere se stessi non dipende dunque dal lavoro che si svolge ma dai comportamenti abituali nei vari contesti e lafrattura piu' grande e' senza dubbio legata alla dualita':cosa siamo e cosa vorremmo essere.
L'ARTE:MA CHE COS'E'?
quando si parla d'arte inevitabilmente si pensa alle 10 forme d'arte piu' conosciute e ( se cosi' si potesse dire) “riconosciute”.Le dieci principali forme di arte, da cui emanano o a cui si ricollegano tutte le altre sono:
Pittura (inclusi il disegno, l'incisione e la grafica digitale)spazaile
Scultura (inclusi l'oreficeria, l'arte tessile, l'arazzo e l'origami)spazaile
Architettura spaziale
Letteratura linguistica
Musica musicale
Danza cinestetica
Teatro intrapersonale
Cinema (inclusa la videoarte) cinestetica intrapersonale
Fotografia (inclusa la multivisione) spaziale
Fumetto spaziale
Sarebbe interessante fare una sorta di parallelismo tra le diverse forme d'arte e le diverse forme di intelligenza umana.Per quanto riguarda la pittura,la scultura,l'architettura,il cinema e la fotografia.l'ntelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali secondo schemi mentali piuttosto complessi. La possiedono scultori, pittori, architetti, ingegneri, chirurghi ed esploratori. Per quanto riguarda la letteraturaassocierei ovviamente l'intelligenza linguistica.Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Possono averla poeti, scrittori, linguisti, filologi, oratori. Alla categoria musica assocerei quindi l'intelligenza musicale.Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce. La possiedono prevalentemente i compositori, i musicisti e i cantanti. Alla danza invece assocerei l'intelligenza cinestetica.Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. Ce l’hanno in misura peculiare ballerini, coreografi, sportivi, artigiani. Al teatro e al cinema personale.Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri. Non è prerogativa di qualcuno, benché la possiedano, in particolare, gli attori.
Sarebbe interessante notare che la teoria delkle 9 intelligenze di gardner(tutt'oggi utilizzata)vede nelle principali frome d'arte 5 su 9 cioe' piu' del 50 per cento.le altre intelligenze sono logico matematica,interpersonale,naturalistica e d esistenziale.chi possiede queste intelligenze ha un atteggiamento schematico,di astrazione e di elaborazione e spiegazione dei concetti(nulla a che fare con l'arte).detto questo e' fondamentale precisare che tra i diversi pittori cosi' come scultori etc non tutti sono artisti.l'artista e' colui che attraverso il prorpio lavoro riesce a imprimere un emozione e a crreare qualcosa di originale.va inoltre precisato che L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unicocodice inequivocabile di interpretazione.
Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.mi piacerebbe concludere con un aforisma di san francesco:Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.
VOLERSI BENE UN PO'
Spesso se non addirittura sempre si tende a pensare in presenza di una persona demotivata,pigra o arrendevole che questo comportamento sia dovuto ad una scarsa auto benevolenza.quante volte abbiamo sentito dire o usiamo frasi del tipo:dovresti volerti un po' piu' bene o tu non ti vuoi bene?be' io non credo che non esista al mondo persona che non si voglia bene a meno che non sia fortemente masochista(ma anche in quel caso la persona in questione prova piacere nel soffrire ragion per cui appaga un desiderio in quanto tiene a se stesso e alle sue convinzioni).io credo che quando una persona si comporti nella maniera succitata non sia tanto il non volersi bene ma piuttosto una bassa autostima e una scarsa fiducia in se stessi.spesso non si agisce per paura di sbagliare,di essere rimproverati,di non essere all'altezza.viceversa chi ha una buona dose di fiducia in se stesso e autostima ci prova comunque e lo fa in continuazione e in questo modo prima o poi un minimo risultato e' garantito.certo entrambi gli atteggiamenti forse sono sbagliati ma tra i due il meno grave e' sicuramente la voglia di provarci.il primo e' sbagliato ovviamente perche' si rinucia all'azione (cosa gravissima),il secondo perche' ci si interdascisce scaricando spesso se non sempre le colpe sugli altri.in qualunque ambiente e' importante dare e ricevere fiducia;quando cio' avviene non forzatamente i risultati possono essere buoni o addirittura impensabili.e' chiaro che la fiducia si basa sia sull'istinto che sulla conoscenza della persona e a mio avviso e' inutile fingere un eccessiva fiducia se cio' non si percepisce davvero.io credo che quando una persona da' fiducia ad un altra questi acquisti maggiore inconsapevolmente maggiore fiducia in se' stesso ragion per cui credo che dare fiducia agli altri e avere fiducia in se' stessi siano due concetti strettamente correlati seppur in minima parte indipendenti.avere fiducia in se stessi quindi e' il carburante dell'azione mentre l'autostima e' il consolidamento di risultati ottenuti.
giovedì 8 ottobre 2015
TRANSUMANESIMO,POSTUMANESIMO:QUALE FUTURO PER L'UMANITA'?
Sembrerebbe fantascienza ma la sigla H+ meglio conosciuta come movimento transumanista potrebbe rivelarsi come il futuro del genere umano.il transumanesimo è un movimento culturale che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l'invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana.
A proposito di suddetto movimento vorrei fare alcune considerazioni in merito:
alcune di carattere etico,altre di carattere etico e sociale.
In primis se fosse vero com'è vero che ogni essere umano vive in un corpo per un periodo di tempo variabile va ricordato che da un punto di vista spirituale il corpo e' un mezzo,non un fine e che l'anima o lo spirito ,che dir si voglia ,sono gli elementi che contraddistinguonol'essere umano.in altre parole tanto per riportarlo ad oggi le religioni non dovrebbero badare all'aspetto ma alla sostanza.se una persona è bassa o è grassa o ha un handicap ciò non dovrebbe intaccare la considerazione degli organi religiosi circa la fede di questi o meglio ancora se ci si trova di fronte un anima generosa e benevola.certo c'e' da dire che solo dio puo' creare ma io da un punto di vista etico penso ad esempio alla chirurgia.se la chirurgia in alcuni casi puo' rendere la persona piu' bella o comunque diversa da come madre natura l'ha creata allora anche in quei casi la chiesa e le istituzioni religiose dovrebbero fare qualcosa.se con le scoperte transumanistiche si potesse migliorare la qualità della vita di ciascuno,da un punto di vista etico,bisogna accettare tale cambiamento in quanto e' lo spirito come dicevo che e' figlio di dio;il corpo e' solo una forma.
Certo non si puo' appoggiare in toto il transumanesimo soprattutto da un punto di visto socio economico.penso ad esempio che se le scoperte e le ricerche in materia andassero avanti e fossero applicate io sono convinto che si generebbe un nuovo meccanismo perverso(ma non troppo conoscendo la razza umana) che consentirebbe ai ricchi di essere piu' longevi,piu' forti e piu' intelligenti e ai meno ricchi di non poter accedere a una condsizione migliore.come se non bastasse si creerebbero delle caste ultrasecolari dove chi nasce da una famiglia di stampo “transumanista”continuerebbe ad essere piu' longevo,piu' forte e piu' intelligente e chi nasce da una famiglia “tradizionalmente umana” non potra' mai evolversi.i post umani e gli umani.vogliamo che il futuro sia dominato dai transumanisti che governeranno gli umani per secoli prima che non accada una rivoluzione?io credo quindi che gli esperimenti vadano fermati con le buone o con la forza(militare) visto lo scenario che si prospetta.che sia o meno cosi',che ci sia una nuove stirpe di umani che domineranno il globo forse solo i nipoti dei nostri nipoti potranno saperlo.
mercoledì 16 settembre 2015
IRONIA
L'ironia della sorte genera situazioni alquanto distorte.ogni di' si apre il sipario e la commedia ha inizio:la gente che si incazza per ogni ricevuta malefatta,il nesso incoerente tra azione e reazione,comunicazione e comprensione,il mondo sembrerebbe ,agli occhi attenti ,un grosso circo equestre,salti e piroette per arrivare a fine mese,urla schiamazzi e sgomitate pur di cavalcar ricche distese,di danaro,successo e sesso,si ci si affanna a rincorrer l'impossibil traguardo e sorride e ride iddio che dietro le quinte lo spettacolo osserva.
CENNI DI VITA E DI MORTE
Nei miei post ho spesso menzionato la” trinicita'” della natura,dell'uomo e di ogni cosa.piu' passa il tempo piu' scopro che esaminando la natura ogni cosa e' trinica.come gia' detto nel post la natura dell'univesro:quando fede e scienza si incontrano ,non si devono confondere i sistemi della natura:quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non sia triadico bisognerebbe capire che il sistema e' infinito e si divide in sottocategorie anch'esse triadiche.in questo post post mi soffermo sull'uomo e la sua vita.il ciclo della vita di un uomo e' distinto in tre fasi:nascita,crescita e morte.
L' eta' neonatale,l'infanzia e l'adolescenza segnano il primo ciclo.l'eta' adulta,l'anzianita' e la vecchiaia ne scandiscono la seconda fase. A nessuno e' dato sapere quali siano le fasi della morte.eppure le credenze religiose,specie quelle cristiane, ci dicono che esistono tre dimensioni:l'inferno,il purgatorio e il paradiso.se si ipotizzasse che la vita fosse un viaggio, anche la morte, se esistessero dio e le tre dimensioni, lo sarebbe.e se quando una persona cessa di vivere dovesse affrontare un viaggio che parte dall'inferno per poi passare al purgatorio e giungere infine al paradiso?ce lo siamo mai chiesti?i cicli potrebbero essere questi ma cosi' come nella vita c'e' chi matura e cresce in fretta e chi non cresce mai cosi' come chi segue” l'iter standard”(altra triade)quando si muore non e' detto che il paradiso ci attenda anzi probabilmente seguendo questo ragionamento dovremmo per forza di cose passare per l'inferno,chi in maniera piu' lieve e veloce ,chi in maniera prolungata e sofferente,chi nei tempi e nei modi comuni.la vita probabilmente e' un'esperienza(magnifica) che da' la possibilita' di evolvere anche quando abbandoniamo il nostro corpo.
mercoledì 9 settembre 2015
SUONI NELLO SPAZIO
La musica credo rappresenti l'invenzione piu' geniale dell'uomo.
Sembrera' strano ma dietro l'universo musicale si nascondono elementi di matematica,di fisica,di linguistica,di pnl e religiosi.Al di là di questo e' interessante notare come la triade sia alla base di tutti gli accordi e che l'ottava (a volte abbreviato 8a o 8va) è l'intervallo di 8 note posizionate a frequenza diversa nella scala musicale. Nella scala diatonica, le frequenze intermedie sono delle altre sei note. L'intervallo, contando le estremità, è composto da 8 note, da cui il nome.
Per esempio, il la centrale ha frequenza 440 Hz e il la posto un'ottava sopra ha frequenza 880 Hz, quello un'ottava sotto ha frequenza 220 Hz. Il rapporto tra le frequenze di due note all'estremità di un'ottava è perciò di 2 a 1.
Nell’universo tutto è vibrazione, ma in ogni scala di trasmissione di queste, ci sono sempre due punti dove le vibrazioni rallentano e richiedono uno shock esterno per continuare nella stessa direzione.
Come in alto cosi' in basso diceva ermete.
La radioastronomia è lo studio dei fenomeni celesti attraverso la misura delle caratteristiche onde radio emesse da processi fisici che avvengono nello spazio. Le onde radio sono molto più lunghe della luce e, data la debolezza dei segnali astronomici, occorrono grosse antenne, dette radiotelescopi. La radioastronomia è un campo relativamente nuovo della ricerca astronomica. Ci sono molti radiotelescopi in tutti i continenti del mondo. Il governo degli Stati Uniti ha creato un'istituzione per condurre ricerche radioastronomiche, chiamata National Radio Astronomy Observatory (NRAO). Questa istituzione controlla numerosi radiotelescopi negli Stati Uniti compreso il più grande radiotelescopio completamente orientabile del mondo, il Green Bank Telescope. Il governo degli Stati Uniti ha anche riservato una zona di silenzio radio intorno a Green Bank (Virginia Occidentale).
Nel 1994 l'NRAO ha inaugurato un complesso composto da 10 antenne poste su tutto il territorio statunitense, dalle Isole Hawaii alle Isole Vergini americane, chiamato Very Long Baseline Array. Per le lunghezze d'onda radio, il sistema produce immagini persino più dettagliate del Telescopio spaziale Hubble. Di fatto, è così sensibile che anche la deriva dei continenti diventa apprezzabile in alcune osservazioni.
A mio avviso bisognerebbe lavorare molto sulla ricerca di radiotelescopi utili sia sulla terra che nello spazio.
In fisica le onde radio o radioonde sono onde elettromagnetiche, appartenenti allo spettro elettromagnetico, nella banda di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz ovvero conlunghezza d'onda da 1 mm all'infinito.
Il limite di frequenza f inferiore è necessariamente asintotico al valore nullo poiché per definizione non possono esistere onde elettromagnetiche senza variazione di campo (cioè a frequenza zero). Ragionando in termini di lunghezza d'onda λ=c/f sono invece possibili infiniti valori continui asintoticamente tendenti ad infinito.
Forse diro' delle sciocchezze ma la teoria della relatività di einsten che stravolge il concetto di spazio-tempo potrebbe essere un modo per dimostrare che sebbene le leggi della fisica siano universali funzionano in maniera diversa a seconda del punto di riferimento(universo,terra,micro).per questo motivo credo che sperimentare un radiotelescopio che misuri le freuqenze anche al di sotto dello 0 tenendo presente che le onde radio che possono essere percepite non sappiamo a che velocità viaggino.
giovedì 13 agosto 2015
TRATTI COMUNI DI FILOSOFIA E SCIENZA
La filosofia (in greco antico φιλοσοφία, traslitterato in philosophía,composto di φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza")è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'uomo, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana, tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.
Citando Cartesio riporto una sua famosa frase:«Tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami che sorgono da questo tronco sono le altre scienze, che si riducono a tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, intendo la più alta e la più perfetta morale, che presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l'ultimo grado della saggezza» .
La filosofia nasce quindi come bisogno dell'uomo di investigare sé stesso e il mondo.Non e' un caso che Pitagora,Cartesio,Freud(padre della psicologia),Popper e molti altri fossero al contempo filosofi e scienziati.
Volendo semplificare(forse troppo)io penso che la filosofia sia un campo di investigazione teorica da cui segue la scienza che al contrario e' un campo di investigazione pratico.non esiste teorema o dimostrazione che non parta da una teoria,da un assunto di base,da un'idea per poi trovare riscontro nella pratica o allontanarsi dalla realtà tramite la scienza.La scienza come diceva karl popper e' fatta di prove ed errori e neanche il fatto che oggi la fisica quantistica, che e' un ponte tra psicologia,scienza e filosofia, riesce a dimostrare fenomeni che in passato sembravano inaccessibili,e' un caso.Alcuni sostengono che la filosofia sia in declino per far posto ad altre scienze ed ad altri campi d'investigazione più “parcellizzati”se cosi' si potesse esprimere il concetto.Tuttavia ribadendo il concetto che filosofia e' amore per la sapienza intrinseca e al contempo esterna all'uomo io concludo dicendo che la filosofia fin quando ci saranno nuove idee sara' sempre il fulcro principale da cui partire per arrivare ad una scoperta.
FORMA FISICA E SALUTE
Ho sempre pensato che forma fisica e salute viaggino di pari passo.Ciò appare un fatto ovvio.
Eppure molto probabilmente la natura dell'essere umano confluisce sempre in una o più forme di complessi.
Al di la' delle scienze psicosomatiche,della somatizzazione del dolore “mentale”che si riversa inevitabilmente sul viso e\o sul fisico penso che tre siano i riflessi della psiche sull'aspetto fisico:il giudizio degli altri in primis,il giudizio che si ha di se' stessi e infine il giudizio di se' stessi in relazione agli altri.
Quasi certamente non esiste una formula magica secondo cui un certo stile di vita assicuri salute mentale e fisica.Certo e' ovvio che un'alimentazione equilibrata e un allenamento costante contribuiscono ad innalzare la qualità della vita stessa. L'esistenza umana tuttavia è 'fatta anche di eccessi e se e' vero com' è vero che in media stat virtus è vero anche che moderarsi a volte ci permette di “godere solo a metà'”dei piaceri della vita.
Qualcuno potrebbe pensare che essendo io un goloso mi riferisca ai piaceri della tavola.In effetti io credo che il discorso sia più' ampio e complesso.
Chi si allena fino allo sfinimento e segue un regime alimentare ferreo e castigato probabilmente risulterà in ottima forma ma credo che sara' spesso nervoso e “represso”.A ciò va aggiunta la componente psicologica del giudizio altrui che vince sugli altri e questo può risultare una forma di narcisismo.
Chi al contrario eccede sul versante opposto ingozzandosi di cibo e facendo una vita sedentaria risulterà una persona si' gioviale ma molto pigra e sempre stanca e la scarsa autostima potrebbe portare questi a pensare di non essere un vincente.
Del resto bulimia e obesità per me sono due facce della stessa medaglia:un malessere psichico con differenti reazioni e differenti visioni dei 3 riflessi di cui parlavo. In un certo senso non esiste una persona che non sia in perfetta forma,vicino alla perfetta forma,o notevolmente distante dalla migliore condizione che non soffra di complessi ed e' chiaro che parlo di bulimia e obesità per estremi ma che in fondo nessuno ne e' immune. Poi chiaramente ci sono le eccezioni ma quasi certamente sono più uniche che rare.Valorizzarsi allenandosi e curandosi ma fregandosene del giudizio altrui potrebbe essere la soluzione più congeniale.
Più facile a dirsi che a farsi,non e' vero?
martedì 23 giugno 2015
UNIVERSO E CERVELLO:RICERCHE E RICERCA
Il nostro cervello funziona seguendo i principi base della fisica e quelli dell'elettromagnetismo quantico.
Cio' significa che nel nostro cervello sono presenti elettroni protoni e neutroni e che gli impulsi che determinano come sappiamo ogni attivita' del nostro corpo sono puramente reazioni di tipo fisico scientifico ovviamente escludendo le reazioni nucleari e sub nucleari e le leggi della gravita'(essendo nulla o quasi)
il corpo umano emette biofotoni,ANCHE conosciuti come emissioni ultradeboli di fotoni (acronimo inglese UPE), con una visibilità 1000 volte più bassa rispetto a quanto possa essere percepito ad occhio nudo. Mentre non sono visibili a noi,QUESTE particelle di luce (o onde, dipende da come le misuriamo) sono parte dello specchio elettromagnetico (380-780 nm) e sono rilevabili con sofisticate moderne strumentazioni
L’ipotesi formulata da Bokkon suggerisce che i fotoni rilasciati a seguito di processi chimici all’interno del cervello producono immagini biofisiche durante le visualizzazioni e un recente studio ha scoperto cheQUANDO degli individui immaginano luce in ambienti molto scuri la loro intenzione produce significativi aumenti di emissioni di biofotoni.[7] Questo è coerente con l’emergente ipotesi che i biofotoni non sono solamentePRODOTTI secondari del processo metabolico cellulare, ma piuttosto, poiché l’intensità dei biofotoni può essere considerata significativamente superiore all’interno rispetto all’esterno delle cellule è possibilePER la mente accedere a questo gradiente di energia per creare intrinseche immagini biofisiche durante le visualizzazioni.
Per la prima volta al mondo è stata eseguita con successo una trasmissione di dati quantistica con un satellite, sulla distanza record di 1.700 chilometri. Il test, pubblicato sulla rivista Physical Review Letters è nato dalla collaborazione fra Centro di Geodesia spaziale di Matera dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Università di Padova. È un doppio record dell'Italia in materia di comunicazione quantistica, basata cioè sullo scambio di fotoni, in grado di garantire la trasmissione di messaggi cifrati inviolabili. Il precedente record era di trasmissione era di 144 km. Sono stati verificati così in via sperimentale alcuni principi base della meccanica quantistica, come il mantenimento dello stato di un fotone su un canale di comunicazione.
Nella comunicazione quantistica il bit viene sostituito dal "qubit" (quantum-bit) che rappresenta uno stato elementare di un sistema microscopico e con cui la comunicazione avviene attraverso l'invio da un trasmettitore al ricevitore degli stati quantistici di singoli fotoni, impulsi di luce che sostituiscono quelli elettrici.
Detto questo se le onde elettromagnetiche possono essere studiate e misurate in due diversi modi(onde e luce)la ricerca dovrebbe studiare,analizzare e scoprire i meccanismi che regolano gli impulsi elettrici del cervello e verificare se con una ricerca che implica un elevato grado di multidisciplinarita' si riuscisse a “decodificare” il pensiero.vanno benissimo le ricerche spaziali ma ricxordiamoci che la natura risponde alle leggi fisiche e che queste cambiano a seconda del punto d' osservazione a seconda per lo piu' delle leggi gravitazionali.una ricerca sul cervello gioverebbe sia alla salute di tutti perche' attraverso essa cioe' attraverso la decodificazione di segnali onde o luce potremmo conoscere sia la parte conscia(veglia)cher quellla inconscia(maggirormente nei sogni)e potremmo spiegare tante cose finora inspiegabili.
lunedì 11 maggio 2015
A MIA MADRE
dolce quando occorre,
dura quando serve
mia madre mi ha cresciuto donandomi amore senza riserve
e na parol e cunfort p' me c sta semp.
o piatt a tavl nun manc mai pur kill juorn ca stai poc buon
cu nu surris m'addummann:cum stai?
quann po' tu tien mill rulur
a me ca so' giovn e in salut.
ma' addo' sta kest, addo' sta kell,
t facc semp mplna'
a te ca si' accussi' ordinata
e a me ca so' nu scalmanat.
pero' juai a ki m tocc ,na cap tant pptiann m fai
ma di amarmi non smetteresti mai
ed io terzo di tre figli,
a nome mio,e sorm e e fratm
vogliamo ringraziarti per tutto cio' che fai.
ma',auguri.
mercoledì 6 maggio 2015
SULL'INTIMITA'
Ognuno di noi e' ovviamente unico e si potrebbe parlare e scrivere per ore senza venire a capo di cos'e' la normalita'.se accettiamo per convenzione il significato di normalita' come colui o colei che per prassi segue le norme potremmo giungere alla conclusione che la normalita' e' il pensiero e l'azione comuni cioe' dettate da norme generali.e' proprio in questo contesto che vorrei scrivere riguardo l'intimita'.esiste infatti una regione dell'io invalicabile quasi per tutti.in fondo l'intimita' e' il volersi donare completamente o quasi e rivelarsi per cio' che si e' realmente ad un altra persona o comunque a poche persone.la paura di essere giudicati,di non essere capiti fa si' che si ci crei una corazza al di la' della quale si nasconde il vero io.e' chiaro che si parla esclusivamente a livello conscio cioe' di quanto conosciamo bene noi stessi e le nostre peculiarita',la nostra unicita' anche perche' a livello inconscio non ammettiamo noi per primi cio' che e' la nostra vera natura.si potrebbe dire a grandi linee che l'intimita' racchiude in se' meccanismi micro e macro,psicologici e sociologici che per lo piu' sono paura del giudizio altrui e pudicizia.la societa' ci impone delle regole,delle norme come dicevo e solo noi decidiamo di esternare la nostra vera natura verso le persone a cui ci leghiamo.paure,perversioni,fantasie sono caratteristiche esistenti in ciascuno di noi ma in ognuno si manifestano in modo diverso e sono quelle peculiarita'oltre alle nostre inclinazioni e ai nostri talenti che ci rendono unici.quando si parla di intimita' convenzionalmente si pensa un'intimita' romantica cioe' lo scambio di effusioni lontano da occhi indiscreti.tutt' al piu' si pensa all'intimita' sessuale dove l'attraversarsi se cosi' si puo'definire e' un sentimento che crea particolare vicinanza,un forte legame , una forte confidenza.tuttavia a parer mio esiste un tipo di intimita' che va oltre l'intimita' sessuale e romantica:l'intimita' mentale.l'intimita' mentale getta le basi per la complicita'ed e' quel tipo di sentimento dove si ci spoglia in senso lato della propria corazza che volente o nolente siamo costretti ad indossare.come osservava il sociologo simmel non ci si puo' mai donare completamente ad una persona a meno che non sia inesauribile la nostra capacita' di rinnovarci.se intimita' fa rima con complicita' io condivido il pensiero di simmel secondo il quale qualche segreto e un po' di mistero deve assolutamente rimanere nascosto all'interno di quella regione invalicabile del nostro io fermorestando che se si potesse quantificare questa sorta di mistero dovrebbe essere una piccolissima parte perche' e' anche giusto ed utile donarsi e rivelarsi alle persone con le quali condividiamo un forte legame,una forte intimita' in quanto un uomo non puo' vivere di se' e tenersi tutto dentro non farebbe altro che crearci una situazione di disagio.
domenica 3 maggio 2015
NOTE ALLEGRE E NOTE GRAVI DI EXPO 2015
Checche' se ne dica expo e nello specifico expo 2015 rappresenta uno scenario,una vetrina per dare risalto alle eccellenze mondiali dalle multinazionali alle piccole imprese,alle idee e ad un primo approccio di una tavola rotonda per tentare di risolvere i problemi che affligono il pianeta come ad esempio la fame nel mondo.e' chiaro che esistono due fronti opposti:chi nell'expo vede un momento di rilancio del bel paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso e chi , magari, ideologicamente no global, ritiene che non sia questa la strada da perseguire.in democrazia e' lecito che esista una manifestazione pacifica di dissenso e diro di piu':io che sono orgogliosamente italiano, per quanto, nonostante tutto, sono entusiasta di questo scenario e, individuo note allegre,note stonate e note gravi nella manifestazione in se' e nella sua organizzazione.le note allegre non potevano non risuonare nel concerto di bocelli e lang lang e del fatto che sia stata milano, che ha un piede in italia e uno in europa metaforicamente parlando da un punto di vista geografico a ospitare tale evento.consentitemi di dire che stona la scelta di cambiare dei versi all'inno italiano e soprattutto e'ì piu' che condivisibile l'idea secondo la quale dei marchi come coca cola o che rappresentano cibo spazzatura ospitino la suddetta tavola rotonda per tentare di risolvere il problema fame nel mondo.detto questo e' chiaro che le note dolenti,le note gravi sono la devastazione in pieno centtro di una citta' come milano ad opera dei black block.tanti gli interrogativi in merito:a detta di molti giornalisti e molti intellettuali l'accaduto era prevedibile.se cosi' e' allora io mi chiedo perche' non sono state prese misure cautelari adeguate?perche' gli stessi intellettuali non hanno sensibilizzato il problema?perche' il comune di milano non ha richiesto autorizzazioni per la manifestazione no expo?in una parola:incapaci.si e' detto che la polizia ha fermato diversi individui sospetti, molti dei quali stranieri, ma la magistratura ha concesso loro 10 giorni per lasciar il paesesenza nessun altra misura cautelare.la strategia della polizia per carita' e' stata vincente:non caricando i blacxk block si sono limitati i danni e soprattutto i feriti e questa strategia probabilmente e' frutto anche dei fatti accaduti durante il g8 di genova.io personalmente ,se e' vero ,com'e' vero ,che era tutto prevedibile , penso che le colpe sono tutte riconducibili alla politica,opposizione compresa che non sono state in grado di prevenire e controllare ,soprattutto ,dopo numerose analogie in altre manifetsazioni ,l'accaduto.io non ho idea di come i servizi segreti operino ma suppongo che vengano date loro delle priorita' e degli ordini.se era tutto previsto, ancora una volta la classe dirigente italiana si e' dimostrata incapace al contrario della classe” operaia” rappresentata in questo caso dai poliziotti alcuni dei quali hanno letteralmente rischiato la vita.mi viene da pensare in ultima battuta che I vertici non conoscono la strada e le sue dinamiche.forse, anzi sicuramente e' dal basso che in questo paese ritroviamo le eccellenze.
mercoledì 29 aprile 2015
IL SEGRETO DEL GENIO
Potenzialmente siamo tutti dei geni e su questo non si discute.si dice che ognuno di noi usa il 5 per cento del potenziale dellla mente.sicuramente ci sono delle ecceziuoni ma probabilmente sudette eccezioni non vanno oltre il 10 -15 per cento.di una cosa sono certo:al di la' della formazione,dell'educazione,dell'imprinting datoci dalla nostra societa' di appartenza(tutti fattori che contribuiscono allo sviluppo della mente perche' ho sempre pensato che il cervello e' un muscolo e come tale va allenato e puo' “ingrandirsi”)la natura da' una grossa mano a talune persone.se e' vero com'e vero che la natura da' e' vero anche che la natura toglie.infatti spesso se non sempre i geni sono disadattati e faticano ad emergere perche' hanno una visione della realta' che va oltre,.va al di la'.spesso se non sempre sono dei “visionari”ma la vita di questi geni che non si conformano e'0 lastricata da sofferenza;e' forse pèroprio la sofferenza che li spinge a trovare una sorta di rifugio che spesso se nopn sempre porta ad un relativo successo in vita in alcuni casi e dopo la morte in altri.eppure sempre analizzxando la maggiro parte delle biografie dei geni spesso se non sempre alla loro genialita' si afferma una deficienza in qualche campo.sappiamo tutti che esistono 9 tipi di intelligenza e sempre riconducendoci alla sudetta analisi potremmo notare che molti di questi geni soffre di qualche strano disturbo o, al limite, e' carente in una delle 9 intelligenze e, spesso, in pèarticolare,nell'intelligenza emotiva che a volte e' troppo poco sviluppata altre volte lo e' troppo da rendere il soggetto in questione troppo sensibile e fragile fermorestanmdo che non e' sempre vero che i geni sonoo troppo o troppo poco empatici ma di sicuro secondo me deficitano in un aspetto delle 9 intelligenze al di sotto della media.la natura cosi' come da' ,toglie,come dicevo prima.alcuni interrogativi che probabilmente non scopriremo mai sono spesso ricorrenti nei miei pensieri:ma dove nasce il pensiero e come nasce?se e' vero,ripeto che siamo tutti dei potenziali geni e che la natura agevola soprattutto coloro che non si conformano e che forse , a mio avviso,reagiscono alla sofferenza loro impartita con la loro indole.la loro vera indole che quinmdi e' lòa genialita' insita in ognuno di noi che viene fuori e che non va confusa con una grande intelligenza visto che la genialita' e' andare oltre.sara' un caso ma nella lingua italiana geni si riferisce sia ai geni cromosomatici che ha ognuno di noi sia alle persone che vanno oltre con l'intelligenza.uno strano caso di studio del cervello si deve allo studio del cervello di einsten.Il cervello di Einstein era superconnesso:
"Il segreto del genio nel legame degli emisferi"
Uno studio torna a indagare le origini biologiche della brillante intelligenza dello scienziato: il corpo calloso, la lamina di fibre che collega parte destra e sinistra consentendo l’uniformità del ragionamento, era più spesso della media. Come se, nel padre della relatività, il lato creativo e quello analitico comunicassero meglio e in maniera più virtuosa.
lunedì 27 aprile 2015
ISTANTI
il tempo inesorabile si consuma e,
come il fuoco di un falo' che all'inizio divampa e poi
con il mancare della legna inizia ad affievolirsi fino a spegnersi
e a dirci che la festa e' finita e che forse c'e' spazio per un'altra vita.
nel tortuoso percorso del tempo a volte ci ritroviamo in una biblioteca dove
sono stati archiviati ricordi esperienze gioie e emozioni
che una piccola scintilla puo' far riesplodere ma del tiranno si
incappa in una domanda ricorrente:del tempo regalatoci siamo capaci di spendere ogni prezioso momento di tutti gli istanti?
domenica 26 aprile 2015
LE POSSIBILI STRADE PER LA PACE
Anche se il tentativo di portare la pace nel mondo attraverso la trasformazione interna degli individui è difficile, è l'unico modo. Credo che l'amore, la compassione e l'altruismo sono la base fondamentale per la pace. Una volta che queste qualità sono sviluppate all'interno di un individuo, lui o lei è quindi in grado di creare un'atmosfera di pace e armonia. Questa atmosfera può essere ampliato ed esteso dall'individuo alla sua famiglia, dalla famiglia alla comunità e, infine, al mondo intero. - Dalai Lama .
non c'e' dubbio che amore,compassione e altruismo siano i principi,i valori cardini delle societa'e delle comunita' che aspirano alla pace.ho sempre pensato e forse la sociologia mi dara' ragione che i microsistemi sonoidentici ai macrosistemi solo che quest'ultimi sono piu' complessi. chi urla,chisiazzuffa,chi ruba etc secondo questa mia logica fatte le dovute proporzioni e' simile a chi dichiara guerra.c'e' da dire che pero' in particolare nel medio oriente,ma anche in altri paesi le guerre sono spesso guerre in nome di dio.quando non ci sara' razzismo e ogni essere umano sapra' accettare la diversita' allora giungeremo ad una svolta per l'umanita'.in fondo siamo tutti minoranze.essendo ognuno di noi unico siamo tutti figli di un dio.lo scopo delle varie societa' dovrebbe essere favorire la cooperazione per il benessere collettivo e di conseguenza per il benessere individuale.purtroppo l'uomo pur essendo un "animale" dotato di rgaione e' quasi sempre invidioso,vuole sopraffare il prossimo,e' egoista etc.due sono i fronti su cui lavorare per la pace nel mondo quindi:uno che proponga dei modelli di societa'comunitari dove ogni individuo puo' esprimere se' stesso e il proprio potenzaile e trae beneficio dalla cooperazione con il prossimo e l'altro un intervento di tutti i leader e diplomatici religiosi che dovrebbero sensibilizzare i loro adepti affinche' si accetti il prossimo e non si compiano guerre in nome di dio.purtroppo non e' affatto semplice sia l'una che l'altra strada.
venerdì 24 aprile 2015
LE PAROLE GIUSTE E IL POTERE DELL'ASCOLTO
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?" "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro. "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore. "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replico' un altro discepolo. E il maestro torno' a domandare: "Allora non è possibile parlargli a
voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamo': "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando
due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade
quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."
Mahatma Gandhi
condivido in pieno(ovviamente) la riflessione di ghandi.se mi e' consentito aggiungere una piccola e insignificante considerazione e' che le persone gridano per sovrastare l'altro e sopraffarlo ma mai per cercare insieme una soluzione. a volte i toni e il significato delle parole possono aiutare a trovare un punto d'incontro,cosi' come a volte e' meglio restare in silenzio e lasciare che si calmino le grida per poi ragionare a mente lucida.le persone gridano quando sono arrabbiate perche' perdono il controllo e, quando si perde il controllo non si ascolta l'interlocutore.si grida anche e semplicemente in una discussione sterile ma animata perche' si vuole dimostrare di avere ragione,non per cercare la verita'.ascoltare e' un'arte di pochi,ascoltare con il cuore invece di pochissimi.il vero problema dell'uomo(inteso come genere umano)e' l'egoismo;si e' egoisti quando commettiamo un torto e "mentiamo"per abbindolarlo.la persona scaltra che scopre l'imbroglio perde il controllo perche' quanto piu' due cuori sono in sintonia e si ascoltano restando due organi distinti ma che battono all'unisono allo stesso modo si allontanano quando il cuore di una persona vorrebbe infagocitare a suo piacimento le pulsazioni dell'altro cuore a tal proposito quando siamoi convinti delle nostre ragioni tendiamo a non ascoltare per nulla le ragioni dell'interlocutore.fgorse siamo tutti bravi ad erigerci a giudici, giudicando appunto l'interlocutore senza comprenderlo e a dare lui consigli.ma si possono dare consigli se il percorso e' dissimile dal nostro?certo e' vero che di fronte ad una sciocchezza commessa da una persona a noi cara essere indifferenti e' un atto deplorevole.forse quando si minaccia il nostro ego semplicemente dicendo la verita' noi siamo urtati e la prima cosa che facciamo e' innervosirci attacando l'interlocutore.ci si innervosisce perche' non vogliamo sentirci dire talunbe cose anche se noi stessi le conosciamo ma piuttosto pensiamo a quelle cose per le quali l'ìinterlocutore a nostro avviso non potrebbe dire certe cose magari per i suoi limiti,le sue debolezze.le sue scelte.capita sovente inoltre che l'interlocutore ci giudica ma non vuole essere giudicato.il tono della voce,le parole giuste e magari l'aiuto concreto proponendo una soluzione al problema e aiutando l'altro a realizzarla e' un primo tasello per costruire un amicizia solida e duratura anche se a volte le amicizie nascono per alchimia e a volte per scelta e non sempre siamo dispsoti ad accettare la mano tesa di una persona che vuole aiutarci fermorestanmdo che la sincerita' con i dovuti modi e' fatta per gli amici.
lunedì 20 aprile 2015
MISTERI E FENOMENI PARANORMALI
Si definisce mistero (dal latino «mysterium», dal greco «mysterion»: cosa da tacere) un evento arcano, di cui non si deve parlare pubblicamente, perché riservata agli iniziati.
I misteri sono eventi che spingono gli uomini alla ricerca della soluzione,della verita'.
Il fascino che il mistero esercita sulla mente umana e' stato il motivo dell'estensione della nostra conoscenza del mondo che ci circonda e dellsviluppo della scienza moderna.il nostro incessante desiderio dfi risolvere i misteri dello spazio ci ha spinto verso l'esplorazione del nostro sistema solare,delle stelle e dei pianeti del nostro e poi degli asltri universi.nel corso degli ultimi 500 anniabbiamo pressoche' esaurito la nostra esplorazione geografica del mondo. Abbiamo cartografato o fotografato la maggior parte della superficvie della terrae , a partire dagli annio 40,siamo stati in grado di registrare la posizione approssimativas sdelle montagne,dei golfi,delle pianure e degli abissi del fondo marino.cacciatori e zoologi hanno alternativamente sterminato e classificato la maggiro parte della vita animale terrestre anche se le profondita' del mare possono avere ancora qualche sorpresa in serbo per noi.l'uomo moderno e quello antico sono stati studiati e classificati in modo esauriente.perfino popolazioni remote e non civilizzate sono diventate familioari a chiunque per mezzo della televisione che, soltanto tre secoli fa, sarebbe stata considerata una sconvolgente manifestazione di magia.
In un mondo di computer,robot,missili,viaggi spaziali,ingegneria genetica ci si chiede se rimangano ancora molti misteri da chiarire,oppure se, considerando i pericoli dell'era atomica e lo sviluppo della guerra su basi scientifiche,ci rimarraaaa' tempo per scorpire nuovi segreti dell'universo.......prima che l'umanita'ì rimanga distrutta.per proteggere quanto abbiamo e per progredire ancora,ci rimane un potente scudo:il potenziale,in larga misura non ancora utilizzato,della mente umana e le sue facolta' positive nella ricerca per chiarire iiiii misteri che tuttora ci circondano.
Particolare rilevanza quando si parla di misteri vista le innumeroveli leggende tramandate e conosciute di cui molte documentabili sono i fenomeni paranormali.
Il termine paranormale si applica a quei presunti fenomeni (detti anche anomali) che risultano contrari alle leggi della fisica e agli assunti scientificie che, se misurati secondo ilmetodo scientifico, sono risultati inesistenti o, nel caso di fenomeno esistente, comunque spiegabili sulla base delle conoscenze attuali
Secondo i parapsicologi, invece, esisterebbero fenomeni non spiegabili in base alle leggi scientifiche attuali e la maggioranza dei parapsicologi si aspetta che future ricerche spieghino queste anomalie anche se ritengono che non saranno spiegabili fino a che non verrà operata una rivoluzione nella scienza attuale. La definizione di fenomenoanomalo è data dagli stessi parapsicologi poiché si tratterebbe di fenomeni difficilmente spiegabili sulla base dei modelli scientifici attuali
La scienza non riconosce l'esistenza del paranormale, i cui fenomeni sono, ad oggi, non provati Le associazioni che conducono ricerche e operano controlli sui presunti fenomeni paranormali, come l'italiana CICAP, hanno analoga posizione rilevando come ad oggi nessun fenomeno paranormale è mai stato provato come esistente
tra i fenomeni paranormali spicca la telepatia.
La telepatìa, detta anche trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti l termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte "facoltà paranormali". Rientra nel campo di indagine dellaparapsicologia ma anche nel campo di indagine della psichiatria, per quanto attiene il disturbo schizotipico di personalità.
La comunità scientifica ad oggi non ritiene provata l'esistenza della telepatia. Gli scettici da parte loro affermano che gli esperimenti che evidenzierebbero l'apparente esistenza della telepatia sono il risultato di auto-convincimento o di veri e propri imbrogli Nella comunità parapsicologica invece c'è un largo consenso sulla affermazione che taluni fenomeni telepatici sono esistenti e reali.
Sia i parapsicologi che gli scettici concordano sul fatto che molte manifestazioni presentate come prove di telepatia altro non sono che frutto di tecniche quali il cold reading.
Gli scettici aggiungono inoltre che non è stata ancora elaborata una tecnica in grado di dare risultati statisticamente significativi. Questa mancanza di riproducibilità del fenomeno spinge a concludere che non esiste prova dell'esistenza di tali poteri telepatici ponendo altresì l'accento su tutti quei casi in cui si sono scoperte falle ed errori negli esperimenti oltre che, più raramente, delle frodi.
Nella commedia teatrale "Natale in Casa Cupiello" l'attore Eduardo De Filippo, dà una sua personale interpretazione della telepatia, dicendo che "Telepatia è quando tu non attuzulej, ma io apro lo stesso ", letteralmente "La telepatia è quando tu non bussi alla porta, ma io apro lo stesso", per far capire alla moglie il concetto di "Capacità di comunicazione tramite il pensiero"
io personalmente no0n penso di essere un credulone ma credo nella telepatia.si dice e , ne sono convinto,che siamo tutti interconnessi e si dice anche che la telepatia puo' essere sviluppata e quindi puo' essere una facolta' di tutti.io non nme sarei tanto convinto,pero'.la telepatia e' una specie di dono e sempre secondo me non funziona a comando;non ci si puo' connettere ad un idea ,ad una persona, ad un fatto etc volutamente e soprattutto quando si vuole.se dovesse accadere accade e basta;chi dice di poter veicolare la telepatia quando vuole e' chiaramente un ciarlatano.e un imbroglioner o al massimo un pazzo.probabilmente il flusso del pensiero avviene asttraverso due modalita:la modalòita' per immaginie la modalita' per voci.la modalita' per immagini probabilmente non riproduce esattamente le immaginiu che si potrebbero creare ma la loro interpretazione si'.a tal proposito i sogni premonitori ne sono un chiaro esempio e anche in questo caso esiste una casisstica infinita, documentabile.ila modalita' delle voci interne e' molto piu' diffusa ma atenzione.chi sente delle voci ho pensa tra se' e se' oppure e' un folle o ai limiti della pazzia.eppure esiste una percentuale seppur minima di persone che e' davvero telepatica.un interesdsante osservazione da sottoporre a voi lettori e' quella che se secondo me esistono i pensieri tra se e se'(escludiamo per un attimo la pazzia) come si potrebbe distinguere un penseiro generato dal se' con uno generato telepaticamente?difficile vero?e voi credete nella telepatia?credete nel paranormale?
sabato 18 aprile 2015
FIORITURA DELLA CRESCITA
L’idea che dobbiamo crescere è per me profondamente sbagliata, perché non rispetta il sapere innato e naturale di ognuno di noi.
Una pianta, quando fiorisce, sta crescendo? Penso proprio di si. Ma occorre aggiungere una cosa: per fiorire non deve chiedere un parere a nessuno. Semplicemente pesca il fiore da se stessa, dal suo mondo interno. Fiorisce al suo momento e senza sforzo.
Nessun ragionamento e nessuna opinione ci farà fiorire…
Spesso noi chiamiamo “crescere” semplicemente il diventare un modello che abbiamo in mente, oppure rassomigliare a qualcuno che riteniamo un guru, un maestro, o qualcosa di simile. Così facendo però, non vediamo più nemmeno la nostra fioritura, perché è innata e naturale e non corrisponde a nessuno schema. (RAFFAELE MORELLI)
il problema e' che la pianta cresce solo se ci sono le condizioni per farlo.un fiorepuo' appassire coltempo se non viene curato e una pianta ha bisogno che i rami secchi vengano tagliati.nel caso dell'uomo i rami secchi sono il nostro passato;per poter vivere bene ed essere felici e' fondamentale dare un taglio al passato,voltare pagina.quando siamo giovani siamo abbastanza sereni e in particolar modo incoscienti;col passar del tempo acquistiamo maturita' dovuta alle nostre esperienze e spesso se non sempre sono le esperienze dolorose che ci plasmano e che formano la nostra personalita'.dopo un trauma ,una delusione e' importante ripartire;ritornare ad essere se stessi con qualche consapevolezza in piu'.serenita' e felicita' sono due concetti diversi tra loro,eppure correlati.se non si raggiunge la serenita' non si puo' ambire ad essere felici.il tempo dicono sia la migliore medicina.per me il momento peggiore non e' quando viviamo il momento di disagio ma il subito dopo quando dobbiamo reagire e fare una scelta.le parole d'ordine sono guardare avanti e non rimuginare su cio' che e' stato.io sono convinto che non e' che si cambia,semplicemente fioriamo in quella che e' la nostra vera essenza solo quando stimoliamo questo processo.l'immobilismo ci rende schiavi del nostro passato e di noi stessi.in fondo e' tutta questioni di situazioni e di come reagiamo a quest'ultime.
venerdì 17 aprile 2015
IL PIACERE MASCHILE E FEMMINILE:LA LEGGENDA DI TIRESIA
Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: chi potesse provare in amore più piacere: l'uomo o la donna. Non riuscendo a giungere a una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l'uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l'unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna. Interpellato dagli dei, rispose che il piacere sessuale si compone di dieci parti: l'uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo. La dea Era, infuriata perché l'indovino aveva svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus, per ricompensarlo del danno subito, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni: gli dei greci, infatti, non possono cancellare ciò che han fatto o deciso altri dei.
Ora e' chiaro che cio' e' un mito,una leggenda.eppure come ben sappiamo la leggenda dietro una storia inventata cela delle verita'.sembrerebbe dunque vero che la donna ,al di la' quindi di questa leggenda, provi piu' piacere in amore rispetto all'uomo.
E' chiaro inoltre che essendo ogni essere umano simile ma unico ognuno vive la propria sessualita' in modo differente dall'altro ma che se si volesse generalizzare si potrebbe arrivare a delle conclusioni che io per convenzione chiamerei alternanza di paradossi.
Perche'? L'uomo abbiamo detto prova meno piacere in amore rispetto alla donna e quindi e' meno appagato ma il paradosso sta nel fatto che se da un lato l'uomo e'sempre alla ricerca dell'amore o del sesso per appagarsi e' vero che per ragioni fisiche,almeno nella maggior parte degli uomini o,quantomeno negli uomini che non assumono sostanze che permetterebbero loro una crescita ormonale o una cura dell'innalzamento del testosterone,si stanca notevolente dopo un rapporto.la donna al contrario dopo un rapporto(ammesso che raggiunga l'orgasmo) si sente rinvigorita ma e' appagata. Ecco perche' probabilmente almeno una delle cause per le quali l'uomo in linea di massima pensa piu' al sesso rispetto ad una donna.
La natura poi in primis e le sovrastrutture create dall'uomo hanno dettato dei limiti alla sessualita'.
L'uomo abbiamo detto che si stanca dopo un rapporto.la donna invece deve fare i conti con il ciclo mestruale,il fatto che potrebbe rimanere incinta che,per carita' e' una cosa bellissima se voluta,ma che comunque non c'entra o c'entra relativamente con il discorso che sto affrontanmdo che riguarda meramente il piacere sessuale in se'.come sappiamo poi la societa' crea dei dogmi e delle sovrastrutture dove viene considerato bene un uomo che ha tante donne e male il contrario.
Un altro punto interessante sul quale focalizzzare l'attenzione e' la connessione tra creativita' ed energia sessuale.a mio avviso probabilmente lò'uomo che ha molti rapporti sessuali e' piu' creativo rispetto all'uomo che ha meno rapporti sessuali a meno che questi non canalizzi la propria energia verso una fonte di piacere alternativa al sesso o all'amore.la donna appagata invece e' meno creativa rispetto alla donna non appagata ma anche qui esistono quelle che io definisco alternanza di paradossi:la donna piu' creativa e' anche piu' acida mentre la donna piu' appagata e' piu' gioviale ma meno creativa.
giovedì 16 aprile 2015
INTELLIGENZA(EMOTIVA)E FURBIZIA
L'intelligenza attualmente non è ufficialmente definita; attenendosi al significato etimologico del termine è però possibile identificarla come:
Quel complesso di funzionalità e abilità psichiche e mentali che consente ad un soggetto in primo luogo di capire, ovvero di giungere autonomamente a delle conoscenze reali (che possono riguardare anche il modo di raggiungere degli obiettivi) grazie a propri trattamenti delle informazioni;
O come:
La capacità generale di capire in sé.
Lo psicologo statunitense Howard Gardner, sulla base di ricerche e letteratura su soggetti affetti da lesioni di interesse neuropsicologico, arriva a distinguere ben 9 espressioni fondamentali dell'intelligenza, derivanti da strutture differenti del cervello e indipendenti l'una dall'altra. Ecco, qui di seguito, i nove macro-gruppi intellettivi:
1. Intelligenza Linguistica: è l'intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio.
2. Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l'emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l'intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche.
3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell'intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.
4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini.
5. Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell'emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l'altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l'uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.
6. Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.
7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. È considerata da Gardner una "fase" speculare dell'intelligenza interpersonale, laddove quest'ultima rappresenta la fase estrospettiva.
8. Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora "primitivo", come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell'ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli.
9. Intelligenza Esistenziale[14] o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell'universo e lacoscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente.
L'intelligenza emotiva è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definiscono l’intelligenza emotiva come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. l'intelligenza emotiva, è composta da tre rami principali:
Valutazione ed espressione delle emozioni
Regolamento delle emozioni
Utilizzo delle emozioni
Tale definizione iniziale è stata poi successivamente aggiornata in quanto appariva imprecisa e priva di un ragionamento sui sentimenti, trattando solo la percezione e la regolazione delle emozioni. È quindi stata definita come segue: "L’intelligenza emotiva coinvolge l'abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l'abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l'abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l'abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”
Il tema dell'intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro "Emotional Intelligence" tradotto in italiano nel 1997 "Intelligenza emotiva che cos'è perché può renderci felici". Grazie a questo libro quindi anche in Italia il tema dell'intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico che anche in ambito organizzativo/aziendale. Era fondamentale questa premessa per introdurre un nuovo concetto almeno secondo la mia percezione.e' vero che intelligenza e furbizia possono coesistere ma e' altrettanto vero che sono due concetti diversi.per me l'intelligenza e' la capacita' di capire e spiegare al limite,la furbizia quella di usare le informazionii a disposizioni per un proprio vantaggio.dico cio' perche'secondo una ricerca effettuata da TalenSmart, un centro di ricerca e consulenza sull’intelligenza emotiva, il 90% delle persone di maggior successo vanta un elevato quoziente emotivo.
Per raggiungere i propri obiettivi nella vita, il quoziente emotivo è due volte più importante del quoziente intellettivo. Io credo pero' che l'intelligenza emotiva ti permetterebbe di comprendere le emozioni proprie e altrui ma e' la furbizia che permette di avere successo.l'intelligenza emotiva io la associo alla sensibilita'.quante volte siamo in presenza di menti eccelse,comprensdive ma che magari non sanno dire un no o si perdono in un bicchier d'acqua quando sono capaci dell'impossibile?e ancora magari con l'intelligenza arrivano alla soluzione ma non con quellla prontezza che la furbizia richiede.si' perche' la furbizia e' prontezza e capacita' di volgere le situazioni a proprio favore.verrebbe da chiedermi se si puo' diventare piu' furbi e al contempo piu' intelligenti.cioe' nasce prima la furbizia o prima l'intelligenza, emotiva in questo caso.io credo che entrambe possano essere pèotenziate ma che comunque si puo' lavorare molto di piu' sull'intelligenza poiche' la furbizia probabilmente e' insita nel codice genetico.voi che ne pensate?
mercoledì 15 aprile 2015
LA DIFFERENZA TRA ENTUSIASMO E PASSIONE
Il termine "entusiasmo" deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé", o "indiamento", "invasamento divino". In italiano normalmente sta ad indicare una commozione intensa dell'animo che si esprime in vive manifestazioni di gioia, di eccitazione, di ammirazione; un sentimento di appassionato interesse nei confronti di un ideale o di una causa politica, religiosa o sportiva, l'effetto di certi personaggi dello spettacolo sui loro fan.
Il termine "entusiasmo" è applicato, nella storia del Cristianesimo, a quelle persone, gruppi e movimenti che interpretano la loro intensa esperienza religiosa come risultato della "discesa dello Spirito Santo" su di loro, del quale sarebbero riempiti o "battezzati". In questa linea è posto il movimento del Montanismo nel II secolo. Viene direttamente descritto come "gli entusiasti" un gruppo di questo tipo del IV secolo, detto anche dei Messaliani. Essi credevano che attraverso la costante preghiera, pratiche ascetiche e contemplazione, si potesse essere ispirati dallo Spirito Santo e che questi così sostituisse lo spirito malvagio che fin dalla Caduta dimora in ogni creatura umana. Sono considerati dagli storici anche "entusiastici" diversi gruppi che si staccano dalle chiese storiche del Protestantesimo del XVI e XVII secolo.
Passione, dal greco antico πάθος (pàthos - sofferenza, passività ), in filosofia indica il predicato o la categoria dell'essere corrispettivo e complementare all'azione alla quale logicamente si oppone.
Ad una prima e superficiale analisi si potrebbe dire che passione ed entusiasmo siano simili se non addirittura identici.facendo un analisi piu' accurata si puo' dire secondo me che la passione porta' con se' sentimenti negativi come l'ira,la gelosia,l'invidia,la brama di potere in quanto presuppone un “ritorno” che sia in termini di affetto,di gratificazioni,di compensi etc.l'entusiasmo al contrario fra tutti i sentimenti e' il piu' bello perche' e' il piu' generoso.l'entusiasmo e' un moto d'animo,contagioso,che crea gioia e nopn chiede niente.chi riesce ad entusiasmarsi in tempi di crisi ha un passaporto per il futuro,che lo portera' ovunque.
Inutile dire che sono indispensabili entrambi i sentimenti;la vitta e' fatta di gioie e di dolori e in questo senso patire insieme puo' essere visto sotto una luce positiva.di certo l'entusiasmo puo' essere misurato in un certo senso e contenuto.la passione quando divampa,al contrario e' incontrollabile e spesso ci spinge a fare follie per non dire cazzate.non si puo' vivere senza pèassione,e' chiaro ma da oggi cerchero' di entusiasmarmi di piu' e di appassionarmi di meno e di essere maggiormente entusiasta e meno passionale.
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