Ho sempre pensato,a torto o a ragione, avvalendomi anche di pensieri ripresi da letture sparse e, pubblicati all'interno di questo blog in alcuni post, che i geni e la genialità sostanzialmente si dividono in due macro categorie.
La prima vede i genii come chiarificatori della realta';un pensiero comune dell'epoca viene espresso comprensibilmente o un pensiero comune viene tradotto in realtà.
la seconda vede i genii come pionieri,anticipatori del futuro che spesso non vengono capiti in vita e che vanno piu' che controcorrente,al di la'.
Ora non vorrei soffermarmi su questa distinzione asserendo chi sia piu' o meno geniale;non voglio nemmeno soffermarmi su cosa sia la genialità e se questa dipenda dalle caratteristiche endogene dell'individuo,dal suo talento dalle sue capacità o dall'impegno profuso affinche' un individuo possa arrivare ad essere definito geniale.
Credo di aver scritto in vari post abbastanza in merito a cio' che ritengo essere il mio pensiero circa la genialità e non vorrei neanche ripetere il mio personalissimo punto di vista secondo il quale tra follia e genialità intercorra una linea sottilissima.
Sembra tutto così banale, retorico e scontato quando si parla,si scrive specie in merito ai genii e alla genialità.
talvolta viene definito genio o geniale anche cio' che non c'entra entra con il genio.
Eppure io proprio stasera mi ponevo un interrogativo:premesso che ogni epoca hai suoi genii io mi e vi chiedo:quanto conta l'epoca in cui si vive affinche' genii e genialità prendano forma?non sto parlando di opportunita',sia chiaro,anche perche' penso che un genio trovi sempre una strada per emergere ma piuttosto sto pensando a quanto l'ambiente circostante influenzi un individuo geniale.
forse e dico forse le ragioni della genialità sono state sempre ricercate all'interno dell'individuo:come dicevo prima o nelle sue capacità innate o nel suo impegno o al limite da entrambi i fattori ma probabilmente ed erronaemente al di la' del facile e retorico"niente è piu' come una volta" (si potrebbe dire quasi poer scherzo o per gioco non esistono i genii di una volta)la genialità va ricercata anche nell'ambiente circostante,o meglio ancora nell'epoca in cui un genio vive.
in particolare la mia domanda è:perche' genii come da vinci non ne nascono piu'.certamente qualcuno potrebbe dire che la parcellizzzazione delle discipline ha reso settoriale il campo d'investigazione,qualcun'altro potrebbe dire secondo me a torto che tutto e' stato gia' detto o fatto.
a me queste ipotetiche risposte non convincono del tutto.certamente mettere genii a confronto e' un impresa ardua specie in settori differenti tra loro eppure ci sono stati individui che hanno lasciato il segno,ovviamente,piu' di altri anche se si parla di epoche e settori differenti.
faccio un esempio:ammesso e non concesso che il qi di una persona fosse analizzabile e risultasse altissimo tipo 160 ,cosi' per dire,le possibilita' fossero uguali e l'impegno ,la curiosita' e lo studio e la dedizione e ancora l'intuizione fossero misurabili ed uguali ,se prendessimo due individui con queste stesse caratteristichee e li proiettassimo in due epoche differenti a mio avviso uno dei due avrebbe senza dubbio risultati superiori all'altro.
e' indiscutibile la crisi che stiamo attraversando e cio' si riflette anche nelle arti;tutto si consuma velocemente,e' commerciale e massificato,poco originale e per niente geniale(specie in italia e penso ad esempio alle arti come musica,letteratura e cinema).mi viene quindi da pensare che quest'epoca non e' un epoca da genii(nonostante il fatto che ad informarsi qualche genio si trova anche se il piu' delle volte legato al dio denaro e non all'arte o al pensiero).per fortuna io non sono ne' sono stato un genio:se lo fossi sarei nato nell'epoca sbagliata.
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lunedì 28 agosto 2017
lunedì 26 giugno 2017
CRITICHE AL MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO
sembrerà strano,eppure,delle varie correnti di pensiero che si sono susseguite nel corso della storia, probabilmente, oggi più che mai,nessuno o quasi,conosce il filone di pensiero del movimento odierno.
Ebbene leggendo un po' qua e la' vi dico che il movimento che caratterizza i nostri giorni è il nuovo realismo,termine introdotto dal filosofo maurizio ferraris con il "manifesto del nuovo realismo che ha suscitato numerosi dibattiti in numerose discipline.
e' chiaro che per conoscere e dare un significato al nuovo realismo bisognerebbe conoscere il realismo e il positivismo e le principali differenze tra queste correnti e l'illuminismo e il romanticismo,ricordandoci che siamo andati oltre passando per le varie avanguardie ,il modernismo e il post modernismo.
l Positivismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'800 e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle rivoluzioni industriali e dalla letteratura a esso collegata[1], si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale influenzando anche la nascita di movimenti letterari come il Verismo in Italia e il Naturalismo in Francia.
Henri de Saint-Simon introdusse per la prima volta il termine Positivismo
Il Positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un sistema definito come quello che aveva caratterizzato la filosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso scientifico-tecnologico, e per altri affine alla concezione romantica della storia che vede nella progressiva affermazione della ragione la base del progresso o evoluzione sociale.per un quadro completo e' quindi giusto aprire una parentesi sui movimenti moderni e contemporanei sopra citati:
le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;
le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;
e le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dall'uso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.
Postmodernismo è un termine usato negli anni 60 del XX secolo con diversi significati e in vari ambiti culturali, con il quale genericamente si fa riferimento alla crisi della modernità nelle società a capitalismo avanzato, caratterizzate da un'economia e una finanza estese globalmente, dall'invadenza della pubblicità e della televisione nelle convinzioni personali, e da un enorme flusso di notizie provenienti dal web, ormai incontrollabile e inverificabile.
ritornando al discorso principale verrebbe da chiedersi:ma cos'e' il nuovo realismo?
eccovi accontentati:Il Nuovo realismo si configura come una teoria filosofica antisoggettivistica che assume come proprio fondamento la realtà del mondo esterno: «Il pendolo del pensiero, che nel Novecento inclinava verso l'antirealismo nelle sue varie versioni (ermeneutica, postmodernismo, “svolta linguistica” ecc.), con il tornante del secolo si era spostato verso il realismo (nei suoi tanti aspetti: ontologia, scienze cognitive, estetica come teoria della percezione)» (M. Ferraris, Manifesto del nuovo realismo, Roma-Bari, Laterza, 2012, p. IX).
Si tratta di un movimento filosofico italiano che prende le mosse da un articolo di Maurizio Ferraris pubblicato su “Repubblica” l'8 agosto del 2011 [1] dove si anticipa quanto sostenuto nel suo Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012). Il Nuovo Realismo è il risultato, da un lato, della tradizione realista nata dalla filosofia e dalla psicologia della percezione (rappresentata da James J. Gibson e, in modo ancor più incisivo, dalla tradizione gestaltista che muove da Gaetano Kanizsa per sfociare poi nell'opera di Paolo Bozzi); dall'altro, dalla tradizione analitica di stampo realista come per esempio Hilary Putnam.
Il percorso che trova sintesi in questo movimento si delinea come una piattaforma di ricerca che oltrepassa di fatto la tradizionale dicotomia analitici-continentali. Attorno al Nuovo Realismo si è creato un ampio dibattito mediatico [2] accompagnato da convegni, dalla pubblicazione di diversi libri – tra cui Bentornata Realtà (Einaudi, 2012) e da una collana che porta il medesimo titolo [3]. È possibile annoverare tra i filosofi e gli intellettuali vicini al Nuovo Realismo, tra gli altri, le seguenti personalità: Mario De Caro, Umberto Eco, Michele Di Francesco, Diego Marconi, Luca Taddio, Rossano Pecoraro[4].
Il Nuovo Realismo ha avviato un progetto di ricerca internazionale tuttora in corso nel quadro del dibattito sul realismo filosofico contemporaneo.
In altre parole la filosofia e le arti dovrebbero dsescrivere oggi piu' che mai qualcosa di tangibile e dimostrabile.
per me quest'approccio e' sbagliato e superato.innanzitutto le arti sono da sempre espressione di creatività e immaginazione e tentare di "ingabbiarle"come scienza o come qualcosa di oggettivo e dimostrabile rende l'arte sterile oltre che inutile.
certo il ruolo della filosofia in questo senso potrebbe essere determinante come "collante"tra le varie discipline ricordandoci che il termine filosofia significa amore per la sapienza ma l'approccio resta sbagliato.
innanzitutto ripercorrere sentieri gia' esplorati tornando indietro significa non guardare avanti,non guardare oltre.non vorrei dire sciocchezze ma credo che nel corso della storia sia la prima volta che un movimento filosofico e "scientifico"(ovviamente non parlo d'arte che com'e' noto si ripete)si ripeta analizzando il presente con gli strumenti del passato ma le conoscenze del presente.
Io credo che il nuovo moviemnto filosofico dei nostri giorni dovrebbe basarsi sulle dicotomie soggettivo-oggettivo,massa-individuo etc.un po' come la medicina tradizionale orientale:si cura un mal di testa partendo dai piedi ma si conoscono i piedi,la testa e tutto il corpo cosi' bisognerebbe creare un movimento che sia la sintesi tra le dicotomie su' citate.
io chiamerei il movimento odieno:transizionismo e il suo superamento(se ci sara')avampostismo.voi invece,cari folli lettori?
Ebbene leggendo un po' qua e la' vi dico che il movimento che caratterizza i nostri giorni è il nuovo realismo,termine introdotto dal filosofo maurizio ferraris con il "manifesto del nuovo realismo che ha suscitato numerosi dibattiti in numerose discipline.
e' chiaro che per conoscere e dare un significato al nuovo realismo bisognerebbe conoscere il realismo e il positivismo e le principali differenze tra queste correnti e l'illuminismo e il romanticismo,ricordandoci che siamo andati oltre passando per le varie avanguardie ,il modernismo e il post modernismo.
l Positivismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'800 e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle rivoluzioni industriali e dalla letteratura a esso collegata[1], si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale influenzando anche la nascita di movimenti letterari come il Verismo in Italia e il Naturalismo in Francia.
Henri de Saint-Simon introdusse per la prima volta il termine Positivismo
Il Positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un sistema definito come quello che aveva caratterizzato la filosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso scientifico-tecnologico, e per altri affine alla concezione romantica della storia che vede nella progressiva affermazione della ragione la base del progresso o evoluzione sociale.per un quadro completo e' quindi giusto aprire una parentesi sui movimenti moderni e contemporanei sopra citati:
le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;
le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;
e le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dall'uso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.
Postmodernismo è un termine usato negli anni 60 del XX secolo con diversi significati e in vari ambiti culturali, con il quale genericamente si fa riferimento alla crisi della modernità nelle società a capitalismo avanzato, caratterizzate da un'economia e una finanza estese globalmente, dall'invadenza della pubblicità e della televisione nelle convinzioni personali, e da un enorme flusso di notizie provenienti dal web, ormai incontrollabile e inverificabile.
ritornando al discorso principale verrebbe da chiedersi:ma cos'e' il nuovo realismo?
eccovi accontentati:Il Nuovo realismo si configura come una teoria filosofica antisoggettivistica che assume come proprio fondamento la realtà del mondo esterno: «Il pendolo del pensiero, che nel Novecento inclinava verso l'antirealismo nelle sue varie versioni (ermeneutica, postmodernismo, “svolta linguistica” ecc.), con il tornante del secolo si era spostato verso il realismo (nei suoi tanti aspetti: ontologia, scienze cognitive, estetica come teoria della percezione)» (M. Ferraris, Manifesto del nuovo realismo, Roma-Bari, Laterza, 2012, p. IX).
Si tratta di un movimento filosofico italiano che prende le mosse da un articolo di Maurizio Ferraris pubblicato su “Repubblica” l'8 agosto del 2011 [1] dove si anticipa quanto sostenuto nel suo Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012). Il Nuovo Realismo è il risultato, da un lato, della tradizione realista nata dalla filosofia e dalla psicologia della percezione (rappresentata da James J. Gibson e, in modo ancor più incisivo, dalla tradizione gestaltista che muove da Gaetano Kanizsa per sfociare poi nell'opera di Paolo Bozzi); dall'altro, dalla tradizione analitica di stampo realista come per esempio Hilary Putnam.
Il percorso che trova sintesi in questo movimento si delinea come una piattaforma di ricerca che oltrepassa di fatto la tradizionale dicotomia analitici-continentali. Attorno al Nuovo Realismo si è creato un ampio dibattito mediatico [2] accompagnato da convegni, dalla pubblicazione di diversi libri – tra cui Bentornata Realtà (Einaudi, 2012) e da una collana che porta il medesimo titolo [3]. È possibile annoverare tra i filosofi e gli intellettuali vicini al Nuovo Realismo, tra gli altri, le seguenti personalità: Mario De Caro, Umberto Eco, Michele Di Francesco, Diego Marconi, Luca Taddio, Rossano Pecoraro[4].
Il Nuovo Realismo ha avviato un progetto di ricerca internazionale tuttora in corso nel quadro del dibattito sul realismo filosofico contemporaneo.
In altre parole la filosofia e le arti dovrebbero dsescrivere oggi piu' che mai qualcosa di tangibile e dimostrabile.
per me quest'approccio e' sbagliato e superato.innanzitutto le arti sono da sempre espressione di creatività e immaginazione e tentare di "ingabbiarle"come scienza o come qualcosa di oggettivo e dimostrabile rende l'arte sterile oltre che inutile.
certo il ruolo della filosofia in questo senso potrebbe essere determinante come "collante"tra le varie discipline ricordandoci che il termine filosofia significa amore per la sapienza ma l'approccio resta sbagliato.
innanzitutto ripercorrere sentieri gia' esplorati tornando indietro significa non guardare avanti,non guardare oltre.non vorrei dire sciocchezze ma credo che nel corso della storia sia la prima volta che un movimento filosofico e "scientifico"(ovviamente non parlo d'arte che com'e' noto si ripete)si ripeta analizzando il presente con gli strumenti del passato ma le conoscenze del presente.
Io credo che il nuovo moviemnto filosofico dei nostri giorni dovrebbe basarsi sulle dicotomie soggettivo-oggettivo,massa-individuo etc.un po' come la medicina tradizionale orientale:si cura un mal di testa partendo dai piedi ma si conoscono i piedi,la testa e tutto il corpo cosi' bisognerebbe creare un movimento che sia la sintesi tra le dicotomie su' citate.
io chiamerei il movimento odieno:transizionismo e il suo superamento(se ci sara')avampostismo.voi invece,cari folli lettori?
lunedì 29 maggio 2017
SCELTE ALIMENTARI
Suonerà strano a molti che,da come si evince dal titolo di questo post, a parlare di alimentazione sia
io,proprio io che ho una pessima alimentazione in termini sia di qualità che di quantità.
Vorrei tralasciare per un attimo il discorso dell'equilibrio psicofisico che già l'antica saggezza latina
aveva individuato come uno dei punti cardini del benessere e della salute.
In un altro post(psiche e cervello)parlavo di soddisfazione,piacere ed effetti positivi e , a volte
negativi. del cibo sulla psiche e affermavo con convinzione il fatto che disturbi più e meno gravi
dell'equilibrio psico fisico derivino da un alimentazione sbagliata;nello specifico dicevo che
anoressia,bulimia e obesità cosi' come una eccessiva cura del corpo alterino i nostri meccanismi.
Con questo post invece vorrei soffermarmi sulle scelte alimentari dei singoli che vanno al di là della
cultura del posto e dello status quo e che molto genericamente sono classificabili in tre categorie:
1 alimentazione onnivora
2 alimentazione vegetariana
3 alimentazione vegana.
Credo e spero che non vi sia bisogno di esplicitare il fatto che le proprie scelte alimentari e , nello
specifico delle tre macrocategorie sopraelencate,siano ,o quantomeno dovrebbero essere, personali,
soggettive e prive di qualsiasi critica ,positiva o negativa che sia .in quanto,inoltre,non ledono la
libertà altrui.
Pur sapendo ,come dicevo esordendo,di nutrirmi in modo pessimo, io sono convinto che una buona
alimentazione preveda la presenza di tutti, o quasi, gli alimenti ma con porzioni giuste.
Certamente sono consapevole che non scopro di certo l'acqua calda,come si suol dire,ma in questa
fase storica sembra che stia dilagando la tendenza ad essere vegetariani o vegani.
Vorrei ribadire ,a questo punto, che le scelte alimentari degli altri non solo mi sono indifferenti ma
non le contesto neanche.
Eppure queste scelte,ovvero alimentazione vegetariana e alimentazione vegana,fanno sorgere,almeno
personalmente,delle domande.
La piu' ovvia è chiaramente il perchè di questa scelta.
E' chiaro che le risposte sono molteplici seppur riconducibili a solo due reazioni:l'ipotesi "salutarista"
e l'ipotesi etica.
A questo punto mi e vi chiedo:siamo davvero sicuri che eliminando alimenti come carne e pesce e le
loro proteine o le sostanze che contengono questi dati alimenti possiamo avere un alimentazione
salutare?e ancora qualora lo stato fisico di un vegetariano o vegano sia quello di un soggetto in
perfetta forma siamo sicuri che non vi siano ripercussioni sulla psiche?a titolo esemplificativo si
ritiene che le persone un po' in sovrappeso siano allegre mentre quelle "in forma" o sottopeso siano
tristi,a volte nervose,altre volte ancora depresse e tra i tanti fattori che concorrono a questi stati
d'animo di sicuro vi potrebbe essere un tipo di scelta alimentare.in ogni caso io non sono convinto
del fatto che una dieta vegetariana o vegana sia salutare ma non essendo ferratissimo in materia
potrei sbagliarmi.
Ben diverso è il discorso etico e morale:sappiamo tutti che gli animali che noi mangiamo sono
sottoposti a trattamenti atroci e a dir poco crudeli e, certamente ciò non è morale.
Però io torno a chiedermi e a chiedervi:perchè soltanto adesso si svela l'arcano?non si è sempre
saputo?o è bastato qualche video sui principali social network per sensibilizzare una parte delle
persone ?
E' mia opinione che sul nostro pianeta la natura sia crudele.Certo in passato si usavano metodi meno
barbari per quanto concerne i trattamenti degli animali che successivamente sarebbero finiti sulle
nostre tavole ed è vero quindi che gli alimenti erano più genuini oltre che più succulenti ma se
pensiamo che la maggior parte degli esseri viventi si nutre di altre specie allora c'e' da porsi
un'ennesima domanda:gli animali di cui ci nutriamo possono essere considerati al pari dell'uomo
soprattutto in termini etici e morali?a mio avviso assolutamente no.non sarà giusto,non sarà morale
ma la vita di un essere umano vale molto di più di un animale anche se quest'ultimi, spesso se non
sempre, e non per un idiota luogo comune ,sono migliori della maggior parte delle persone.
e ancora sappiamo tutti i trattamenti a cui sono sottoposti alcuni animali per la ricerca e la
sperimentazione di nuovi farmaci ma credo che se si trovassero cure adeguate per mali ad oggi
incurabili nessuno "protesterebbe" contro le crudeltà inflitte loro.
Non acquistare un capo fatto con pelle animale è forse l'unica protesta sensata ma forse io sono un
barbaro.
Fin qui tutto banale,tutto scontato, ma è a questo punto che vorrei sorprendervi,spero in positivo.
La mia idea riguardo il fenomeno vegetariano e vegano è alquanto complottistica e, spero sarete voi a
decretare se si basa su qualche fondamento.
Io penso infatti che l'essere umano sia da sempre stato manipolato e, non chiedetemi da chi perchè
non è dato saperlo, e che chi ci manipola conosce benissimo i meccanismi psicologici delle masse e del singolo e attua soluzioni a seconda del tipo di problema che si presenta.
Del resto l'uomo è sopravvissuto fin ora perchè ha saputo adattarsi ai cambiamenti di ogni sorta.
Sappiamo tutti che le risorse del nostro pianeta non sono inesauribili.
Ciò vale per il petrolio e , con i metodi attuali si pèotrebbe produrre energia pulita almeno al 40 per
cento del fabbisogno pro capite ma ovviamente non eee' possibile perche' gli interessi in gioco sono
alti.
Allo stesso modo sembra che stia dilagando un fenomeno che porti alla sensibilizzazione delle
masse
sul tema alimentare inculcandogli di non avere bisogno nè di carne nè di pesce e allo stesso tempo
diffondendo video brutali sui trattamenti riservati agli animali.
Secondo voi perchè adesso?secondo me perchè questa sarebbe una piccola grande rivoluzione e ha
bisogno di tempo per verificarsi.
Se pensiamo infatti che la popolazione cresce e crescera' e che il fabbisogno di animali di
conseguenza crescerà anch'egli ,si sta tentando gia' da adesso di "manipolare"le masse considerando
anche il fatto che le lobby agro alimentari non sono poi cosi' potenti.
Tra 2 -300 anni probabilmente la maggior parte delle persone sarà vegetariana,l'energia sara' pulita e
tutti indosseranno occhiali a realtà aumentata e ci diranno che viviamo in un mondo migliore
quand'invece si potrebbe attuare finh da subito questo piano.non lo sio fa probabilmente per non
creare sconquassi.
Sembra follia ma forse sarebbe piu' folle non credere in
questa disamina.
Voi che ne pensate del fenomeno vegetariano e vegano e soprattutto di questa mia
ipotesi complottistica?
io,proprio io che ho una pessima alimentazione in termini sia di qualità che di quantità.
Vorrei tralasciare per un attimo il discorso dell'equilibrio psicofisico che già l'antica saggezza latina
aveva individuato come uno dei punti cardini del benessere e della salute.
In un altro post(psiche e cervello)parlavo di soddisfazione,piacere ed effetti positivi e , a volte
negativi. del cibo sulla psiche e affermavo con convinzione il fatto che disturbi più e meno gravi
dell'equilibrio psico fisico derivino da un alimentazione sbagliata;nello specifico dicevo che
anoressia,bulimia e obesità cosi' come una eccessiva cura del corpo alterino i nostri meccanismi.
Con questo post invece vorrei soffermarmi sulle scelte alimentari dei singoli che vanno al di là della
cultura del posto e dello status quo e che molto genericamente sono classificabili in tre categorie:
1 alimentazione onnivora
2 alimentazione vegetariana
3 alimentazione vegana.
Credo e spero che non vi sia bisogno di esplicitare il fatto che le proprie scelte alimentari e , nello
specifico delle tre macrocategorie sopraelencate,siano ,o quantomeno dovrebbero essere, personali,
soggettive e prive di qualsiasi critica ,positiva o negativa che sia .in quanto,inoltre,non ledono la
libertà altrui.
Pur sapendo ,come dicevo esordendo,di nutrirmi in modo pessimo, io sono convinto che una buona
alimentazione preveda la presenza di tutti, o quasi, gli alimenti ma con porzioni giuste.
Certamente sono consapevole che non scopro di certo l'acqua calda,come si suol dire,ma in questa
fase storica sembra che stia dilagando la tendenza ad essere vegetariani o vegani.
Vorrei ribadire ,a questo punto, che le scelte alimentari degli altri non solo mi sono indifferenti ma
non le contesto neanche.
Eppure queste scelte,ovvero alimentazione vegetariana e alimentazione vegana,fanno sorgere,almeno
personalmente,delle domande.
La piu' ovvia è chiaramente il perchè di questa scelta.
E' chiaro che le risposte sono molteplici seppur riconducibili a solo due reazioni:l'ipotesi "salutarista"
e l'ipotesi etica.
A questo punto mi e vi chiedo:siamo davvero sicuri che eliminando alimenti come carne e pesce e le
loro proteine o le sostanze che contengono questi dati alimenti possiamo avere un alimentazione
salutare?e ancora qualora lo stato fisico di un vegetariano o vegano sia quello di un soggetto in
perfetta forma siamo sicuri che non vi siano ripercussioni sulla psiche?a titolo esemplificativo si
ritiene che le persone un po' in sovrappeso siano allegre mentre quelle "in forma" o sottopeso siano
tristi,a volte nervose,altre volte ancora depresse e tra i tanti fattori che concorrono a questi stati
d'animo di sicuro vi potrebbe essere un tipo di scelta alimentare.in ogni caso io non sono convinto
del fatto che una dieta vegetariana o vegana sia salutare ma non essendo ferratissimo in materia
potrei sbagliarmi.
Ben diverso è il discorso etico e morale:sappiamo tutti che gli animali che noi mangiamo sono
sottoposti a trattamenti atroci e a dir poco crudeli e, certamente ciò non è morale.
Però io torno a chiedermi e a chiedervi:perchè soltanto adesso si svela l'arcano?non si è sempre
saputo?o è bastato qualche video sui principali social network per sensibilizzare una parte delle
persone ?
E' mia opinione che sul nostro pianeta la natura sia crudele.Certo in passato si usavano metodi meno
barbari per quanto concerne i trattamenti degli animali che successivamente sarebbero finiti sulle
nostre tavole ed è vero quindi che gli alimenti erano più genuini oltre che più succulenti ma se
pensiamo che la maggior parte degli esseri viventi si nutre di altre specie allora c'e' da porsi
un'ennesima domanda:gli animali di cui ci nutriamo possono essere considerati al pari dell'uomo
soprattutto in termini etici e morali?a mio avviso assolutamente no.non sarà giusto,non sarà morale
ma la vita di un essere umano vale molto di più di un animale anche se quest'ultimi, spesso se non
sempre, e non per un idiota luogo comune ,sono migliori della maggior parte delle persone.
e ancora sappiamo tutti i trattamenti a cui sono sottoposti alcuni animali per la ricerca e la
sperimentazione di nuovi farmaci ma credo che se si trovassero cure adeguate per mali ad oggi
incurabili nessuno "protesterebbe" contro le crudeltà inflitte loro.
Non acquistare un capo fatto con pelle animale è forse l'unica protesta sensata ma forse io sono un
barbaro.
Fin qui tutto banale,tutto scontato, ma è a questo punto che vorrei sorprendervi,spero in positivo.
La mia idea riguardo il fenomeno vegetariano e vegano è alquanto complottistica e, spero sarete voi a
decretare se si basa su qualche fondamento.
Io penso infatti che l'essere umano sia da sempre stato manipolato e, non chiedetemi da chi perchè
non è dato saperlo, e che chi ci manipola conosce benissimo i meccanismi psicologici delle masse e del singolo e attua soluzioni a seconda del tipo di problema che si presenta.
Del resto l'uomo è sopravvissuto fin ora perchè ha saputo adattarsi ai cambiamenti di ogni sorta.
Sappiamo tutti che le risorse del nostro pianeta non sono inesauribili.
Ciò vale per il petrolio e , con i metodi attuali si pèotrebbe produrre energia pulita almeno al 40 per
cento del fabbisogno pro capite ma ovviamente non eee' possibile perche' gli interessi in gioco sono
alti.
Allo stesso modo sembra che stia dilagando un fenomeno che porti alla sensibilizzazione delle
masse
sul tema alimentare inculcandogli di non avere bisogno nè di carne nè di pesce e allo stesso tempo
diffondendo video brutali sui trattamenti riservati agli animali.
Secondo voi perchè adesso?secondo me perchè questa sarebbe una piccola grande rivoluzione e ha
bisogno di tempo per verificarsi.
Se pensiamo infatti che la popolazione cresce e crescera' e che il fabbisogno di animali di
conseguenza crescerà anch'egli ,si sta tentando gia' da adesso di "manipolare"le masse considerando
anche il fatto che le lobby agro alimentari non sono poi cosi' potenti.
Tra 2 -300 anni probabilmente la maggior parte delle persone sarà vegetariana,l'energia sara' pulita e
tutti indosseranno occhiali a realtà aumentata e ci diranno che viviamo in un mondo migliore
quand'invece si potrebbe attuare finh da subito questo piano.non lo sio fa probabilmente per non
creare sconquassi.
Sembra follia ma forse sarebbe piu' folle non credere in
questa disamina.
Voi che ne pensate del fenomeno vegetariano e vegano e soprattutto di questa mia
ipotesi complottistica?
sabato 29 aprile 2017
FILOSOFIA DEL VIAGGIO
Si dice che
viaggiare apre la mente.sara' vero?io,personalmente,sono d'accordo in
parte:probabilmente lo scopo di un viaggio è ampliare la conoscenza
del mondo e del genere umano;tradizioni diverse ,culture diverse
,posti diversi ,dovrebbero arricchire il viaggiatore.ma siamo sicuri
che oggi sia proprio cosi' e non sia un 'ostentazione verso altre
persone il fatto di poter dire:ci sono stato. A volte se non sempre
si viaggia per fuggire da qualcosa e quel qualcosa probabilmente ci
perseguitera' sempre perche' siamo sempre noi in un posto
diverso.esistono diversi tipi di viaggi e di viaggiatori.c'e' chi
visita un posto per i paesaggi,chi per il sesso(diciamocelo pure),chi
per conoscere il mondo e le sue peculiarità,chi come dicevo prima
per dimostrare di viaggiare agli altri e chi per rilassarsi o fare
cose che in un posto dove si e' conosciuti non potrebbe fare.ognuno
scelga il viaggio che piu' gli sia congeniale ma si ricordi che al di
la' dei paesaggi diversi,se e' vero com'e' vero che il mondo e' vario
ma e' anche piccolo puo' trovare il “mondo”anche in un
piccolissimo quartiere di un paesino.non parlo poi di viaggi
interiori che sarebbero la massima espressione della cultura e del
cambiamento.fatte queste opportune premesse io mi e vi chiedo:quanto
influisce il non essere conosciuti sulla nostra liberta' e quanto al
contrario influisce la nostra buona o cattiva reputazione nel posto
dove viviamo?cioe' quanto siamo davvero liberi a casa?certo in
diverse fasi della vita occorrerebbe viaggiare per diversi scopi e ,
magari per combinarli insieme.ma com'e' possibile che un viaggio non
ci cambi?;non ci apra a nuove possibilita' o nuove prospettive?o e'
solo l'abitudine e la routine che fa si' che una volta ritornati nel
luogo d'appartenza indossiamo la maschera che noi in parte e gli
alttri nella grande restante parte ci hanno attribuito?i piu' grandi
filosofi dicevano:conosci te stesso e conoscerai la verita',il
mondo,l'umanita'.a me sembra che le persone che viaggino molto in
realta' siano ingabbiate in schemi troppo rigidi per comprendere cio'
che hanno avuto o avranno la fortuna di vedere e osservare da
vicino.certo poi ci sono anche quelli che conoscono una persona che
non rispecchia i piu' ovvi luoghi comuni e dicono in merito ad un
fatto ovvio:non e' vero io ho conosciuto una persona di nazionalita'
tal dei tali e non era cosi'.1 su quanti?in quanti giorni verrebbe da
chiedermi a me che non riescfo a conoscere me stesso e mi conosco da
quando sono nato.probabilmente anche viaggiare comporta l'essere
pronti a cogliere diversi elementi del mondo.voi che tipi di
viaggiatori siete?
lunedì 24 aprile 2017
TRA REALTA' E REALTA' AUMENTATA:UNA POSSIBILE VISIONE DEL FUTURO
Ho sempre pensato,a torto o a ragione che la tecnologia non sempre porti al progresso ma che in certo senso a volte , al di la' di scoperte per cosi' dire "nocive" come lo fu a titolo d'esempio l'uso della bomba atomica,il progresso possa essere regresso.
E' altrettanto ovvio che la tecnologia e' uno strumento che dovrebbe migliorare la qualità della vita umana e porsi al suo servizio e non viceversa ,ovvero tecnologia al servizio dell'uomo e non l'uomo al servizio della tecnologia.
e' anche scontato che dipende dall'uso che l'uomo fa della tecnologia e dal suo buon senso a determinare benefici o "handicap".
fin qui nulla di nuovo;discorso trito e ritrito se non fosse che vi è una nuova prospettiva da considerare.
non parlo di automobili che si guidano da sole cosi' come non parlo degli incredibili progressi nella cibertenica e nella branca dell'intelligenza artificiale.un qualunquista potrebbe pensare a questo punto anche a ragione che le macchine sostituirranno l'uomo;una prospettiva diversa potrebbe invece asserire che l'uomo stesso diventera' una macchina.
al di la' del fatto che io credo che una delle scoperte "nocive"sia proprio legata alla branca dell'intelligenza artificiale che,copme dicevo in un altro post,potrebbe addirittura non solo sostituire ma addirittura portare all'estinzione della razza umana come ben sostengono a mio avviso lo scienziato stephen hawking e l'imprenditore bill gates(che tutti conoscete) e benche' queste evoluzioni siano gia' ad un avantissimo stadio io mi soffermerei su qualcosa sul quale gia' i colossi dell'economia stanno facendo investimenti e anche grossi.sto parlando della realta' aumentata.
certo l'ipotesi di eleminare del tutto dispositivi fisici come smartphone e tv che potranno essere dunque essere sostituiti chesso' da una parete che proietta un immagine attraverso degli occhiali a realta' aumentata e' un ipotesi piuttosto relaistica,piuttosto affascinante e piuttosto pericolosa.
certo non avvera' nell'immediato.come ogni grande rivoluzione di qualsiasi genere la massa ha bisogno di tempo per "infagocitare"il nuovo che avanza.tuttavia se google(google galsses e hololens sono gia' sul mercato)microsoft e in ultimo zukeberg di facebbok stanno investendo e puntando sulla relata' aumentata probabilmente si andra' in quella direzione tra una dieciiina di anni, almeno negli states e dopo un po' di conseguenza in tutto il globo.questa e' la sostanziale motivazione secondo la quale affermo che quest'ipotesi e' piuttosto reaslistica.certo eliminare il mercato di smartphone e tv non sara',ripeto,cosi' immediato perche' tante holdings faranno pressione sui mercati e sulle masse ma alla fine la gente si abituera' anche a questo e accogliera' di buon grado la relata' aumentata che comunque resta qualcosa di affascinante e intrigante.pensare di avere un pc,internet,uno smarthpone indossando "semplici " occhiali non e' cosa da poco.tuttavia io mi chiedo ,copnoscendo anche l'essere umano o ,perlomeno essendomi fatto una piccolissima e infinitesimale opinione dell'essere umano quando si tratta di usare tecnologie cosi' cvome , ad esempio,lo sono stati facebook stesso,gli smartphone e what's' appin passato:dove andremo a finire?diventeremo dei cyborg.la fantasia che ci ha sempre contraddistinto come razza "supoeriore"alòle altre specie vivbenti scomparira'?gia' soprattutto la fantasia;delegheremo tutto alle macchine?signori il futuro e' alle porte.voi che ne pensate?accogliereste ipoteticamente bene la relata' aumentata o avete anche voi delle riserve in tal senso?
E' altrettanto ovvio che la tecnologia e' uno strumento che dovrebbe migliorare la qualità della vita umana e porsi al suo servizio e non viceversa ,ovvero tecnologia al servizio dell'uomo e non l'uomo al servizio della tecnologia.
e' anche scontato che dipende dall'uso che l'uomo fa della tecnologia e dal suo buon senso a determinare benefici o "handicap".
fin qui nulla di nuovo;discorso trito e ritrito se non fosse che vi è una nuova prospettiva da considerare.
non parlo di automobili che si guidano da sole cosi' come non parlo degli incredibili progressi nella cibertenica e nella branca dell'intelligenza artificiale.un qualunquista potrebbe pensare a questo punto anche a ragione che le macchine sostituirranno l'uomo;una prospettiva diversa potrebbe invece asserire che l'uomo stesso diventera' una macchina.
al di la' del fatto che io credo che una delle scoperte "nocive"sia proprio legata alla branca dell'intelligenza artificiale che,copme dicevo in un altro post,potrebbe addirittura non solo sostituire ma addirittura portare all'estinzione della razza umana come ben sostengono a mio avviso lo scienziato stephen hawking e l'imprenditore bill gates(che tutti conoscete) e benche' queste evoluzioni siano gia' ad un avantissimo stadio io mi soffermerei su qualcosa sul quale gia' i colossi dell'economia stanno facendo investimenti e anche grossi.sto parlando della realta' aumentata.
certo l'ipotesi di eleminare del tutto dispositivi fisici come smartphone e tv che potranno essere dunque essere sostituiti chesso' da una parete che proietta un immagine attraverso degli occhiali a realta' aumentata e' un ipotesi piuttosto relaistica,piuttosto affascinante e piuttosto pericolosa.
certo non avvera' nell'immediato.come ogni grande rivoluzione di qualsiasi genere la massa ha bisogno di tempo per "infagocitare"il nuovo che avanza.tuttavia se google(google galsses e hololens sono gia' sul mercato)microsoft e in ultimo zukeberg di facebbok stanno investendo e puntando sulla relata' aumentata probabilmente si andra' in quella direzione tra una dieciiina di anni, almeno negli states e dopo un po' di conseguenza in tutto il globo.questa e' la sostanziale motivazione secondo la quale affermo che quest'ipotesi e' piuttosto reaslistica.certo eliminare il mercato di smartphone e tv non sara',ripeto,cosi' immediato perche' tante holdings faranno pressione sui mercati e sulle masse ma alla fine la gente si abituera' anche a questo e accogliera' di buon grado la relata' aumentata che comunque resta qualcosa di affascinante e intrigante.pensare di avere un pc,internet,uno smarthpone indossando "semplici " occhiali non e' cosa da poco.tuttavia io mi chiedo ,copnoscendo anche l'essere umano o ,perlomeno essendomi fatto una piccolissima e infinitesimale opinione dell'essere umano quando si tratta di usare tecnologie cosi' cvome , ad esempio,lo sono stati facebook stesso,gli smartphone e what's' appin passato:dove andremo a finire?diventeremo dei cyborg.la fantasia che ci ha sempre contraddistinto come razza "supoeriore"alòle altre specie vivbenti scomparira'?gia' soprattutto la fantasia;delegheremo tutto alle macchine?signori il futuro e' alle porte.voi che ne pensate?accogliereste ipoteticamente bene la relata' aumentata o avete anche voi delle riserve in tal senso?
martedì 11 aprile 2017
LA NOIA,QUESTA MALEDETTA
Ho sempre pensato, a torto o a ragione,che per quanto gli studiosi in genere, i filosofi e a volte i poeti si siano occupati di definire il concetto di noia, questo meccanismo "umano" necessiti oltre che di approfondimento anche di ulteriori studi in materia.
Con questo post io mi e vi pongo delle domande a cui francamente ho solamente risposte parziali.
La prima domanda,semplice ed elementare investe la sua definizione:che cos'e' dunque la noia?certo di definizioni sulla noia se ne trovano a bizzeffe e , non e' questa di sicuro una delle domande a cui non saprei dare una risposta.
Dunque se accettiamo la definizione classica di noia secondo la quale questa è uno stato di demotivazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnato in un'attività sostenuta da stimoli che si recepiscono come ripetitivi o monotoni o, comunque, contrari a quelli che si reputano più confacenti alle proprie inclinazioni e capacità possiamo dire che la noia specie in quest' epoca investe tutti noi.
chi , infatti puo' dire sinceramente di non annoiarsi mai?credo nessuno.nell'arco di una giornata infatti non è possibile che non si trascoranno dei momenti di noia.
Mi rendo conto che quando tratto quest'argomento che di per se' e' molto complesso si puotrebbe facilmente fraintendere il vero significato di noia.
essere impegnati e\ o iperattivi non e' sinonimo di divertimento o meglio di non noia.
e' chiaro che fare un lavoro che ci piace oggi e' forse un lusso ma la mia tesi mira a dire che anche se facessimo tutto cio' che ci piace ci annoieremmo in alcune circostanze.perche'? innanzitutto un lavoro ha diverse parti e sicuramente esistono in ogni lavoro quelle piu' noiose.ma non e' questo il punto.il punto e' che sia un lavoro o uno svbago per rgagiungere un risultato bisogna necessariamente compiere sacrifdici ed impegnarsi e , spesso l'impegno ci porta causa il nostro volerci migliorare a ripetere le stesse azioni e cadere quindi nella monotonia.in altre parole anche un hobby necessita di impegno e di monotonia affinche' si passi ad un livello superiore.
potrei riassumere il mio pensiero con un parallelismo:l'alimentazione.se ci piace un piatto ma lo mangiamo tutti i giorni ne saremmo stufi ,prima o poi.se ci teniamo alla salute(scopo o risultato)dovremmo rispettare un regime di alimentazione variegata e non e' detto che tutto cio' che mangiamo ci piaccia.se mangiamo solo tutto cio' che ci piace non raggiungeremo mai un obiettivo nel senso metaforico cioe' se ho degli hobby e non mi impegno anche nelle cose piu' noiose non avro' un risultato.
esiste dunque un modo per sconfiggere la noia?io credo che etrino in gioco anche altri fattori come i livelli di concentrazione.qunato piu' riusciamo ad essere concentrati facciamo prima e meglio le attivita' che facciamo.eppure anche questa grossa conquista da sola non basterebbe a sconfiggere definitavamente la noia.
probabilmente questo fenomeno va arginato e combattutoee va reso temporaneo anche in piccoli frammenti di tempo ma non potra' mai essere sconfitto perennemente.voi che ne pensate?chideo scusa se vi ho annoiato.
Con questo post io mi e vi pongo delle domande a cui francamente ho solamente risposte parziali.
La prima domanda,semplice ed elementare investe la sua definizione:che cos'e' dunque la noia?certo di definizioni sulla noia se ne trovano a bizzeffe e , non e' questa di sicuro una delle domande a cui non saprei dare una risposta.
Dunque se accettiamo la definizione classica di noia secondo la quale questa è uno stato di demotivazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnato in un'attività sostenuta da stimoli che si recepiscono come ripetitivi o monotoni o, comunque, contrari a quelli che si reputano più confacenti alle proprie inclinazioni e capacità possiamo dire che la noia specie in quest' epoca investe tutti noi.
chi , infatti puo' dire sinceramente di non annoiarsi mai?credo nessuno.nell'arco di una giornata infatti non è possibile che non si trascoranno dei momenti di noia.
Mi rendo conto che quando tratto quest'argomento che di per se' e' molto complesso si puotrebbe facilmente fraintendere il vero significato di noia.
essere impegnati e\ o iperattivi non e' sinonimo di divertimento o meglio di non noia.
e' chiaro che fare un lavoro che ci piace oggi e' forse un lusso ma la mia tesi mira a dire che anche se facessimo tutto cio' che ci piace ci annoieremmo in alcune circostanze.perche'? innanzitutto un lavoro ha diverse parti e sicuramente esistono in ogni lavoro quelle piu' noiose.ma non e' questo il punto.il punto e' che sia un lavoro o uno svbago per rgagiungere un risultato bisogna necessariamente compiere sacrifdici ed impegnarsi e , spesso l'impegno ci porta causa il nostro volerci migliorare a ripetere le stesse azioni e cadere quindi nella monotonia.in altre parole anche un hobby necessita di impegno e di monotonia affinche' si passi ad un livello superiore.
potrei riassumere il mio pensiero con un parallelismo:l'alimentazione.se ci piace un piatto ma lo mangiamo tutti i giorni ne saremmo stufi ,prima o poi.se ci teniamo alla salute(scopo o risultato)dovremmo rispettare un regime di alimentazione variegata e non e' detto che tutto cio' che mangiamo ci piaccia.se mangiamo solo tutto cio' che ci piace non raggiungeremo mai un obiettivo nel senso metaforico cioe' se ho degli hobby e non mi impegno anche nelle cose piu' noiose non avro' un risultato.
esiste dunque un modo per sconfiggere la noia?io credo che etrino in gioco anche altri fattori come i livelli di concentrazione.qunato piu' riusciamo ad essere concentrati facciamo prima e meglio le attivita' che facciamo.eppure anche questa grossa conquista da sola non basterebbe a sconfiggere definitavamente la noia.
probabilmente questo fenomeno va arginato e combattutoee va reso temporaneo anche in piccoli frammenti di tempo ma non potra' mai essere sconfitto perennemente.voi che ne pensate?chideo scusa se vi ho annoiato.
sabato 1 aprile 2017
IL GIOCO COME METAFORA DEL CARATTERE
Cari folli lettori
di www.ideeviaggianti.blogspot.it
inizio questo post sottoponendovi una domanda:volete davvero
conoscere chi vi circonda?
Einsten diceva che
per conoscere una persona non bisogna attenersi a cio' che dice ma a
cio' che fa e al modo con cui tratta un suo sottoposto.
Inutile dire che
sono d'accordo e altrettanto inutile dire che io non sono al livello
di enstein.tuttavia secondo me per capire veramente una persona
bisogna osservare il suo comportamento durante il gioco.
Secondo questa mia
tesi cio' avviene perche' quando giochiamo torniamo bambini per un
attimo e i nostri limiti,il nostro inconscio,le nostre capacita' e i
nostri schemi mentali vengono alla luce.
Certo le variabili
sono tante e si mescolano tra loro e , poi chiaramente dipende dai
compagni e dagli avversari,un po' come nella vita quando di fronte ad
una situazione simile se ci troviamo al cospetto di una persona
agiamo in un modo,se ci troviamo verso un altro tipo di persona
agiamo in un altro.
Potrei fare mille
esempi con mille giochi diversi;vada per tutte il calcio che e' il
gioco che meglio conosco in termini di regole e di osservazione
attiva e passiva.
C'e' chi ad esempio
se lo sfiori sembra che lo abbiano sparato e , chi al contrario
va avanti come un treno anche se lo sparano per davvero.c'e' chi
imbroglia su qualsiasi cosa;c'e' chi corre e fa il lavoro sporco e
chi aspetta solo di concretizzare e prende tutti i meritie ancora
c'e' chi vuole che gli altri facciano cio' che lui pensi,c'e' chi
addossa la colpa ai compagni,chi a se' stesso,c'e' chi pensa che gli
avversari sono troppo forti e chi pur pensandolo si impegna
maggiormente.gli esempi sono tanti ma davveropenso che quando si
gioca si ci tolga di dosso le gabbie che la societa' ci mette ed esce
fuori il vero io di una persona anche se probabilmente molti diranno
che e' l'inverso e cioe' che quando si gioca si va in trance e che
una volta finito si comincia a ragionare.voi che ne pensate?
martedì 28 febbraio 2017
IL VALORE DELL' UMILTA'
Cari folli lettori di ideeviaggianti.blogspot.com con questo post vorrei sottoporre alla vostra
attenzione alcune mie riflessioni in merito alla parola umiltà e , di conseguenza, al suo significato.
La parola umiltà deriva dal latino humilis che giustappunto significa umile ma, qualora effettuassimo
una ricerca da un punto di vista linguistico,ci potremmo rendere conto che la parola umiltà
letteralmente significa:" basso" ,o "dalla terra".
L' umiltà è considerata un valore positivo e,per spiegarne il significato in maniera più ampia,viene
descritta e associata all'etica e alla religione.
Il significato della parola umiltà,dunque, è universalmente riconosciuto come colui che essendo privo
di superbia non si ritiene superiore agli altri.
Ma siamo davvero convinti che sia così?.o meglio ,possiamo affermare con assoluta certezza che non
esistano gerarchie nei rapporti tra gli individui?io non ne sono tanto convinto.
Certo al di la' della retorica e dell'immensa letteratura che si puo' estrapolare sull' umiltà dove tutti o
quasi affermano o credono di essere umili io sono convinto che, così come, secondo il mio
pensiero,ciascun individuo non sia migliore o peggiore rispetto ad un altro ma semplicemente
unico,irripetibile e, uguale ma diverso allo stesso tempo dalle altre persone,allo stesso modo sono
convinto che esistano rapporti gerarchici e rapporti di "forza".
A questo punto qualcuno si starà chiedendo in che maniera e in quale misura ci possa essere una
correlazione tra rapporti gerarchici, rapporti di "forza" e umiltà.
A mio avviso per come è strutturata la sociètà odierna lo status quo,il tipo di mansione che si svolge
all'interno della società nonche' il prestigio,la ricchezza e il potere, determinano rapporti gerarchici e
rapporti di "forza".in tal senso,riconducendoci al significato universale secondo il quale una persona
umile non si ritiene in alcun modo superiore alle altre persone, forse sono piu' chiare le domande che
sto per porvi:puo' esistere l'umilta' in una societa' strutturata gerarchicamente?e ,soprattutto,che cos'e'
davvero l'umiltà e chi sono gli umili? Premesso che nella società odierna,a torto o a ragione bisogna
accettare i rapporti gerarchici o i rapporti di "forza" in ambito strettamente lavorativo sebbene spesso
,se non sempre,si commette l'errore di mantenere le stesse gerarchie in un contesto informale come
ad esempio gli affetti,l'amicizia,le conoscenze,io credo , anche se la casistica possa essere infinita
,di aver individuato alcuni punti chiave su euqivoci di fondo in merito al significato di umiltà.
Innanzitutto a mio avviso chi mostra umiltà nei confronti di chi detiene maggiore prestigio ed è
arrogante con chipossiede minor potere è,per dirlo volgarmente,un leccaculo.Un altro equivoco è
credere una persona umile una persona remissiva ed insicura nel senso che chi si mostra troppo
"sottomesso""non è umile ma debole.
Fatte queste lunghissime, ma a mio avviso doverose premesse ,torno a pormi e a porvi una
domanda:oggi l'umiltà e' un valore positivo o un lusso che pochi possono permettersi?Sebbene pensi
che l'umiltà sia un valore positivo tra le due ipotesi la seconda si confà magggiormente al mio
concetto di umiltà e spiego il perchè:se, così come ho scritto,esistono rapporti gerarchici e ,
metaforicamnte parlando,la società e' una giungla dove il più debole è costretto a soccombere ritengo
che sia facile mostrarsi umili quando ad un certo punto della vita si ci è autorealizzati fermorestando
che anche in questo caso l'umiltà va apprezzata.Nel caso opposto cioè quando non si detiene un
gran prestigio troppa umiltà potrebbe essere addirittura deleteria (chiaramente per sè stessi).
Concludendo a mio avviso l'umiltà è un valore positivo che si esplica sempre e con tutti.Se cosi' non
fosse semplicemente non si può essere considerati umili.
attenzione alcune mie riflessioni in merito alla parola umiltà e , di conseguenza, al suo significato.
La parola umiltà deriva dal latino humilis che giustappunto significa umile ma, qualora effettuassimo
una ricerca da un punto di vista linguistico,ci potremmo rendere conto che la parola umiltà
letteralmente significa:" basso" ,o "dalla terra".
L' umiltà è considerata un valore positivo e,per spiegarne il significato in maniera più ampia,viene
descritta e associata all'etica e alla religione.
Il significato della parola umiltà,dunque, è universalmente riconosciuto come colui che essendo privo
di superbia non si ritiene superiore agli altri.
Ma siamo davvero convinti che sia così?.o meglio ,possiamo affermare con assoluta certezza che non
esistano gerarchie nei rapporti tra gli individui?io non ne sono tanto convinto.
Certo al di la' della retorica e dell'immensa letteratura che si puo' estrapolare sull' umiltà dove tutti o
quasi affermano o credono di essere umili io sono convinto che, così come, secondo il mio
pensiero,ciascun individuo non sia migliore o peggiore rispetto ad un altro ma semplicemente
unico,irripetibile e, uguale ma diverso allo stesso tempo dalle altre persone,allo stesso modo sono
convinto che esistano rapporti gerarchici e rapporti di "forza".
A questo punto qualcuno si starà chiedendo in che maniera e in quale misura ci possa essere una
correlazione tra rapporti gerarchici, rapporti di "forza" e umiltà.
A mio avviso per come è strutturata la sociètà odierna lo status quo,il tipo di mansione che si svolge
all'interno della società nonche' il prestigio,la ricchezza e il potere, determinano rapporti gerarchici e
rapporti di "forza".in tal senso,riconducendoci al significato universale secondo il quale una persona
umile non si ritiene in alcun modo superiore alle altre persone, forse sono piu' chiare le domande che
sto per porvi:puo' esistere l'umilta' in una societa' strutturata gerarchicamente?e ,soprattutto,che cos'e'
davvero l'umiltà e chi sono gli umili? Premesso che nella società odierna,a torto o a ragione bisogna
accettare i rapporti gerarchici o i rapporti di "forza" in ambito strettamente lavorativo sebbene spesso
,se non sempre,si commette l'errore di mantenere le stesse gerarchie in un contesto informale come
ad esempio gli affetti,l'amicizia,le conoscenze,io credo , anche se la casistica possa essere infinita
,di aver individuato alcuni punti chiave su euqivoci di fondo in merito al significato di umiltà.
Innanzitutto a mio avviso chi mostra umiltà nei confronti di chi detiene maggiore prestigio ed è
arrogante con chipossiede minor potere è,per dirlo volgarmente,un leccaculo.Un altro equivoco è
credere una persona umile una persona remissiva ed insicura nel senso che chi si mostra troppo
"sottomesso""non è umile ma debole.
Fatte queste lunghissime, ma a mio avviso doverose premesse ,torno a pormi e a porvi una
domanda:oggi l'umiltà e' un valore positivo o un lusso che pochi possono permettersi?Sebbene pensi
che l'umiltà sia un valore positivo tra le due ipotesi la seconda si confà magggiormente al mio
concetto di umiltà e spiego il perchè:se, così come ho scritto,esistono rapporti gerarchici e ,
metaforicamnte parlando,la società e' una giungla dove il più debole è costretto a soccombere ritengo
che sia facile mostrarsi umili quando ad un certo punto della vita si ci è autorealizzati fermorestando
che anche in questo caso l'umiltà va apprezzata.Nel caso opposto cioè quando non si detiene un
gran prestigio troppa umiltà potrebbe essere addirittura deleteria (chiaramente per sè stessi).
Concludendo a mio avviso l'umiltà è un valore positivo che si esplica sempre e con tutti.Se cosi' non
fosse semplicemente non si può essere considerati umili.
martedì 31 gennaio 2017
CONOSCERE IL NOSTRO LATO OSCURO PER IMPARARE A GESTIRLO
Suonerà strano ma a
mio avviso la vita è un continuo susseguirsi di malattie e di
guarigione sebbene le ombre,gli strascichi del passato, siano sempre
li' pronti a riapparire, ragion per cui una guarigione non puo' mai
considerarsi definitiva.tutti conoscono il sacrosanto aforisma:mens
sana in corpore sano.allo stesso modo tutti sanno che corpo e psiche
sono collegati ragion per cui lo stress e le fatiche quotidiane
colpiscono a volte il corpo ,altre la psiche,altre ancora la psiche
danneggiando il corpo.probabilmente tutti sanno anche che per
ritrovarsi bisogna perdersi e che per conoscersi sino in fondo
bisogna conoscere,quindi,anche il nostro lato oscuro.sara' mia
convinzione ma le sofferenze a volte ci danno l'opportunità di
lavorare sul nostro lato oscuro,di imparare a conoscerlo e conoscerci
e di imparare a gestirlo.spesso,in questo senso,si ascoltano in tv
casi di cronaca nera dove succedono atroci delitti.non sono uno
psicologo ne' uno psichiatra ma credo che quando una persona non
conosca il suo lato oscuro magari perche' vive o ha vissuto in uno
stato di galleggiamento tra serenita' e sofferenza(con quest'ultima
prevalente)e il suo mondo,le sue certezze crollano(prima o poi capita
a tutti) allora si trova spiazzato e puo' commettere sciocchezze.
Quando le nostre certezze si dissolvono tutti rimaniamo spiazzati ma
se riusciamo a riprenderci forse vorra' dire che stiamo crescendo,in
tutti i sensi possibili. Spazzare via completamente la sofferenza
del passato ,come dicevo prima, e' molto difficile ma guai a
galleggiare.e' proprio quella la situazione tipo che ci porta al
declino.come mio solito uso due parole per descrivere il senso della
vita in queste situazioni:reazione e pazienza.reazione perche' quando
si cade biosgna rialzarsi e pazienza perche' quando si cade c'e'
bisogno di tempo per avere la forza di rialzarsi dato che spesso
molte persone tentano una reazione ma senza efficacia.e' risaputo che
le persone intelligenti sono quelle che soffrono di piu' ma sono
anche quelle che, costi quel costi ,devono capire perche' una cosa va
verso una direzione e non verso un'altra e foirse se siamo cosi'
evoluti al giorno d'oggi e' grazie a chi si pone degli
interrogativi,cerca di risolvere i problemi ma irrimediabilmente
soffre piu' degli altri che sono ,per cosi' dire,spensierati.
venerdì 20 gennaio 2017
INVOLUZIONE TECNOLOGICA E SALUTE
Molto probabilmente
con questo post voglio pormi delle domande e non fornire delle
soluzioni:una sorta di riflessione questo caso ragionata e messa per
iscritto piuttosto che ad alta voce.
Ho sempre pensato
che la tecnologia sia stata,e' e sempre sara' un utile accrescimento
ai bisogni dell'uomo e che,salvo conoscenze e\ o invenzioni che
potrebbero danneggiare l'umanita'(penso alle armi di ditruzioni di
massa e alle armi biologiche),l'innovazione tecnologica e'
strettamente connessa all'uso che se ne fa di essa.e' chiaro,e'
ovvio,e' banale.eppure con l'avvento di internet,dei social stiamo
perdendo di vista quali sono i bisogni primari dell'uomo,o forse il
libero mercato non ha mai preso in considerazione tali bisogni a
favore del dio denaro.sorge dunque spontanmea la domanda:e' il
mercato che influenza le masse o le masse che influenzano il
mercato?anche qui pecco di ingenuita' e banalita' dato che apparre
ancora una volta ovvio che e' la risposta trova conferme nella prima
domanda,quasi a suggellare l'idiozia umana di comportarsi come
pecore.per cio' che concerne la tecnologia che da sempre ma in
particolare negli ultimi anni e' diventata il motore del
mercato(basta pensare agli smartphone) il paradima dovrebbe
essere:tecnologia al servizio dell'uomo e non invece come accade
tecnologia che si sostituisce all'uomo.penso ad esempio a internet e
ai social e alle app nuovamente:le possibilita' che ci danno questi
stumenti sono la condivisione e la propagazione di informazioni in
maniera piu' veloce, piu' capillaree la possibilita' di comunicare
sia ad un vasto pubblico a volte anche molto distante da noi in
temini geografici, anche se non siamo persone note.sembrerebbe un
ottima cosa ma come in realta' vengono utilizzati questi strumenti?la
rispsosta e' sotto gli occhi di tutti e non c'e' bisogno di
esplicarla.il fatto strano e' che tutti se ne lamentino ma tutti lo
facciano.strumenti che dovrebbero migliorare la comunicazione sono
diventati appanaggio della comunicazione face to face;cosi' quando si
esce gli sguardi e la mente si posano sugli smartphone e non c'e'
piu' comunicazione face to face.e cosi' in tutto.cioe' in altre
parole si pensa sempre ad un utilizzo della tecnologia che
sostituisca l'”umano”.di questo passo creeremo un mondo di robot
e non credo che cio' sia fantascienza.c'e' un altro aspetto che
vorrei sottolineare anzi due:a mio avviso staimo attraversando un era
di involuzione tecnologica dato che non e' stato ancora prodotto
qualcosa che sia utile al benessere collettivo,qualcosa di visionario
per intenderci,e che sembra che tutte le grandi scoperte attualòi
passino per la rete informatica e per le app ma forse sono solo io
che sono ignorante.
Detto questo e' da
qui che partono le mie domande:come possono le nuove tecnologie come
smartphone social,pc e intenet sostituire i bisogni primari
dell'uomo?io credo che l'uomo ricerci la salute e la felicita',dunque
perche' non concentrare gli sforzi su cio'?certo verrebbe da chidersi
,come?pur non avendo ne' titoli ne' requisiti per dirlo io credo che
la medicina occidentale sia,sempre in nome del dio denaro,un “mettere
una toppa”ad un vestito rotto e credo allo stesso modo che ci
dovrebbe una sinergia maggiore tra gli specialisti di varia natura
partendo dall'alimentazione.tutti dovrebbero un alimentazione
equilibrata(sembra strano che a dirlo sia proprio io) in base alle
proprie caratteristiche fisiche e biologiche(recentemente si e'
scoperto che in un ambiente alcalino non possono sorgere cancro e
tumori).piu' spazio anche allo sport:la scuola e la cultura sono
fondamentali ma gli antichi ci insegnano e non e' solo un luogo
comune,uno slogan o altro che:mens sana in corpore sano.dunque
perche' non utilizzare la tecnologia per permettere attraverso la
medicina uno stato di salute maggiore e attraverso lo sport che
riveste anche un importante ruolo come la socializzazione oltre che
il benessere psico fisico dell'individuo?e' facile rispondere che
ancora una volta il dio denaro consente,o non
consente.fosse per me lo sport dovrebbe essere libero e non a
pagamento e praticato nelle scuole e la medicina occidentale dovrebbe
radicalmentre cambiare i suoi paradigmi(prevenire e' meglio che
curare come dice una nota pubblicita' fermorestando che gli
ossessionati e glki ansiosi dovrebbero darsi una calmata nel farsi
prescrivere ricette e visite di controllo)-per me tutto cio'
dovrebbe addirittura fare parte della nostra costituzione che
ricordiamocelo e' ancora la piu' bella del mondo.voi che ne
pensate,cari folli lettori di ideeviaggianti?
lunedì 21 novembre 2016
LA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE VORREI
Mi piace fare
fantapolitica e non l'ho mai nascosto cosi' come in altri post ho
parlato di fantaeconomia fantascienza e fanta di tutto un po'.dunque
mi chiedo se renzi-boschi hanno scritto la riforma costituzionale non
potrei io scrivere sul mio personalissimo blog qualche spunto,qualche
riflessione in merito ad una eventuale riforma costituzionale?io
credo di si e credo anche che sarebbe una bella gara a chi spara piu'
cazzate.
Fosse per me
innanzitutto promulgherei una legge che non dico dimezzi gli stipendi
ma tagli sostanzialmente di un quarto gli stipendi stessi.
Ridurrei il numero
di deputati da 635 a 300, di senatori da 315 a 105 e aggiungerei a
camera e senato un senato federale composto da massimo 5 senatori per
regione tranne che per molise(massimo due)e valle d'aosta(uno)
camera e senato
funzionerebbero allo stesso modo di come funzionano adesso.i deputati
allo stesso modo sarebbero votati in base alla legge costituzionale
vigente e i senatori piuttosto che per regione per titoli e meritoper
un totale di 100 piu' 5 nominati dal presidente della repubblica per
meriti come prevedeva anche la riforma renzi-boschi ma solo per una
legislazione e non a vita(sempre come previsto da renzi).della rifoma
renzi inoltre prenderei in prestito la cancellazione del censil e
delle province e la marcata delineazione tra stato e regioni(chi fa
cosa)esattam,ente sempre come previsto dalla rifoma di renzi.
Il senato federale
sarebbe un “ponte”di comunicazione tra stato e regioni.sarebbero
eletti un totale di 98 senatori su base regionale come suddetto.ogni
regione ad eccezione della valle d'aosta all'interno del suo
organigramma avrebbe un ex sindacalista eletto dai cittadini ,uno per
regioni gli altri 4 per regione(uno per il molisee 1 eeeex
sindacalista per la valle d'aosta) sarebbero nominati direttamente
dal presidente del consiglio.il compito dell senato federale e'
duplice:da un lato essere un ponte tra stato e regioni dall'altro tra
stato e sindacati.il senato federale non intaccherebbe il alvoro di
camera e senato senza addentrarvisi per nulla ma si occuperebbe solo
di legiferare le risorse i mezzi e le competenze destinate alle
regioni in accordo con le stesse in base alle esigenze specifiche di
ciascuna regione.una volta che un terzo del senato federale approva
una di queste disposizioni le riforme andrebbero in essere
regolarmente.
ma veniamo alla
parte piu' fantasiosa di tutte:i sindacati.io istutuirei nuovamente
il cgil(confederazione italiana del lavoro) come sede centrale che
puo'a vere distaccamenti su tutto il territorio italiano che al suo
interno raggrupperebbe cgil,cisl e le assutonomie locali e si
occuperebbe oltre che avere uno statuto a base democratica di
legiferare in accordo con il senato federale sebbene siano due enti
separati sulle politiche del lavoro e sui contratti collettivi
nazionali.al suo interno avrebbe quindi le varie autonomie di settore
piu' un sindacato per gli extracomunitari.cio' potrebbe sembrare una
follia ma e' in accordo con la costituzione e potrebbe permettere
all'italia di essere piu' forte nei confronti dell'europa in termini
di redistribuzione degli extracomunitari. La parte bella e' che
all'ente centrale si affiancherebbero agenzie sindacali privatizzate
e liberalizzzate.una sorta di agenzia di mediazione del lavoro che
dovrebbe fare cio' che i sindacati locali non fanno in
genere:orientam,ento formazione collocamento e ricollocamento in
armonia con la modifica dell'articolo18.inoltre dovrebbe tuelare i
lavoratori in caso di licenziamenti e controversiee stillare un piano
quinquinneale di crescita del lavoratore stessomagari partendo da uno
stage fino ad un contratto a tempo inderminato e , crescendo sempre
in accordo con le regioni che sovvenzionerebbero anche eventuali
corsi dii formazione e aggiornamento.l'agenzia di mediazione del
lavoro percepirebbe compensi sia dall'azienda che cerca impiegati sia
dai lavoratori che devolverebbero l'1 per cento lordo all'anno
trattenuto in busta poaga(esattamente cvome i sindacati).invariata la
posizione della uil sulle pensioni.sono folle,non e' vero?
mercoledì 9 novembre 2016
SUPER TRUMP: A CHI CONVIENE E A CHI NO?
Gli stati uniti
d'america rappresentano da sempre,al di la' delle voci fondate o meno
di complottismo,il continente “guida”del mondo intero e il
continente piu' ricco e avanzato del mondo.
Io non credo che il
popolo americano sia stupido:al limite e' stupido chi non essendo
americano appoggia trump.
Io credo infatti che
l'idea di trump sia quella di isolarsi dal resto del mondo e,
piuttosto che essere una guida,essere un continente che si impone al
resto del mondo.
Certo qualcuno
potrebbe dire che e' sempre stato cosi':in effetti e' vero ma con
trump quel minimo di velo diplomatico con le relazioni estere
scomparira'.
A chi conviene?agli
americani ricchi(che sono tanti) che in assenza di leggi sul mercato
interno potranno crogiolarsi e addirittura far impennare il pil
americano .
Tanto per fare un
passo indietro ricordiamocelo che i tre punti salienti del programma
di trump prima della sua effettiva investitura a presdidente degli
stati uniti sono stati:40 per cento di dazio sui prodotti
importati(il made in italy e gli italiani che lo sostengono chissa'
che cosa pensano di cio?),libero mercato(una giungla)e frontiere
ammazza uomini con il messico.
Cosi' facendo
l'economia degli stati uniti riprendera' ma lo fara' in modo
barbaro:anni e anni di legiferazione sul welfare,sul non libero
mercato mandati a puttane.
Cosi' crescera' il
divario tra gli americani ricchi e quelli poveri e non solo.
A chi non
conviene?sicuramente agli americani non ricchi e…………. al
resto del mondo.
Cio' in chiave
ovviamente ottimistica ed economica percvhe' con un pazzo che pur di
far soldi venederebbe anche l'anima al diavolo catastrofi e guerre
non sono cosi' impensabili.
Trump incarna
infatti due soli valori:la proprieta' e il denaro se valori sono.
Caro mondo buon
trump a tutti.
sabato 29 ottobre 2016
LA NATURA DELL'UNIVERSO:QUANDO FEDE E SCIENZA SI INCONTRANO
Partendo
dalle teorie del cristianesimo possiamo giungere a delle
interessantissime osservazioni.Ogni cosa,sistema o corpo e' unico e
triadico.
Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte. Ciò non va interpretato come se esistessero tre divinità (politeismo) né come se le tre "persone" fossero solo tre aspetti di una medesima divinità (modalismo). Le tre "persone" (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, "ipòstasi") sono in effetti ben distinte ma formate della stessa sostanza:
Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte. Ciò non va interpretato come se esistessero tre divinità (politeismo) né come se le tre "persone" fossero solo tre aspetti di una medesima divinità (modalismo). Le tre "persone" (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, "ipòstasi") sono in effetti ben distinte ma formate della stessa sostanza:
Dio
Padre, creatore del cielo e della terra, Padre trascendente e celeste
del mondo;
il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo.
lo Spirito Santo che è l'"amore" perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.
il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo.
lo Spirito Santo che è l'"amore" perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.
Un
sistema(il sistema può
anche essere definito corpo) e' sempre unico e triadico.I
sistemi possono essere omogenei cioè
della stessa natura,eterogenei cioè
di natura diversa e transgenici cioè
della
stessa natura con un"innesto"di natura diversa. Anche
l'atomo e' unico e triadico cioè
formato
a livello subatomico da protoni elettroni e neutroni e quanto più
si
studia in profondità
l'atomo tanto più
si creano sistemi e sottosistemi.Un
corpo può
essere
liquido,solido o gassoso cioè
sempre la combinazione unica e triadica.La
scienza si divide in tre grandi branche:fisica
,chimica biologia) cosi'
come la religione
in
tre grandi ceppi(cristianesimo,islamismo,ebraismo) .Secondo la
concezione che ogni sistema e' unico e triadico penso alla teoria
della relatività
di Einsten.Noi
pensiamo che esistano 4 dimensioni cioè
tre più
una
dove tre sono spaziali(lunghezza , larghezza,profondità)
e una che e' costituita dal tempo.Io
credo che ci sia un'errore di metodo .le dimensioni sono due al
momento:spazio-tempo e ogni dimensione ha tre sottinsiemi:lo spazio
(lunghezza larghezza profondità
)il
tempo(velocità
della luce,velocità
oltre la luce,velocità
terrestre).Se spazio e tempo sono interconnesse tra loro si
potrebbe pensare anche che la dimensione spazio-tempo e' unica.
Il
sistema
rimane unico ma si complica.Sappiamo
dalle 4 equazioni di Maxwell
che elettricità
e
magnetismo
possono fondersi in un unico campo:il campo
elettromagnetico.Analogamente
possiamo dire che se esistono 4 forze in natura(interazione
forte,interazione
debole,forza elettromagnetica
e forza
gravitazionale)
si e' visto che l'interazione nucleare debole si fonde con le forze
elettromagnetiche dando vita al campo elettrodebole .
Il
Modello
standard (MS)
è la teoria
fisica che descrive tre delle quattro forze
fondamentali note: le interazioni
forte,
elettromagnetica
e debole
(le ultime due unificate nell'interazione
elettrodebole), e tutte le particelle
elementari ad esse collegate.
Molti
fisici delle particelle ritengono che sia possibile un'unificazione
delle forze ancora più profonda. L'interazione elettrodebole e
quella forte, infatti, sono caratterizzate da due costanti
di accoppiamento distinte nel Modello standard, ma la loro
estrapolazione ad alte energie sembra indicare una possibile
unificazione. Le
forze
che regolano la natura sono grandezze scalari mentre spazio e tempo
sono grandezze vettoriali.l(e
grandezze vettoriali sono composte da modulo direzione e verso)
e grandezze tensoriali(esistono altre forme di grandezza che non
rientrano pero' nel discorso in quanto i
tensori sono
degli i
enti atti a individuare le grandezze geometriche
e fisiche che obbediscono, per cambiamento di coordinate, a opportune
leggi di trasformazione. ).Ottica
ed acustica sono analogamente ai campi elettromagnetci propagate
nello spazio attraverso le
onde .Tutte
le energie si propagano attraverso onde (gravitazionali
elettromagnetiche,termodinamiche,nucleari):i
campi e
i segmenti della fisica di
cui parlavo:gravita'(gravita'
universale,formulata da newton e derivata dalle tre leggi di
keplero,assenza di gravita',gravita quantica).dinamica(tre
principi),termodinamica(tre principi)nucleare(interazione debole:una
interazione a corrente carica,l'altra interazione a corrente neutra
ed infine l'interazione forte)le interazioni deboli. L'interazione
debole può avvenire tra leptoni e quark (interazioni
semileptoniche), tra soli leptoni (interazioni leptoniche) o tra soli
quark (interazioni non leptoniche).Io
quindi deduco che a livello micro, a livello terrestre e a livello
macro i meccanismi che regolano la fisica siano gli stessi con tre
dimensioni che sono anche tre variabili
:lo spazio-tempo,il
campo elettrodebole,il campo nucleare forte.per
chiarire il prossimo concetto faro' un esempio:il tempo sappiamo si
misuri
in secondi,60 secondi fanno un minuto ,60 minuti un 'ora,24 ore un
giorno.7 giorni una settimana,30 giorni un mese e cosi' via fino
all'infinito.man mano che si scoprono nuove teorie o modelli si potrà
notare che questi possono essere unificati ma sempre con delle
eccezioni.Quindi
si unifica ma si divide sempre rendendo la classificazione unica e
triadica sempre piu' complessa.
Se
possiamo asserire che ogni cosa,sistema o corpo e' unico e triadico
possiamo anche dire che se le forze elettromagnetiche che
raggruppano eletttricita' e magnetismo di
cui i relativi sottoinsiemi che sono
:l'elettricita'(:elettrostatica,elettrodinamica
classica,elettrodinamica quantistica),il magnetismo(magnetismo
terrestre,magnetostatica,magnetismo quantico),l magnetismo a sua
volta si suddivide in campo nucleare,campo crostale, campo
atmosferico o esterno.Il
campo nucleare si suddivide a sua volta in forza nucleare
forte,interazione forte e interazione debole) e cosi' via.Dunque
ricapitolando se le forze elettrodeboli
sono
un unico campo e lo spazio -tempo
e la gravita'
il nostro universo e' formato da una dimensione unica e
triadica:dimensione elettromagnetica,dimensione spazio-
tempo,dimensione
gravità.E'
chiaro
quindi che secondo i modelli di
riferimento(cosmo,terra,micro)cambiano i sistemi di riferimento.
venerdì 28 ottobre 2016
LA MENTALITA' PERDENTE DEL SUD ITALIA
Sono consapevole del
fatto che con questo post saro' criticato e impopolare (come al
solito) ma se dovessi dire cio' che penso direi cio' che sto per
scrivere.
L'italia era un
paese a due velocita':la velocita' del nord e la velocita' del sud.in
altre parole un paese con una gamba rotta che si
regge,quindi,sull'operato di una sola gamba(nord)e sul piccolo
contributo di minuscoli imprenditori del sud che a stento tra lo
stato e la mafia e la gente di questi posti,sbarcano il lunario.
La domanda sorge
dunque spontanea:con le risorse paesaggistiche,il know how e
l'intelligenza,la furbizia,la scaltrezza delle genti del sud perche'
avviene cio'?e ancora:perche' spesso se non sempre gli abitanti del
sud italia vanno fuori e relaizzano grandi cose?
Forse in molti
daranno la colpa al sistema ma il sistema fondamentalmente siamo noi.
Io credo che se si
analizzasse antropologicamente la mentalita' degli abitanti del sud
italia si evincerebbe che la mentalita' del piu' furbo,del rubare,del
trovare escamotage per fregare il prossimo,dello scarso senso civico
siano la regola e non l'eccezione,con tutto il rispetto per le
persone per bene che ci sono.
Perche' il nord
euroipae altri stati funzionano diversamente?sono forse tutti
santi?non credo.
Inoltre lo stato se
volesse ha a disposizione tutti i mezzi e le risorse per eliminare o
quantomeno arginare il fenomeno “mafie”.
Qui L'omerta' e'
direttamente proporzionale al bigottismo:omerta' sta alla paura come
bigottismo sta alla mentalita' di fregare il prossimo.
Al sud si e' sempre
pronti a giudicare tutto e tutti ma quando si tratta di veri
delinquenti cala un religioso silenzio.
Al sud esistono le
mafie e ,lungi da me giustificarle,io che le schifo,ma qui l'unico
modo per avere successo e potere e' utilizzare una strategia di
terrore e violenza.
Spesso si dice che
lo stato e' assentee cio' e' vero ma probabilmente lo stato lascia
fare alle mafie cio' che fanno perche' cambiare la mentalita' della
maggiro parte di queste persone e' impossibile e le mafie agiscono da
forza regolatrice anche se in modo barbaro.
Vi siete mai chiesti
perche' nessuno investe soldi nel sud?le opportunita' ci sono e ci
sono anche le capacita' dei singoli del posto ma come dicevo non
esiste la mentalita'.
In poche parole al
sud ci si scanna tra di noi e chi si arricchisce a nostre spese e'
sempre lo straniero e non mi riferisco agli extracomunitari o ai
clandestini che in effetti sono il braccio armato delle mafie;queste
persone che si vedono salvare letteralmente la vita dai mafiosi che
permettono loro di venire e stare qui sono disposti a tutto per
ripagare i loro benefattori.
Ovviamente al sud ce
la prendiamo con loro e non con chi in un certo senso li manovra
semplicemente perche' si e' forti con i deboli e pecore coi forti.
Al sud
statisticamente ci sono piu' anziani e questi rimpiangono il duce e i
loro figli sonoa ffascianati da cio' che non hanno nenache vissuto.
Una dittatura di
quelle pesanti forse non farebbe male al sud percvhe' qui non vige il
principio della democrazia,della liberta',dellagiustizia ma bensi' se
dai delle briciole a ciascuno mentre pochissimi si arricchiscono
allora va tutto bene.
Intanto i giovani
brillantri emigrano e chi rimane qui combatte una battaglia per la
sopravvivenza.io sono convinto che tra un milione di anni non
cambiera' nulla in questi posti e spero sinceramente di sbagliarmi.
mercoledì 19 ottobre 2016
LA FALSA MEMORIA
Ho sempre pensato
che una persona intelligente sia dotata di buona memoria e che
quest'ultima possa essere allenata e potenziata.fin qui sembra ovvio
il discorso cosi' come lo e' il fatto che esistano diversi tipi di
memoria e diverse correlazioni tra il pensiero,il ricordo e la
memoria.ed e' proprio in questo passaggio che voglio articolare il
mio intervento.
premettendo che la
memoria sotto qualunque forma e' un bene prezioso per l'evoluzione
individuale e collettiva e , che quindi e' una dote oltre che una
virtu' penso che il ricordoe il pensiero legato di conseguenza alla
memoria sia piuttosto menzognero.
Proviamo a prendere
una vecchia foto,un vecchio video di noi stessi o anche di altri e
osserviamolo attentamente.io credeeeo che nonostante ricordassimo
quel dato avvenimento proveremo un piccolo senso di stupore e diremo
frasi del tipo:come ero,come eravamo strani o come ero ,come eravamo
buffi etc.
cio' accade perche'
chiaramente si osserva quell'avvenimento con gli occhi del presente e
, volente o nolente tutto passa e la nostra identita' anche se
intrinsecamente e' legata al nostro passato muta e con essa muta la
percezione che noi abbiamo di noi stessi e probabilmente anche di
quella che gli altri hanno di noi stessi.
In genere si compie
un evoluzione nel corso della vita dettata dall'esperienza legata per
l'appunto alla memoria ma spesso siamo noi stessi a mentire
consapevolmente o inconsapevolmente a noi stessi magari
affermando:sono sempre stato cosi'!,magari cercando degli appigli o
delle giustificazioni del tipo :sono sempre stato cosi' ma non venivo
compreso,non ero ancora maturato etc.in alcuni casi potrebbe essere
anche questa una chiave di lettura veritiera ma nella maggiro parte
dei casi non lo e'.
in altri casi il
percorso della nostra vita cambia e pur avendo memoria di noi stessi
dimentichiamo.si lo so' e' un concetto strano e di difficile
comprensione ma non mi resta che dire che per quanta memoria abbiamo
il momento presente e' unico e irripetibile sebbene muti col passare
del tempo.in altre parole per fare un esempio:cio' che sembrava un
grosso problema potrebbe diventare consuetudine o normalita' col
passare del tempo ovviamente riferendoci sempre allo stesso problema.
La memoria come
dicevo e' utile in svariate situazioni soprattutto per l'evoluzione
individuale e collettiva ma come possiamo evolverci se la vediamo col
passare del tempo in maniera diversa?a voi l'ardua sentenza!!!
L'AMORE IN MUSICA
Analizzare la musica
non e' un compito semplice,anzi direi che probabilmente al pari di
teorie scientifiche complesse e' un compito molto arduo ragion per
cui chiedo anticipatamente venia ai cultori della musica che hanno
una percezione della stessa forse piu' esatta o forse piu' di
nicchia.
Non voglio con
questo post ne' fare una breve storia della musica ne' tantomeno
classificarla nonostante il fatto che la musica essendo
classificabile in fondo potrebbe dare degli indizi sulla personalita'
di ciascuno di noi.
Sette note per
creare infiniti mondi,infinita musica mai uguale a se' stessa,o
quasi.
E' chiaro che la
musica puo' essere espressa attraverso le vibrazioni di uno strumento
o della voce o di entrambe ed e' altrettanto chiaro che la musica
suscita una serie innumerevoli di emozioni e
sentimenti:nostalgia,malinconia,romanticismo,voglia di ballare tanto
per citarne alcune.
Vorrei pero' un
attimo soffermarmi sui testi e farlo sui testi di musica pop italiana
che sono quelli che conosco meglio.lo faccio non tanto per il mero
mio gusto personale ma semplicemente perche' la maggior parte di
codesta musica parla d' amore.perche?
Ho provato a darmi
delle rispsoste e a farmi delle domande.partiamo dalle domande:vi e'
mai capitato di immedesimarvi-identificarvi con i testi di una
canzone?vi e' mai capitato che riaffiorino ricordi ascoltando una
canzone?che effetto ha una canzone sullo stato emotivo?perche' il
tema principale e' l'amore?
Una mia possibile
interpretazione e' che l'amore se da un lato e' universale d'altro
canto segue delle dinamiche ben precise.mi spiego meglio:l'amore ha
un numero finito di variabili.certo sono tante ma non sono infinite.
Facciamo qualche
esempio:i rapporti di coppia in genere si basano su fasi che partono
dall'infatuazione,proseguono con il corteggiamento dove la storia
puo' sbocciare o meno.dalla delusione,dalla perdita,da una semplice
storia di sesso, da amori sofferti o sofferenti,da amori che devono
combattere contro l'opinione altrui.si e' vero le variabili sono
tante ma restano a mio avviso circoscrivibili e un altra osservazione
potrebbe essere il fatto che i cantautori non sono filosofi,sociologi
o pensatori (almeno di norma) e che quindi si avventurano sulla
scrittura di testi che in genere cvonoscono e di solito i cvantautori
conoscono bene ,avendo una vita piena di relaszioniu sentimentali, le
dinamiche dei rapporti di coppia per esperienze vissute.
lunedì 17 ottobre 2016
ETICA,ECOSOFIA,MEDICINA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Etica,ecosofia,medicinae
intellligenza artificiale ,che cosa sono e che correlazione hanno tra
di loro?
Procediamo per
ordine.
L'etica (termine derivante dal greco
antico ἔθος (o ἦθος)[1],
èthos, "carattere", "comportamento",
"costume", "consuetudine")
è una branca della filosofia
che studia i fondamenti razionali
che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status
deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti,
rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o
cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una
data morale
Il termine ecosofia
è stato utilizzato per la prima volta dal filosofo
Arne Næss
all'università di Oslo
nel 1960, ed è il fondamento del movimento di Ecologia
profonda, che invita ad un rovesciamento della prospettiva
antropocentrica:
l'uomo non si colloca alla sommità della gerarchia dei viventi, ma
si inserisce al contrario nell'ecosfera; l'uomo è una parte nel
Tutto.
La medicina è
la scienza che
studia il corpo
umano al fine di garantire la salute
delle persone,
in particolare riguardo alla definizione,
prevenzione
e cura delle
malattie, e alle
diverse modalità di alleviare le sofferenze dei malati (anche di
coloro che non possono più guarire). È in collegamento con altre
discipline
quali, ad esempio la farmacia,
la biologia, la
chimica, la
fisica, la
psicologia, la
bioingegneria.
È presente anche in ambiti giuridici con la medicina
legale o quella forense.
L'intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle
due parole, in italiano[1])
è l'abilità di un computer
di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente
umana.
L'intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra
scienziati e
filosofi, che
manifesta aspetti teorici e pratici oltre che etici.
Nel suo aspetto puramente informatico,
essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi
che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori)
di mostrare un'abilità e/o attività intelligente, almeno in domini
specifici.Uno dei problemi principali dell'intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell'uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che le concretizzano e realizzano (in modo orientato all'obiettivo)[2].
La correlazione tra queste 4 se vogliamo definirle cosi' discipline e' semplice:l'etica e' una questione che sinb dai filosofi dell'antica grecia suscita dibattiti in quanto alcuni comportamenti dovrebbero essere accettati per giusti e buoni.
L'etica non puo' prescindere dall'ecosofia anche se e' mio personalissimo pensiero che per quanto gli esperimenti su cavie animali vadano disciplinati non se ne puo' attualemnte prescindere fermorestando che l'attenzione per l'ambiente circostante e' fondamentale perche',ricordiamocelo,l'obiettivo della razza umana e' quello di evolvere e non estinguere.dunque se nella natura vige la regola del piu' forte o del piu' abile ai mutamenti ben vengano alcuni esperimenti sugli animali purche' siano utili alla razza umana.
Con quest'ultima affermazione e' chiaro che cosa c'entri la medicina dato che sperimentare sugli animali prima che sulle persone approssimativamente fa balzare la medicina in avanti.
Ho letto inoltre che esiste un programma europeo per ricreare un simulatore di un cervello e la notizia non puo' che non essere accolta benevolmente.
Il cervello e' metaforicamente parlando il software dell'uomo il corpo e' l'hardware.l'ambizioso progettop prevederebbe di capire e trovare soluzioni a problemi neuro degenerativi.per quanto mi riguarda io penso che dal cervello parta tutto ragion per cui un simulatore sottoposto a stimoli da un punto di vista meramente fisico come ansdia stress ma anche adrenalina e felicvita' possa essere molto di piu':una prevenzione costante su tutte o quasi le malattie.
Assolutamente contyrario agli sviluppi dell'intelligenza artificiale:ho letto che siamo sualla buona strada per creare robot umanoidi in grado di pensare come un uomo.see le ricerche continueranno e saranno finanziate io prevedo che dato che in natura il piu' forte soggioga il piu' debole questi umanoidi potrebbero farci estinguere
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