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lunedì 11 maggio 2015

A MIA MADRE

dolce quando occorre, dura quando serve mia madre mi ha cresciuto donandomi amore senza riserve e na parol e cunfort p' me c sta semp. o piatt a tavl nun manc mai pur kill juorn ca stai poc buon cu nu surris m'addummann:cum stai? quann po' tu tien mill rulur a me ca so' giovn e in salut. ma' addo' sta kest, addo' sta kell, t facc semp mplna' a te ca si' accussi' ordinata e a me ca so' nu scalmanat. pero' juai a ki m tocc ,na cap tant pptiann m fai ma di amarmi non smetteresti mai ed io terzo di tre figli, a nome mio,e sorm e e fratm vogliamo ringraziarti per tutto cio' che fai. ma',auguri.

mercoledì 6 maggio 2015

SULL'INTIMITA'

Ognuno di noi e' ovviamente unico e si potrebbe parlare e scrivere per ore senza venire a capo di cos'e' la normalita'.se accettiamo per convenzione il significato di normalita' come colui o colei che per prassi segue le norme potremmo giungere alla conclusione che la normalita' e' il pensiero e l'azione comuni cioe' dettate da norme generali.e' proprio in questo contesto che vorrei scrivere riguardo l'intimita'.esiste infatti una regione dell'io invalicabile quasi per tutti.in fondo l'intimita' e' il volersi donare completamente o quasi e rivelarsi per cio' che si e' realmente ad un altra persona o comunque a poche persone.la paura di essere giudicati,di non essere capiti fa si' che si ci crei una corazza al di la' della quale si nasconde il vero io.e' chiaro che si parla esclusivamente a livello conscio cioe' di quanto conosciamo bene noi stessi e le nostre peculiarita',la nostra unicita' anche perche' a livello inconscio non ammettiamo noi per primi cio' che e' la nostra vera natura.si potrebbe dire a grandi linee che l'intimita' racchiude in se' meccanismi micro e macro,psicologici e sociologici che per lo piu' sono paura del giudizio altrui e pudicizia.la societa' ci impone delle regole,delle norme come dicevo e solo noi decidiamo di esternare la nostra vera natura verso le persone a cui ci leghiamo.paure,perversioni,fantasie sono caratteristiche esistenti in ciascuno di noi ma in ognuno si manifestano in modo diverso e sono quelle peculiarita'oltre alle nostre inclinazioni e ai nostri talenti che ci rendono unici.quando si parla di intimita' convenzionalmente si pensa un'intimita' romantica cioe' lo scambio di effusioni lontano da occhi indiscreti.tutt' al piu' si pensa all'intimita' sessuale dove l'attraversarsi se cosi' si puo'definire e' un sentimento che crea particolare vicinanza,un forte legame , una forte confidenza.tuttavia a parer mio esiste un tipo di intimita' che va oltre l'intimita' sessuale e romantica:l'intimita' mentale.l'intimita' mentale getta le basi per la complicita'ed e' quel tipo di sentimento dove si ci spoglia in senso lato della propria corazza che volente o nolente siamo costretti ad indossare.come osservava il sociologo simmel non ci si puo' mai donare completamente ad una persona a meno che non sia inesauribile la nostra capacita' di rinnovarci.se intimita' fa rima con complicita' io condivido il pensiero di simmel secondo il quale qualche segreto e un po' di mistero deve assolutamente rimanere nascosto all'interno di quella regione invalicabile del nostro io fermorestando che se si potesse quantificare questa sorta di mistero dovrebbe essere una piccolissima parte perche' e' anche giusto ed utile donarsi e rivelarsi alle persone con le quali condividiamo un forte legame,una forte intimita' in quanto un uomo non puo' vivere di se' e tenersi tutto dentro non farebbe altro che crearci una situazione di disagio.

domenica 3 maggio 2015

NOTE ALLEGRE E NOTE GRAVI DI EXPO 2015

Checche' se ne dica expo e nello specifico expo 2015 rappresenta uno scenario,una vetrina per dare risalto alle eccellenze mondiali dalle multinazionali alle piccole imprese,alle idee e ad un primo approccio di una tavola rotonda per tentare di risolvere i problemi che affligono il pianeta come ad esempio la fame nel mondo.e' chiaro che esistono due fronti opposti:chi nell'expo vede un momento di rilancio del bel paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso e chi , magari, ideologicamente no global, ritiene che non sia questa la strada da perseguire.in democrazia e' lecito che esista una manifestazione pacifica di dissenso e diro di piu':io che sono orgogliosamente italiano, per quanto, nonostante tutto, sono entusiasta di questo scenario e, individuo note allegre,note stonate e note gravi nella manifestazione in se' e nella sua organizzazione.le note allegre non potevano non risuonare nel concerto di bocelli e lang lang e del fatto che sia stata milano, che ha un piede in italia e uno in europa metaforicamente parlando da un punto di vista geografico a ospitare tale evento.consentitemi di dire che stona la scelta di cambiare dei versi all'inno italiano e soprattutto e'ì piu' che condivisibile l'idea secondo la quale dei marchi come coca cola o che rappresentano cibo spazzatura ospitino la suddetta tavola rotonda per tentare di risolvere il problema fame nel mondo.detto questo e' chiaro che le note dolenti,le note gravi sono la devastazione in pieno centtro di una citta' come milano ad opera dei black block.tanti gli interrogativi in merito:a detta di molti giornalisti e molti intellettuali l'accaduto era prevedibile.se cosi' e' allora io mi chiedo perche' non sono state prese misure cautelari adeguate?perche' gli stessi intellettuali non hanno sensibilizzato il problema?perche' il comune di milano non ha richiesto autorizzazioni per la manifestazione no expo?in una parola:incapaci.si e' detto che la polizia ha fermato diversi individui sospetti, molti dei quali stranieri, ma la magistratura ha concesso loro 10 giorni per lasciar il paesesenza nessun altra misura cautelare.la strategia della polizia per carita' e' stata vincente:non caricando i blacxk block si sono limitati i danni e soprattutto i feriti e questa strategia probabilmente e' frutto anche dei fatti accaduti durante il g8 di genova.io personalmente ,se e' vero ,com'e' vero ,che era tutto prevedibile , penso che le colpe sono tutte riconducibili alla politica,opposizione compresa che non sono state in grado di prevenire e controllare ,soprattutto ,dopo numerose analogie in altre manifetsazioni ,l'accaduto.io non ho idea di come i servizi segreti operino ma suppongo che vengano date loro delle priorita' e degli ordini.se era tutto previsto, ancora una volta la classe dirigente italiana si e' dimostrata incapace al contrario della classe” operaia” rappresentata in questo caso dai poliziotti alcuni dei quali hanno letteralmente rischiato la vita.mi viene da pensare in ultima battuta che I vertici non conoscono la strada e le sue dinamiche.forse, anzi sicuramente e' dal basso che in questo paese ritroviamo le eccellenze.

mercoledì 29 aprile 2015

IL SEGRETO DEL GENIO

Potenzialmente siamo tutti dei geni e su questo non si discute.si dice che ognuno di noi usa il 5 per cento del potenziale dellla mente.sicuramente ci sono delle ecceziuoni ma probabilmente sudette eccezioni non vanno oltre il 10 -15 per cento.di una cosa sono certo:al di la' della formazione,dell'educazione,dell'imprinting datoci dalla nostra societa' di appartenza(tutti fattori che contribuiscono allo sviluppo della mente perche' ho sempre pensato che il cervello e' un muscolo e come tale va allenato e puo' “ingrandirsi”)la natura da' una grossa mano a talune persone.se e' vero com'e vero che la natura da' e' vero anche che la natura toglie.infatti spesso se non sempre i geni sono disadattati e faticano ad emergere perche' hanno una visione della realta' che va oltre,.va al di la'.spesso se non sempre sono dei “visionari”ma la vita di questi geni che non si conformano e'0 lastricata da sofferenza;e' forse pèroprio la sofferenza che li spinge a trovare una sorta di rifugio che spesso se nopn sempre porta ad un relativo successo in vita in alcuni casi e dopo la morte in altri.eppure sempre analizzxando la maggiro parte delle biografie dei geni spesso se non sempre alla loro genialita' si afferma una deficienza in qualche campo.sappiamo tutti che esistono 9 tipi di intelligenza e sempre riconducendoci alla sudetta analisi potremmo notare che molti di questi geni soffre di qualche strano disturbo o, al limite, e' carente in una delle 9 intelligenze e, spesso, in pèarticolare,nell'intelligenza emotiva che a volte e' troppo poco sviluppata altre volte lo e' troppo da rendere il soggetto in questione troppo sensibile e fragile fermorestanmdo che non e' sempre vero che i geni sonoo troppo o troppo poco empatici ma di sicuro secondo me deficitano in un aspetto delle 9 intelligenze al di sotto della media.la natura cosi' come da' ,toglie,come dicevo prima.alcuni interrogativi che probabilmente non scopriremo mai sono spesso ricorrenti nei miei pensieri:ma dove nasce il pensiero e come nasce?se e' vero,ripeto che siamo tutti dei potenziali geni e che la natura agevola soprattutto coloro che non si conformano e che forse , a mio avviso,reagiscono alla sofferenza loro impartita con la loro indole.la loro vera indole che quinmdi e' lòa genialita' insita in ognuno di noi che viene fuori e che non va confusa con una grande intelligenza visto che la genialita' e' andare oltre.sara' un caso ma nella lingua italiana geni si riferisce sia ai geni cromosomatici che ha ognuno di noi sia alle persone che vanno oltre con l'intelligenza.uno strano caso di studio del cervello si deve allo studio del cervello di einsten.Il cervello di Einstein era superconnesso: "Il segreto del genio nel legame degli emisferi" Uno studio torna a indagare le origini biologiche della brillante intelligenza dello scienziato: il corpo calloso, la lamina di fibre che collega parte destra e sinistra consentendo l’uniformità del ragionamento, era più spesso della media. Come se, nel padre della relatività, il lato creativo e quello analitico comunicassero meglio e in maniera più virtuosa.

lunedì 27 aprile 2015

ISTANTI

il tempo inesorabile si consuma e, come il fuoco di un falo' che all'inizio divampa e poi con il mancare della legna inizia ad affievolirsi fino a spegnersi e a dirci che la festa e' finita e che forse c'e' spazio per un'altra vita. nel tortuoso percorso del tempo a volte ci ritroviamo in una biblioteca dove  sono stati archiviati ricordi esperienze gioie e emozioni che una piccola scintilla puo' far riesplodere ma del tiranno si incappa in una domanda ricorrente:del tempo regalatoci siamo capaci di spendere ogni prezioso momento di tutti gli istanti?

domenica 26 aprile 2015

LE POSSIBILI STRADE PER LA PACE

Anche se il tentativo di portare la pace nel mondo attraverso la trasformazione interna degli individui è difficile, è l'unico modo. Credo che l'amore, la compassione e l'altruismo sono la base fondamentale per la pace. Una volta che queste qualità sono sviluppate all'interno di un individuo, lui o lei è quindi in grado di creare un'atmosfera di pace e armonia. Questa atmosfera può essere ampliato ed esteso dall'individuo alla sua famiglia, dalla famiglia alla comunità e, infine, al mondo intero. - Dalai Lama . non c'e' dubbio che amore,compassione e altruismo siano i principi,i valori cardini delle societa'e delle comunita' che aspirano alla pace.ho sempre pensato e forse la sociologia mi dara' ragione che i microsistemi sonoidentici ai macrosistemi solo che quest'ultimi sono piu' complessi. chi urla,chisiazzuffa,chi ruba etc secondo questa mia logica fatte le dovute proporzioni e' simile a chi dichiara guerra.c'e' da dire che pero' in particolare nel medio oriente,ma anche in altri paesi le guerre sono spesso guerre in nome di dio.quando non ci sara' razzismo e ogni essere umano sapra' accettare la diversita' allora giungeremo ad una svolta per l'umanita'.in fondo siamo tutti minoranze.essendo ognuno di noi unico siamo tutti figli di un dio.lo scopo delle varie societa' dovrebbe essere favorire la cooperazione per il benessere collettivo e di conseguenza per il benessere individuale.purtroppo l'uomo pur essendo un "animale" dotato di rgaione e' quasi sempre invidioso,vuole sopraffare il prossimo,e' egoista etc.due sono i fronti su cui lavorare per la pace nel mondo quindi:uno che proponga dei modelli di societa'comunitari dove ogni individuo puo' esprimere se' stesso e il proprio potenzaile e trae beneficio dalla cooperazione con il prossimo e l'altro un intervento di tutti i leader e diplomatici religiosi che dovrebbero sensibilizzare i loro adepti affinche' si accetti il prossimo e non si compiano guerre in nome di dio.purtroppo non e' affatto semplice sia l'una che l'altra strada.

venerdì 24 aprile 2015

LE PAROLE GIUSTE E IL POTERE DELL'ASCOLTO

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?" "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro. "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore. "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replico' un altro discepolo. E il maestro torno' a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamo': "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."  Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare." Mahatma Gandhi condivido in pieno(ovviamente) la riflessione di ghandi.se mi e' consentito aggiungere una piccola e insignificante considerazione e' che le persone gridano per sovrastare l'altro e sopraffarlo ma mai per cercare insieme una soluzione. a volte i toni e il significato delle parole possono aiutare a trovare un punto d'incontro,cosi' come a volte e' meglio restare in silenzio e lasciare che si calmino le grida per poi ragionare a mente lucida.le persone gridano quando sono arrabbiate perche' perdono il controllo e, quando si perde il controllo non si ascolta l'interlocutore.si grida anche e semplicemente in una discussione sterile ma animata perche' si vuole dimostrare di avere ragione,non per cercare la verita'.ascoltare e' un'arte di pochi,ascoltare con il cuore invece di pochissimi.il vero problema dell'uomo(inteso come genere umano)e' l'egoismo;si e' egoisti quando commettiamo un torto e "mentiamo"per abbindolarlo.la persona scaltra che scopre l'imbroglio perde il controllo perche' quanto piu' due cuori sono in sintonia e si ascoltano restando due organi distinti ma che battono all'unisono allo stesso modo si allontanano quando il cuore di una persona vorrebbe infagocitare a suo piacimento le pulsazioni dell'altro cuore a tal proposito quando siamoi convinti delle nostre ragioni tendiamo a non ascoltare per nulla le ragioni dell'interlocutore.fgorse siamo tutti bravi ad erigerci a giudici, giudicando appunto l'interlocutore senza comprenderlo e a dare lui consigli.ma si possono dare consigli se il percorso e' dissimile dal nostro?certo e' vero che di fronte ad una sciocchezza commessa da una persona a noi cara essere indifferenti e' un atto deplorevole.forse quando si minaccia il nostro ego semplicemente dicendo la verita' noi siamo urtati e la prima cosa che facciamo e' innervosirci attacando l'interlocutore.ci si innervosisce perche' non vogliamo sentirci dire talunbe cose anche se noi stessi le conosciamo ma piuttosto pensiamo a quelle cose per le quali l'ìinterlocutore a nostro avviso non potrebbe dire certe cose magari per i suoi limiti,le sue debolezze.le sue scelte.capita sovente inoltre che l'interlocutore ci giudica ma non vuole essere giudicato.il tono della voce,le parole giuste e magari l'aiuto concreto proponendo una soluzione al problema e aiutando l'altro a realizzarla e' un primo tasello per costruire un amicizia solida e duratura anche se a volte le amicizie nascono per alchimia e a volte per scelta e non sempre siamo dispsoti ad accettare la mano tesa di una persona che vuole aiutarci fermorestanmdo che la sincerita' con i dovuti modi e' fatta per gli amici.

lunedì 20 aprile 2015

MISTERI E FENOMENI PARANORMALI

Si definisce mistero (dal latino «mysterium», dal greco «mysterion»: cosa da tacere) un evento arcano, di cui non si deve parlare pubblicamente, perché riservata agli iniziati. I misteri sono eventi che spingono gli uomini alla ricerca della soluzione,della verita'. Il fascino che il mistero esercita sulla mente umana e' stato il motivo dell'estensione della nostra conoscenza del mondo che ci circonda e dellsviluppo della scienza moderna.il nostro incessante desiderio dfi risolvere i misteri dello spazio ci ha spinto verso l'esplorazione del nostro sistema solare,delle stelle e dei pianeti del nostro e poi degli asltri universi.nel corso degli ultimi 500 anniabbiamo pressoche' esaurito la nostra esplorazione geografica del mondo. Abbiamo cartografato o fotografato la maggior parte della superficvie della terrae , a partire dagli annio 40,siamo stati in grado di registrare la posizione approssimativas sdelle montagne,dei golfi,delle pianure e degli abissi del fondo marino.cacciatori e zoologi hanno alternativamente sterminato e classificato la maggiro parte della vita animale terrestre anche se le profondita' del mare possono avere ancora qualche sorpresa in serbo per noi.l'uomo moderno e quello antico sono stati studiati e classificati in modo esauriente.perfino popolazioni remote e non civilizzate sono diventate familioari a chiunque per mezzo della televisione che, soltanto tre secoli fa, sarebbe stata considerata una sconvolgente manifestazione di magia. In un mondo di computer,robot,missili,viaggi spaziali,ingegneria genetica ci si chiede se rimangano ancora molti misteri da chiarire,oppure se, considerando i pericoli dell'era atomica e lo sviluppo della guerra su basi scientifiche,ci rimarraaaa' tempo per scorpire nuovi segreti dell'universo.......prima che l'umanita'ì rimanga distrutta.per proteggere quanto abbiamo e per progredire ancora,ci rimane un potente scudo:il potenziale,in larga misura non ancora utilizzato,della mente umana e le sue facolta' positive nella ricerca per chiarire iiiii misteri che tuttora ci circondano. Particolare rilevanza quando si parla di misteri vista le innumeroveli leggende tramandate e conosciute di cui molte documentabili sono i fenomeni paranormali. Il termine paranormale si applica a quei presunti fenomeni (detti anche anomali) che risultano contrari alle leggi della fisica e agli assunti scientificie che, se misurati secondo ilmetodo scientifico, sono risultati inesistenti o, nel caso di fenomeno esistente, comunque spiegabili sulla base delle conoscenze attuali Secondo i parapsicologi, invece, esisterebbero fenomeni non spiegabili in base alle leggi scientifiche attuali e la maggioranza dei parapsicologi si aspetta che future ricerche spieghino queste anomalie anche se ritengono che non saranno spiegabili fino a che non verrà operata una rivoluzione nella scienza attuale. La definizione di fenomenoanomalo è data dagli stessi parapsicologi poiché si tratterebbe di fenomeni difficilmente spiegabili sulla base dei modelli scientifici attuali La scienza non riconosce l'esistenza del paranormale, i cui fenomeni sono, ad oggi, non provati Le associazioni che conducono ricerche e operano controlli sui presunti fenomeni paranormali, come l'italiana CICAP, hanno analoga posizione rilevando come ad oggi nessun fenomeno paranormale è mai stato provato come esistente tra i fenomeni paranormali spicca la telepatia. La telepatìa, detta anche trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti l termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte "facoltà paranormali". Rientra nel campo di indagine dellaparapsicologia ma anche nel campo di indagine della psichiatria, per quanto attiene il disturbo schizotipico di personalità. La comunità scientifica ad oggi non ritiene provata l'esistenza della telepatia. Gli scettici da parte loro affermano che gli esperimenti che evidenzierebbero l'apparente esistenza della telepatia sono il risultato di auto-convincimento o di veri e propri imbrogli Nella comunità parapsicologica invece c'è un largo consenso sulla affermazione che taluni fenomeni telepatici sono esistenti e reali. Sia i parapsicologi che gli scettici concordano sul fatto che molte manifestazioni presentate come prove di telepatia altro non sono che frutto di tecniche quali il cold reading. Gli scettici aggiungono inoltre che non è stata ancora elaborata una tecnica in grado di dare risultati statisticamente significativi. Questa mancanza di riproducibilità del fenomeno spinge a concludere che non esiste prova dell'esistenza di tali poteri telepatici ponendo altresì l'accento su tutti quei casi in cui si sono scoperte falle ed errori negli esperimenti oltre che, più raramente, delle frodi. Nella commedia teatrale "Natale in Casa Cupiello" l'attore Eduardo De Filippo, dà una sua personale interpretazione della telepatia, dicendo che "Telepatia è quando tu non attuzulej, ma io apro lo stesso ", letteralmente "La telepatia è quando tu non bussi alla porta, ma io apro lo stesso", per far capire alla moglie il concetto di "Capacità di comunicazione tramite il pensiero" io personalmente no0n penso di essere un credulone ma credo nella telepatia.si dice e , ne sono convinto,che siamo tutti interconnessi e si dice anche che la telepatia puo' essere sviluppata e quindi puo' essere una facolta' di tutti.io non nme sarei tanto convinto,pero'.la telepatia e' una specie di dono e sempre secondo me non funziona a comando;non ci si puo' connettere ad un idea ,ad una persona, ad un fatto etc volutamente e soprattutto quando si vuole.se dovesse accadere accade e basta;chi dice di poter veicolare la telepatia quando vuole e' chiaramente un ciarlatano.e un imbroglioner o al massimo un pazzo.probabilmente il flusso del pensiero avviene asttraverso due modalita:la modalòita' per immaginie la modalita' per voci.la modalita' per immagini probabilmente non riproduce esattamente le immaginiu che si potrebbero creare ma la loro interpretazione si'.a tal proposito i sogni premonitori ne sono un chiaro esempio e anche in questo caso esiste una casisstica infinita, documentabile.ila modalita' delle voci interne e' molto piu' diffusa ma atenzione.chi sente delle voci ho pensa tra se' e se' oppure e' un folle o ai limiti della pazzia.eppure esiste una percentuale seppur minima di persone che e' davvero telepatica.un interesdsante osservazione da sottoporre a voi lettori e' quella che se secondo me esistono i pensieri tra se e se'(escludiamo per un attimo la pazzia) come si potrebbe distinguere un penseiro generato dal se' con uno generato telepaticamente?difficile vero?e voi credete nella telepatia?credete nel paranormale?

sabato 18 aprile 2015

FIORITURA DELLA CRESCITA

L’idea che dobbiamo crescere è per me profondamente sbagliata, perché non rispetta il sapere innato e naturale di ognuno di noi.  Una pianta, quando fiorisce, sta crescendo? Penso proprio di si. Ma occorre aggiungere una cosa: per fiorire non deve chiedere un parere a nessuno. Semplicemente pesca il fiore da se stessa, dal suo mondo interno. Fiorisce al suo momento e senza sforzo.  Nessun ragionamento e nessuna opinione ci farà fiorire… Spesso noi chiamiamo “crescere” semplicemente il diventare un modello che abbiamo in mente, oppure rassomigliare a qualcuno che riteniamo un guru, un maestro, o qualcosa di simile. Così facendo però, non vediamo più nemmeno la nostra fioritura, perché è innata e naturale e non corrisponde a nessuno schema. (RAFFAELE MORELLI)  il problema e' che la pianta cresce solo se ci sono le condizioni per farlo.un fiorepuo' appassire coltempo se non viene curato e una pianta ha bisogno che i rami secchi vengano tagliati.nel caso dell'uomo i rami secchi sono il nostro passato;per poter vivere bene ed essere felici e' fondamentale dare un taglio al passato,voltare pagina.quando siamo giovani siamo abbastanza sereni e in particolar modo incoscienti;col passar del tempo acquistiamo maturita' dovuta alle nostre esperienze e spesso se non sempre sono le esperienze dolorose che ci plasmano e che formano la nostra personalita'.dopo un trauma ,una delusione e' importante ripartire;ritornare ad essere se stessi con qualche consapevolezza in piu'.serenita' e felicita' sono due concetti diversi tra loro,eppure correlati.se non si raggiunge la serenita' non si puo' ambire ad essere felici.il tempo dicono sia la migliore medicina.per me il momento peggiore non e' quando viviamo il momento di disagio ma il subito dopo quando dobbiamo reagire e fare una scelta.le parole d'ordine sono guardare avanti e non rimuginare su cio' che e' stato.io sono convinto che non e' che si cambia,semplicemente fioriamo in quella che e' la nostra vera essenza solo quando stimoliamo questo processo.l'immobilismo ci rende schiavi del nostro passato e di noi stessi.in fondo e' tutta questioni di situazioni e di come reagiamo a quest'ultime.

venerdì 17 aprile 2015

IL PIACERE MASCHILE E FEMMINILE:LA LEGGENDA DI TIRESIA

Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: chi potesse provare in amore più piacere: l'uomo o la donna. Non riuscendo a giungere a una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l'uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l'unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna. Interpellato dagli dei, rispose che il piacere sessuale si compone di dieci parti: l'uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo. La dea Era, infuriata perché l'indovino aveva svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus, per ricompensarlo del danno subito, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni: gli dei greci, infatti, non possono cancellare ciò che han fatto o deciso altri dei. Ora e' chiaro che cio' e' un mito,una leggenda.eppure come ben sappiamo la leggenda dietro una storia inventata cela delle verita'.sembrerebbe dunque vero che la donna ,al di la' quindi di questa leggenda, provi piu' piacere in amore rispetto all'uomo. E' chiaro inoltre che essendo ogni essere umano simile ma unico ognuno vive la propria sessualita' in modo differente dall'altro ma che se si volesse generalizzare si potrebbe arrivare a delle conclusioni che io per convenzione chiamerei alternanza di paradossi. Perche'? L'uomo abbiamo detto prova meno piacere in amore rispetto alla donna e quindi e' meno appagato ma il paradosso sta nel fatto che se da un lato l'uomo e'sempre alla ricerca dell'amore o del sesso per appagarsi e' vero che per ragioni fisiche,almeno nella maggior parte degli uomini o,quantomeno negli uomini che non assumono sostanze che permetterebbero loro una crescita ormonale o una cura dell'innalzamento del testosterone,si stanca notevolente dopo un rapporto.la donna al contrario dopo un rapporto(ammesso che raggiunga l'orgasmo) si sente rinvigorita ma e' appagata. Ecco perche' probabilmente almeno una delle cause per le quali l'uomo in linea di massima pensa piu' al sesso rispetto ad una donna. La natura poi in primis e le sovrastrutture create dall'uomo hanno dettato dei limiti alla sessualita'. L'uomo abbiamo detto che si stanca dopo un rapporto.la donna invece deve fare i conti con il ciclo mestruale,il fatto che potrebbe rimanere incinta che,per carita' e' una cosa bellissima se voluta,ma che comunque non c'entra o c'entra relativamente con il discorso che sto affrontanmdo che riguarda meramente il piacere sessuale in se'.come sappiamo poi la societa' crea dei dogmi e delle sovrastrutture dove viene considerato bene un uomo che ha tante donne e male il contrario. Un altro punto interessante sul quale focalizzzare l'attenzione e' la connessione tra creativita' ed energia sessuale.a mio avviso probabilmente lò'uomo che ha molti rapporti sessuali e' piu' creativo rispetto all'uomo che ha meno rapporti sessuali a meno che questi non canalizzi la propria energia verso una fonte di piacere alternativa al sesso o all'amore.la donna appagata invece e' meno creativa rispetto alla donna non appagata ma anche qui esistono quelle che io definisco alternanza di paradossi:la donna piu' creativa e' anche piu' acida mentre la donna piu' appagata e' piu' gioviale ma meno creativa.

giovedì 16 aprile 2015

INTELLIGENZA(EMOTIVA)E FURBIZIA

L'intelligenza attualmente non è ufficialmente definita; attenendosi al significato etimologico del termine è però possibile identificarla come: Quel complesso di funzionalità e abilità psichiche e mentali che consente ad un soggetto in primo luogo di capire, ovvero di giungere autonomamente a delle conoscenze reali (che possono riguardare anche il modo di raggiungere degli obiettivi) grazie a propri trattamenti delle informazioni; O come: La capacità generale di capire in sé. Lo psicologo statunitense Howard Gardner, sulla base di ricerche e letteratura su soggetti affetti da lesioni di interesse neuropsicologico, arriva a distinguere ben 9 espressioni fondamentali dell'intelligenza, derivanti da strutture differenti del cervello e indipendenti l'una dall'altra. Ecco, qui di seguito, i nove macro-gruppi intellettivi: 1. Intelligenza Linguistica: è l'intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. 2. Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l'emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l'intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. 3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell'intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative. 4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini. 5. Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell'emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l'altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l'uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce. 6. Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale. 7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. È considerata da Gardner una "fase" speculare dell'intelligenza interpersonale, laddove quest'ultima rappresenta la fase estrospettiva. 8. Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora "primitivo", come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell'ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli. 9. Intelligenza Esistenziale[14] o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell'universo e lacoscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente. L'intelligenza emotiva è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definiscono l’intelligenza emotiva come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. l'intelligenza emotiva, è composta da tre rami principali: Valutazione ed espressione delle emozioni Regolamento delle emozioni Utilizzo delle emozioni Tale definizione iniziale è stata poi successivamente aggiornata in quanto appariva imprecisa e priva di un ragionamento sui sentimenti, trattando solo la percezione e la regolazione delle emozioni. È quindi stata definita come segue: "L’intelligenza emotiva coinvolge l'abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l'abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l'abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l'abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale” Il tema dell'intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro "Emotional Intelligence" tradotto in italiano nel 1997 "Intelligenza emotiva che cos'è perché può renderci felici". Grazie a questo libro quindi anche in Italia il tema dell'intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico che anche in ambito organizzativo/aziendale. Era fondamentale questa premessa per introdurre un nuovo concetto almeno secondo la mia percezione.e' vero che intelligenza e furbizia possono coesistere ma e' altrettanto vero che sono due concetti diversi.per me l'intelligenza e' la capacita' di capire e spiegare al limite,la furbizia quella di usare le informazionii a disposizioni per un proprio vantaggio.dico cio' perche'secondo una ricerca effettuata da TalenSmart, un centro di ricerca e consulenza sull’intelligenza emotiva, il 90% delle persone di maggior successo vanta un elevato quoziente emotivo. Per raggiungere i propri obiettivi nella vita, il quoziente emotivo è due volte più importante del quoziente intellettivo. Io credo pero' che l'intelligenza emotiva ti permetterebbe di comprendere le emozioni proprie e altrui ma e' la furbizia che permette di avere successo.l'intelligenza emotiva io la associo alla sensibilita'.quante volte siamo in presenza di menti eccelse,comprensdive ma che magari non sanno dire un no o si perdono in un bicchier d'acqua quando sono capaci dell'impossibile?e ancora magari con l'intelligenza arrivano alla soluzione ma non con quellla prontezza che la furbizia richiede.si' perche' la furbizia e' prontezza e capacita' di volgere le situazioni a proprio favore.verrebbe da chiedermi se si puo' diventare piu' furbi e al contempo piu' intelligenti.cioe' nasce prima la furbizia o prima l'intelligenza, emotiva in questo caso.io credo che entrambe possano essere pèotenziate ma che comunque si puo' lavorare molto di piu' sull'intelligenza poiche' la furbizia probabilmente e' insita nel codice genetico.voi che ne pensate?

mercoledì 15 aprile 2015

LA DIFFERENZA TRA ENTUSIASMO E PASSIONE

Il termine "entusiasmo" deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé", o "indiamento", "invasamento divino". In italiano normalmente sta ad indicare una commozione intensa dell'animo che si esprime in vive manifestazioni di gioia, di eccitazione, di ammirazione; un sentimento di appassionato interesse nei confronti di un ideale o di una causa politica, religiosa o sportiva, l'effetto di certi personaggi dello spettacolo sui loro fan. Il termine "entusiasmo" è applicato, nella storia del Cristianesimo, a quelle persone, gruppi e movimenti che interpretano la loro intensa esperienza religiosa come risultato della "discesa dello Spirito Santo" su di loro, del quale sarebbero riempiti o "battezzati". In questa linea è posto il movimento del Montanismo nel II secolo. Viene direttamente descritto come "gli entusiasti" un gruppo di questo tipo del IV secolo, detto anche dei Messaliani. Essi credevano che attraverso la costante preghiera, pratiche ascetiche e contemplazione, si potesse essere ispirati dallo Spirito Santo e che questi così sostituisse lo spirito malvagio che fin dalla Caduta dimora in ogni creatura umana. Sono considerati dagli storici anche "entusiastici" diversi gruppi che si staccano dalle chiese storiche del Protestantesimo del XVI e XVII secolo. Passione, dal greco antico πάθος (pàthos - sofferenza, passività ), in filosofia indica il predicato o la categoria dell'essere corrispettivo e complementare all'azione alla quale logicamente si oppone. Ad una prima e superficiale analisi si potrebbe dire che passione ed entusiasmo siano simili se non addirittura identici.facendo un analisi piu' accurata si puo' dire secondo me che la passione porta' con se' sentimenti negativi come l'ira,la gelosia,l'invidia,la brama di potere in quanto presuppone un “ritorno” che sia in termini di affetto,di gratificazioni,di compensi etc.l'entusiasmo al contrario fra tutti i sentimenti e' il piu' bello perche' e' il piu' generoso.l'entusiasmo e' un moto d'animo,contagioso,che crea gioia e nopn chiede niente.chi riesce ad entusiasmarsi in tempi di crisi ha un passaporto per il futuro,che lo portera' ovunque. Inutile dire che sono indispensabili entrambi i sentimenti;la vitta e' fatta di gioie e di dolori e in questo senso patire insieme puo' essere visto sotto una luce positiva.di certo l'entusiasmo puo' essere misurato in un certo senso e contenuto.la passione quando divampa,al contrario e' incontrollabile e spesso ci spinge a fare follie per non dire cazzate.non si puo' vivere senza pèassione,e' chiaro ma da oggi cerchero' di entusiasmarmi di piu' e di appassionarmi di meno e di essere maggiormente entusiasta e meno passionale.

LA SCALA DI VALORI SECONDO VASCO ROSSI E , SECONDO ME

La libertà implica il coraggio di affrontare l’imprevedibile: non è facile da gestire. La dipendenza, la costrizione è invece molto più comoda e semplice, implica soltanto la mera esecuzione di qualche direttiva altrui o di un ordine più alto. La libertà ci rende “uomini”. La dipendenza ci fa restare “animali”. La libertà ci rende responsabili. La dipendenza ci rende schiavi. Senza la libertà noi non abbiamo niente.  Poi si tratta di decidere se nella scala dei valori si mette: Prima la giustizia e dopo la libertà o prima la libertà e dopo la giustizia. Personalmente preferisco PRIMA LA LIBERTA’ e dopo LA GIUSTIZIA Perché non può esserci giustizia senza la libertà. V.R. .la liberta' e' un dono prezioso;l'uomo come tutti gli esseri viventi nasce libero ma poi purtroppo molti "vivono"o sopravvivono in catene.e' vero pero' che l'uomo ha bisogno di regole.troppa liberta',ti sembrera' strano e'deleteria almeno per molti.nel lavoro ad esempio molti che godono di troppa liberta' se ne approfittano.questo succede anche con i sentimenti come l'amicizia e qualche volta con l'amore,per non parlare poi di chi vuole fare il "furbo"ai danni dello stato o del prossimo.sono d'accordo pero' sul fatto che la liberta' dovrebbe portare un senso di responsabilita' e aggiungo di rispetto e di buon senso.nella mia scala di valori c'e' primaaa il rispetto(inteso come rispetto generale;rispetto del prossimo,rispetto dell'ambiente etc)al secondo posto il buon senso e poi la liberta' einfine la giustizia.prima il rispetto e dopo la liberta' perche' non puo' esserci la possibilita' di vivere bene e serenamente senza il rispetto anche se siamo liberi.

QUANTI TIPI DI AMORE ESISTONO?

Quando si parla d'amore non esistono regole essendo l'amore stesso irrazionalita' allo stato puro.parafrasando un estratto di una canzone di battiato riporto che tutto l'universo obbedisce all'amore e io sono convinto di cio'.stabilire dunque quanti tipi d'amore esistano e' un impresa ardua se non impossibile.io ci provo.innanzitutto va fatta una puntuale precisazione:l'amore puo' essere inteso verso qualsiasi cosa,attivita' o persona e ogni amore e' unico,irrepetibile e diverso.forse sta in proprio questo la complessita' di classificazione.una persona potrebbe amare la famiglia,il lavoro,i figli, lo sport etc.tuttavia io vorrei fare una prima classificazione di cio' che e' l'amore per antonomasia:l'amore per il partner.esistono diversi tipi di relazioni amorose:dalla romantica alla trasgressiva.pero' per me esistono solo 5 o 6 tipi di innamoramento.e' chiaro che innamoramento e amore sono due cose complementari ma diverse e che l'amore,il vero amore ,si puo' esprimere in maniera differente,in milioni di modi,ma rimane unico cioe' in altre parole l'amore vero e' uno ed uno soltanto.esiste pero' un equivoco di fondo:nella maggior parte delle relazioni amorose spesso noi crediamo di amare ma non e' cosi';a volte lo sappiamo,altre volte no,altre volte addirittura mentiamo a noi stessi.per me esistono 5 o 6 categorie di innamoramento(come dicevo) di cui il vero amore e' la suprema. Esiste infatti l'amore che per convenzione chiameremo amore disperato:questo tipo di innamoramento capita sovente quando dopo una brutta storia ci capita una persona che ci sta vicino e ci comprende.in quel caso cediamo alle lusinghe perche' l'uomo inteso come genere umano ha bisogno di amare e di essere amato.in una situazione “normale”forse non avremmo provato nessun sentimento verso quella persona. Esiste poi il piu' classico degli innamoramenti che per convenzione chiameremo infatuazione:siamo semplicemente notevolmente fisicamente attratti dal partner o dal potenziale partner. Esiste poi l'amore ideale cioe' quando una persona crediamo ci piaccia all'inverosimile tanto da idealizzarla ma l'amore e' solo platonico. Esiste poi l'amore che per convenzione chiameremo amore per interesse:l'amore per interesse si divide in due categorie:una spirituale,una materiale. Nel primo caso e' qualcosa di piu' di un amicizia ma meno di un amore. Nel secondo caso il potere,il prestigio e l'apparenza o il giudizio per gli altri,sebbene possa sembrare un luogo comune prevale sul sentimento.i casi di una donna bellissima ma non intelligentissima che si accompagna ad un uomo ricco e di potere descrive bene quelle che sono le situazioni piu' comuni tra i sessi:la bambola e il ricco. Infine esiste l'amore che rompe tutti gli schemi e sul quale poeti,scienziati ,preti e chi piu' ne ha piu' ne metta non sono in grado di spiegarlo o descriverlo.in una parola:amore

I GIOVANI D' OGGI:VITTIME O TROPPO VIZIATI?

I giovani sono delle vittime o semplicemente sono troppo viziati? Di una cosa son sicuro: io non credo che la colpa sia da attribuire ai giovani.come al solito non posso esimermi dal dire una frase fatta ma tutte le vecchie generazioni criticheranno sempre le nuove forse perche' sembrera' paradossale ma le battaglie o meglio le guerre per la democrazia sembrano simili ma cambiano a seconda del periodo storico in cui si vive.io ho letto di giovani che lavorano 10 ore al giorno per 500 euro mensili,ho letto di giovani che si mobilitano per manifestare contro riforme e similari.i giovani d'oggi da una parte si' e' vero sono frutto della massima espressione di una societa' capitalistica consumistica e che bada alle apparenze piuttosto che alla sostanza ma non sono affatto stupidi e poi vorrei aggiungere che se le vecchie generazioni hanno lottato per far valer i propri diritti e i giovani che, presumo siano loro figli,forse ,consentitemi, hanno avuto troppo dai genitori.i corsi e i ricorsi storici qui non c'entrano perche' si' e' vero che ci sono stati periodi di grande poverta' soprattutto prima durante e dopo le due guerre mondiali ma la crisi ha investito l'intero globo e ognuno si arrangia come puo' anche grazie ai genitori che li mantengono non per scelta ma per dovere morale di fronte a tale situazione.ci sono tanti giovani capaci che aspettano solo un'occasione e nel frattempo si arrangiano come possono..c'e' una sperequazione del profitto che va ai limiti dell'impensabile;da quando c'e' l'euro (altra frase fatta)non esiste piu' la classe media ma esistono ricchi (pochi)persone che si arrangiano(moltissimi)e poveri(molti).e la cosa che fa rabbia e' che quando un giovane riesce ad emergere e' criticato ed invidiato da tutti.

MAGIA D'ESTATE

quando il sole brilla e splende la voglia di vivere mi prende e di colpo tutto mi sorprende, l'estate è magia, zero paranoia ci si diverte, le stelle, le belle. notti insonne al mare con le tende! con le tende,con i falo' e il barbecue l'estate non e' solo questo e io mi chiedo dalla vita cosa mi attende attende un amore un avventura poco importa,la magia del mistero mi sorprende mi sorprende come un bimbo che scopre una novita'.tutto ricomicia tutto si azzera e finalmente dalle miie ferite tolgo le bende

lunedì 13 aprile 2015

LA CONVERSAZIONE NELL'EPOCA CONTEMPORANEA

Non parlero',anche se lo penso, della banale retorica del fatto che la tecnologia e' diventata piu' un danno che un bene in termini di comunicazione.vedere persone azzeccate ai loro smartphone e non scambiarsi neanche una parola(per esagerare,ma non troppo)e' un fatto deprimente.la comunicazione e' efficace qunado i soggetti si guardano negli occhi perche' entrano in gioco tutta una serie di meccanismi come ad esempio il linguaggioo non verbale.non parlero' neanche dei fraintendimenti tra le persone quando dialogano perche' questi ci sono stati,ci sono e ci saranno sempre. piuttosto invece parlero' di quel che resta del dialogo tradizionale in questo contesto storico dove i discorsi o quel poco che resta di esssi sembrano discorsi triti e ritriti.le persone parlano o sparlano di altre persone.a tal proposito ricordo un'aforisma di russel:gli uomini mediocri parlano di persone,gli uomini intelligenti parlano di fatti,i grandi uomini parlano di idee. e' vero pero' se non c'e' dialogo non ci puo' essere un rapporto ma ci sono dialoghi e dialoghi nel senso che innanzitutto almeno per me la conversazione dovrebbe essere una naturale conseguenza tra due o piu' persone che non abbiano pregiudizi di sorta;in fondo ognuno di noi ha qualcosa da raccontare e un universo sconosciuto da scoprire.e se avra' voglia e pazienza potra' scavare in fondo per arrivare non dico a definire ma, quanto meno,a farsi un 'idea della persona stessa.nell'epoca del pregiudizio e dellla superficialita' dei rapporti umani scoprire una persona e' una cosa magnifica.del resto anche habermas se non erro lo diceva asserendo che l'uomo e' paragonabile ad una cipolla;e' fatta a strati e piu' scavi piu' esce fuori il vero io che spesso ,mi permetto di aggiungere , o e' una proiezione che la sociiieta' ha di noi stessi o noi stessi assumiamo un atteggiamento che ci porta a creare una specie di corazza per una sorta di a utodifesa anche perche' e' indubbio che rivelarsi ad una person "sbagliata"potrebbe nuocere in maniera forte i nostr sentimenti.in ultimo non ricordo chi lo diceva ma l'uomo e' un animale comunicante;ha bisogno di comunicare e scegle o e' scelto o addirittura si ritrova a dover comunicare con persone poco affinia lui perche' c'e' proprio l'esigenza di comuinicare.ricordando il film cast away il protagonista aveva un pallone per amico.conversazione?be' lo ribadisco e' un concetto,una sola parola che racchiude un significato immenso.sceglire di rivelarsi a chi e rivelare cosa e' sintomo di saggezza.non conversare affatto e' sintomo di idiozia;anche un bambino puo' insegnarci qualcosa.

domenica 12 aprile 2015

I SOGNI E LA RICETTA DELLA FELICITA'

Tutti i grandi sognatori o almeno gran parte di essi,almeno credo, hanno visto la realizzazione dei loro stessi sogni.io no conosco le menti degli altri bambini ma immagino che ogni bambino sogni qualcosa e qua parlo di sogni ovviamente mi riferisco a quelli ad occhi aperti.il diventare adulto poi ti porta a dare tutto per scontato,a non crederci piu',ad arrenderti alle difficolta' oggettive della vitaed accontentarti.accontentarsi forse deriva dalla parola contento.be' niente da dire.chi non vorrebbe essere contento?eppure io voglio di piu'.saranno le mie manie,i miei sogni o altro io non lo so' ma io non voglio essere contento,io voglio essere felice.la domanda quindi e' questa:qual'e' la ricetta per essere felici?molti se non tutti pensano che non esista una ricetta della felicita' eppure chi lotta,non si da' per vinto maie gioca,soprattutto gioca, probabilmente e' un vincente e ha gia' vinto la guerra piu' grande:la lotta per la felicita'e la lotta per la vita stessa.giocare non significa prendere tutto alla leggera,tant'e' che ci sono anche giochi complessi e pieni di regole.giocare significa divertirsi e provare a vincere in tutto cio' che si fa e anche quando si perde continuare a giocare e a divertirsi.questa vita e' troppo breve per godere di tutte le cose belle che esistono.non basterebbero mille vite per farlo.la vita stessa con il suo percorso,il suo destino o altro ti porta a dei cambiamenti ;questo e' veroed inevitabile ma per meche credo in dio il dono pèiu' grande che dio ha fatto all'uomo e' la scelta e il libero arbitrio.i sogni spesso sono il frutto di cio' che vorremmo essere o realizzaree anche i sogni naturalmente possono cambiare con il corso del tempo quando si ha pu' consapevolezza di se' stessi ammesso che si continui a sognare.vivere in fondo significa sperimentare e sperimentarsie com dicevo sopra combattere per la felicita'.i nemici della felicita' sono moltissimi ma io credo che ce ne siano due in particolare che quanto meno sono in parte ostacol supoerabili;la noia e la monotonia.il far sempre le stesse cose stanca ed annoia come pure il on fare niente.accettare le nuove sfide anche quando forse si sa' che si perdera' in realta' e' gia' di per se' una vittoria.la felicita' in fondo non e' eterna perche' cede il poto alla contentezza.nessuno e' perennemente felice e nessuno lo sara' mai perche' se si fosse sempre felici quella non sarebbe felicita' ma contentezza.la felicita' e' il massimo grado di soddisfazione,godimento e altro a cui puo' arrivare un essere umano per questo e' un obbligo quasi morale cercare la felicita'sempre e comunque anche quando abbiammo raggiunto un livelllo di contentezza o d intensi momenti di felicita'e se cio' e' avvenuto se quacuno ha provato l'estasi dell'essere felice devee fare si' che la sua vita verta sulla felicita' stessa alternando non per colpa sua ma per la casualita' e le difficolta' della vita momenti difficili alla felicita'.saro' ripetitivo e pedante ma io ripeto questo concetto:non esiste felicita' senza lotta e non esiste almeno in questo mondo la felicita' eterna.voglio spendere due ultime parole per i sogni magari soparando fuori qualche cazzat ama ho iniziato il mio pseudo discorso dicendo che tutti i grandi sognatori hanno raggiunto i loro obiettivi.vorrei concludere che se da un lato sognare non costa nulla i grandi sognatori hanno spesso vite "disastrate" nel senso che per vedere raggiunti i loro sogni devono soffrire piu' del dovuto;io credo che i grandi sognatori attraversino tre fasi:il calvario,il successo e il declino.dunque viviamoci la vita giocando ovviamente rispettando il prossimo e non inseguiamo il successo ma bensi' la felicita' che non e' escluso che possa essere anche il successo ma di sicuro non e' solo quello.si alla vita,si alla lotta per la felicita'.

LEGALIZZAZIONE CANNABIS:FAVOREVOLI O CONTRARI?

Sono consapevole di essere impopolare e saro' sicuramente duramente contestato con cio' che sto per dire:io penso che la cannabis sia il primo passo verso l'inizio di una carriera nelle droghe leggere e pesanti sia da parte dello spacciatore che del consumatore.a nulla servirebbe legalizzare la cannabis se non quello di produrre un mercato "parallelo" gestito dalle mafie con il rischio che lacannabiss che prima era una bravata,almeno per alcuni,potrebbe diventare qualcosa di molto simile alle "sigarette".vedere fumare spinelli davanti un baro peggio in presenza di bambini non penso sia il massiimo buopn esempio che possiamo dare ai giovani e tra l'altro conoscendo la fantasia tutta italiana nel marketing mi aspetto di tutto; da pizza e gelati alla mariuana etc.certo la galera e' una punizione troppo severa ,almeno per chi ne fa uso e non spaccia ma a quanto ne so' chi fa uso di droghe leggere e'ì perseguito civilmente e non penalmente.chi merita sanzioni piu' pesanti e'0 sicuramente lo spacciatore cioe' colui che si arricchisce vendendo sostanze che a lungo andare possono nuocere alla salute.io penso inoltre che chi fa uso di droghe leggere abitualmente e non lo fa' per fare una bravata in fondo e' un represso che non sa' come divertirsi.non credo di essere arretrato tant'e' che a me piace il sistema tedesco sulla legalizzazione della prostituzione;li' si dovrtebbe fare qualcosa ma questo e' un'altro discorso.in un paese dove chi fuma sigarette viene a volte quasi emarginato per il fastidio che reca agli altri(vedi legge sirchia)non vedo come si possa legalizzare la mariuana o la cannabis..discorso differente riguarda la ricerca e la cura attraverso la cannabis.anche in quel caso si potrebbe fare di piu'.

giovedì 9 aprile 2015

LA SOLITUDINE DEI NUMERI UNO

Sempre più studi condotti da esperti di sociologia e psicologia confermano che lo stare da soli è imprescindibile prerogativa delle menti più brillanti e creative. Così si spiegherebbe perché molti leader finiscano per condurre una vita da single e perché la maggior parte dei più grandi geni della storia abbiano partorito le loro scoperte nel chiuso di una stanza. In perfetta solitudine. E’stato Thomas Mann a scrivere: “La solitudine fa maturare la creatività, l’arte, la poesia“. E basta pensare a quanti scrittori, poeti, filosofi e pittori sono stati grandi solitari, da Giacomo Leopardi a Emily Dickinson, da Reiner Maria Rilke a Friederich Nietzsche, per capire che l’autore di La morte a Venezia ha detto il vero. “Isolarsi offre l’opportunità di potenziare le proprie facoltà mentali, dalla concentrazione all’attenzione, alla capacità di risolvere i problemi e di mettersi alla prova” spiega Maria Miceli, ricercatrice del CNR. Certo non e' tutto cosi' semplice come potrebbbe sembrare:la solitudine a volte logora perche' l'uomo e' un animale sociale.la piramide dei bisogni di maslow usata tuttora da sociologi,psicologi e formatori a vari livelli pone l'accentosulla socializzazione addirittura al secondo stadio cioe' dopo i bisogni primari(respirare,mangiare,bere e dormire)per arrivare fino ai bisogni di autorealizzazione.e' difficle dire se siano le vicissitudini o il carattere del singolo a spingere alla solitutidine;un po' come chidersi se e' nato prima l'uovo o la gallina.fatto sta che partendo dall'assunto che potremmo desumere che sia un mix di entrambi i fattori in percentuali variabili(ammesso che si potessero quantificare le situazioni suddette)a secdonda del soggetto in questione si potrebbe dire che e' proprio la solitudine a spingercxi ad aguzzare l'ingegno e a spingerci oltre.tutte le menti brillanti proibabilmente hanno fatto i conti con la solitudine e hanno cercato di canalizzare le loro energie chi nell'arte,chi nella filosofias, cvhi nella scienza etc.e' chiaro che questo non e' un elogio alla solitudine ma farebbe bene tenere a mente che chi e' in grado di fare i conti con se' stesso oltre a conoscersi meglio e' in grado di stare bene con gli altri perche' in un certo senso sta bene anche da solo.sembrera' un po' contorto ma sono sicuroi che mi capirete.l'ideale se un ideale ci fosse e' riuscire a ritagliarsi quoptidianamente uno spazio di solitudine ma mai e poimai farsi inghiottire da questo demone che e' la solitudine e chiudersi ion se stessi in uno stato di isolamento.chi fa i conti con la solitudine all'inizio soffrira' tantissimo (molto probabilmente) ma dopo se riuscira' a supoerare questa fase si rendera' conto che la solitudine diventera' per lui un gioco , un rituale per accendere immaginazione e creativita' e non vorra' e non sapra' piu' rinunziarvi.e' chiaro, ripeto, che la solitudine non deve assolutamente essere predominante rispetto alla socializzazione e all'interazione.il dramma della societa' moderna e' che purtroppo spesso siamo degli zombie in balia di una solitudine collettiva:si e' soli in mezzo a tantissime persone e le nuove tecnologie come gli smartphone o gli iphone e i social network contribuiscono ad aumentare il fenomeno se, come spesso accade, si utilizzano troppo o in maniera negligente.

mercoledì 8 aprile 2015

I COMPLOTTISTI E LA STANZA DEI BOTTONI

«Pochi uomini sono disposti ad affrontare la disapprovazione dei loro compagni, la censura dei loro colleghi, l’ira della loro società. Il coraggio morale è una mercepiù rara del coraggio in battaglia o di una grande intelligenza. Eppure è una imprescindibile, vitale qualità per coloro che cercano di cambiare un mondo che merita di cambiare». Anche Gandhi la pensava allo stesso modo: «Molte persone, specialmente quelle che la ignorano, ti vorranno punire per aver detto la verità, per essere stato coerente e per essere te stesso. Non scusarti mai per essere stato coerente o per essere anni avanti al tuo tempo. Se sei nel giusto e se lo senti, parla liberamente. Dì quello che pensi. Anche se sei l’unico rappresentante di una minoranza, la verità è comunque la verità».bob kennedy Nella stanza dei bottoni si decide il futuro dell'umanita' e di ognmi singolo individuo.un individuo che si eleva relativamente dalla massa probabilmente viene studiato in particolare e in quellla stanza viene deciso se e' il caso che questi si fermi nella sua ascesa o venga eliminato fisicamente o alivello di potere e di influenza verso gli altri.qualche esempio?ricordate adriano olivetti, lo stesso kennedy,papa luciani,lo stesso gesu',falcone e borsellino ma anche cutolo,al capone etc.la lista e' lunghissima.non si tratta di essere complottisti ma bensi' c'e' da chiarire un equivoco di fondo:le caste esistono ancora e non sono i politici,i magistrati etc ma sono poche famiglie che governano il mondoe non intendono per cosi' dire aggiungere un posto a tavola.oggi grazie ad internet si arriva porima e dappertutto ma siamo sicuri che cio' che sappiamo non sia frutto di piani ben studiati.ricordiamoci che queste persone non sono degli sprovveduti anzi al contrario.probabilmente governano il mondo da millenni e anche i complottisti che vedeno complotti ovunque in fondo non conoscono la verita'.si potrebbe dire che in fondo i complottisti siano piu' critici verso il sistema,questo sistema ma in fondo e' mia opinione che anche i complottisti siano facilmente manipolabili.avete fatto mai caso che la categoria dei complottisti dicono esattamnente tutti le stesse cose perche' indottrinati probabilmente dalla rete.qualcuno sostiene che la rete sia libera da giochi di potere.io non credo proprio.la rete e' un modo in piu' per controllarci.penso ad esempioa facebook e what'app che tra l'altro sono di zuckerbeg entrambe e controllano tutto cio' che facciamo.ogni tanto esce un personaggio nuovo per cosi' diree tutti sembrano conoscerlo da una vita. Valga per tutti il caso di murdock e dello stesso zuckeberg.nessuno si e' mai chiesto:e se fossero vicini a persone che muovono le dita nella stanza dei bottoni?prima di essere conosciuti chi erano?molti complottisti accuisiano il quarto potere, la stampa di essere filtrati.per me loro non sanno nulla.i fatti vengono distorti ad arte e i giornalisti raccontano solo cio' che vedono.per non parlare poi delle bufale che circolano in rete.forse e' meglio non conoscerle certe cose,si correrebbe il rischio di fare una brutta fine (non per forza fisica).

CIVILTA' EXTRATERRESTRI SULLA TERRA:DOMANDE ED IPOTESI A CONFRONTO

molti dicono che esistono due ipotesi circa l'esistenza di vita aliena simile o addirittura superiore alla vita "umana".1 civilta' antiche del passato hanno ricevuto visita da civilta' extraterrestri.ora la mia domanda e' che fine hanno fatto queste civilta' aliene?se sono in grado di raggiungerci e lo hanno fatto in passato perche' non ci hanno colonizzato? c'e' chi afferma che noi siamo i lfrutto iodi una sorta di ibrido tra civilta' aliene e civilta' terrestri.se dunque le civilta' aliene erano gia' in grado di viaggiare nello spazio e raggiungere un 'altro pianeta(cosa di cui non siamo ancora capaci)per insegnarci a vivere come mai non ci hanno trasmesso tutto il loro sapere e la loro conoscenza?se i paleografi(CREDO SI CHIAMINO COSI')rappresent5ano "la visita" degli extraterrestri e questi hanno trasmesso una parte delle loro conoscenze allora perche' si pensava che la terra fosse piatta fino a relativamente poco tempo fa? e dopo milioni di anni non siamo in grado di raggiungere pianeti abitati?stessa domanda vale nel caso dei viaggi temporali.se esistono viaggiatori del tempo che vanno avanti e indietro nel tempo questi suddetti viaggiatori non dovrebbero conoscere meccanismi a noi ignoti? se si potesse viaggiare nel tempo il passato verrebbe modificato?se si potesse viaggiare nel tempo e civilta' aliene ne fossero capaci allora si potrebbe risalire a come e' nata la vita o sono troppi milioni di anni?la terra e' un pianeta giovane(relativamente) e sicuramente in un universo cosi' esteso ci saranno altre forme doiiiii vita ma io mi sono sempre chiesto perche' se una civilta' superiore alla nostra e' in grado di rgagiunhgerci non ci colonizza?in fondo quando e' stata scopertaa l'america gli indiani si sono quasi del tutto estinti.la natura e anche le religioni ci insegnano che esistono due forze contrapposte che per convenzione chiamero'bene e male.ora se la natura e' architettata in modo chee il piu' forte soggioghi il piu' debole perche' non siamo stati colonizzati?oppure ancora se bene e male sono prerogativa del pianeta terra e altre civilta' piu' avanzate eeeeextraterrestri conoscono solo il bene perche' non hanno trasmesso tutte le loro conoscenze'?devo pero' ammettere che le piramidi richiedevano conoscenze per la loro costruzione che all'epoca erano troppo avanzate per gli antichi cosi' come i cerchi nel grano e l'i9sola di pasqua tanto per fare alcuni dei piu' conosciuti esempi restano misteri irrisolti. 2 E se magari non si fossero rivelati manifestamente a noi terrestri ma fopssero in grado di manipolarci conoscendo la mente molto meglio di noi?noi se siamo inferiori e ignari della loro esistenza non potremmo mai immaginare le loro forme e le loro abilita'.di una cosa pero' sono certo:non siamo soli nell'universo.

domenica 5 aprile 2015

THE WITHIN FIRE

inwardly we have a fire fires like these do not go out as the loves the bonfire ' dreams are wishes trauma are nightmares we need to trust each others , remember it We can love a person to madness but we can not imprison her if love and 'do not cry and do not suffer never mind free spirits suffering loving require patience and persevernce. remember these words: we need to trust each others!! IL FUOCO DENTRO interiormente abbiamo un fuoco fuochi come questi non si spengono come gli amori ai falo' i sogni son desideri gli incubi son traumi abbiamo bisogno di fidarci degli altri,ricordiamocelo possiamo amare una persona alla follia ma imprigionarla non possiamo se l'amore e' non piangere e non soffrire lasciamo perdere gli spiriti liberi soffrendo amando richiedono pazienza e persevaranza ricorda queste parole:noi abbiamo bisogno di fidarci degli altri!! the within fire inwardly we have a fire fires like these do not go out as the loves the bonfire ' dreams are wishes trauma are nightmares we need to trust each others , remember it We can love a person to madness but we can not imprison her if love and 'do not cry and do not suffer never mind free spirits suffering loving require patience and persevernce. remember these words: we need to trust each others

sabato 4 aprile 2015

LA SOCIETA' DELL'APPARENZA

ci siamo evoluti in termini di progresso scientifico e tecnologico ma siamo regrediti in termini di evoluzione dei valori,dei diritti e della scoperta del se'.in giro si sente dire che questa e' la societa' dell'apparenza ma in un certo senso tutti ne siamo succubi.il progresso e' un lusso che tutti dovrebbero potersi permettere ma che smette di essere un lusso per diventare un modo per apparire e ne si ci diventa schiavi. la psicologia gioca un ruolo fondamentale;dai messaggi subliminali al contesto dove si vive e si ci creano "complessi" quandoooo intorno a noi tutti ,o almeno la maggior parte, possiedono cose costose e che noi non abbiamo.il vero dramma e' che spesso, se non sempre, si da' piu' valore alle cose, agli oggetti che alle persone.ci si nasconde dietro apparenze e dietro oggetti e cose forse per stare meglio con se' stessi e dare quella famosa immagine di "vincente". vincente?qualcuno dice che ogni cosa ha il suo prezzo e forse e' vero.chi guadagna tanto puo' cotruirsi un 'immagine da vincente,comprare cose e oggetti e in questa societa' dell'apparenza che bada solo,nella maggior parte dei casi, alla forma e non alla sostanza in quanto si e' persa la voglia dii conosceree e scoprire una persona per cio' che e' e in questo contesto di perdita dei valori e con la crisi economica che gioca un ruolo fondamentale forse si possono comprare anche le persone.io penso senza fare del buonismo gratuito che ognuno di noi abbia qualcosa da dire(almeno questa e' la mia speranza) e in questo senso siamo tutti interessanti.poi e' chiaro che non si puo' o perlomeno e' molto complicato andare d'accordo con tutti e trovare tutte le persone che ci circondano interessanti(oggi e' gia' un lusso circondarsi di persone perbene).cio' che voglio dire,in altre parole, e' che tutti dovremmo cercare di conoscere e scoprire una persona prima di giudicarla o di avere un 'impressione positiva o negativa che sia. a volte ho la sensazione che si creano dei meccanismi "modaioli"in base ai quali chi svolge una professione,chi ha determinatee cose cosi' come chi non le ha etc crei una sorta di corpèorazione dove chi la pensa e vive differentementeeeee viene escluso.e' chiaro che ogni rapporto si basa soprattutto quando si hanno vedute differenti sulla capacita' dell'uno e dell'altro di venirsi incontro cercando per quanto e' possibile di capire e non di giudicaree "il mondo"dell'altra persona ma cio' richiede un grande sforzo e una grande apertura ed elasticita' mentale da entrambe le parti.purtroppo cio' che e' diverso da noi o cio' che e' estraneo,chiaramente nei limiti del buon senso, e' sempre visto con un 'occhio iper critico.probabilmente aggiungo e concludo questa mentalita' piuttosto provinciale ci porta a giudicare e a non conoscere differenti cose fermorestando che gli eccessi non sono mai una virtu'.cio' ovviamente vale per chi vive di soli oggetti e per chi vive di" solo spiritualismo"

IN GENERALE,IN PARTICOLARE

Se c'è una cosa che ho imparato è che nella vita non esistono teoremi;nella vita infatti puo' succedere


di tutto e tutto puo' cambiare improvvisamente.in altre parole teoria e pratica sono due mondi


equidistanti anche se camminano insieme.Generalizzare è però umano.Anche in questo momento lo


 sto facendo ma generalizzare ci serve e ci aiuta ad avere un quadro della realtà' circostante.Ciò


accade nei fenomeni scientifici così come in fenomeni di diversa natura.Se ci riflettiamo tutto è


 scienza o quantomeno tecnica;la poesia è fatta di regole, tanto per citare qualcosa che


apparentemente non ha nulla a che fare con la scienza.Potrei continuare con l'arte:non è forse la


pittura un'insieme di tecniche che permettono all'artista di riprodurre un dipinto?(è chiaro che ci sono


dei dipinti che trasmettono qualcosa a chi li osserva e dipinti meramente "tecnici" ma entrambi hanno


 come comune denominatore la tecnica e se analizziamo in profondità i dipinti ci potremmo rendere


 conto che questi tentano di esprimere un significato spesso appartente ad un movimento sociale e\ o


interiore) e la psicologia e la psichiatra non sono forse in qualche modo delle scienze che tentano di


osservare in linea generale i comportamenti e le personalita' degli esseri umani?Per me tutto è


scienza ma lo scientismo è  un'altra cosa.Chi e' appassionato di scienza "pura"sa benissimo che anche


 la matematica, ad esempio, si basa su presupposti non dimostrabili(da qui l'analogia con la fede che


faccio visto che so' che qualcuno potrebbe obbiettare che fede e scienza non hanno nulla a che fare tra


 di loro anche se riprendendo un aforisma di uno degli scienziati piu' importanti della storia come


Einsten possiamo ricordarci che dio non gioca a dadi con l'universo).


Generalizzare dunque serve ad avere un quadro della realtà  fino a quel punto vissuta con due


consapevolezze ':la realtà può  cambiare(spesso se non sempre se siamo noi stessi a deciderlo) e che


sono i dettagli a fare la differenza.Per arrivare a comprendere i dettagli è però necessario conoscere in


 linea di massima il fenomeno che staimo osservando.Ma se ci focalizziamo sul fatto che nessuno ci


aiuta è forse facile vedere le mani tese per aiutarci?


  O se prendiamo in considerazione solo i nostri fallimenti è forse facile ricordarci dei nostri successi?


 Non sono forse dei preconcetti e dei pregiudizi?e non sono forse i preconcetti e i pregiudizi la più


 alta forma di generalizzazione?Io per generalizzazione intendo non il pensare negativo e non il


pensare positivo ma piuttosto una bilancia sulla quale soppessare le dicotomie esistenti e vedere da


quale parte pende la bilancia fermorestando che una volta affrontata una situazione si saprà  per


sommi capi cosa può  succedere e affrontare la stessa situazione nuovamente ci permette di capire se


 usare un'altro metodo o se c'era un dettaglio che ci è sfuggito.Questa si chiama esperienza.In fondo


 stuartt mill, , non crede a nessun "a priori": per lui una relazione tra fenomeni (considerata come


 universale) non è che una generalizzazione dell'esperienza.


E' vero che l'esperienza è fatta di casi particolari. Ma cos'è una legge? ? La "generalizzazione" di


questi numerosi casi particolari.