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domenica 12 aprile 2015

I SOGNI E LA RICETTA DELLA FELICITA'

Tutti i grandi sognatori o almeno gran parte di essi,almeno credo, hanno visto la realizzazione dei loro stessi sogni.io no conosco le menti degli altri bambini ma immagino che ogni bambino sogni qualcosa e qua parlo di sogni ovviamente mi riferisco a quelli ad occhi aperti.il diventare adulto poi ti porta a dare tutto per scontato,a non crederci piu',ad arrenderti alle difficolta' oggettive della vitaed accontentarti.accontentarsi forse deriva dalla parola contento.be' niente da dire.chi non vorrebbe essere contento?eppure io voglio di piu'.saranno le mie manie,i miei sogni o altro io non lo so' ma io non voglio essere contento,io voglio essere felice.la domanda quindi e' questa:qual'e' la ricetta per essere felici?molti se non tutti pensano che non esista una ricetta della felicita' eppure chi lotta,non si da' per vinto maie gioca,soprattutto gioca, probabilmente e' un vincente e ha gia' vinto la guerra piu' grande:la lotta per la felicita'e la lotta per la vita stessa.giocare non significa prendere tutto alla leggera,tant'e' che ci sono anche giochi complessi e pieni di regole.giocare significa divertirsi e provare a vincere in tutto cio' che si fa e anche quando si perde continuare a giocare e a divertirsi.questa vita e' troppo breve per godere di tutte le cose belle che esistono.non basterebbero mille vite per farlo.la vita stessa con il suo percorso,il suo destino o altro ti porta a dei cambiamenti ;questo e' veroed inevitabile ma per meche credo in dio il dono pèiu' grande che dio ha fatto all'uomo e' la scelta e il libero arbitrio.i sogni spesso sono il frutto di cio' che vorremmo essere o realizzaree anche i sogni naturalmente possono cambiare con il corso del tempo quando si ha pu' consapevolezza di se' stessi ammesso che si continui a sognare.vivere in fondo significa sperimentare e sperimentarsie com dicevo sopra combattere per la felicita'.i nemici della felicita' sono moltissimi ma io credo che ce ne siano due in particolare che quanto meno sono in parte ostacol supoerabili;la noia e la monotonia.il far sempre le stesse cose stanca ed annoia come pure il on fare niente.accettare le nuove sfide anche quando forse si sa' che si perdera' in realta' e' gia' di per se' una vittoria.la felicita' in fondo non e' eterna perche' cede il poto alla contentezza.nessuno e' perennemente felice e nessuno lo sara' mai perche' se si fosse sempre felici quella non sarebbe felicita' ma contentezza.la felicita' e' il massimo grado di soddisfazione,godimento e altro a cui puo' arrivare un essere umano per questo e' un obbligo quasi morale cercare la felicita'sempre e comunque anche quando abbiammo raggiunto un livelllo di contentezza o d intensi momenti di felicita'e se cio' e' avvenuto se quacuno ha provato l'estasi dell'essere felice devee fare si' che la sua vita verta sulla felicita' stessa alternando non per colpa sua ma per la casualita' e le difficolta' della vita momenti difficili alla felicita'.saro' ripetitivo e pedante ma io ripeto questo concetto:non esiste felicita' senza lotta e non esiste almeno in questo mondo la felicita' eterna.voglio spendere due ultime parole per i sogni magari soparando fuori qualche cazzat ama ho iniziato il mio pseudo discorso dicendo che tutti i grandi sognatori hanno raggiunto i loro obiettivi.vorrei concludere che se da un lato sognare non costa nulla i grandi sognatori hanno spesso vite "disastrate" nel senso che per vedere raggiunti i loro sogni devono soffrire piu' del dovuto;io credo che i grandi sognatori attraversino tre fasi:il calvario,il successo e il declino.dunque viviamoci la vita giocando ovviamente rispettando il prossimo e non inseguiamo il successo ma bensi' la felicita' che non e' escluso che possa essere anche il successo ma di sicuro non e' solo quello.si alla vita,si alla lotta per la felicita'.

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