Se c'è una cosa che ho imparato è che nella vita non esistono teoremi;nella vita infatti puo' succedere
di tutto e tutto puo' cambiare improvvisamente.in altre parole teoria e pratica sono due mondi
equidistanti anche se camminano insieme.Generalizzare è però umano.Anche in questo momento lo
sto facendo ma generalizzare ci serve e ci aiuta ad avere un quadro della realtà' circostante.Ciò
accade nei fenomeni scientifici così come in fenomeni di diversa natura.Se ci riflettiamo tutto è
scienza o quantomeno tecnica;la poesia è fatta di regole, tanto per citare qualcosa che
apparentemente non ha nulla a che fare con la scienza.Potrei continuare con l'arte:non è forse la
pittura un'insieme di tecniche che permettono all'artista di riprodurre un dipinto?(è chiaro che ci sono
dei dipinti che trasmettono qualcosa a chi li osserva e dipinti meramente "tecnici" ma entrambi hanno
come comune denominatore la tecnica e se analizziamo in profondità i dipinti ci potremmo rendere
conto che questi tentano di esprimere un significato spesso appartente ad un movimento sociale e\ o
interiore) e la psicologia e la psichiatra non sono forse in qualche modo delle scienze che tentano di
osservare in linea generale i comportamenti e le personalita' degli esseri umani?Per me tutto è
scienza ma lo scientismo è un'altra cosa.Chi e' appassionato di scienza "pura"sa benissimo che anche
la matematica, ad esempio, si basa su presupposti non dimostrabili(da qui l'analogia con la fede che
faccio visto che so' che qualcuno potrebbe obbiettare che fede e scienza non hanno nulla a che fare tra
di loro anche se riprendendo un aforisma di uno degli scienziati piu' importanti della storia come
Einsten possiamo ricordarci che dio non gioca a dadi con l'universo).
Generalizzare dunque serve ad avere un quadro della realtà fino a quel punto vissuta con due
consapevolezze ':la realtà può cambiare(spesso se non sempre se siamo noi stessi a deciderlo) e che
sono i dettagli a fare la differenza.Per arrivare a comprendere i dettagli è però necessario conoscere in
linea di massima il fenomeno che staimo osservando.Ma se ci focalizziamo sul fatto che nessuno ci
aiuta è forse facile vedere le mani tese per aiutarci?
O se prendiamo in considerazione solo i nostri fallimenti è forse facile ricordarci dei nostri successi?
Non sono forse dei preconcetti e dei pregiudizi?e non sono forse i preconcetti e i pregiudizi la più
alta forma di generalizzazione?Io per generalizzazione intendo non il pensare negativo e non il
pensare positivo ma piuttosto una bilancia sulla quale soppessare le dicotomie esistenti e vedere da
quale parte pende la bilancia fermorestando che una volta affrontata una situazione si saprà per
sommi capi cosa può succedere e affrontare la stessa situazione nuovamente ci permette di capire se
usare un'altro metodo o se c'era un dettaglio che ci è sfuggito.Questa si chiama esperienza.In fondo
stuartt mill, , non crede a nessun "a priori": per lui una relazione tra
fenomeni (considerata come
universale) non è che una generalizzazione dell'esperienza.
E'
vero che l'esperienza è fatta di casi particolari. Ma cos'è una legge? ? La "generalizzazione" di
questi numerosi casi particolari.
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