La vita,ironia della
sorte ,e' piena di contraddizioni e di storie di successo che fanno
riflettere.io penso che ognuno di noi nasca con un dono,un
talento;alcuni lo scoprono o meglio vengono scoperti da persone che
li mettono nelle condizioni di esprimere il proprio talento anche sia
per un po' di fortuna sia un po' di cocciutaggine.trovarsi al posto
giusto e' l'imperativo categorico per scoprire il proprio talento e
avere successo.certo ci vuole fortuna ma aiutati che dio ti aiuta.se
si fa qualcosa per emergere e' la fortuna che viene da te. Se volessi
parlare delle storie che mi fanno riflettere penserei in primis ad
esempio al gioco del calcio:il calciatore piu' forte di tutti i tempi
che forse non sara' mai eguagliato e' stato basso e grasso:non un
caso di un giocatore basso e grasso abbastanza dotato.qui parliamo
del piu' forte di tutti i tempi. Non mi piace credere nel complotto
ma credo che il successo passi per due meccanismi:il dono dato da dio
e il complotto dell'uomo che per arricchirsi inscena complotti che
vengono insabbiati a regola d'arte.sempre pensando al calcio penso
agli scudetti della juventus e a calciopoli.con tanto di inchiesta e
di condanna abbiamo appurato diversi meccanismi illeciti come
corruzione degli arbitri e doping dei calciatori ma crediamo ancora
alle favole.e' mia opinione che in tutti settori compreso lo sport e
quindi anche il calcio arrivati ad un certo livello la differenza sia
minima tra i professionisti e\ o gli atleti.nel caso del calcio pero'
l'uso della creatina ha senz'altro favorito la vittoria dei tittoli
bianconeri che poi sono stati strappati dalle maglie e cucite su
quelle dell'inter,proprio l'inter del fenomeno(ronaldo) allenata
all'epoca da un mediocre simoni che si piazzo' sul campo seconda.be'
mediocre simoni perche' il suo gioco era se non erro un 4 4 2 dove
bastava la palla in avanti e poi ci pensava ronaldo,uno che il dono
lo aveva e lo ha trovato.penso ad altre storie di complotti.il piu'
grande pilota di f 1 e' stato senna morto per circostanze da chiarire
mentre percorreva la cosiddetta curva del tamburello e il volante non
rispondeva ai comandi.il piu' spettacolare pilota f1 e' morto durante
un giro di prova e sebbene avesse vinto poco o nulla resta oltre che
il piu' spettacolare e pazzo un pilota che guidava la ferrari piu'
scadente della storia rapportata all'epoce ed alle altre macchine
dell'epoca.schumacher invece che come senna e villeneuve aveva
un dono e vinceva anche il girono dei funerali della madre rischia la
vita ad ogni gara e si infortunia seriamente sulla neve.ironia della
sorte. Uno dei piu' grandi pugili della storia,un certo tyson da
piccolo si diceva che fosse taciturno e timido;veniva presa in giro
dai compagni per via della sua grande testa e della sua timida
voce.e' stato scoperto e allenato dopo una lite con 4 ragazzi di 16
anni quando lui ne aveva 10 cioe' ancora un bambino.i 4 furono
massacrati;mentre lui dava da mangiare a dei piccioni i 4 insultano
lui e i piccioni e il piccolo tyson si infuria.tante storie di
talenti,doni e complotti. E poi dicono che dio non esiste……...e
neanche i complotti.
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venerdì 20 maggio 2016
LO SPORT PIU' BELLO DEL MONDO:IL CALCIO
Proviamo ad
immaginare surrealmente di non conoscere il calcio o che questo gioco
non esista.contestualizziamolo quando e' stato lanciato(se non erro
fine ottocento) e proviamo a fare due considerazioni(spero non
banali).oggi lo sport calcio e' una cosa normale ma prima che ci
fosse a chi sarebbe balenata l'idea di proporre un gioco dove si
possono usare solo i piedi e la testa e non le mani?proviamo ad
immaginare un bambino che tira i suoi primi calci ad un
pallone:scordinato,impreciso,debole.proviamo a chiedere sempre ad un
bambino di palleggiare con le mani.ora chiediamogli di farlo con i
piedi.piu' difficile e'?facciamo un altra ipotesi:se il calcio
non lo avessero ancora inventato e lo inventassero oggi ma con
persone che hanno le abilita' calcistiche attuali noi penseremo a 22
funamboli in campo.il calcio e' un gioco d'abilita';a mio avviso il
piu' difficile da un punto di vista tecnico e al contempo lo sport
piu' spettacolare.non che manchi la tattica anche se ci sono
sport(penso ad esempio al rugby)dove la tattica supera di gran lunga
la tattica del calcio.il calcio e' uno sport che riesce a combinare
due estremi opposti che non hanno nulla di simile:geometria e
fantasia.ora se non siete appassionati di calcio forsee potreste
riuscire a capire perche' tanta gente lo adora.chi ha inventato
questo sport aveva un animo nobile,creativo e geniale e non sarebbe
mai potuto aspettarsi se sapesse quello che succede oggi come sdi
sarebbe evoluto il calcio che e' uno sport,uno spettacolo ma anche un
fenomeno sociale e culturale.il calcio nasce come sport di massa
perche' bastava avere un pallone e si poteva improvvisare un campetto
anche in strada anche se oggi le nuove leve che lo praticano
prediligendo scarpe costose e scuole calcio rinomate lo potrebbero
far trasformare in uno sport da ricchi non tanto per la diffusione ma
per il fatto che chi e' ricco ha piu' possibilita' di emergere come
spesso accade in tutti i settori.il calcio,il fenomeno calcio che in
un certo senso e' anche poesia fino ad oggi ci ha abitutati anche a
vedere ragazzi poverissimi che venivano selezionati mentre giocavano
in strada e diventavavno idoli milionari.gia' proprio il denarop e'
la rovina del calcio.cio' che prima era un gioco d'abilita' e di
tutte le caratteristiche che ho citato diventa ogni giorno che passa
un modo per arrichirsi e non trasmette piu' i veri valori che lo
sport in genere dovrebbe e ha dato.io domani vado a giocare.buon
calcio a tutti.
mercoledì 4 maggio 2016
FELICITA',BELLEZZA E INTELLIGENZA
Potrebbe sembrare
strana la relazione o la connessione tra aspetti diversi come la
felicità.la bellezza e l'intelligenza.eppure io sono convinto che
questi tre aspetti viaggino parallelamente.difatti si vede lontano un
kilometro una persona felice e una persona tormentata sebbene molti
siano dei veri artisti nel mascherare la loro tribolata vita e le
loro vicissitudini. In generale si puo' dire che una persona curata
e' piu' felice e sapete perche'.semplice.l'essere umano ha bisogno di
conferme,di sentirsi benvoluto e soprattutto accettato.non v'e' nulla
di male nel curare il proprio aspetto come a piu' riprese ho
sostenmuto e sostengo ma attenzione all'ossessione.chi cerca la
perfezxione nell'aspetto fisico in genere tralascia altri aspetti
della natura umana che sono la vera essenza dell'anima ,a vantaggio
dell'apparenza.chi si trascura del resto oggi piu' che mai viene mal
visto e fa fatica ad essere accettato e stimato.dunque anche in
questi casi e' questione di equilibri dedicando il giusto tempo e le
giuste energie all'essere e all'apparire.continuando con questa
correlazione tra felicita',bellezza e intelligenza potrei aggiungere
com'e' noto che chi assorbe i turbamenti della vita somatizza mentre
chi prende la vita meno sul serio invecchia meno lentamente e con
meno probabili malattie.qualcuno si chiedera' cosa c'entra
l'intelligenza?bertrand russel diceva che il guaio dell'umanita' e'
che gli stupidi sono sicuri mentre gli intelligenti sono pieni di
dubbi.una persona intelligente analizza,mette costantemente in
discussione dapprima se' stessa e poi gli altri e poi agisce mentre
una persona poco intelligente o meno intelligente trova
alibi,giustificazionie mette in discussione esclusivamente gli
altri anche se questo alla lunga potrebbe portare ad una sorta di
immobilismo nel senso che non si agisce piu' ,cosi' come chi pensa
troppo alla fine potrebbe avere troppi dubbi per agire.una persona
intelligente inoltre capisce le dinamiche dei comportamenti delle
situazioni e degli avvenimenti e in un mondo dominato per la
maggioranza dalla falsita' ipocrisia,meschinita'e dal non avere le
palle assorbe di piu' rispetto ad una persona meno intelligente.il
segreto per conciliare questi tre aspetti probabilmente e' fregarsene
degli altri cercando sempre dfi migliorare pero' in una eterna sfida
con se' stessi che pero' non dovrebbe contemplare l'ossessione un
giusto allenamento fisicoa seconda del risultato che si intende
ottenere ed alle proprie caratteristiche fisiche ,un giustrro
equilibrio e lalenamento mentale fatto di viaggi,nuove
conoscenze,cercando di circondarsi di persone asllegre e
stimolanti,leggere, e risolvere problemi.forse forse un tantino di
leggerezza non guasta anche se se si esagera si finisce con l'essere
presi per stupidi e non si viene piu' stimati e accettati.questione
di equilibri come in tutti gli aspetti.piu' facile a dirsi che a
farsi,purtroppo.
mercoledì 9 marzo 2016
VERGOGNA E IMBARAZZO
La vergogna è
un'emozione che accompagna l'auto-valutazione di un fallimento
globale nel rispetto delle regole, scopi o modelli di condotta
condivisi con gli altri; da una parte è un'emozione negativa
che coinvolge l'intero individuo rispetto
alla propria inadeguatezza, dall'altra è il rendersi conto di aver
fatto qualcosa per cui possiamo essere considerati dagli altri in
maniera totalmente opposta rispetto a quello che avremmo desiderato.
A
differenza dell'imbarazzo,
che si sperimenta esclusivamente in presenza degli altri, ci si può
vergognare da soli e per lungo tempo; inoltre, mentre l'imbarazzo
sorge per l'infrazione di regole sociali che possono anche non essere
condivise, la vergogna è il segnale della rottura di regole di
condotta alle quali personalmente si aderisce.
Da notare che sia
vergogna che imbarazzo essendo l'uomo un animale sociale si
riferiscono all'esterno e cioe' in altre parole al giudizio altrui.la
vergogna e' un emozione piu' duraturae puo' essere sperimentata anche
da soli in virtu' di un rimorso,un ricordo ma sempre relativo agli
altri.sia vergogna che imbarazzo si proiettano verso il giudizio
altrui con una sostanziale differenza:la vergogna e' un sentimento di
inadeguatezza degli altri rispetto a noi stessi mentre l'imbarazzo e'
un senso di inadeguatezza di se' stessi verso gli altri.la vergogna
si declina spesso al passato o al presente mentre l'imbarazzo sempre
ed esclusivamente al presente.certo ci suo' vergognare anche di se'
stessi ma io credo che nel momento stesso in cui ci si vergogni di se
stessi la vergogna ceda il posto al rimorso per non essersi
comportati diversamente in qualche circostanza.eliminare la vergogna
a mio avviso si puo'.lavorando su se' stessi ci si puo' sempre
redimere e migliorarsi e cio' che in un dato momento e' stato per noi
vergognoso sia che si tratti di vergogna per il giudizio altrui sia
che si tratta di vergogna verso se stessi(caso molto piu' raro)magari
superandolo con un sorriso quando il ricordo affiora.l'uomo e' un
essere dotato di memoria e il ricordo volente o nolente si insunera'
consciamente o incosciamente sempre nella nostra mente
cfondizionando anche le nostre azioni.l'uomo pero' e' dotato di
ragione e puo' anzi deve migliorasi e lavorare su quyesto aspetto per
farlo.nel momento stesso in cui si lavora su se stessi per
migliorarsi e si ottengono risultati il passato che ci e' sembrato
vergognoso puo' essere quindi mcome dicevo, se lo si prende con
leggerezza,”sdrammatizzato”con un sorriso.guai pero' a non dare
la giusta importanza al gioudizio altrui e alla vergogna nel momento
in cui si prova.per me il giudizio altrui non ha mai contato granche'
ma bisognerebbe comunque dargli un peso magari prendendo spunto dalla
vergogna provata per far scattare quella molla affinche' certe
situazioni non si ripetano.un uomo realizzato e libero a mio avviso
non si vergogna degli altri mentrre credo che sia impossibile
eliminare del tutto le situazioni d' imbarazzo che a volte potrebbero
capitare.
mercoledì 3 febbraio 2016
LA MODA:CHE IDIOZIA
Curare il proprio corpo, piacere e piacersi , vestire con un certo stile o meglio col proprio stile sono espressioni lodevoli di una persona che ama se stessa.io pero' la moda proprio non la concepisco.tra riviste di moda che si accaparrano testimonial e conducono operazioni di marketing in simbiosi con le case produttrici e stilisti che cuciono sempre nuovi capi la moda viene lanciata da poche persone a discapito della massa . questo concetto a me personalmente non va giu'.la moda e' di tutti ma lo stile e' unico;lo stile dovrebbe essere l'imperativo categorico. certo io curo poco il corpo e il vestiario forse perché della moda me ne frego e forse perché non voglio spendere tantissimo per un capo ma non e' di me che voglio parlare. valorizzare il proprio aspetto e' senza dubbio qualcosa che ci rende felici in quanto abbiamo piu' possibilita' di piacere e di piacerci come dicevo prima. tuttavia io non capisco perché di fronte ad un capo costosissimo non si opta per un sarto che valorizzi il nostro corpo.ognuno di noi ha dei pregi e dei difetti caratteriali figuriamoci estetici .e ahi voglia ad andare in palestra o fare attivita' fisica;alcuni piccoli difetti non potranno mai essere "perfezionati"a meno che con un abbigliamento giusto non si nasconda tale difetto esaltando i pregi. pensando a me per esempio che sono un po' grasso potrei optare per vestiti scuri e larghi ma i piccoli difetti da mascherare sono innumerevoli e ho citato il mio esempio per renderlo comprensibile anche se banale e anche se non lo faccio.quante volte abbiamo sentito rispondere di fronte ad un comento positivo o negativo su un capo:si porta.non mi piace o mi sta bene ma si porta.la moda in fondo e' un processo di identificazione,imitazione e apparenza.io sbagliero' nel non curare l'aspetto esteriore come si conviene(del resto non credo di essere talmente brutto e\ o trasandato anche se potrei migliorare molto) ma la moda per me e' un idiozia.
lunedì 18 gennaio 2016
LOGICO,TROPPO ILLOGICO
man mano che leggo nietsche mi rendo conto di quanto fosse geniale,cosi' geniale da scardinare le mie convinzioni soprattutto in merito alle critiche a socrate che sin dai tempi del liceo e' stato il mio filosofidolo(perdonate questo brutto neologismo).in effetti socrate riconduceva tutto alla logica,nietsche invece ci dice che siamo logica e illogicita',biologia e pensiero.pur condividendo il pensiero di nietsche ho provato a trasportare le sue grandi teorie alle mie,molto piu' modeste e chi mi legge sa'0 che insisto sulla teoria del fatto che ogni cosa sia unica e trinica.per me l'uomo e' corpo,anima e cervello.il corpo a sua volta si divide in carne, ossa e muscoli.l'anima in coscienza,etica e spirito.il cervello in logica,illogicita' e creativita'.sorvolando sulla suddivisione di corpo e anima vorrei invece soffermarmi sulla suddivisione del cervello.la logica a sua volta si divide in pensiero,razionalita',azione.le menti razionali sono riflessive e come un computer elaborano e calcolano la o le soluzioni piu' adeguate al problema o alla situazione che gli si pone dinnanzi.sappiamo bene pero' che la logica e' sopraffatta spesso dall'illogicita'.quante volte abbiamo detto:ho sbagliato ma e' stato piu' forte di me,oppurese ci avessi pensato prima o non ci ho proprio pensato.la vita come nietsche stesso dice e' una seuqwnz<a infinita di attimi per lo piu' illogici.illogici perche' non sempre si ha il tempo di elaborare e calcolare il comportamernto o la decisione da prendere.l'illogicita' a sua volta si suddivide in istinto,irrazionalita',emotivita'.l'istinto e' la parte inconscia che a volte ci aiuta altre volte ci fa essere troppo impulksivi o frettolosi.l'irrazionalita' la associerei alla follia in quanto a volte abbiamo reazioni del tutto inaspettate.la creativita' e' sentimento, immaginazione,condivisione.per chi non avesse letto la natura dell'universo:quando fede e scienza si incontrano in quel post in maniera esaustiva parlo dell'unicita' e trinicita' come fenomeni complementari ma di una stessa cosa ragion per cui anche la creativita' obbedisce a questa mia teoria.un crteativo in effetti condivide una suaa opera attraverso il sentimento che lui ha provato e che vuol fare provare e attraverso la sua immaginazione che capovolge spesso se non sempre i luoghi comuni.io credo che l'illogicita' sia la parte predominante dell'essere umano,la logica sia la parte secondaria quando abbiamo modo di riflettere e la creativita' e' un talento nascosto che ognuno possiede ma che non tutti manifestano.tra illogicita' e follia pero' ce ne corre.folle e' una persona che ha un livello di logica inferiore,molto inferiore alla media e che assume atteggiamenti irrazionali.sembrera' strano ma se la genialita' e' associata alla logica,la follia e' associata alla creativita' e pensdo che tra genialita',follia e crreativita' ci sia come dicevo in altri post una linea sottilissima.un genio che ha comportamenti logici sempre e comunque e' un robot chi e' sempre irrazionale e' folle e chi e' sempre creativo dove per creativita' si intende una follia geniale probabilmente non esiste se non dio se volesse.probabilmente in virtu' di questa predominanza dell'illogicita' sono state emanate leggi, professate religioni e tramandate lezioni di etica e di morale per far si' inmsomma che in determinate circostanme si assumino determinati compèortamenti "logici".che poi e' pur vero che queste cose siano servite ai potenti per manipolare le masse.certo e' che purtroppo le regole servono perche' se questo sporco mondo e' dominato dal caos figuriamoci senza norme e regole che cosa sarebbe anche perche' e' piu' fgacile cadere in tenmtazione che essere virtuosi.
SUL VINCOLO DEL MATRIMONIO
in questo post vorrei fare alcune considerazioni sul matrimonio partendo innanzitutto dalla radice etimologica del termine:matrimonium che significa madre e compito e se ci facciamo caso patrimonium(patrimonio in italiano)ha una radice etimologica dai connotati nettamente economici.secondo nietsche:"il matrimonio......non lo si fonda sull'amore,lo si fonda sull'istinto sessuale,sull'istinto di possesso(moglie e figli di proprieta'),sull'istinto di dominio che continua ad organizzare per se' la piu' piccola struttura del dominio,la famiglia,che ha bisogno di figli ed eredi per tenere salda,anche fisiologicamente,la misura di potere,di influenza,di ricchezza che e' stata raggiunta,per preparare lunghi compiti,una solidarieta' di istinti tra secoli".
pur ammirando gli scritti nietschenienani se mi e' concessa l'espressione dissento quantomeno in parte da questa sua affermazione.oggi,io credo gli istinti sessuali possono essere placati,saziati e goduti con una facilita' che prima non v'era e, a maggior ragion in tal senso il matrimonio diventa un vincolo per la propria liberta' sessuale con piu' partner.si perche' magari io non saro' un credente praticante che va in chiesa tutte le domeniche(e come me la maggior parte dei cristiani che conosco) ma il matrimonio e' una cosa seria e , non per un fattore economico di divisione dei beni che comunque incide,ma semplicemente perche' si promette davanti a dio di essere fdedelòi sempre nella buona e nella cattiva sorte di onorare il coniuge etc etc.diciamoci la verita' molti gia' sanno consciamente o incosciamente che il loro matrimonio andra' a rotoli o,quantomeno si illudono che non sia cosi'.per me il matrimonio ha senso in vista dell'arrivo di un nascituro,condizione pero'non necessaria in caso di sterilita' o impotenmza purche' i due coniugi si amino e si rispettino.ora non vorrei frainteso:sono favorelissimo al divorzio,non lo condanno,anzi credoi che sia sacrosanto e credo che anche un granmde amore possa finire ragion per cui si puo' mettere la parola fine a quel rapporto.ma la domanda mi sorge spontanea:perche' ci si sposa?si ,ok.per condividere l'intimita' e tutto cio' che c'e' da condividere con una persona e magari creare una famiglia con bambini.ma io intendo perche' ci si illude di aver trovato la persona con la quale costruire qualcosa di magnifico e sofferente allo stesso tempo?:magnifico se vi e' vero amore,sofferente se non lo e'.del resto anche i figli si' e' vero sono gioie ma sono in primis responsabilita',preoccupazioni e sofferenze.ovviamente parlo da maschio occidentale perche' mi rendo conto che una donna sogni la favola col principe azzurroe una famiglia e cio' e'0 sacrosanto ma, tuttavia,non e' giusto promettere ad un altra persona eterno amore iinnanzi(virtualmente) a dio e peggio ancora generare un figlio quando non si e' davvero convinti.ma allora rinnovo la domanda:perche' ci si sposa?io credo che i motivi siano essenzialmente due:la paura della solitudine e la paura della solitudine in vecchiaia.io sfido chiunque a dimostrare di essere vergine prima del matrimonio e di sposarsi con una persona realmente amata(che poi se l'amore finisce e' un 'altro paio di maniche,come dicevo prima e sottolineo).io credo che le istituzioni religiose ci abbiano mentito per millennni:il sesso non e' un tabu' ma lo si e' fatto diventare tale per evitare inutili sofferenze e per tutelare i bambini.pero' dico questo poeor dire che se ci sposa in chiesa non si puo'essere credenti a convenienza.chissa' poi se nel mondo medio orientale c'e' una connessione tra malvagita' o comunque terrorismo e poligamia.un figlio con 7 madri ed un padre forse non lo si puo' indirizzare verso la strada giusta.che poi in mediooriente le donne non hanno diritti e questo e' un altro grave discorso.se oggi esistono precauzioni io concludo dicendo non sposatevi e non procreate se in cuor vostro non siete convinti,altrimenti che possiate vivere felici e contenti.
pur ammirando gli scritti nietschenienani se mi e' concessa l'espressione dissento quantomeno in parte da questa sua affermazione.oggi,io credo gli istinti sessuali possono essere placati,saziati e goduti con una facilita' che prima non v'era e, a maggior ragion in tal senso il matrimonio diventa un vincolo per la propria liberta' sessuale con piu' partner.si perche' magari io non saro' un credente praticante che va in chiesa tutte le domeniche(e come me la maggior parte dei cristiani che conosco) ma il matrimonio e' una cosa seria e , non per un fattore economico di divisione dei beni che comunque incide,ma semplicemente perche' si promette davanti a dio di essere fdedelòi sempre nella buona e nella cattiva sorte di onorare il coniuge etc etc.diciamoci la verita' molti gia' sanno consciamente o incosciamente che il loro matrimonio andra' a rotoli o,quantomeno si illudono che non sia cosi'.per me il matrimonio ha senso in vista dell'arrivo di un nascituro,condizione pero'non necessaria in caso di sterilita' o impotenmza purche' i due coniugi si amino e si rispettino.ora non vorrei frainteso:sono favorelissimo al divorzio,non lo condanno,anzi credoi che sia sacrosanto e credo che anche un granmde amore possa finire ragion per cui si puo' mettere la parola fine a quel rapporto.ma la domanda mi sorge spontanea:perche' ci si sposa?si ,ok.per condividere l'intimita' e tutto cio' che c'e' da condividere con una persona e magari creare una famiglia con bambini.ma io intendo perche' ci si illude di aver trovato la persona con la quale costruire qualcosa di magnifico e sofferente allo stesso tempo?:magnifico se vi e' vero amore,sofferente se non lo e'.del resto anche i figli si' e' vero sono gioie ma sono in primis responsabilita',preoccupazioni e sofferenze.ovviamente parlo da maschio occidentale perche' mi rendo conto che una donna sogni la favola col principe azzurroe una famiglia e cio' e'0 sacrosanto ma, tuttavia,non e' giusto promettere ad un altra persona eterno amore iinnanzi(virtualmente) a dio e peggio ancora generare un figlio quando non si e' davvero convinti.ma allora rinnovo la domanda:perche' ci si sposa?io credo che i motivi siano essenzialmente due:la paura della solitudine e la paura della solitudine in vecchiaia.io sfido chiunque a dimostrare di essere vergine prima del matrimonio e di sposarsi con una persona realmente amata(che poi se l'amore finisce e' un 'altro paio di maniche,come dicevo prima e sottolineo).io credo che le istituzioni religiose ci abbiano mentito per millennni:il sesso non e' un tabu' ma lo si e' fatto diventare tale per evitare inutili sofferenze e per tutelare i bambini.pero' dico questo poeor dire che se ci sposa in chiesa non si puo'essere credenti a convenienza.chissa' poi se nel mondo medio orientale c'e' una connessione tra malvagita' o comunque terrorismo e poligamia.un figlio con 7 madri ed un padre forse non lo si puo' indirizzare verso la strada giusta.che poi in mediooriente le donne non hanno diritti e questo e' un altro grave discorso.se oggi esistono precauzioni io concludo dicendo non sposatevi e non procreate se in cuor vostro non siete convinti,altrimenti che possiate vivere felici e contenti.
mercoledì 13 gennaio 2016
IL CAMMINO DELLA SAGGEZZA
da
millenni i grandi pensatori e, non solo,cercano la strada della
saggezza.ma che cos'e' la saggezza?a mio avviso la parola saggezza
non va confusa ne' con la parola prudenza,ne' con la parola calcolo e
, se volessimo, neanche con la parola furbizia.eppure la saggezza e'
universalmente riconosciuta come la capacita' di operare scelte
ponderate e prudenti frutto di calcolo al fine di trarre vantaggio da
ogni situazione. Di solito si associa la parola saggio ad una persona
anziana;nulla di strano anzi direi logico vista la natura umana
frutto dell'esperienza.saggi non si nasce,saggi si diventa e lo si
diventa attraverso le esperienze.io credo che per diventare saggi
ammesso che sia possibile bisogni attraversare il cammino della vita
con un pizzico di follia e incoscienza specie in gioventu'.in questo
senso anche la parola consapevolezza puo' essere intesa come una
infinitesimale parte della parola saggezza;solo chi attraversa
diversi sentieri puo' dire in cosa e' incappato lungo la strada.non
esistono dunque a rigor di logica giovani saggi.l'esperienza positiva
o negativa che sia le gioie e le cicatrici,la felicita' e le batoste
non possono essere tramandate attraverso esperienze letterarie
o,quantomeno,guardando gli errori altrui.certo sarebbe saggio,per
l'appunto seguire i consigli disinteressati di persone che ne hanno
viste tante ma a volte anche fare di testa propria genera i suoi
frutti.il guaio e' che la vita e' spesso se non sempre unica anche se
alcuni sentieri di questo cammino sono stati in parte gia'
perlustrati.la saggezza al contrario dovrebbe essere una qualita'
oggettiva ma come ci ricorda il filosofo eraclito:panta rei,tutto
cambia,tutto scorre.se poi e' vero che come suddetto non esistono
giovani saggi ma solo persone vecchie dentro io sono giunto alla
conclusione che la saggezza non esiste ne' in senso assoluto ne' in
piccole dosi.esiste invece la voglia di vivere e sperimentare ed
esiste la paura,la paura di non ricadere nel baratro che lungo il
percorso ci ha procurato sofferenza.un ennesima parola anzi due sono
le parole etica e morale che necessariamente dovrebbe possedere chii
e' ritenuto saggio e , che al contrario,non necessariamente sono
attribuibili ai soli saggi.sara' che io sono ancora abbastanza
giovane ma io credo di voler rimanere curioso come un bambino,un
bambino con qualche piccola esperienza, positiva e negativa, in
piu'.in fondo al di la' dell'etica e della morale e, ovviamente non
mi riferisco alla falsa morale e al finto perbenismo,che sono
necessarie oggi piu' che mai ma che forse stanno venendo meno come
qualita' e valori umani io mi chiedo nuovamente che cos'e' la
saggezza?e a che serve affannarsi tanto per giungere ad uno stadio in
cui si e' ritenuti saggi? Io continuo il mio viaggio fanciullesco.voi
cosa pensate della saggezza?siete dei bambini copn qualche esperienza
o dei vecchi dentro.vediamo quanti bambini siamo.
martedì 5 gennaio 2016
LA DIGNITA' DEL SORRISO
La ricerca della
felicità credo che sia soggettiva:ciò che rende felice me ,magari
non rende felice un'altra persona.eppure sono convinto che tutti
inseguano l'amore il denaro e la felicità.a volte mi chiedo perché
l'umanità fa di tutto per essere infelice.sembrerebbe assurdo che
,in fondo,tutti si lamentino dei medesimi problemi ma nessuno faccia
niente per risolverli ,come se il solo fatto di lamentarsi sia
un pretesto,una buona scusa per rimanere infelici.ho visto a tal
proposito gente lamentarsi anche di problemi risolvibili come ad
esempio la mancanza di dialogo quand'essi stessi sono i primi che di
fronte ad una parola di un estraneo, o si imbarazzano, o si
indispettiscono.sicuramente e' sacrosanto affermare che esistano
affinità elettive e che non possiamo andare d'accordo con tutti e
che non tutti riescono ad emozionarci o quantomeno a regalarci un
sorriso.ma perché chiudersi dietro una cella con le solite stesse
persone magari molte delle quali riescono a farci stare male?ognuno
di noi merita delle chanche. prima di giudicare dovremmo imparare a
mettere a proprio agio le persone e a sorridergli. magari non tutte
diventeranno nostri amici ma sono sicuro che potremmo avere delle
piacevoli sorprese.e' vero che i problemi sono tanti,troppi forse, e
che la vita e' troppo frenetica ma se rovesciamo l'assunto di base
trasformandolo dal “sono troppo preso da me stesso e dai miei
problemi” ed iniziassimo ad essere gentili e sorridenti forse
qualcuno potrebbe essere in grado di ricambiare il sorriso e
l'assunto di base si trasformerebbe per l'appunto in “oggi potrei
conoscere nuove persone che potrebbero farmi stare bene”.chi
sorride nonostante tutto,e' una persona che fa del suo pane
quotidiano la dignità.a volte basta poco:immaginiamo un mondo dove
tutti provino ad essere gentili e sorridenti col prossimo.non e'
forse come vorremo essere trattati noi?cioe' con rispetto e
gentilezza? Forse io credo nelle favole ma sono convinto che a volte
basta una parola,un gesto,un sorriso per rendere migliore la nostra
giornata e rendere migliori noi stessi e gli altri.e in fondo anche
se mi criticherai so' per certo con un pizzico di presunzione che se
stai leggendo ancora un sorrisetto te l'ho strappato.non e' vero?
domenica 27 dicembre 2015
martedì 15 dicembre 2015
lunedì 14 dicembre 2015
sabato 31 ottobre 2015
INDIPENDENZA E LIBERTA'
"Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. (...) Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero. (...) No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile...(f.pessoa)
Probabilmente c'e' un equivoco di fondo:indipendenza e liberta' e' vero che non dipendono danulla,nessuno,nessuna fede,nessun idea.tuttavia iocredoi che l'indipendenza e la liberta' assoluta non esistano e che pertanto indipendenza e liberta' hanno senso solo se si possono fare delle scelte inclusa la scelta di non scegliere affatto.il mondo e' frammentato e frammentario.cio' e' vero. ed e' vero che in nome di noi stessi,della nostra fede,delle nostre idee,del nostro amore spesso non accettiamooo un punto di viosta diverso ma egualmente valido.per me indipendenza e liberta' consistono nel fatto che la nostra curiosita',la nostra umilta'nel riconsiderare tutto e la nostra voglia di sperimentare nuove esperienze non vengano mai meno.non esistono come dicevo indipendenza e liberta' assoluta e non esiste nenache la verita' assoluta.smettere diii cercare pero' e' un po' come arrendersi.in fondoverita',liberta' e indipendenza sono un po' come dipingere su una tela collettivamente un disegno.ognuno da il suo contributo e cio' che ne viene fuori e' un puzzle.questo puzzle si incastra perfettamente,pezzo per pezzo,pezzo su pezzo e questo puzzle e' l'umanita' e solo il divin creatore ne ha la visione d'insieme visto che i taselli e i nostrii disegni sono le proiezioni di noi stessi,dell'umanita'.
Probabilmente c'e' un equivoco di fondo:indipendenza e liberta' e' vero che non dipendono danulla,nessuno,nessuna fede,nessun idea.tuttavia iocredoi che l'indipendenza e la liberta' assoluta non esistano e che pertanto indipendenza e liberta' hanno senso solo se si possono fare delle scelte inclusa la scelta di non scegliere affatto.il mondo e' frammentato e frammentario.cio' e' vero. ed e' vero che in nome di noi stessi,della nostra fede,delle nostre idee,del nostro amore spesso non accettiamooo un punto di viosta diverso ma egualmente valido.per me indipendenza e liberta' consistono nel fatto che la nostra curiosita',la nostra umilta'nel riconsiderare tutto e la nostra voglia di sperimentare nuove esperienze non vengano mai meno.non esistono come dicevo indipendenza e liberta' assoluta e non esiste nenache la verita' assoluta.smettere diii cercare pero' e' un po' come arrendersi.in fondoverita',liberta' e indipendenza sono un po' come dipingere su una tela collettivamente un disegno.ognuno da il suo contributo e cio' che ne viene fuori e' un puzzle.questo puzzle si incastra perfettamente,pezzo per pezzo,pezzo su pezzo e questo puzzle e' l'umanita' e solo il divin creatore ne ha la visione d'insieme visto che i taselli e i nostrii disegni sono le proiezioni di noi stessi,dell'umanita'.
martedì 13 ottobre 2015
DICO ADOZIONI
se sia giusto o meno affidare in adozione un bimbo ad una coppia omosessuale io non lo sò ma non facciamone una questione ideologica.i bimbi vanno salvaguardati e tutelati.bisognerebbe pensare prima al loro bene e poi al resto.e' vero che ci sono coppie eterosessuali che non meriterebbero di accudire un dono del cielo ma pensiamo all'impatto deleterio che questa società offrirebbe ai figli di genitori omosessuali.magari loro sarebbero i migliori genitori dell'universo ma i loro piccoli presumo che soffrirebbero e,non poco.certo riguardo i genitori dei violenti etc,i loro figli non meriterebbero questi come genitori ma cio' non si puo'fermare(almeno non prima).ditemi voi come se lo sapete?un figlio non e' un capriccio da soddisfare.penso che oggi esistano ancora tanti problemi circa l'adozione da parte di persone perbeneed etero che non possono avere figli,figuriamoci in che palude burocratica andremmo a finire con l'adozione di bimbi da parte di coppie omosessuali.io personalmente sono abituato a risolvere i problemi uno alla volta;io penso ancora che i palazzi si costruiscano mattone su mattone gettando solide basi.sburoticratizzaimo prima l'adozione da parte di genitori etero e rendiamo le unioni civili un datto di fatto.
IL NUMERO DI DIO
Che cos'e' il verbo?il verbo in greco antico significa parola,discorso,ragione(stranamente una sola parola ha untriplice significato e chi mi legge sa di cosa parlo).l verbo è una parte del discorso variabile, che indica un'azione che il soggetto compie o subisce, l'esistenza o uno stato del soggetto, il rapporto tra il soggetto e il nome del predicato.La parola (dal greco παραβολή parabolè, attraverso il latino parabŏla, poi alterato in paràula nel volgare) è l'espressioneorale o scritta di una informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di una idea svolta a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale. in matematica La parabola è una sezione conica: si ottiene come intersezione di un conoinfinito con un piano parallelo ad una retta generatrice. Le sezione sono tre:ellisse parabola iperbole.nel mio post le forme dell'univeso spiego come l'universo abbia tre forme tute e tre tridimensionali. Ad oggi potrei dire che l'universo ha la forma di un cono.:Tipi di sezioni coniche: i piani, intersecando il cono, descrivono una circonferenza (in giallo), un'ellisse (in rosso), una parabola (in blu) e un'iperbole (in verde) (vedere il grafico sotto)
Un discorso è una modalità di comunicazione linguistica mediante cui si parla o scrive. La definizione della parola discorso varia a seconda dei campi di applicazione (antropologia, etnografia, cultura, letteratura, filosofia, ecc.). La ragione, in filosofia, è la facoltà per mezzo della quale si esercita il pensiero, soprattutto quello rivolto ad argomenti astratti. La ragione è ritenuta dalla maggior parte dei filosofi una facoltà universale, tale da essere condivisa tanto dagli umani quanto, teoricamente, da animali o da intelligenze artificiali che userebbero la ragione intesa come capacità di calcolo. Sono molti i pensatori che si sono dedicati allo studio di questa nozione, dando luogo a molteplici prospettive, spesso reciprocamente incompatibili. Ci sono due parabole nel vangelo di giovanni e 4 nei vangeli canonici di gesu' per un totale di 6 parabole cioe' 2 volte 3per un totale di 40 parabole.se dividiamo 40 per tre otteniamo 13,3 periodico.13 e'13 è la somma delle singole lettere che in ebraico formano la parola uno אחד che concettualmente si riferisce ad un attributo di Dio.13,3 periodico dunque credo dovrebbe essere il numero di dio.sara' un caso ma dividendo 13,3periodico si ottiene 6,6665.sara' sempre un caso ma l'etimologia del nome diavolo significa colui che divide.lucifero com'e' noto era un angelo e il suo significato etimologico significa portatore di luce poi ridenominato satana(avversario in senso etimologico).
venerdì 9 ottobre 2015
ALLA RICERCA DI SE' STESSI
"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore."
(Hermann Hesse)
condivido il pensiero di hesse soprattutto per quanto concerne la prima frase.per il resto ho parlato di cio' che penso circa il destino nel post:e'0 tutto scritto o siamo artefici del nostro destino ?nel quale ricordo di aver detto che siamo noi a scegliere il nostro destino ma che determinati avvenimenti forse dovranno accadere per volonta' non legate alla nostra e che in base alle nostre reazioni il destino subisce continue modifiche,in sintesi.ho parlato anche delle predispozioni e dei talenti e credo proprio che il resto dell'aforisma di hesse(dopo la prima frase)si riferisca ai talenti e alle nostre predisposizioni.credo di aver detto anche che il lavoro rappresenta buona parte della nostra vita ma che noi non siamo il nostro lavoro ragion per cui arrivare a se stessi non implica secondo me per forza di cose la realizzazione dei nostri talenti anche se credo che non coltivare un talento sia un errore.essere se stessi non dipende dunque dal lavoro che si svolge ma dai comportamenti abituali nei vari contesti e lafrattura piu' grande e' senza dubbio legata alla dualita':cosa siamo e cosa vorremmo essere.
L'ARTE:MA CHE COS'E'?
quando si parla d'arte inevitabilmente si pensa alle 10 forme d'arte piu' conosciute e ( se cosi' si potesse dire) “riconosciute”.Le dieci principali forme di arte, da cui emanano o a cui si ricollegano tutte le altre sono:
Pittura (inclusi il disegno, l'incisione e la grafica digitale)spazaile
Scultura (inclusi l'oreficeria, l'arte tessile, l'arazzo e l'origami)spazaile
Architettura spaziale
Letteratura linguistica
Musica musicale
Danza cinestetica
Teatro intrapersonale
Cinema (inclusa la videoarte) cinestetica intrapersonale
Fotografia (inclusa la multivisione) spaziale
Fumetto spaziale
Sarebbe interessante fare una sorta di parallelismo tra le diverse forme d'arte e le diverse forme di intelligenza umana.Per quanto riguarda la pittura,la scultura,l'architettura,il cinema e la fotografia.l'ntelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali secondo schemi mentali piuttosto complessi. La possiedono scultori, pittori, architetti, ingegneri, chirurghi ed esploratori. Per quanto riguarda la letteraturaassocierei ovviamente l'intelligenza linguistica.Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Possono averla poeti, scrittori, linguisti, filologi, oratori. Alla categoria musica assocerei quindi l'intelligenza musicale.Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce. La possiedono prevalentemente i compositori, i musicisti e i cantanti. Alla danza invece assocerei l'intelligenza cinestetica.Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. Ce l’hanno in misura peculiare ballerini, coreografi, sportivi, artigiani. Al teatro e al cinema personale.Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri. Non è prerogativa di qualcuno, benché la possiedano, in particolare, gli attori.
Sarebbe interessante notare che la teoria delkle 9 intelligenze di gardner(tutt'oggi utilizzata)vede nelle principali frome d'arte 5 su 9 cioe' piu' del 50 per cento.le altre intelligenze sono logico matematica,interpersonale,naturalistica e d esistenziale.chi possiede queste intelligenze ha un atteggiamento schematico,di astrazione e di elaborazione e spiegazione dei concetti(nulla a che fare con l'arte).detto questo e' fondamentale precisare che tra i diversi pittori cosi' come scultori etc non tutti sono artisti.l'artista e' colui che attraverso il prorpio lavoro riesce a imprimere un emozione e a crreare qualcosa di originale.va inoltre precisato che L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unicocodice inequivocabile di interpretazione.
Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.mi piacerebbe concludere con un aforisma di san francesco:Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.
VOLERSI BENE UN PO'
Spesso se non addirittura sempre si tende a pensare in presenza di una persona demotivata,pigra o arrendevole che questo comportamento sia dovuto ad una scarsa auto benevolenza.quante volte abbiamo sentito dire o usiamo frasi del tipo:dovresti volerti un po' piu' bene o tu non ti vuoi bene?be' io non credo che non esista al mondo persona che non si voglia bene a meno che non sia fortemente masochista(ma anche in quel caso la persona in questione prova piacere nel soffrire ragion per cui appaga un desiderio in quanto tiene a se stesso e alle sue convinzioni).io credo che quando una persona si comporti nella maniera succitata non sia tanto il non volersi bene ma piuttosto una bassa autostima e una scarsa fiducia in se stessi.spesso non si agisce per paura di sbagliare,di essere rimproverati,di non essere all'altezza.viceversa chi ha una buona dose di fiducia in se stesso e autostima ci prova comunque e lo fa in continuazione e in questo modo prima o poi un minimo risultato e' garantito.certo entrambi gli atteggiamenti forse sono sbagliati ma tra i due il meno grave e' sicuramente la voglia di provarci.il primo e' sbagliato ovviamente perche' si rinucia all'azione (cosa gravissima),il secondo perche' ci si interdascisce scaricando spesso se non sempre le colpe sugli altri.in qualunque ambiente e' importante dare e ricevere fiducia;quando cio' avviene non forzatamente i risultati possono essere buoni o addirittura impensabili.e' chiaro che la fiducia si basa sia sull'istinto che sulla conoscenza della persona e a mio avviso e' inutile fingere un eccessiva fiducia se cio' non si percepisce davvero.io credo che quando una persona da' fiducia ad un altra questi acquisti maggiore inconsapevolmente maggiore fiducia in se' stesso ragion per cui credo che dare fiducia agli altri e avere fiducia in se' stessi siano due concetti strettamente correlati seppur in minima parte indipendenti.avere fiducia in se stessi quindi e' il carburante dell'azione mentre l'autostima e' il consolidamento di risultati ottenuti.
giovedì 8 ottobre 2015
TRANSUMANESIMO,POSTUMANESIMO:QUALE FUTURO PER L'UMANITA'?
Sembrerebbe fantascienza ma la sigla H+ meglio conosciuta come movimento transumanista potrebbe rivelarsi come il futuro del genere umano.il transumanesimo è un movimento culturale che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l'invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana.
A proposito di suddetto movimento vorrei fare alcune considerazioni in merito:
alcune di carattere etico,altre di carattere etico e sociale.
In primis se fosse vero com'è vero che ogni essere umano vive in un corpo per un periodo di tempo variabile va ricordato che da un punto di vista spirituale il corpo e' un mezzo,non un fine e che l'anima o lo spirito ,che dir si voglia ,sono gli elementi che contraddistinguonol'essere umano.in altre parole tanto per riportarlo ad oggi le religioni non dovrebbero badare all'aspetto ma alla sostanza.se una persona è bassa o è grassa o ha un handicap ciò non dovrebbe intaccare la considerazione degli organi religiosi circa la fede di questi o meglio ancora se ci si trova di fronte un anima generosa e benevola.certo c'e' da dire che solo dio puo' creare ma io da un punto di vista etico penso ad esempio alla chirurgia.se la chirurgia in alcuni casi puo' rendere la persona piu' bella o comunque diversa da come madre natura l'ha creata allora anche in quei casi la chiesa e le istituzioni religiose dovrebbero fare qualcosa.se con le scoperte transumanistiche si potesse migliorare la qualità della vita di ciascuno,da un punto di vista etico,bisogna accettare tale cambiamento in quanto e' lo spirito come dicevo che e' figlio di dio;il corpo e' solo una forma.
Certo non si puo' appoggiare in toto il transumanesimo soprattutto da un punto di visto socio economico.penso ad esempio che se le scoperte e le ricerche in materia andassero avanti e fossero applicate io sono convinto che si generebbe un nuovo meccanismo perverso(ma non troppo conoscendo la razza umana) che consentirebbe ai ricchi di essere piu' longevi,piu' forti e piu' intelligenti e ai meno ricchi di non poter accedere a una condsizione migliore.come se non bastasse si creerebbero delle caste ultrasecolari dove chi nasce da una famiglia di stampo “transumanista”continuerebbe ad essere piu' longevo,piu' forte e piu' intelligente e chi nasce da una famiglia “tradizionalmente umana” non potra' mai evolversi.i post umani e gli umani.vogliamo che il futuro sia dominato dai transumanisti che governeranno gli umani per secoli prima che non accada una rivoluzione?io credo quindi che gli esperimenti vadano fermati con le buone o con la forza(militare) visto lo scenario che si prospetta.che sia o meno cosi',che ci sia una nuove stirpe di umani che domineranno il globo forse solo i nipoti dei nostri nipoti potranno saperlo.
mercoledì 16 settembre 2015
IRONIA
L'ironia della sorte genera situazioni alquanto distorte.ogni di' si apre il sipario e la commedia ha inizio:la gente che si incazza per ogni ricevuta malefatta,il nesso incoerente tra azione e reazione,comunicazione e comprensione,il mondo sembrerebbe ,agli occhi attenti ,un grosso circo equestre,salti e piroette per arrivare a fine mese,urla schiamazzi e sgomitate pur di cavalcar ricche distese,di danaro,successo e sesso,si ci si affanna a rincorrer l'impossibil traguardo e sorride e ride iddio che dietro le quinte lo spettacolo osserva.
CENNI DI VITA E DI MORTE
Nei miei post ho spesso menzionato la” trinicita'” della natura,dell'uomo e di ogni cosa.piu' passa il tempo piu' scopro che esaminando la natura ogni cosa e' trinica.come gia' detto nel post la natura dell'univesro:quando fede e scienza si incontrano ,non si devono confondere i sistemi della natura:quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non sia triadico bisognerebbe capire che il sistema e' infinito e si divide in sottocategorie anch'esse triadiche.in questo post post mi soffermo sull'uomo e la sua vita.il ciclo della vita di un uomo e' distinto in tre fasi:nascita,crescita e morte.
L' eta' neonatale,l'infanzia e l'adolescenza segnano il primo ciclo.l'eta' adulta,l'anzianita' e la vecchiaia ne scandiscono la seconda fase. A nessuno e' dato sapere quali siano le fasi della morte.eppure le credenze religiose,specie quelle cristiane, ci dicono che esistono tre dimensioni:l'inferno,il purgatorio e il paradiso.se si ipotizzasse che la vita fosse un viaggio, anche la morte, se esistessero dio e le tre dimensioni, lo sarebbe.e se quando una persona cessa di vivere dovesse affrontare un viaggio che parte dall'inferno per poi passare al purgatorio e giungere infine al paradiso?ce lo siamo mai chiesti?i cicli potrebbero essere questi ma cosi' come nella vita c'e' chi matura e cresce in fretta e chi non cresce mai cosi' come chi segue” l'iter standard”(altra triade)quando si muore non e' detto che il paradiso ci attenda anzi probabilmente seguendo questo ragionamento dovremmo per forza di cose passare per l'inferno,chi in maniera piu' lieve e veloce ,chi in maniera prolungata e sofferente,chi nei tempi e nei modi comuni.la vita probabilmente e' un'esperienza(magnifica) che da' la possibilita' di evolvere anche quando abbandoniamo il nostro corpo.
mercoledì 9 settembre 2015
SUONI NELLO SPAZIO
La musica credo rappresenti l'invenzione piu' geniale dell'uomo.
Sembrera' strano ma dietro l'universo musicale si nascondono elementi di matematica,di fisica,di linguistica,di pnl e religiosi.Al di là di questo e' interessante notare come la triade sia alla base di tutti gli accordi e che l'ottava (a volte abbreviato 8a o 8va) è l'intervallo di 8 note posizionate a frequenza diversa nella scala musicale. Nella scala diatonica, le frequenze intermedie sono delle altre sei note. L'intervallo, contando le estremità, è composto da 8 note, da cui il nome.
Per esempio, il la centrale ha frequenza 440 Hz e il la posto un'ottava sopra ha frequenza 880 Hz, quello un'ottava sotto ha frequenza 220 Hz. Il rapporto tra le frequenze di due note all'estremità di un'ottava è perciò di 2 a 1.
Nell’universo tutto è vibrazione, ma in ogni scala di trasmissione di queste, ci sono sempre due punti dove le vibrazioni rallentano e richiedono uno shock esterno per continuare nella stessa direzione.
Come in alto cosi' in basso diceva ermete.
La radioastronomia è lo studio dei fenomeni celesti attraverso la misura delle caratteristiche onde radio emesse da processi fisici che avvengono nello spazio. Le onde radio sono molto più lunghe della luce e, data la debolezza dei segnali astronomici, occorrono grosse antenne, dette radiotelescopi. La radioastronomia è un campo relativamente nuovo della ricerca astronomica. Ci sono molti radiotelescopi in tutti i continenti del mondo. Il governo degli Stati Uniti ha creato un'istituzione per condurre ricerche radioastronomiche, chiamata National Radio Astronomy Observatory (NRAO). Questa istituzione controlla numerosi radiotelescopi negli Stati Uniti compreso il più grande radiotelescopio completamente orientabile del mondo, il Green Bank Telescope. Il governo degli Stati Uniti ha anche riservato una zona di silenzio radio intorno a Green Bank (Virginia Occidentale).
Nel 1994 l'NRAO ha inaugurato un complesso composto da 10 antenne poste su tutto il territorio statunitense, dalle Isole Hawaii alle Isole Vergini americane, chiamato Very Long Baseline Array. Per le lunghezze d'onda radio, il sistema produce immagini persino più dettagliate del Telescopio spaziale Hubble. Di fatto, è così sensibile che anche la deriva dei continenti diventa apprezzabile in alcune osservazioni.
A mio avviso bisognerebbe lavorare molto sulla ricerca di radiotelescopi utili sia sulla terra che nello spazio.
In fisica le onde radio o radioonde sono onde elettromagnetiche, appartenenti allo spettro elettromagnetico, nella banda di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz ovvero conlunghezza d'onda da 1 mm all'infinito.
Il limite di frequenza f inferiore è necessariamente asintotico al valore nullo poiché per definizione non possono esistere onde elettromagnetiche senza variazione di campo (cioè a frequenza zero). Ragionando in termini di lunghezza d'onda λ=c/f sono invece possibili infiniti valori continui asintoticamente tendenti ad infinito.
Forse diro' delle sciocchezze ma la teoria della relatività di einsten che stravolge il concetto di spazio-tempo potrebbe essere un modo per dimostrare che sebbene le leggi della fisica siano universali funzionano in maniera diversa a seconda del punto di riferimento(universo,terra,micro).per questo motivo credo che sperimentare un radiotelescopio che misuri le freuqenze anche al di sotto dello 0 tenendo presente che le onde radio che possono essere percepite non sappiamo a che velocità viaggino.
giovedì 13 agosto 2015
TRATTI COMUNI DI FILOSOFIA E SCIENZA
La filosofia (in greco antico φιλοσοφία, traslitterato in philosophía,composto di φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza")è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'uomo, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana, tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.
Citando Cartesio riporto una sua famosa frase:«Tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami che sorgono da questo tronco sono le altre scienze, che si riducono a tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, intendo la più alta e la più perfetta morale, che presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l'ultimo grado della saggezza» .
La filosofia nasce quindi come bisogno dell'uomo di investigare sé stesso e il mondo.Non e' un caso che Pitagora,Cartesio,Freud(padre della psicologia),Popper e molti altri fossero al contempo filosofi e scienziati.
Volendo semplificare(forse troppo)io penso che la filosofia sia un campo di investigazione teorica da cui segue la scienza che al contrario e' un campo di investigazione pratico.non esiste teorema o dimostrazione che non parta da una teoria,da un assunto di base,da un'idea per poi trovare riscontro nella pratica o allontanarsi dalla realtà tramite la scienza.La scienza come diceva karl popper e' fatta di prove ed errori e neanche il fatto che oggi la fisica quantistica, che e' un ponte tra psicologia,scienza e filosofia, riesce a dimostrare fenomeni che in passato sembravano inaccessibili,e' un caso.Alcuni sostengono che la filosofia sia in declino per far posto ad altre scienze ed ad altri campi d'investigazione più “parcellizzati”se cosi' si potesse esprimere il concetto.Tuttavia ribadendo il concetto che filosofia e' amore per la sapienza intrinseca e al contempo esterna all'uomo io concludo dicendo che la filosofia fin quando ci saranno nuove idee sara' sempre il fulcro principale da cui partire per arrivare ad una scoperta.
FORMA FISICA E SALUTE
Ho sempre pensato che forma fisica e salute viaggino di pari passo.Ciò appare un fatto ovvio.
Eppure molto probabilmente la natura dell'essere umano confluisce sempre in una o più forme di complessi.
Al di la' delle scienze psicosomatiche,della somatizzazione del dolore “mentale”che si riversa inevitabilmente sul viso e\o sul fisico penso che tre siano i riflessi della psiche sull'aspetto fisico:il giudizio degli altri in primis,il giudizio che si ha di se' stessi e infine il giudizio di se' stessi in relazione agli altri.
Quasi certamente non esiste una formula magica secondo cui un certo stile di vita assicuri salute mentale e fisica.Certo e' ovvio che un'alimentazione equilibrata e un allenamento costante contribuiscono ad innalzare la qualità della vita stessa. L'esistenza umana tuttavia è 'fatta anche di eccessi e se e' vero com' è vero che in media stat virtus è vero anche che moderarsi a volte ci permette di “godere solo a metà'”dei piaceri della vita.
Qualcuno potrebbe pensare che essendo io un goloso mi riferisca ai piaceri della tavola.In effetti io credo che il discorso sia più' ampio e complesso.
Chi si allena fino allo sfinimento e segue un regime alimentare ferreo e castigato probabilmente risulterà in ottima forma ma credo che sara' spesso nervoso e “represso”.A ciò va aggiunta la componente psicologica del giudizio altrui che vince sugli altri e questo può risultare una forma di narcisismo.
Chi al contrario eccede sul versante opposto ingozzandosi di cibo e facendo una vita sedentaria risulterà una persona si' gioviale ma molto pigra e sempre stanca e la scarsa autostima potrebbe portare questi a pensare di non essere un vincente.
Del resto bulimia e obesità per me sono due facce della stessa medaglia:un malessere psichico con differenti reazioni e differenti visioni dei 3 riflessi di cui parlavo. In un certo senso non esiste una persona che non sia in perfetta forma,vicino alla perfetta forma,o notevolmente distante dalla migliore condizione che non soffra di complessi ed e' chiaro che parlo di bulimia e obesità per estremi ma che in fondo nessuno ne e' immune. Poi chiaramente ci sono le eccezioni ma quasi certamente sono più uniche che rare.Valorizzarsi allenandosi e curandosi ma fregandosene del giudizio altrui potrebbe essere la soluzione più congeniale.
Più facile a dirsi che a farsi,non e' vero?
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