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lunedì 11 settembre 2017

QUADERNI DALLA MIA CAMERA

riprendendo un estratto di quaderni dal carcere di antonio gramsci vorrei soffermarmi su quelle parole che saranno sempre attuali:«La disciplina non annulla la personalità e la libertà: la quistione della "personalità e libertà" si pone non per il fatto della disciplina, ma per l'origine del potere che ordina la disciplina. La disciplina è un elemento necessario di ordine democratico, di libertà. Battere l'accento sulla disciplina, sulla socialità, e tuttavia pretendere sincerità, spontaneità, originalità: ecco ciò che è veramente difficile e arduo».

Forse in poche parole gramsci ha raccolto la sfida che ogni democrazia dovrebbe accettare e non c'e' nulla da aggiungere o forse c'e' cosi' tanto da dire che sicuramente si finirebbe per aggirare il nocciolo della questione.

Mi sembra chiaro che io non sono gramsci ma se dovessi analizzare la "quistione disciplina"da diversi punti di vista potrei dire che il mio pensiero sulla politica attuale vede nella destra una disciplina giustizialista,xenofoba e che limita     liberta' di azione e di pensiero,mentre a sinistra vedo il concetto di disciplina come smarrito,una sinistra  troppo buonista.

Fatte queste premesse l'analisi della "QUISTIONE DISCIPLINA" e' piuttosto sfaccettata in quanto comprende elementi politici ma anche sociologici e filosofici.

l'uomo a mio avviso è un animale egoista(oggi piu' che mai siamo nell'epoca dell'ego smisurato),lo e' sempre stato ma ha capito che in un sistema avanzato la cooperazione tra ruoli diversi(fin dai tempi di caccia,pesca,agricoltura)e' fondamentale per ognuno di noi .in realtà ogni societa' dalla piu' primitiva alla piu' moderna ha bisogno di codesta cooperazione tra i ruoli ma sembra che ognuno badi piu' al proprio orticello e a raccogliere le briciole che cadono dall'alto.certo,lavorare per il bene collettivo e' un utopia bella e buona ma pretendere una classe diriginte capace ed essere parte in causa della vita politica non solo non e' irrealistico(magari lo e' oggi,in questa societa' di lamentosi)ma dovrebbe essere la prerogativa di tutti i cittadini.

potrebbe sembrare lontanissimo anni luce questo discorso dal concetto di disciplina,e invece,a mio avviso,il nesso c'e'.

innazitutto teniate presente che e' la politica che legifera e che una buona classe classe politica magari potra'cambiare lo stato delle cose.una buona classe politica dovrebbe tutelare tutti,in parti colare le minoranze e le persone svantaggiate ed essere intransigente con chi sbaglia ovviamente nella misura in cui l'errore penalizza la collettivita' e\o il prossimo.in poche parole io auspico due grandi rivoluzioni culturali:una democrazia diretta,partecipativa e totale(attualmente coi sistemi informatici se ve ne fosse voglia sarebbe possibile) ed una democrazia che tuteli i diritti del cittadino ma che imponga loro doveri.attualmente io penso che i diritti siano appannaggio dei furbetti o del ventaglio personale di conoscenze influenti e i doveri allo stesso modo se influenti non vengono rispettati;al contrario invece vengono fatti rispettare fino in fondo,anzi di piu'.(scusate ma questo post e' davvero brutto.a me non piace;comunque lo pubblico.)

lunedì 28 agosto 2017

GENII D'EPOCA

Ho sempre pensato,a torto o a ragione, avvalendomi anche di pensieri ripresi da letture sparse e, pubblicati all'interno di questo blog in alcuni post, che i geni e la genialità sostanzialmente si dividono in due macro categorie.


La prima vede i genii come chiarificatori della realta';un pensiero comune dell'epoca viene espresso comprensibilmente o un pensiero comune viene tradotto in realtà.

la seconda vede i genii come pionieri,anticipatori del futuro che spesso non vengono capiti in vita e che vanno piu' che controcorrente,al di la'.

Ora non vorrei   soffermarmi su questa distinzione asserendo chi sia piu' o meno geniale;non voglio nemmeno soffermarmi su cosa sia la genialità e se questa dipenda dalle caratteristiche endogene dell'individuo,dal suo talento dalle sue capacità o dall'impegno profuso affinche' un individuo possa arrivare ad essere definito geniale.

Credo di aver scritto in vari post abbastanza in merito a cio' che ritengo essere il mio pensiero circa la genialità e non vorrei neanche ripetere il mio personalissimo punto di vista secondo il quale tra follia e genialità intercorra una linea sottilissima.

Sembra tutto così banale, retorico e scontato quando si parla,si scrive specie in merito ai genii e alla genialità.

talvolta viene definito genio o geniale anche cio' che non c'entra entra con il genio.


Eppure io proprio stasera mi ponevo un interrogativo:premesso che ogni epoca hai suoi genii io mi e vi chiedo:quanto conta l'epoca in cui si vive affinche' genii e genialità prendano forma?non sto parlando di opportunita',sia chiaro,anche perche' penso che un genio trovi sempre una strada per emergere ma piuttosto sto pensando a quanto l'ambiente circostante influenzi un individuo geniale.

forse e dico forse le ragioni della genialità sono state sempre ricercate all'interno dell'individuo:come dicevo prima o nelle sue capacità innate o nel suo impegno o al limite da entrambi i fattori ma probabilmente ed erronaemente al di la' del facile e retorico"niente è piu' come una volta" (si potrebbe dire quasi poer scherzo o per gioco non esistono i genii di una volta)la genialità va ricercata anche nell'ambiente circostante,o meglio ancora nell'epoca in cui un genio vive.

in particolare la mia domanda è:perche' genii come da vinci non ne nascono piu'.certamente qualcuno potrebbe dire che la parcellizzzazione delle discipline ha reso settoriale il campo d'investigazione,qualcun'altro potrebbe dire secondo me a torto che tutto e' stato gia' detto o fatto.

a me queste ipotetiche risposte non convincono del tutto.certamente mettere genii a confronto e' un impresa ardua specie in settori differenti tra loro eppure   ci sono stati individui che hanno lasciato il segno,ovviamente,piu' di altri anche  se si parla di epoche e settori differenti.

faccio un esempio:ammesso e non concesso che il qi di una persona fosse analizzabile e risultasse altissimo tipo 160 ,cosi' per dire,le possibilita' fossero uguali e l'impegno ,la curiosita' e lo studio e la dedizione e ancora l'intuizione fossero misurabili ed uguali ,se prendessimo due individui con queste stesse caratteristichee e li proiettassimo in due epoche differenti a mio avviso uno dei due avrebbe senza dubbio risultati superiori all'altro.

e' indiscutibile la crisi che stiamo attraversando e cio' si riflette anche nelle arti;tutto si consuma velocemente,e' commerciale e massificato,poco originale e per niente geniale(specie in italia e penso ad esempio alle arti come musica,letteratura e cinema).mi viene quindi da pensare che quest'epoca non e' un epoca da genii(nonostante il fatto che ad informarsi qualche genio si trova anche se il piu' delle volte legato al dio denaro e non all'arte o al pensiero).per fortuna io non sono ne' sono stato un genio:se lo fossi sarei nato nell'epoca sbagliata.


lunedì 26 giugno 2017

CRITICHE AL MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO

sembrerà strano,eppure,delle varie correnti di pensiero che si sono susseguite nel corso della storia, probabilmente, oggi più che mai,nessuno o quasi,conosce il filone di pensiero del movimento odierno.

Ebbene leggendo un po' qua e la' vi dico che il movimento che caratterizza i nostri giorni è il nuovo realismo,termine introdotto dal filosofo maurizio ferraris con il "manifesto del nuovo realismo che ha suscitato numerosi dibattiti in numerose discipline.

e' chiaro che per conoscere e dare un significato al nuovo realismo bisognerebbe conoscere il realismo e il positivismo e le principali differenze tra queste correnti e l'illuminismo e il romanticismo,ricordandoci che siamo andati oltre passando per le varie avanguardie ,il modernismo e il post modernismo.

l Positivismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'800 e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. Questa corrente di pensiero, trainata dalle rivoluzioni industriali e dalla letteratura a esso collegata[1], si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale influenzando anche la nascita di movimenti letterari come il Verismo in Italia e il Naturalismo in Francia.
Henri de Saint-Simon introdusse per la prima volta il termine Positivismo

Il Positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un sistema definito come quello che aveva caratterizzato la filosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso scientifico-tecnologico, e per altri affine alla concezione romantica della storia che vede nella progressiva affermazione della ragione la base del progresso o evoluzione sociale.per un quadro completo e' quindi giusto aprire una parentesi sui movimenti moderni e contemporanei sopra citati:

    le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;

    le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;

    e le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dall'uso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.
Postmodernismo è un termine usato negli anni 60 del XX secolo con diversi significati e in vari ambiti culturali, con il quale genericamente si fa riferimento alla crisi della modernità nelle società a capitalismo avanzato, caratterizzate da un'economia e una finanza estese globalmente, dall'invadenza della pubblicità e della televisione nelle convinzioni personali, e da un enorme flusso di notizie provenienti dal web, ormai incontrollabile e inverificabile.

ritornando al discorso principale verrebbe da chiedersi:ma cos'e' il nuovo realismo?
eccovi accontentati:Il Nuovo realismo si configura come una teoria filosofica antisoggettivistica che assume come proprio fondamento la realtà del mondo esterno: «Il pendolo del pensiero, che nel Novecento inclinava verso l'antirealismo nelle sue varie versioni (ermeneutica, postmodernismo, “svolta linguistica” ecc.), con il tornante del secolo si era spostato verso il realismo (nei suoi tanti aspetti: ontologia, scienze cognitive, estetica come teoria della percezione)» (M. Ferraris, Manifesto del nuovo realismo, Roma-Bari, Laterza, 2012, p. IX).

Si tratta di un movimento filosofico italiano che prende le mosse da un articolo di Maurizio Ferraris pubblicato su “Repubblica” l'8 agosto del 2011 [1] dove si anticipa quanto sostenuto nel suo Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012). Il Nuovo Realismo è il risultato, da un lato, della tradizione realista nata dalla filosofia e dalla psicologia della percezione (rappresentata da James J. Gibson e, in modo ancor più incisivo, dalla tradizione gestaltista che muove da Gaetano Kanizsa per sfociare poi nell'opera di Paolo Bozzi); dall'altro, dalla tradizione analitica di stampo realista come per esempio Hilary Putnam.

Il percorso che trova sintesi in questo movimento si delinea come una piattaforma di ricerca che oltrepassa di fatto la tradizionale dicotomia analitici-continentali. Attorno al Nuovo Realismo si è creato un ampio dibattito mediatico [2] accompagnato da convegni, dalla pubblicazione di diversi libri – tra cui Bentornata Realtà (Einaudi, 2012) e da una collana che porta il medesimo titolo [3]. È possibile annoverare tra i filosofi e gli intellettuali vicini al Nuovo Realismo, tra gli altri, le seguenti personalità: Mario De Caro, Umberto Eco, Michele Di Francesco, Diego Marconi, Luca Taddio, Rossano Pecoraro[4].

Il Nuovo Realismo ha avviato un progetto di ricerca internazionale tuttora in corso nel quadro del dibattito sul realismo filosofico contemporaneo.
In altre parole la filosofia e le arti dovrebbero dsescrivere oggi piu' che mai qualcosa di tangibile e dimostrabile.
per me quest'approccio e' sbagliato e superato.innanzitutto le arti sono da sempre espressione di creatività e immaginazione e tentare di "ingabbiarle"come scienza o come qualcosa di oggettivo e dimostrabile rende l'arte sterile oltre che inutile.

certo il ruolo della filosofia in questo senso potrebbe essere determinante come "collante"tra le varie discipline ricordandoci che il termine filosofia significa amore per la sapienza ma l'approccio resta sbagliato.
innanzitutto ripercorrere sentieri gia' esplorati tornando indietro significa non guardare avanti,non guardare oltre.non vorrei dire sciocchezze ma credo che nel corso della storia sia la prima volta che un movimento filosofico e "scientifico"(ovviamente non parlo d'arte che com'e' noto si ripete)si ripeta analizzando il presente con gli strumenti del passato ma le conoscenze del presente.

Io credo che il nuovo moviemnto filosofico dei nostri giorni dovrebbe basarsi sulle dicotomie soggettivo-oggettivo,massa-individuo etc.un po' come la medicina tradizionale orientale:si cura un mal di testa partendo dai piedi ma si conoscono i piedi,la testa e tutto il corpo cosi' bisognerebbe creare un movimento che sia la sintesi tra le dicotomie su' citate.

io chiamerei il movimento odieno:transizionismo e il suo superamento(se ci sara')avampostismo.voi invece,cari folli lettori?

lunedì 29 maggio 2017

SCELTE ALIMENTARI

Suonerà strano a molti che,da come si evince dal titolo di questo post, a parlare di alimentazione sia

io,proprio io che ho una pessima alimentazione in termini sia di qualità che di quantità.


Vorrei tralasciare per un attimo il discorso dell'equilibrio psicofisico che già l'antica saggezza latina

aveva individuato come uno dei punti cardini del benessere e della salute.

In un altro post(psiche e cervello)parlavo di soddisfazione,piacere ed effetti positivi e , a volte

negativi. del cibo sulla psiche e  affermavo con convinzione il fatto che disturbi più e meno gravi

dell'equilibrio psico fisico derivino da un alimentazione sbagliata;nello specifico dicevo che

anoressia,bulimia e obesità cosi' come una eccessiva cura del corpo alterino i nostri meccanismi.


Con questo post invece vorrei soffermarmi sulle scelte alimentari dei singoli che vanno al di là della

cultura del posto e dello status quo e che molto genericamente sono classificabili in tre categorie:

1 alimentazione onnivora

2 alimentazione vegetariana

3 alimentazione vegana.


Credo e spero che non vi sia bisogno di esplicitare il fatto che le proprie scelte alimentari e , nello

specifico delle tre macrocategorie sopraelencate,siano ,o quantomeno dovrebbero essere, personali,

soggettive e prive di qualsiasi critica ,positiva o negativa che sia .in quanto,inoltre,non ledono la

libertà altrui.

Pur sapendo ,come dicevo esordendo,di nutrirmi in modo pessimo, io sono convinto che una buona

alimentazione preveda la presenza di tutti, o quasi, gli alimenti ma con porzioni giuste.

Certamente sono consapevole che non scopro di certo l'acqua calda,come si suol dire,ma in questa

 fase storica sembra che stia dilagando la tendenza ad essere vegetariani o vegani.

Vorrei ribadire ,a questo punto, che le scelte alimentari degli altri non solo mi sono indifferenti ma

  non le contesto neanche.

Eppure queste scelte,ovvero alimentazione vegetariana e alimentazione vegana,fanno sorgere,almeno

personalmente,delle domande.

La piu' ovvia è chiaramente il perchè di questa scelta.

E' chiaro che le risposte sono molteplici seppur riconducibili a solo due reazioni:l'ipotesi "salutarista"

e l'ipotesi etica.

A questo punto mi e vi chiedo:siamo davvero sicuri che eliminando alimenti come carne e pesce e le

loro proteine o le sostanze che contengono questi dati alimenti possiamo avere un alimentazione

salutare?e ancora qualora lo stato fisico di un vegetariano o vegano sia quello di un soggetto in

perfetta forma siamo sicuri che non vi siano ripercussioni sulla psiche?a titolo esemplificativo si

 ritiene che le persone un po' in sovrappeso siano allegre mentre quelle "in forma" o sottopeso siano

 tristi,a volte nervose,altre volte ancora depresse e tra i tanti fattori che concorrono a questi stati

d'animo di sicuro vi potrebbe essere un tipo di scelta alimentare.in ogni caso io non  sono convinto

 del fatto che una dieta vegetariana o vegana sia salutare ma non essendo ferratissimo in materia

potrei sbagliarmi.

Ben diverso è il discorso etico e morale:sappiamo tutti che gli animali che noi mangiamo sono

sottoposti a trattamenti atroci e a dir poco crudeli e, certamente ciò non è morale.

Però io torno a chiedermi e a chiedervi:perchè soltanto adesso si svela l'arcano?non si è sempre

saputo?o è bastato qualche video sui principali social network per sensibilizzare una parte delle

 persone ?

E' mia opinione che sul nostro pianeta la natura sia crudele.Certo in passato si usavano metodi meno

barbari per quanto concerne i trattamenti degli animali che successivamente sarebbero finiti sulle

nostre tavole ed è vero quindi che gli alimenti erano più genuini oltre che più succulenti ma se

pensiamo che la maggior parte  degli esseri viventi si nutre di altre specie allora c'e' da porsi

un'ennesima domanda:gli animali di cui ci nutriamo possono essere considerati al pari dell'uomo

soprattutto in termini etici e morali?a mio avviso assolutamente no.non sarà giusto,non sarà morale

ma la vita di un essere umano vale molto di più di un animale anche se quest'ultimi, spesso se non

sempre, e non per un idiota luogo comune ,sono migliori della maggior parte delle persone.

e ancora sappiamo tutti i trattamenti a cui sono sottoposti alcuni animali     per la ricerca e la

sperimentazione di nuovi farmaci ma credo che se si trovassero cure adeguate per mali ad oggi

incurabili nessuno "protesterebbe" contro le crudeltà inflitte loro.

Non acquistare un capo fatto con pelle animale è forse l'unica protesta sensata ma forse io sono un

barbaro.

Fin qui tutto banale,tutto scontato, ma è a questo punto che vorrei sorprendervi,spero in positivo.

La mia idea riguardo il fenomeno vegetariano e vegano è alquanto complottistica e, spero sarete voi a

 decretare se si basa su qualche fondamento.

Io penso infatti che l'essere umano sia da sempre stato manipolato e, non chiedetemi da chi perchè

non è dato saperlo, e che chi ci manipola conosce benissimo i meccanismi psicologici delle masse e del singolo e attua soluzioni a seconda del tipo di problema che si presenta.

Del resto l'uomo è sopravvissuto fin ora perchè ha saputo adattarsi ai cambiamenti di ogni sorta.

Sappiamo tutti che le risorse del nostro pianeta non sono inesauribili.

Ciò vale per il petrolio e , con i metodi attuali si pèotrebbe produrre energia pulita almeno al 40 per

cento del fabbisogno pro capite ma ovviamente non eee' possibile perche' gli interessi in gioco sono

alti.



Allo stesso modo sembra che stia dilagando un fenomeno che  porti alla sensibilizzazione delle

masse



 sul tema alimentare inculcandogli di non avere bisogno nè di carne nè di pesce e allo stesso tempo

diffondendo video brutali sui trattamenti riservati agli animali.

Secondo voi perchè adesso?secondo me perchè questa sarebbe una piccola grande rivoluzione e ha

bisogno di tempo per verificarsi.

Se pensiamo infatti che la popolazione cresce e crescera' e che il fabbisogno di animali di    

conseguenza crescerà anch'egli ,si sta tentando gia' da adesso di "manipolare"le masse considerando

 anche il fatto che le lobby agro alimentari non sono poi cosi' potenti.


Tra 2 -300 anni probabilmente la maggior parte delle persone sarà vegetariana,l'energia sara' pulita e

tutti indosseranno occhiali a realtà aumentata e ci diranno che viviamo in un mondo migliore

quand'invece si potrebbe attuare finh da subito questo piano.non lo sio fa probabilmente per non

 creare sconquassi.

Sembra follia ma forse sarebbe piu' folle non credere in

 questa disamina.

Voi che ne pensate del fenomeno vegetariano e vegano e soprattutto di questa mia

ipotesi complottistica?







sabato 29 aprile 2017

FILOSOFIA DEL VIAGGIO

Si dice che viaggiare apre la mente.sara' vero?io,personalmente,sono d'accordo in parte:probabilmente lo scopo di un viaggio è ampliare la conoscenza del mondo e del genere umano;tradizioni diverse ,culture diverse ,posti diversi ,dovrebbero arricchire il viaggiatore.ma siamo sicuri che oggi sia proprio cosi' e non sia un 'ostentazione verso altre persone il fatto di poter dire:ci sono stato. A volte se non sempre si viaggia per fuggire da qualcosa e quel qualcosa probabilmente ci perseguitera' sempre perche' siamo sempre noi in un posto diverso.esistono diversi tipi di viaggi e di viaggiatori.c'e' chi visita un posto per i paesaggi,chi per il sesso(diciamocelo pure),chi per conoscere il mondo e le sue peculiarità,chi come dicevo prima per dimostrare di viaggiare agli altri e chi per rilassarsi o fare cose che in un posto dove si e' conosciuti non potrebbe fare.ognuno scelga il viaggio che piu' gli sia congeniale ma si ricordi che al di la' dei paesaggi diversi,se e' vero com'e' vero che il mondo e' vario ma e' anche piccolo puo' trovare il “mondo”anche in un piccolissimo quartiere di un paesino.non parlo poi di viaggi interiori che sarebbero la massima espressione della cultura e del cambiamento.fatte queste opportune premesse io mi e vi chiedo:quanto influisce il non essere conosciuti sulla nostra liberta' e quanto al contrario influisce la nostra buona o cattiva reputazione nel posto dove viviamo?cioe' quanto siamo davvero liberi a casa?certo in diverse fasi della vita occorrerebbe viaggiare per diversi scopi e , magari per combinarli insieme.ma com'e' possibile che un viaggio non ci cambi?;non ci apra a nuove possibilita' o nuove prospettive?o e' solo l'abitudine e la routine che fa si' che una volta ritornati nel luogo d'appartenza indossiamo la maschera che noi in parte e gli alttri nella grande restante parte ci hanno attribuito?i piu' grandi filosofi dicevano:conosci te stesso e conoscerai la verita',il mondo,l'umanita'.a me sembra che le persone che viaggino molto in realta' siano ingabbiate in schemi troppo rigidi per comprendere cio' che hanno avuto o avranno la fortuna di vedere e osservare da vicino.certo poi ci sono anche quelli che conoscono una persona che non rispecchia i piu' ovvi luoghi comuni e dicono in merito ad un fatto ovvio:non e' vero io ho conosciuto una persona di nazionalita' tal dei tali e non era cosi'.1 su quanti?in quanti giorni verrebbe da chiedermi a me che non riescfo a conoscere me stesso e mi conosco da quando sono nato.probabilmente anche viaggiare comporta l'essere pronti a cogliere diversi elementi del mondo.voi che tipi di viaggiatori siete?

lunedì 24 aprile 2017

TRA REALTA' E REALTA' AUMENTATA:UNA POSSIBILE VISIONE DEL FUTURO

Ho sempre pensato,a torto  o a ragione che la tecnologia non sempre porti al progresso ma che in certo senso a volte , al di la' di scoperte per cosi' dire "nocive" come lo fu a titolo d'esempio l'uso della bomba atomica,il progresso possa essere regresso.
E' altrettanto ovvio che la tecnologia e' uno strumento che dovrebbe migliorare la qualità della vita umana e porsi al suo servizio e non viceversa ,ovvero tecnologia al servizio dell'uomo e non l'uomo al servizio della tecnologia.
e' anche  scontato che dipende dall'uso che l'uomo fa della tecnologia  e dal suo buon senso a  determinare benefici o "handicap".
fin qui nulla di nuovo;discorso trito e ritrito se non fosse che vi è una nuova prospettiva da considerare.
non parlo di automobili che si guidano da sole cosi' come non parlo degli incredibili progressi nella cibertenica e nella branca dell'intelligenza artificiale.un qualunquista potrebbe pensare a questo punto anche a ragione che le macchine sostituirranno l'uomo;una prospettiva diversa  potrebbe invece asserire che l'uomo stesso diventera' una macchina.
al di la' del fatto che io credo che una delle scoperte "nocive"sia proprio legata alla branca dell'intelligenza artificiale che,copme dicevo in un altro post,potrebbe addirittura non solo sostituire ma addirittura portare all'estinzione della razza umana come ben sostengono a mio avviso lo scienziato stephen hawking e l'imprenditore bill gates(che tutti conoscete) e benche' queste evoluzioni siano gia' ad un avantissimo stadio io mi soffermerei su qualcosa sul quale gia' i colossi dell'economia stanno facendo investimenti e anche grossi.sto parlando della realta' aumentata.
certo l'ipotesi di eleminare del tutto dispositivi fisici come smartphone e tv che potranno essere dunque essere sostituiti chesso' da una parete che proietta un immagine attraverso degli occhiali a realta' aumentata e' un ipotesi piuttosto relaistica,piuttosto affascinante e piuttosto pericolosa.
certo non avvera' nell'immediato.come ogni grande rivoluzione di qualsiasi genere la massa ha bisogno di tempo per "infagocitare"il nuovo che avanza.tuttavia se google(google galsses e hololens sono gia' sul mercato)microsoft e in ultimo zukeberg di facebbok stanno investendo e puntando sulla relata' aumentata probabilmente si andra' in quella direzione tra una dieciiina di anni, almeno negli states e dopo un po' di conseguenza in tutto il globo.questa e' la sostanziale motivazione secondo la quale affermo che quest'ipotesi e' piuttosto reaslistica.certo eliminare il mercato di smartphone e tv non sara',ripeto,cosi' immediato perche' tante holdings faranno pressione sui mercati e sulle masse ma alla fine la gente si abituera' anche a questo e accogliera' di buon grado la relata' aumentata che comunque resta qualcosa di affascinante e intrigante.pensare di avere un pc,internet,uno smarthpone indossando "semplici " occhiali non e' cosa da poco.tuttavia io mi chiedo ,copnoscendo anche l'essere umano o ,perlomeno essendomi fatto una piccolissima e infinitesimale opinione dell'essere umano quando si tratta di usare tecnologie cosi' cvome , ad esempio,lo sono stati facebook stesso,gli smartphone e what's' appin passato:dove andremo a finire?diventeremo dei cyborg.la fantasia che ci ha sempre   contraddistinto come razza "supoeriore"alòle altre specie vivbenti scomparira'?gia' soprattutto la fantasia;delegheremo tutto alle macchine?signori il futuro e' alle porte.voi che ne pensate?accogliereste ipoteticamente bene la relata' aumentata o avete anche voi delle riserve in tal senso?

martedì 11 aprile 2017

LA NOIA,QUESTA MALEDETTA

Ho sempre pensato, a torto o a ragione,che per quanto gli studiosi in genere, i filosofi e a volte i poeti si siano occupati di definire il concetto di noia, questo meccanismo "umano" necessiti oltre  che di approfondimento anche  di ulteriori studi in materia.

Con questo post io mi e vi pongo delle domande a cui francamente ho solamente risposte parziali.

La prima domanda,semplice ed elementare investe la sua definizione:che cos'e' dunque la noia?certo di definizioni sulla noia se ne trovano a bizzeffe e , non e' questa di sicuro una delle domande a cui non saprei dare una risposta.

Dunque se accettiamo la definizione classica di noia secondo la quale questa è uno stato di demotivazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnato in un'attività sostenuta da stimoli che si recepiscono come ripetitivi o monotoni o, comunque, contrari a quelli che si reputano più confacenti alle proprie inclinazioni e capacità possiamo dire che la noia specie in quest' epoca investe tutti noi.

chi , infatti puo' dire sinceramente di non annoiarsi mai?credo nessuno.nell'arco di una giornata infatti non è possibile che non si trascoranno dei momenti di noia.

Mi rendo conto che quando tratto quest'argomento che di per se' e' molto complesso si puotrebbe facilmente fraintendere il vero significato di noia.

essere impegnati e\ o iperattivi non e' sinonimo di divertimento o meglio di non noia.

e' chiaro che fare un lavoro che ci piace oggi e' forse un lusso ma la mia tesi mira a dire che anche se facessimo tutto cio' che ci piace ci annoieremmo in alcune circostanze.perche'? innanzitutto un lavoro ha diverse parti e sicuramente esistono in ogni lavoro quelle piu' noiose.ma non e' questo il punto.il punto e' che sia un lavoro o uno svbago per rgagiungere un risultato bisogna necessariamente compiere sacrifdici ed impegnarsi e , spesso l'impegno ci porta causa il nostro volerci migliorare a ripetere le stesse azioni e cadere quindi nella monotonia.in altre parole anche un hobby necessita di impegno e di monotonia affinche' si passi ad un livello superiore.

potrei riassumere il mio pensiero con un parallelismo:l'alimentazione.se ci piace un piatto ma lo mangiamo tutti i giorni ne saremmo stufi ,prima o poi.se ci teniamo alla salute(scopo o risultato)dovremmo rispettare un regime di alimentazione variegata e non e' detto che tutto cio' che mangiamo ci piaccia.se mangiamo solo tutto cio' che ci piace non raggiungeremo mai un obiettivo nel senso metaforico cioe' se ho degli hobby e non mi impegno anche nelle cose piu' noiose non avro' un risultato.

esiste dunque un modo per sconfiggere la noia?io credo che etrino in gioco anche altri fattori come i livelli di concentrazione.qunato piu' riusciamo ad essere concentrati facciamo prima e meglio le attivita' che facciamo.eppure anche questa grossa conquista da sola non basterebbe a sconfiggere definitavamente la noia.


probabilmente questo  fenomeno va arginato e combattutoee va reso temporaneo anche in piccoli frammenti di tempo ma non potra' mai essere sconfitto perennemente.voi che ne pensate?chideo scusa se vi ho annoiato.

sabato 1 aprile 2017

IL GIOCO COME METAFORA DEL CARATTERE

Cari folli lettori di www.ideeviaggianti.blogspot.it inizio questo post sottoponendovi una domanda:volete davvero conoscere chi vi circonda?

Einsten diceva che per conoscere una persona non bisogna attenersi a cio' che dice ma a cio' che fa e al modo con cui tratta un suo sottoposto.

Inutile dire che sono d'accordo e altrettanto inutile dire che io non sono al livello di enstein.tuttavia secondo me per capire veramente una persona bisogna osservare il suo comportamento durante il gioco.

Secondo questa mia tesi cio' avviene perche' quando giochiamo torniamo bambini per un attimo e i nostri limiti,il nostro inconscio,le nostre capacita' e i nostri schemi mentali vengono alla luce.

Certo le variabili sono tante e si mescolano tra loro e , poi chiaramente dipende dai compagni e dagli avversari,un po' come nella vita quando di fronte ad una situazione simile se ci troviamo al cospetto di una persona agiamo in un modo,se ci troviamo verso un altro tipo di persona agiamo in un altro.

Potrei fare mille esempi con mille giochi diversi;vada per tutte il calcio che e' il gioco che meglio conosco in termini di regole e di osservazione attiva e passiva.

C'e' chi ad esempio se lo sfiori sembra che lo abbiano sparato e , chi al contrario va avanti come un treno anche se lo sparano per davvero.c'e' chi imbroglia su qualsiasi cosa;c'e' chi corre e fa il lavoro sporco e chi aspetta solo di concretizzare e prende tutti i meritie ancora c'e' chi vuole che gli altri facciano cio' che lui pensi,c'e' chi addossa la colpa ai compagni,chi a se' stesso,c'e' chi pensa che gli avversari sono troppo forti e chi pur pensandolo si impegna maggiormente.gli esempi sono tanti ma davveropenso che quando si gioca si ci tolga di dosso le gabbie che la societa' ci mette ed esce fuori il vero io di una persona anche se probabilmente molti diranno che e' l'inverso e cioe' che quando si gioca si va in trance e che una volta finito si comincia a ragionare.voi che ne pensate?

martedì 28 febbraio 2017

IL VALORE DELL' UMILTA'

Cari folli lettori di ideeviaggianti.blogspot.com con questo post vorrei sottoporre alla vostra

attenzione alcune mie riflessioni in merito alla parola umiltà e , di conseguenza, al suo significato.


La parola umiltà deriva dal latino humilis che giustappunto   significa umile ma, qualora effettuassimo


una ricerca da un punto di vista linguistico,ci  potremmo rendere conto che la parola umiltà

letteralmente significa:" basso" ,o "dalla terra".

L' umiltà è considerata un valore positivo e,per spiegarne il significato in maniera più ampia,viene

descritta e associata all'etica e alla religione.

Il significato della parola umiltà,dunque, è universalmente riconosciuto come colui che essendo privo

 di superbia non si ritiene superiore agli altri.

Ma siamo davvero convinti che sia così?.o meglio ,possiamo affermare con assoluta certezza che non

 esistano gerarchie nei rapporti tra gli individui?io non ne sono tanto convinto.


Certo al di la' della retorica e dell'immensa letteratura che si puo' estrapolare sull' umiltà dove tutti  o

quasi affermano o credono di essere umili io sono convinto che, così come, secondo il mio

pensiero,ciascun individuo non sia migliore o peggiore rispetto ad un altro ma semplicemente

unico,irripetibile e, uguale ma diverso allo stesso tempo dalle altre persone,allo stesso modo sono

convinto che esistano rapporti gerarchici e rapporti di "forza".



A questo punto qualcuno si starà chiedendo in che maniera e in quale misura ci possa essere una

correlazione tra rapporti gerarchici, rapporti di "forza" e umiltà.


A mio avviso per come è strutturata la sociètà odierna lo status quo,il tipo di mansione che si svolge

all'interno della società nonche' il prestigio,la ricchezza e il potere, determinano rapporti gerarchici e

rapporti di "forza".in tal senso,riconducendoci al significato universale secondo il quale una persona

umile non si ritiene in alcun modo superiore alle altre persone, forse sono piu' chiare le domande che

sto per porvi:puo' esistere l'umilta' in una societa' strutturata gerarchicamente?e ,soprattutto,che cos'e'

davvero l'umiltà e chi sono gli umili? Premesso che nella società odierna,a torto o  a ragione bisogna

accettare i rapporti gerarchici o i rapporti di "forza" in ambito strettamente lavorativo sebbene spesso

,se non sempre,si commette l'errore di mantenere  le stesse gerarchie in un contesto informale come

ad esempio gli affetti,l'amicizia,le conoscenze,io credo , anche se la casistica possa essere infinita

,di aver individuato alcuni punti chiave su euqivoci di fondo in merito al significato di umiltà.




Innanzitutto a mio avviso chi mostra umiltà nei confronti di chi detiene maggiore prestigio ed è

arrogante con chipossiede minor potere è,per dirlo volgarmente,un leccaculo.Un altro equivoco è

credere una persona umile una persona remissiva ed insicura nel senso che chi si mostra troppo

 "sottomesso""non è umile ma debole.


Fatte queste lunghissime, ma a mio avviso doverose premesse ,torno a pormi e a porvi una

domanda:oggi l'umiltà e' un valore positivo o un lusso che pochi possono permettersi?Sebbene pensi

che l'umiltà sia un valore positivo tra le due ipotesi la seconda si confà magggiormente al mio

concetto di umiltà e spiego il perchè:se, così come ho scritto,esistono rapporti gerarchici e ,

metaforicamnte parlando,la società e' una giungla dove il più debole è costretto a soccombere ritengo

che sia facile mostrarsi umili quando ad un certo punto della vita si ci è autorealizzati fermorestando

che anche in questo caso l'umiltà va apprezzata.Nel caso opposto cioè quando non si detiene un

gran prestigio troppa umiltà potrebbe essere addirittura deleteria (chiaramente per sè stessi).


Concludendo a mio avviso l'umiltà è un valore positivo che si esplica    sempre e con tutti.Se cosi' non

fosse semplicemente non si può essere considerati umili.

martedì 31 gennaio 2017

CONOSCERE IL NOSTRO LATO OSCURO PER IMPARARE A GESTIRLO

Suonerà strano ma a mio avviso la vita è un continuo susseguirsi di malattie e di guarigione sebbene le ombre,gli strascichi del passato, siano sempre li' pronti a riapparire, ragion per cui una guarigione non puo' mai considerarsi definitiva.tutti conoscono il sacrosanto aforisma:mens sana in corpore sano.allo stesso modo tutti sanno che corpo e psiche sono collegati ragion per cui lo stress e le fatiche quotidiane colpiscono a volte il corpo ,altre la psiche,altre ancora la psiche danneggiando il corpo.probabilmente tutti sanno anche che per ritrovarsi bisogna perdersi e che per conoscersi sino in fondo bisogna conoscere,quindi,anche il nostro lato oscuro.sara' mia convinzione ma le sofferenze a volte ci danno l'opportunità di lavorare sul nostro lato oscuro,di imparare a conoscerlo e conoscerci e di imparare a gestirlo.spesso,in questo senso,si ascoltano in tv casi di cronaca nera dove succedono atroci delitti.non sono uno psicologo ne' uno psichiatra ma credo che quando una persona non conosca il suo lato oscuro magari perche' vive o ha vissuto in uno stato di galleggiamento tra serenita' e sofferenza(con quest'ultima prevalente)e il suo mondo,le sue certezze crollano(prima o poi capita a tutti) allora si trova spiazzato e puo' commettere sciocchezze. Quando le nostre certezze si dissolvono tutti rimaniamo spiazzati ma se riusciamo a riprenderci forse vorra' dire che stiamo crescendo,in tutti i sensi possibili. Spazzare via completamente la sofferenza del passato ,come dicevo prima, e' molto difficile ma guai a galleggiare.e' proprio quella la situazione tipo che ci porta al declino.come mio solito uso due parole per descrivere il senso della vita in queste situazioni:reazione e pazienza.reazione perche' quando si cade biosgna rialzarsi e pazienza perche' quando si cade c'e' bisogno di tempo per avere la forza di rialzarsi dato che spesso molte persone tentano una reazione ma senza efficacia.e' risaputo che le persone intelligenti sono quelle che soffrono di piu' ma sono anche quelle che, costi quel costi ,devono capire perche' una cosa va verso una direzione e non verso un'altra e foirse se siamo cosi' evoluti al giorno d'oggi e' grazie a chi si pone degli interrogativi,cerca di risolvere i problemi ma irrimediabilmente soffre piu' degli altri che sono ,per cosi' dire,spensierati.

venerdì 20 gennaio 2017

INVOLUZIONE TECNOLOGICA E SALUTE

Molto probabilmente con questo post voglio pormi delle domande e non fornire delle soluzioni:una sorta di riflessione questo caso ragionata e messa per iscritto piuttosto che ad alta voce.
Ho sempre pensato che la tecnologia sia stata,e' e sempre sara' un utile accrescimento ai bisogni dell'uomo e che,salvo conoscenze e\ o invenzioni che potrebbero danneggiare l'umanita'(penso alle armi di ditruzioni di massa e alle armi biologiche),l'innovazione tecnologica e' strettamente connessa all'uso che se ne fa di essa.e' chiaro,e' ovvio,e' banale.eppure con l'avvento di internet,dei social stiamo perdendo di vista quali sono i bisogni primari dell'uomo,o forse il libero mercato non ha mai preso in considerazione tali bisogni a favore del dio denaro.sorge dunque spontanmea la domanda:e' il mercato che influenza le masse o le masse che influenzano il mercato?anche qui pecco di ingenuita' e banalita' dato che apparre ancora una volta ovvio che e' la risposta trova conferme nella prima domanda,quasi a suggellare l'idiozia umana di comportarsi come pecore.per cio' che concerne la tecnologia che da sempre ma in particolare negli ultimi anni e' diventata il motore del mercato(basta pensare agli smartphone) il paradima dovrebbe essere:tecnologia al servizio dell'uomo e non invece come accade tecnologia che si sostituisce all'uomo.penso ad esempio a internet e ai social e alle app nuovamente:le possibilita' che ci danno questi stumenti sono la condivisione e la propagazione di informazioni in maniera piu' veloce, piu' capillaree la possibilita' di comunicare sia ad un vasto pubblico a volte anche molto distante da noi in temini geografici, anche se non siamo persone note.sembrerebbe un ottima cosa ma come in realta' vengono utilizzati questi strumenti?la rispsosta e' sotto gli occhi di tutti e non c'e' bisogno di esplicarla.il fatto strano e' che tutti se ne lamentino ma tutti lo facciano.strumenti che dovrebbero migliorare la comunicazione sono diventati appanaggio della comunicazione face to face;cosi' quando si esce gli sguardi e la mente si posano sugli smartphone e non c'e' piu' comunicazione face to face.e cosi' in tutto.cioe' in altre parole si pensa sempre ad un utilizzo della tecnologia che sostituisca l'”umano”.di questo passo creeremo un mondo di robot e non credo che cio' sia fantascienza.c'e' un altro aspetto che vorrei sottolineare anzi due:a mio avviso staimo attraversando un era di involuzione tecnologica dato che non e' stato ancora prodotto qualcosa che sia utile al benessere collettivo,qualcosa di visionario per intenderci,e che sembra che tutte le grandi scoperte attualòi passino per la rete informatica e per le app ma forse sono solo io che sono ignorante.
Detto questo e' da qui che partono le mie domande:come possono le nuove tecnologie come smartphone social,pc e intenet sostituire i bisogni primari dell'uomo?io credo che l'uomo ricerci la salute e la felicita',dunque perche' non concentrare gli sforzi su cio'?certo verrebbe da chidersi ,come?pur non avendo ne' titoli ne' requisiti per dirlo io credo che la medicina occidentale sia,sempre in nome del dio denaro,un “mettere una toppa”ad un vestito rotto e credo allo stesso modo che ci dovrebbe una sinergia maggiore tra gli specialisti di varia natura partendo dall'alimentazione.tutti dovrebbero un alimentazione equilibrata(sembra strano che a dirlo sia proprio io) in base alle proprie caratteristiche fisiche e biologiche(recentemente si e' scoperto che in un ambiente alcalino non possono sorgere cancro e tumori).piu' spazio anche allo sport:la scuola e la cultura sono fondamentali ma gli antichi ci insegnano e non e' solo un luogo comune,uno slogan o altro che:mens sana in corpore sano.dunque perche' non utilizzare la tecnologia per permettere attraverso la medicina uno stato di salute maggiore e attraverso lo sport che riveste anche un importante ruolo come la socializzazione oltre che il benessere psico fisico dell'individuo?e' facile rispondere che ancora una volta il dio denaro consente,o non consente.fosse per me lo sport dovrebbe essere libero e non a pagamento e praticato nelle scuole e la medicina occidentale dovrebbe radicalmentre cambiare i suoi paradigmi(prevenire e' meglio che curare come dice una nota pubblicita' fermorestando che gli ossessionati e glki ansiosi dovrebbero darsi una calmata nel farsi prescrivere ricette e visite di controllo)-per me tutto cio' dovrebbe addirittura fare parte della nostra costituzione che ricordiamocelo e' ancora la piu' bella del mondo.voi che ne pensate,cari folli lettori di ideeviaggianti?

lunedì 21 novembre 2016

LA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE VORREI

Mi piace fare fantapolitica e non l'ho mai nascosto cosi' come in altri post ho parlato di fantaeconomia fantascienza e fanta di tutto un po'.dunque mi chiedo se renzi-boschi hanno scritto la riforma costituzionale non potrei io scrivere sul mio personalissimo blog qualche spunto,qualche riflessione in merito ad una eventuale riforma costituzionale?io credo di si e credo anche che sarebbe una bella gara a chi spara piu' cazzate.
Fosse per me innanzitutto promulgherei una legge che non dico dimezzi gli stipendi ma tagli sostanzialmente di un quarto gli stipendi stessi.
Ridurrei il numero di deputati da 635 a 300, di senatori da 315 a 105 e aggiungerei a camera e senato un senato federale composto da massimo 5 senatori per regione tranne che per molise(massimo due)e valle d'aosta(uno)
camera e senato funzionerebbero allo stesso modo di come funzionano adesso.i deputati allo stesso modo sarebbero votati in base alla legge costituzionale vigente e i senatori piuttosto che per regione per titoli e meritoper un totale di 100 piu' 5 nominati dal presidente della repubblica per meriti come prevedeva anche la riforma renzi-boschi ma solo per una legislazione e non a vita(sempre come previsto da renzi).della rifoma renzi inoltre prenderei in prestito la cancellazione del censil e delle province e la marcata delineazione tra stato e regioni(chi fa cosa)esattam,ente sempre come previsto dalla rifoma di renzi.
Il senato federale sarebbe un “ponte”di comunicazione tra stato e regioni.sarebbero eletti un totale di 98 senatori su base regionale come suddetto.ogni regione ad eccezione della valle d'aosta all'interno del suo organigramma avrebbe un ex sindacalista eletto dai cittadini ,uno per regioni gli altri 4 per regione(uno per il molisee 1 eeeex sindacalista per la valle d'aosta) sarebbero nominati direttamente dal presidente del consiglio.il compito dell senato federale e' duplice:da un lato essere un ponte tra stato e regioni dall'altro tra stato e sindacati.il senato federale non intaccherebbe il alvoro di camera e senato senza addentrarvisi per nulla ma si occuperebbe solo di legiferare le risorse i mezzi e le competenze destinate alle regioni in accordo con le stesse in base alle esigenze specifiche di ciascuna regione.una volta che un terzo del senato federale approva una di queste disposizioni le riforme andrebbero in essere regolarmente.
ma veniamo alla parte piu' fantasiosa di tutte:i sindacati.io istutuirei nuovamente il cgil(confederazione italiana del lavoro) come sede centrale che puo'a vere distaccamenti su tutto il territorio italiano che al suo interno raggrupperebbe cgil,cisl e le assutonomie locali e si occuperebbe oltre che avere uno statuto a base democratica di legiferare in accordo con il senato federale sebbene siano due enti separati sulle politiche del lavoro e sui contratti collettivi nazionali.al suo interno avrebbe quindi le varie autonomie di settore piu' un sindacato per gli extracomunitari.cio' potrebbe sembrare una follia ma e' in accordo con la costituzione e potrebbe permettere all'italia di essere piu' forte nei confronti dell'europa in termini di redistribuzione degli extracomunitari. La parte bella e' che all'ente centrale si affiancherebbero agenzie sindacali privatizzate e liberalizzzate.una sorta di agenzia di mediazione del lavoro che dovrebbe fare cio' che i sindacati locali non fanno in genere:orientam,ento formazione collocamento e ricollocamento in armonia con la modifica dell'articolo18.inoltre dovrebbe tuelare i lavoratori in caso di licenziamenti e controversiee stillare un piano quinquinneale di crescita del lavoratore stessomagari partendo da uno stage fino ad un contratto a tempo inderminato e , crescendo sempre in accordo con le regioni che sovvenzionerebbero anche eventuali corsi dii formazione e aggiornamento.l'agenzia di mediazione del lavoro percepirebbe compensi sia dall'azienda che cerca impiegati sia dai lavoratori che devolverebbero l'1 per cento lordo all'anno trattenuto in busta poaga(esattamente cvome i sindacati).invariata la posizione della uil sulle pensioni.sono folle,non e' vero?

mercoledì 9 novembre 2016

SUPER TRUMP: A CHI CONVIENE E A CHI NO?

Gli stati uniti d'america rappresentano da sempre,al di la' delle voci fondate o meno di complottismo,il continente “guida”del mondo intero e il continente piu' ricco e avanzato del mondo.

Io non credo che il popolo americano sia stupido:al limite e' stupido chi non essendo americano appoggia trump.


Io credo infatti che l'idea di trump sia quella di isolarsi dal resto del mondo e, piuttosto che essere una guida,essere un continente che si impone al resto del mondo.

Certo qualcuno potrebbe dire che e' sempre stato cosi':in effetti e' vero ma con trump quel minimo di velo diplomatico con le relazioni estere scomparira'.

A chi conviene?agli americani ricchi(che sono tanti) che in assenza di leggi sul mercato interno potranno crogiolarsi e addirittura far impennare il pil americano .

Tanto per fare un passo indietro ricordiamocelo che i tre punti salienti del programma di trump prima della sua effettiva investitura a presdidente degli stati uniti sono stati:40 per cento di dazio sui prodotti importati(il made in italy e gli italiani che lo sostengono chissa' che cosa pensano di cio?),libero mercato(una giungla)e frontiere ammazza uomini con il messico.

Cosi' facendo l'economia degli stati uniti riprendera' ma lo fara' in modo barbaro:anni e anni di legiferazione sul welfare,sul non libero mercato mandati a puttane.

Cosi' crescera' il divario tra gli americani ricchi e quelli poveri e non solo.

A chi non conviene?sicuramente agli americani non ricchi e…………. al resto del mondo.

Cio' in chiave ovviamente ottimistica ed economica percvhe' con un pazzo che pur di far soldi venederebbe anche l'anima al diavolo catastrofi e guerre non sono cosi' impensabili.

Trump incarna infatti due soli valori:la proprieta' e il denaro se valori sono.

Caro mondo buon trump a tutti.

sabato 29 ottobre 2016

LA NATURA DELL'UNIVERSO:QUANDO FEDE E SCIENZA SI INCONTRANO

Partendo dalle teorie del cristianesimo possiamo giungere a delle interessantissime osservazioni.Ogni cosa,sistema o corpo e' unico e triadico.
Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte. Ciò non va interpretato come se esistessero tre divinità (politeismo) né come se le tre "persone" fossero solo tre aspetti di una medesima divinità (modalismo). Le tre "persone" (o, secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca, "ipòstasi") sono in effetti ben distinte ma formate della stessa sostanza:
Dio Padre, creatore del cielo e della terra, Padre trascendente e celeste del mondo;
il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo.
lo Spirito Santo che è l'"amore" perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.

Un sistema(il sistema può anche essere definito corpo) e' sempre unico e triadico.I sistemi possono essere omogenei cioè della stessa natura,eterogenei cioè di natura diversa e transgenici cioè della stessa natura con un"innesto"di natura diversa. Anche l'atomo e' unico e triadico cioè formato a livello subatomico da protoni elettroni e neutroni e quanto più si studia in profondità l'atomo tanto più si creano sistemi e sottosistemi.Un corpo può essere liquido,solido o gassoso cioè sempre la combinazione unica e triadica.La scienza si divide in tre grandi branche:fisica ,chimica biologia) cosi' come la religione in tre grandi ceppi(cristianesimo,islamismo,ebraismo) .Secondo la concezione che ogni sistema e' unico e triadico penso alla teoria della relatività di Einsten.Noi pensiamo che esistano 4 dimensioni cioè tre più una dove tre sono spaziali(lunghezza , larghezza,profondità) e una che e' costituita dal tempo.Io credo che ci sia un'errore di metodo .le dimensioni sono due al momento:spazio-tempo e ogni dimensione ha tre sottinsiemi:lo spazio (lunghezza larghezza profondità )il tempo(velocità della luce,velocità oltre la luce,velocità terrestre).Se spazio e tempo sono interconnesse tra loro si potrebbe pensare anche che la dimensione spazio-tempo e' unica. Il sistema rimane unico ma si complica.Sappiamo dalle 4 equazioni di Maxwell che elettricità e magnetismo possono fondersi in un unico campo:il campo elettromagnetico.Analogamente possiamo dire che se esistono 4 forze in natura(interazione forte,interazione debole,forza elettromagnetica e forza gravitazionale) si e' visto che l'interazione nucleare debole si fonde con le forze elettromagnetiche dando vita al campo elettrodebole . Il Modello standard (MS) è la teoria fisica che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: le interazioni forte, elettromagnetica e debole (le ultime due unificate nell'interazione elettrodebole), e tutte le particelle elementari ad esse collegate.

Molti fisici delle particelle ritengono che sia possibile un'unificazione delle forze ancora più profonda. L'interazione elettrodebole e quella forte, infatti, sono caratterizzate da due costanti di accoppiamento distinte nel Modello standard, ma la loro estrapolazione ad alte energie sembra indicare una possibile unificazione. Le forze che regolano la natura sono grandezze scalari mentre spazio e tempo sono grandezze vettoriali.l(e grandezze vettoriali sono composte da modulo direzione e verso) e grandezze tensoriali(esistono altre forme di grandezza che non rientrano pero' nel discorso in quanto i tensori sono degli i enti atti a individuare le grandezze geometriche e fisiche che obbediscono, per cambiamento di coordinate, a opportune leggi di trasformazione. ).Ottica ed acustica sono analogamente ai campi elettromagnetci propagate nello spazio attraverso le onde .Tutte le energie si propagano attraverso onde (gravitazionali elettromagnetiche,termodinamiche,nucleari):i campi e i segmenti della fisica di cui parlavo:gravita'(gravita' universale,formulata da newton e derivata dalle tre leggi di keplero,assenza di gravita',gravita quantica).dinamica(tre principi),termodinamica(tre principi)nucleare(interazione debole:una interazione a corrente carica,l'altra interazione a corrente neutra ed infine l'interazione forte)le interazioni deboli. L'interazione debole può avvenire tra leptoni e quark (interazioni semileptoniche), tra soli leptoni (interazioni leptoniche) o tra soli quark (interazioni non leptoniche).Io quindi deduco che a livello micro, a livello terrestre e a livello macro i meccanismi che regolano la fisica siano gli stessi con tre dimensioni che sono anche tre variabili :lo spazio-tempo,il campo elettrodebole,il campo nucleare forte.per chiarire il prossimo concetto faro' un esempio:il tempo sappiamo si misuri in secondi,60 secondi fanno un minuto ,60 minuti un 'ora,24 ore un giorno.7 giorni una settimana,30 giorni un mese e cosi' via fino all'infinito.man mano che si scoprono nuove teorie o modelli si potrà notare che questi possono essere unificati ma sempre con delle eccezioni.Quindi si unifica ma si divide sempre rendendo la classificazione unica e triadica sempre piu' complessa.
Se possiamo asserire che ogni cosa,sistema o corpo e' unico e triadico  possiamo anche dire che se le forze elettromagnetiche che raggruppano eletttricita' e magnetismo di cui i relativi sottoinsiemi che sono :l'elettricita'(:elettrostatica,elettrodinamica classica,elettrodinamica quantistica),il magnetismo(magnetismo terrestre,magnetostatica,magnetismo quantico),l magnetismo a sua volta si suddivide in campo nucleare,campo crostale, campo atmosferico o esterno.Il campo nucleare si suddivide a sua volta in forza nucleare forte,interazione forte e interazione debole) e cosi' via.Dunque ricapitolando se le forze elettrodeboli sono un unico campo e lo spazio -tempo e la gravita' il nostro universo e' formato da una dimensione unica e triadica:dimensione elettromagnetica,dimensione spazio- tempo,dimensione gravità.E' chiaro quindi che secondo i modelli di riferimento(cosmo,terra,micro)cambiano i sistemi di riferimento.

venerdì 28 ottobre 2016

LA MENTALITA' PERDENTE DEL SUD ITALIA

Sono consapevole del fatto che con questo post saro' criticato e impopolare (come al solito) ma se dovessi dire cio' che penso direi cio' che sto per scrivere.


L'italia era un paese a due velocita':la velocita' del nord e la velocita' del sud.in altre parole un paese con una gamba rotta che si regge,quindi,sull'operato di una sola gamba(nord)e sul piccolo contributo di minuscoli imprenditori del sud che a stento tra lo stato e la mafia e la gente di questi posti,sbarcano il lunario.

La domanda sorge dunque spontanea:con le risorse paesaggistiche,il know how e l'intelligenza,la furbizia,la scaltrezza delle genti del sud perche' avviene cio'?e ancora:perche' spesso se non sempre gli abitanti del sud italia vanno fuori e relaizzano grandi cose?

Forse in molti daranno la colpa al sistema ma il sistema fondamentalmente siamo noi.

Io credo che se si analizzasse antropologicamente la mentalita' degli abitanti del sud italia si evincerebbe che la mentalita' del piu' furbo,del rubare,del trovare escamotage per fregare il prossimo,dello scarso senso civico siano la regola e non l'eccezione,con tutto il rispetto per le persone per bene che ci sono.

Perche' il nord euroipae altri stati funzionano diversamente?sono forse tutti santi?non credo.

Inoltre lo stato se volesse ha a disposizione tutti i mezzi e le risorse per eliminare o quantomeno arginare il fenomeno “mafie”.

Qui L'omerta' e' direttamente proporzionale al bigottismo:omerta' sta alla paura come bigottismo sta alla mentalita' di fregare il prossimo.

Al sud si e' sempre pronti a giudicare tutto e tutti ma quando si tratta di veri delinquenti cala un religioso silenzio.

Al sud esistono le mafie e ,lungi da me giustificarle,io che le schifo,ma qui l'unico modo per avere successo e potere e' utilizzare una strategia di terrore e violenza.

Spesso si dice che lo stato e' assentee cio' e' vero ma probabilmente lo stato lascia fare alle mafie cio' che fanno perche' cambiare la mentalita' della maggiro parte di queste persone e' impossibile e le mafie agiscono da forza regolatrice anche se in modo barbaro.

Vi siete mai chiesti perche' nessuno investe soldi nel sud?le opportunita' ci sono e ci sono anche le capacita' dei singoli del posto ma come dicevo non esiste la mentalita'.

In poche parole al sud ci si scanna tra di noi e chi si arricchisce a nostre spese e' sempre lo straniero e non mi riferisco agli extracomunitari o ai clandestini che in effetti sono il braccio armato delle mafie;queste persone che si vedono salvare letteralmente la vita dai mafiosi che permettono loro di venire e stare qui sono disposti a tutto per ripagare i loro benefattori.

Ovviamente al sud ce la prendiamo con loro e non con chi in un certo senso li manovra semplicemente perche' si e' forti con i deboli e pecore coi forti.

Al sud statisticamente ci sono piu' anziani e questi rimpiangono il duce e i loro figli sonoa ffascianati da cio' che non hanno nenache vissuto.


Una dittatura di quelle pesanti forse non farebbe male al sud percvhe' qui non vige il principio della democrazia,della liberta',dellagiustizia ma bensi' se dai delle briciole a ciascuno mentre pochissimi si arricchiscono allora va tutto bene.

Intanto i giovani brillantri emigrano e chi rimane qui combatte una battaglia per la sopravvivenza.io sono convinto che tra un milione di anni non cambiera' nulla in questi posti e spero sinceramente di sbagliarmi.


mercoledì 19 ottobre 2016

LA FALSA MEMORIA

Ho sempre pensato che una persona intelligente sia dotata di buona memoria e che quest'ultima possa essere allenata e potenziata.fin qui sembra ovvio il discorso cosi' come lo e' il fatto che esistano diversi tipi di memoria e diverse correlazioni tra il pensiero,il ricordo e la memoria.ed e' proprio in questo passaggio che voglio articolare il mio intervento.

premettendo che la memoria sotto qualunque forma e' un bene prezioso per l'evoluzione individuale e collettiva e , che quindi e' una dote oltre che una virtu' penso che il ricordoe il pensiero legato di conseguenza alla memoria sia piuttosto menzognero.

Proviamo a prendere una vecchia foto,un vecchio video di noi stessi o anche di altri e osserviamolo attentamente.io credeeeo che nonostante ricordassimo quel dato avvenimento proveremo un piccolo senso di stupore e diremo frasi del tipo:come ero,come eravamo strani o come ero ,come eravamo buffi etc.

cio' accade perche' chiaramente si osserva quell'avvenimento con gli occhi del presente e , volente o nolente tutto passa e la nostra identita' anche se intrinsecamente e' legata al nostro passato muta e con essa muta la percezione che noi abbiamo di noi stessi e probabilmente anche di quella che gli altri hanno di noi stessi.

In genere si compie un evoluzione nel corso della vita dettata dall'esperienza legata per l'appunto alla memoria ma spesso siamo noi stessi a mentire consapevolmente o inconsapevolmente a noi stessi magari affermando:sono sempre stato cosi'!,magari cercando degli appigli o delle giustificazioni del tipo :sono sempre stato cosi' ma non venivo compreso,non ero ancora maturato etc.in alcuni casi potrebbe essere anche questa una chiave di lettura veritiera ma nella maggiro parte dei casi non lo e'.

in altri casi il percorso della nostra vita cambia e pur avendo memoria di noi stessi dimentichiamo.si lo so' e' un concetto strano e di difficile comprensione ma non mi resta che dire che per quanta memoria abbiamo il momento presente e' unico e irripetibile sebbene muti col passare del tempo.in altre parole per fare un esempio:cio' che sembrava un grosso problema potrebbe diventare consuetudine o normalita' col passare del tempo ovviamente riferendoci sempre allo stesso problema.

La memoria come dicevo e' utile in svariate situazioni soprattutto per l'evoluzione individuale e collettiva ma come possiamo evolverci se la vediamo col passare del tempo in maniera diversa?a voi l'ardua sentenza!!!

L'AMORE IN MUSICA

Analizzare la musica non e' un compito semplice,anzi direi che probabilmente al pari di teorie scientifiche complesse e' un compito molto arduo ragion per cui chiedo anticipatamente venia ai cultori della musica che hanno una percezione della stessa forse piu' esatta o forse piu' di nicchia.

Non voglio con questo post ne' fare una breve storia della musica ne' tantomeno classificarla nonostante il fatto che la musica essendo classificabile in fondo potrebbe dare degli indizi sulla personalita' di ciascuno di noi.

Sette note per creare infiniti mondi,infinita musica mai uguale a se' stessa,o quasi.

E' chiaro che la musica puo' essere espressa attraverso le vibrazioni di uno strumento o della voce o di entrambe ed e' altrettanto chiaro che la musica suscita una serie innumerevoli di emozioni e sentimenti:nostalgia,malinconia,romanticismo,voglia di ballare tanto per citarne alcune.


Vorrei pero' un attimo soffermarmi sui testi e farlo sui testi di musica pop italiana che sono quelli che conosco meglio.lo faccio non tanto per il mero mio gusto personale ma semplicemente perche' la maggior parte di codesta musica parla d' amore.perche?

Ho provato a darmi delle rispsoste e a farmi delle domande.partiamo dalle domande:vi e' mai capitato di immedesimarvi-identificarvi con i testi di una canzone?vi e' mai capitato che riaffiorino ricordi ascoltando una canzone?che effetto ha una canzone sullo stato emotivo?perche' il tema principale e' l'amore?

Una mia possibile interpretazione e' che l'amore se da un lato e' universale d'altro canto segue delle dinamiche ben precise.mi spiego meglio:l'amore ha un numero finito di variabili.certo sono tante ma non sono infinite.

Facciamo qualche esempio:i rapporti di coppia in genere si basano su fasi che partono dall'infatuazione,proseguono con il corteggiamento dove la storia puo' sbocciare o meno.dalla delusione,dalla perdita,da una semplice storia di sesso, da amori sofferti o sofferenti,da amori che devono combattere contro l'opinione altrui.si e' vero le variabili sono tante ma restano a mio avviso circoscrivibili e un altra osservazione potrebbe essere il fatto che i cantautori non sono filosofi,sociologi o pensatori (almeno di norma) e che quindi si avventurano sulla scrittura di testi che in genere cvonoscono e di solito i cvantautori conoscono bene ,avendo una vita piena di relaszioniu sentimentali, le dinamiche dei rapporti di coppia per esperienze vissute.























lunedì 17 ottobre 2016

ETICA,ECOSOFIA,MEDICINA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Etica,ecosofia,medicinae intellligenza artificiale ,che cosa sono e che correlazione hanno tra di loro?

Procediamo per ordine.

L'etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος)[1], èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è una branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale

Il termine ecosofia è stato utilizzato per la prima volta dal filosofo Arne Næss all'università di Oslo nel 1960, ed è il fondamento del movimento di Ecologia profonda, che invita ad un rovesciamento della prospettiva antropocentrica: l'uomo non si colloca alla sommità della gerarchia dei viventi, ma si inserisce al contrario nell'ecosfera; l'uomo è una parte nel Tutto.


La medicina è la scienza che studia il corpo umano al fine di garantire la salute delle persone, in particolare riguardo alla definizione, prevenzione e cura delle malattie, e alle diverse modalità di alleviare le sofferenze dei malati (anche di coloro che non possono più guarire). È in collegamento con altre discipline quali, ad esempio la farmacia, la biologia, la chimica, la fisica, la psicologia, la bioingegneria. È presente anche in ambiti giuridici con la medicina legale o quella forense.


L'intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano[1]) è l'abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.
L'intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, che manifesta aspetti teorici e pratici oltre che etici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un'abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.
Uno dei problemi principali dell'intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell'uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che le concretizzano e realizzano (in modo orientato all'obiettivo)[2].



La correlazione tra queste 4 se vogliamo definirle cosi' discipline e' semplice:l'etica e' una questione che sinb dai filosofi dell'antica grecia suscita dibattiti in quanto alcuni comportamenti dovrebbero essere accettati per giusti e buoni.
L'etica non puo' prescindere dall'ecosofia anche se e' mio personalissimo pensiero che per quanto gli esperimenti su cavie animali vadano disciplinati non se ne puo' attualemnte prescindere fermorestando che l'attenzione per l'ambiente circostante e' fondamentale perche',ricordiamocelo,l'obiettivo della razza umana e' quello di evolvere e non estinguere.dunque se nella natura vige la regola del piu' forte o del piu' abile ai mutamenti ben vengano alcuni esperimenti sugli animali purche' siano utili alla razza umana.



Con quest'ultima affermazione e' chiaro che cosa c'entri la medicina dato che sperimentare sugli animali prima che sulle persone approssimativamente fa balzare la medicina in avanti.
Ho letto inoltre che esiste un programma europeo per ricreare un simulatore di un cervello e la notizia non puo' che non essere accolta benevolmente.



Il cervello e' metaforicamente parlando il software dell'uomo il corpo e' l'hardware.l'ambizioso progettop prevederebbe di capire e trovare soluzioni a problemi neuro degenerativi.per quanto mi riguarda io penso che dal cervello parta tutto ragion per cui un simulatore sottoposto a stimoli da un punto di vista meramente fisico come ansdia stress ma anche adrenalina e felicvita' possa essere molto di piu':una prevenzione costante su tutte o quasi le malattie.



Assolutamente contyrario agli sviluppi dell'intelligenza artificiale:ho letto che siamo sualla buona strada per creare robot umanoidi in grado di pensare come un uomo.see le ricerche continueranno e saranno finanziate io prevedo che dato che in natura il piu' forte soggioga il piu' debole questi umanoidi potrebbero farci estinguere