Ogni maestro
spirituale,ogni saggio,ogni persona di buon senso afferma che non
bisogna competere con gli altri ma soltanto con sé stessi al fine di
migliorarsi e superare i propri limiti.
Spesso se non sempre
quando si parla di competizione se ne fa una questione
ideologica:chi rinnega la competizione viene additato per comunista o
filo tale.
E' chiaro che un
concetto democratico e giusto,più volte da me espresso,prevede che
chi merita di più deve necessariamente avere di più;è logico e
giusto.Ma non sempre il merito prevale anzi,al contrario.
La parola
meritocrazia sembra oggi sfoggiata ad oltranza da tutti ma in
particolare da quelle persone che non ottengono risultati e
riconoscimenti sperati anche se, a mio avviso, pur essendo palese la
“non meritocrazia”chi davvero eccelle in uno o più campi una
strada da percorrere, quantomeno a buoni livelli,la trova.
Forse in tutto
questo sono i presupposti ad essere sbagliati. Innanzitutto
bisognerebbe costruire una società ma ancor più un 'economia a
misura d'uomo.
Chiaramente,rifacendomi
al discorso da me più volte espresso che ciascuno è unico e dotato
di talenti e predisposizioni,sarebbe impensabile,folle e sciocco
pensare che ognuno di noi su questa terra raggiunga l'eccellenza.
Tuttavia sin da
piccoli siamo abituati ad essere giudicati attraverso numeri e
l'economia stessa è basata su numeri virtuali.
Nessuno vede il
potenziale latente e cerca di tirarlo a galla. Siamo semplicemente
delle piccole barche in balia della tempesta.
Alcuni però sono
più fortunati perché dispongono di strumenti per reggere all'onda
d'urto delle intemperie. Cioè ,in altre parole, c'è chi nasce con
una guida esperta che ha gli strumenti(economici e non)per arrivare
al successo(i cosiddetti figli di papà).Fatte le dovute eccezioni di
persone che dal nulla arrivano a certi livelli,è chiaro oltre che
retorico affermare che non tutti hanno le stesse possibilità ma che
soprattutto non partono dallo stesso livello.
Il mondo sarà
sempre più infido e becero fin quando si dovrà
sgomitare,imbrogliare,truffare, e chi più ne ha, più ne metta ,per
raggiungere un successo relativo.
La soluzione?io non
c'è l'ho, e voi?anche se penso che stiamo allontanandoci dal tanto
agognato:restiamo umani.
Forse siamo troppi
su questa terra e accontentare tutti è utopico ma io mi e vi pongo
un altra domanda:è possibile che in 3000 e passa anni di umanità
non si sia pensato ad un modello sociale che permetta a tutti di
esprimersi al meglio e\o quantomeno spendere una vita dignitosa?
E se qualcuno molto
influente non lo volesse?Forse al banchetto nessuno vuole aggiungere
un posto a tavola.
