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mercoledì 19 ottobre 2016

LA FALSA MEMORIA

Ho sempre pensato che una persona intelligente sia dotata di buona memoria e che quest'ultima possa essere allenata e potenziata.fin qui sembra ovvio il discorso cosi' come lo e' il fatto che esistano diversi tipi di memoria e diverse correlazioni tra il pensiero,il ricordo e la memoria.ed e' proprio in questo passaggio che voglio articolare il mio intervento.

premettendo che la memoria sotto qualunque forma e' un bene prezioso per l'evoluzione individuale e collettiva e , che quindi e' una dote oltre che una virtu' penso che il ricordoe il pensiero legato di conseguenza alla memoria sia piuttosto menzognero.

Proviamo a prendere una vecchia foto,un vecchio video di noi stessi o anche di altri e osserviamolo attentamente.io credeeeo che nonostante ricordassimo quel dato avvenimento proveremo un piccolo senso di stupore e diremo frasi del tipo:come ero,come eravamo strani o come ero ,come eravamo buffi etc.

cio' accade perche' chiaramente si osserva quell'avvenimento con gli occhi del presente e , volente o nolente tutto passa e la nostra identita' anche se intrinsecamente e' legata al nostro passato muta e con essa muta la percezione che noi abbiamo di noi stessi e probabilmente anche di quella che gli altri hanno di noi stessi.

In genere si compie un evoluzione nel corso della vita dettata dall'esperienza legata per l'appunto alla memoria ma spesso siamo noi stessi a mentire consapevolmente o inconsapevolmente a noi stessi magari affermando:sono sempre stato cosi'!,magari cercando degli appigli o delle giustificazioni del tipo :sono sempre stato cosi' ma non venivo compreso,non ero ancora maturato etc.in alcuni casi potrebbe essere anche questa una chiave di lettura veritiera ma nella maggiro parte dei casi non lo e'.

in altri casi il percorso della nostra vita cambia e pur avendo memoria di noi stessi dimentichiamo.si lo so' e' un concetto strano e di difficile comprensione ma non mi resta che dire che per quanta memoria abbiamo il momento presente e' unico e irripetibile sebbene muti col passare del tempo.in altre parole per fare un esempio:cio' che sembrava un grosso problema potrebbe diventare consuetudine o normalita' col passare del tempo ovviamente riferendoci sempre allo stesso problema.

La memoria come dicevo e' utile in svariate situazioni soprattutto per l'evoluzione individuale e collettiva ma come possiamo evolverci se la vediamo col passare del tempo in maniera diversa?a voi l'ardua sentenza!!!

L'AMORE IN MUSICA

Analizzare la musica non e' un compito semplice,anzi direi che probabilmente al pari di teorie scientifiche complesse e' un compito molto arduo ragion per cui chiedo anticipatamente venia ai cultori della musica che hanno una percezione della stessa forse piu' esatta o forse piu' di nicchia.

Non voglio con questo post ne' fare una breve storia della musica ne' tantomeno classificarla nonostante il fatto che la musica essendo classificabile in fondo potrebbe dare degli indizi sulla personalita' di ciascuno di noi.

Sette note per creare infiniti mondi,infinita musica mai uguale a se' stessa,o quasi.

E' chiaro che la musica puo' essere espressa attraverso le vibrazioni di uno strumento o della voce o di entrambe ed e' altrettanto chiaro che la musica suscita una serie innumerevoli di emozioni e sentimenti:nostalgia,malinconia,romanticismo,voglia di ballare tanto per citarne alcune.


Vorrei pero' un attimo soffermarmi sui testi e farlo sui testi di musica pop italiana che sono quelli che conosco meglio.lo faccio non tanto per il mero mio gusto personale ma semplicemente perche' la maggior parte di codesta musica parla d' amore.perche?

Ho provato a darmi delle rispsoste e a farmi delle domande.partiamo dalle domande:vi e' mai capitato di immedesimarvi-identificarvi con i testi di una canzone?vi e' mai capitato che riaffiorino ricordi ascoltando una canzone?che effetto ha una canzone sullo stato emotivo?perche' il tema principale e' l'amore?

Una mia possibile interpretazione e' che l'amore se da un lato e' universale d'altro canto segue delle dinamiche ben precise.mi spiego meglio:l'amore ha un numero finito di variabili.certo sono tante ma non sono infinite.

Facciamo qualche esempio:i rapporti di coppia in genere si basano su fasi che partono dall'infatuazione,proseguono con il corteggiamento dove la storia puo' sbocciare o meno.dalla delusione,dalla perdita,da una semplice storia di sesso, da amori sofferti o sofferenti,da amori che devono combattere contro l'opinione altrui.si e' vero le variabili sono tante ma restano a mio avviso circoscrivibili e un altra osservazione potrebbe essere il fatto che i cantautori non sono filosofi,sociologi o pensatori (almeno di norma) e che quindi si avventurano sulla scrittura di testi che in genere cvonoscono e di solito i cvantautori conoscono bene ,avendo una vita piena di relaszioniu sentimentali, le dinamiche dei rapporti di coppia per esperienze vissute.























lunedì 17 ottobre 2016

ETICA,ECOSOFIA,MEDICINA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Etica,ecosofia,medicinae intellligenza artificiale ,che cosa sono e che correlazione hanno tra di loro?

Procediamo per ordine.

L'etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος)[1], èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è una branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale

Il termine ecosofia è stato utilizzato per la prima volta dal filosofo Arne Næss all'università di Oslo nel 1960, ed è il fondamento del movimento di Ecologia profonda, che invita ad un rovesciamento della prospettiva antropocentrica: l'uomo non si colloca alla sommità della gerarchia dei viventi, ma si inserisce al contrario nell'ecosfera; l'uomo è una parte nel Tutto.


La medicina è la scienza che studia il corpo umano al fine di garantire la salute delle persone, in particolare riguardo alla definizione, prevenzione e cura delle malattie, e alle diverse modalità di alleviare le sofferenze dei malati (anche di coloro che non possono più guarire). È in collegamento con altre discipline quali, ad esempio la farmacia, la biologia, la chimica, la fisica, la psicologia, la bioingegneria. È presente anche in ambiti giuridici con la medicina legale o quella forense.


L'intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano[1]) è l'abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.
L'intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, che manifesta aspetti teorici e pratici oltre che etici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un'abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.
Uno dei problemi principali dell'intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell'uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che le concretizzano e realizzano (in modo orientato all'obiettivo)[2].



La correlazione tra queste 4 se vogliamo definirle cosi' discipline e' semplice:l'etica e' una questione che sinb dai filosofi dell'antica grecia suscita dibattiti in quanto alcuni comportamenti dovrebbero essere accettati per giusti e buoni.
L'etica non puo' prescindere dall'ecosofia anche se e' mio personalissimo pensiero che per quanto gli esperimenti su cavie animali vadano disciplinati non se ne puo' attualemnte prescindere fermorestando che l'attenzione per l'ambiente circostante e' fondamentale perche',ricordiamocelo,l'obiettivo della razza umana e' quello di evolvere e non estinguere.dunque se nella natura vige la regola del piu' forte o del piu' abile ai mutamenti ben vengano alcuni esperimenti sugli animali purche' siano utili alla razza umana.



Con quest'ultima affermazione e' chiaro che cosa c'entri la medicina dato che sperimentare sugli animali prima che sulle persone approssimativamente fa balzare la medicina in avanti.
Ho letto inoltre che esiste un programma europeo per ricreare un simulatore di un cervello e la notizia non puo' che non essere accolta benevolmente.



Il cervello e' metaforicamente parlando il software dell'uomo il corpo e' l'hardware.l'ambizioso progettop prevederebbe di capire e trovare soluzioni a problemi neuro degenerativi.per quanto mi riguarda io penso che dal cervello parta tutto ragion per cui un simulatore sottoposto a stimoli da un punto di vista meramente fisico come ansdia stress ma anche adrenalina e felicvita' possa essere molto di piu':una prevenzione costante su tutte o quasi le malattie.



Assolutamente contyrario agli sviluppi dell'intelligenza artificiale:ho letto che siamo sualla buona strada per creare robot umanoidi in grado di pensare come un uomo.see le ricerche continueranno e saranno finanziate io prevedo che dato che in natura il piu' forte soggioga il piu' debole questi umanoidi potrebbero farci estinguere

venerdì 14 ottobre 2016

IL VILLAGGIO GLOBALE

Un mondo migliore e' possibile?domanda che a tratti potra' sembrare utopistica nel caso la risposta fosse si e che invece ,al contrario,essendo no la risposta non puo' che portare alla deriva,una sorta di inferno in terra.

Ho sempre pensato,a torto o a ragione, che esistano i conflitti a causa di sole quattro variabili:discriminazione,soldi,religione e amore non corrisposto o piu' semplicemente questioni di corna.


Nell'ultimo caso e' evidente che sono questioni personali e che mai si potranno risolvere del tutto se non con un sano buon senso e uno spiccato senso civico.

Per quanto concerne le altre tre variabili(discriminazione,soldi e religione)un tentativo si potrebbe attuare fermorestando che un mondo perfetto non avra' mai piena essenza per ovvie ragioni.

La domanda dunque viene riformulata:un mondo migliore e' possibile?se un sognatore come me decidesse di rispondere di si, appare chiaro che la domanda successiva sarebbe sempre per ovvie ragioni:si,ma come?

Non sono dio,non sono un profeta e nenache un santo,un economista un sociologo etc ma non servono questi titoli per affermare che il nocciolo della questione e' che bisognerebbe puntare su tre fattori:cultura,economia e sicurezza.

Tre fattori per tre variabili e la domanda si ripete:si,ma come?

Premesso che non capisco perche' si continua a nutrire avversione ed idiosincrasia verso la globalizzazione ho sempre pensato che la globalilazzione e' uno strumento culturale che centellinato nel modo non dico giusto ma appropiato potrebbe far scaturire una serie di vantaggi per la collettivita'.

Certo l'identita' la cultura le tradizioni,la storia non vanno annientate anzi vanno conservate affinche' un popolo abbia memoria di se' stesso ma non sarebbe opportuno,mi e vi chiedo,un codice comportamentale universale scritto riunendo a tavolino le varie culture?

Certo non e' facile e giusto per fare qualche esempio penso alla pena di morte ,alla condizione di molte donne in alcuni paesi etc.

nel secolo dell'indfividualita' imperante i politici di ogni stato hanno il dovere morale e materiale di riunirsi e discutere in che direzione andra' il mondo di questo passo e fare largo al concetto di comunita' piuttosto che a quello di individualita'.


La prima tappa obbligatoria e' passare per la cultura.
Investire nella scuola,nelle universita' e nella ricerca.si ma servono i soldi.con calma,ci arriviamo.
Fosse per me istituirei il m.o.s.e che potrebbe sembrare assurda come ipotesi ma che a me genera un certo fascino.

Che cos'e' il m.o.s.e. o mondial organizzation school educational?chiamatelo se vi pare laboratorio dove i primi ad essere formati e monitorati e ,non attraverso i questionari invalsi,sono gli insegnanti.non che non siano all'altezza specie in italia sia chiaro ma credo che il sistema complessivo di insegnamento e di scuola in generale sia decisamente obsoleto.un buon insegnante dovrebbe fronire oltre al nozionismo capacita' critiche di logica e di pensiero ed un metodo orientativo.in altre parole un insegnante dovrebbe tirare il meglio da ogni allievo affascinandolo e preparandolo alla vita e, nel contempo il mose dovrebbe fromare esperti che studino le dinamiche i comportamenti ,le qualita',le capacita' degli alunni per formare gli insegnanti.e' ovvio che un organizzazione del genere dovrebbe essere mondiale in modo tale che un alunno del madagascar sia in grado di lavorare oltreoceano dato anche che la scuola dovrebbe essere rivista in modo tale che sia un ponte con quella tanto concitata maturita' che in effetti dovrebbe spingere l'alunno verso il mondo del lavoro creandone quindi un ponte.sarebbe interessante poi in ogni classe un incontro settimanale con uno psicologo alle dipendenze della scuola che dovrebbe” esaminare”alunni,genitori e insegnanti.in questo modo si alleggerirebbero le tyensioni si potrebbe evitare un fenomeno come il bullismoe si potrebbe avere un quadro piu'ampio.


E' chiaro che non e' tutto cosi' semplice e semplicistico ma che sarebbe un punto di partenza.follia?non direi,almeno io.conoscete rudolf steiner e l'antroposofia?

Punto due:l'economia.

Premettendo che non parlo da uomo di destra o di sinistra da fascista o comunista fosse per me io sistiturei una serie di norme e contratti in base alle quali ad un neo assunto dopo un periodo di prova per la mansione richiesta sia prospettata una crescita che lo potra' portare sino ad essere il socio maggioritario dell'azienda stessa in un contesto bidirezionale:anzianita' e meritocrazia.immaginiamo ad esempio un minimarket tanto per citare qualcosa di piccolo.il titolare assume un garzone che nel corso degli anni potra' diventare socio impegnandosi o ad aprire un altro punto vendita o ad ingrandire quello gia' esistente. Un po' coemdire che ogni azienda dalla piu' piccola alla piu' grande cerca oltre che di formare ed aggiornare i dipendenti di creare delle catene di attivita'.ma non solo.le banche avrebbero il compito di quotare piccole e un ulteriore per le medie imprese in una sorta di piccola borsa parallela in modo da creare efffetti virali;ogni anno l'investitore che acquista titoli “azionari”riceve un premio se l'attivita' incrementa o perde.le medie imprese poi dovrebbero essere seguite passo dopo passo per entrare di diritto in borsa,quella autentica.si lo so' e' utopico ma cio' che su cui batto e' il concetto di comunita'.come se non bastasse eliminerei la moneta contante e visto che ormai sul proprio cellulare esiste il riconiscimento digitale delle impronte ogni transazione avverebnbe attraverso una scheda telefonica o una scheda bancomat anche per acquisti irisosri di modo che la tracciabilita' sia massimizzata come non mai.


Punto 3:religione
questo e' il tasto dolente.se i primi due fattori sembrano fantascienza lo e' ancor di piu'il terzo..far capire che la liberta' e' un dono sacro e che non va scalfita fin quando non si nuocve l'altrui liberta' e' un dovere a dir poco difficile.sviluppare nelle persone un senso criticvoo anche verso la religione che dovrebbe essere soggetta a revisionii a seconda dell'epoca storica in cui si vive e' ancor piu' difficile.

So' che tutto questo e' fantascienza ma non provarci sarebbe un delitto contro l'umanita'.inm fondo ognuno di noi cerca sostanzialmente due aspetti della vita:la felicita' e la realizzazione e cio' si puo' ottenere solo attraverso una consolidata comunita',una comunita' che potrebbe essere perche' no globale.aspetto critiche,risate e commenti.


giovedì 4 agosto 2016

LA COMPETIZIONE:UN DANNO MORALE INIMMAGINABILE NEI CONFRONTI DELL'UMANITA'

Ogni maestro spirituale,ogni saggio,ogni persona di buon senso afferma che non bisogna competere con gli altri ma soltanto con sé stessi al fine di migliorarsi e superare i propri limiti.

Spesso se non sempre quando si parla di competizione se ne fa una questione ideologica:chi rinnega la competizione viene additato per comunista o filo tale.

E' chiaro che un concetto democratico e giusto,più volte da me espresso,prevede che chi merita di più deve necessariamente avere di più;è logico e giusto.Ma non sempre il merito prevale anzi,al contrario.

La parola meritocrazia sembra oggi sfoggiata ad oltranza da tutti ma in particolare da quelle persone che non ottengono risultati e riconoscimenti sperati anche se, a mio avviso, pur essendo palese la “non meritocrazia”chi davvero eccelle in uno o più campi una strada da percorrere, quantomeno a buoni livelli,la trova.

Forse in tutto questo sono i presupposti ad essere sbagliati. Innanzitutto bisognerebbe costruire una società ma ancor più un 'economia a misura d'uomo.

Chiaramente,rifacendomi al discorso da me più volte espresso che ciascuno è unico e dotato di talenti e predisposizioni,sarebbe impensabile,folle e sciocco pensare che ognuno di noi su questa terra raggiunga l'eccellenza.

Tuttavia sin da piccoli siamo abituati ad essere giudicati attraverso numeri e l'economia stessa è basata su numeri virtuali.

Nessuno vede il potenziale latente e cerca di tirarlo a galla. Siamo semplicemente delle piccole barche in balia della tempesta.

Alcuni però sono più fortunati perché dispongono di strumenti per reggere all'onda d'urto delle intemperie. Cioè ,in altre parole, c'è chi nasce con una guida esperta che ha gli strumenti(economici e non)per arrivare al successo(i cosiddetti figli di papà).Fatte le dovute eccezioni di persone che dal nulla arrivano a certi livelli,è chiaro oltre che retorico affermare che non tutti hanno le stesse possibilità ma che soprattutto non partono dallo stesso livello.

Il mondo sarà sempre più infido e becero fin quando si dovrà sgomitare,imbrogliare,truffare, e chi più ne ha, più ne metta ,per raggiungere un successo relativo.

La soluzione?io non c'è l'ho, e voi?anche se penso che stiamo allontanandoci dal tanto agognato:restiamo umani.

Forse siamo troppi su questa terra e accontentare tutti è utopico ma io mi e vi pongo un altra domanda:è possibile che in 3000 e passa anni di umanità non si sia pensato ad un modello sociale che permetta a tutti di esprimersi al meglio e\o quantomeno spendere una vita dignitosa?

E se qualcuno molto influente non lo volesse?Forse al banchetto nessuno vuole aggiungere un posto a tavola.

venerdì 20 maggio 2016

STORIE DI SPORT E DI SUCCESSO

La vita,ironia della sorte ,e' piena di contraddizioni e di storie di successo che fanno riflettere.io penso che ognuno di noi nasca con un dono,un talento;alcuni lo scoprono o meglio vengono scoperti da persone che li mettono nelle condizioni di esprimere il proprio talento anche sia per un po' di fortuna sia un po' di cocciutaggine.trovarsi al posto giusto e' l'imperativo categorico per scoprire il proprio talento e avere successo.certo ci vuole fortuna ma aiutati che dio ti aiuta.se si fa qualcosa per emergere e' la fortuna che viene da te. Se volessi parlare delle storie che mi fanno riflettere penserei in primis ad esempio al gioco del calcio:il calciatore piu' forte di tutti i tempi che forse non sara' mai eguagliato e' stato basso e grasso:non un caso di un giocatore basso e grasso abbastanza dotato.qui parliamo del piu' forte di tutti i tempi. Non mi piace credere nel complotto ma credo che il successo passi per due meccanismi:il dono dato da dio e il complotto dell'uomo che per arricchirsi inscena complotti che vengono insabbiati a regola d'arte.sempre pensando al calcio penso agli scudetti della juventus e a calciopoli.con tanto di inchiesta e di condanna abbiamo appurato diversi meccanismi illeciti come corruzione degli arbitri e doping dei calciatori ma crediamo ancora alle favole.e' mia opinione che in tutti settori compreso lo sport e quindi anche il calcio arrivati ad un certo livello la differenza sia minima tra i professionisti e\ o gli atleti.nel caso del calcio pero' l'uso della creatina ha senz'altro favorito la vittoria dei tittoli bianconeri che poi sono stati strappati dalle maglie e cucite su quelle dell'inter,proprio l'inter del fenomeno(ronaldo) allenata all'epoca da un mediocre simoni che si piazzo' sul campo seconda.be' mediocre simoni perche' il suo gioco era se non erro un 4 4 2 dove bastava la palla in avanti e poi ci pensava ronaldo,uno che il dono lo aveva e lo ha trovato.penso ad altre storie di complotti.il piu' grande pilota di f 1 e' stato senna morto per circostanze da chiarire mentre percorreva la cosiddetta curva del tamburello e il volante non rispondeva ai comandi.il piu' spettacolare pilota f1 e' morto durante un giro di prova e sebbene avesse vinto poco o nulla resta oltre che il piu' spettacolare e pazzo un pilota che guidava la ferrari piu' scadente della storia rapportata all'epoce ed alle altre macchine dell'epoca.schumacher invece che come senna e villeneuve aveva un dono e vinceva anche il girono dei funerali della madre rischia la vita ad ogni gara e si infortunia seriamente sulla neve.ironia della sorte. Uno dei piu' grandi pugili della storia,un certo tyson da piccolo si diceva che fosse taciturno e timido;veniva presa in giro dai compagni per via della sua grande testa e della sua timida voce.e' stato scoperto e allenato dopo una lite con 4 ragazzi di 16 anni quando lui ne aveva 10 cioe' ancora un bambino.i 4 furono massacrati;mentre lui dava da mangiare a dei piccioni i 4 insultano lui e i piccioni e il piccolo tyson si infuria.tante storie di talenti,doni e complotti. E poi dicono che dio non esiste……...e neanche i complotti.

LO SPORT PIU' BELLO DEL MONDO:IL CALCIO

Proviamo ad immaginare surrealmente di non conoscere il calcio o che questo gioco non esista.contestualizziamolo quando e' stato lanciato(se non erro fine ottocento) e proviamo a fare due considerazioni(spero non banali).oggi lo sport calcio e' una cosa normale ma prima che ci fosse a chi sarebbe balenata l'idea di proporre un gioco dove si possono usare solo i piedi e la testa e non le mani?proviamo ad immaginare un bambino che tira i suoi primi calci ad un pallone:scordinato,impreciso,debole.proviamo a chiedere sempre ad un bambino di palleggiare con le mani.ora chiediamogli di farlo con i piedi.piu' difficile e'?facciamo un altra ipotesi:se il calcio non lo avessero ancora inventato e lo inventassero oggi ma con persone che hanno le abilita' calcistiche attuali noi penseremo a 22 funamboli in campo.il calcio e' un gioco d'abilita';a mio avviso il piu' difficile da un punto di vista tecnico e al contempo lo sport piu' spettacolare.non che manchi la tattica anche se ci sono sport(penso ad esempio al rugby)dove la tattica supera di gran lunga la tattica del calcio.il calcio e' uno sport che riesce a combinare due estremi opposti che non hanno nulla di simile:geometria e fantasia.ora se non siete appassionati di calcio forsee potreste riuscire a capire perche' tanta gente lo adora.chi ha inventato questo sport aveva un animo nobile,creativo e geniale e non sarebbe mai potuto aspettarsi se sapesse quello che succede oggi come sdi sarebbe evoluto il calcio che e' uno sport,uno spettacolo ma anche un fenomeno sociale e culturale.il calcio nasce come sport di massa perche' bastava avere un pallone e si poteva improvvisare un campetto anche in strada anche se oggi le nuove leve che lo praticano prediligendo scarpe costose e scuole calcio rinomate lo potrebbero far trasformare in uno sport da ricchi non tanto per la diffusione ma per il fatto che chi e' ricco ha piu' possibilita' di emergere come spesso accade in tutti i settori.il calcio,il fenomeno calcio che in un certo senso e' anche poesia fino ad oggi ci ha abitutati anche a vedere ragazzi poverissimi che venivano selezionati mentre giocavano in strada e diventavavno idoli milionari.gia' proprio il denarop e' la rovina del calcio.cio' che prima era un gioco d'abilita' e di tutte le caratteristiche che ho citato diventa ogni giorno che passa un modo per arrichirsi e non trasmette piu' i veri valori che lo sport in genere dovrebbe e ha dato.io domani vado a giocare.buon calcio a tutti.

mercoledì 4 maggio 2016

FELICITA',BELLEZZA E INTELLIGENZA

Potrebbe sembrare strana la relazione o la connessione tra aspetti diversi come la felicità.la bellezza e l'intelligenza.eppure io sono convinto che questi tre aspetti viaggino parallelamente.difatti si vede lontano un kilometro una persona felice e una persona tormentata sebbene molti siano dei veri artisti nel mascherare la loro tribolata vita e le loro vicissitudini. In generale si puo' dire che una persona curata e' piu' felice e sapete perche'.semplice.l'essere umano ha bisogno di conferme,di sentirsi benvoluto e soprattutto accettato.non v'e' nulla di male nel curare il proprio aspetto come a piu' riprese ho sostenmuto e sostengo ma attenzione all'ossessione.chi cerca la perfezxione nell'aspetto fisico in genere tralascia altri aspetti della natura umana che sono la vera essenza dell'anima ,a vantaggio dell'apparenza.chi si trascura del resto oggi piu' che mai viene mal visto e fa fatica ad essere accettato e stimato.dunque anche in questi casi e' questione di equilibri dedicando il giusto tempo e le giuste energie all'essere e all'apparire.continuando con questa correlazione tra felicita',bellezza e intelligenza potrei aggiungere com'e' noto che chi assorbe i turbamenti della vita somatizza mentre chi prende la vita meno sul serio invecchia meno lentamente e con meno probabili malattie.qualcuno si chiedera' cosa c'entra l'intelligenza?bertrand russel diceva che il guaio dell'umanita' e' che gli stupidi sono sicuri mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.una persona intelligente analizza,mette costantemente in discussione dapprima se' stessa e poi gli altri e poi agisce mentre una persona poco intelligente o meno intelligente trova alibi,giustificazionie mette in discussione esclusivamente gli altri anche se questo alla lunga potrebbe portare ad una sorta di immobilismo nel senso che non si agisce piu' ,cosi' come chi pensa troppo alla fine potrebbe avere troppi dubbi per agire.una persona intelligente inoltre capisce le dinamiche dei comportamenti delle situazioni e degli avvenimenti e in un mondo dominato per la maggioranza dalla falsita' ipocrisia,meschinita'e dal non avere le palle assorbe di piu' rispetto ad una persona meno intelligente.il segreto per conciliare questi tre aspetti probabilmente e' fregarsene degli altri cercando sempre dfi migliorare pero' in una eterna sfida con se' stessi che pero' non dovrebbe contemplare l'ossessione un giusto allenamento fisicoa seconda del risultato che si intende ottenere ed alle proprie caratteristiche fisiche ,un giustrro equilibrio e lalenamento mentale fatto di viaggi,nuove conoscenze,cercando di circondarsi di persone asllegre e stimolanti,leggere, e risolvere problemi.forse forse un tantino di leggerezza non guasta anche se se si esagera si finisce con l'essere presi per stupidi e non si viene piu' stimati e accettati.questione di equilibri come in tutti gli aspetti.piu' facile a dirsi che a farsi,purtroppo.

mercoledì 9 marzo 2016

VERGOGNA E IMBARAZZO

La vergogna è un'emozione che accompagna l'auto-valutazione di un fallimento globale nel rispetto delle regole, scopi o modelli di condotta condivisi con gli altri; da una parte è un'emozione negativa che coinvolge l'intero individuo rispetto alla propria inadeguatezza, dall'altra è il rendersi conto di aver fatto qualcosa per cui possiamo essere considerati dagli altri in maniera totalmente opposta rispetto a quello che avremmo desiderato.
A differenza dell'imbarazzo, che si sperimenta esclusivamente in presenza degli altri, ci si può vergognare da soli e per lungo tempo; inoltre, mentre l'imbarazzo sorge per l'infrazione di regole sociali che possono anche non essere condivise, la vergogna è il segnale della rottura di regole di condotta alle quali personalmente si aderisce.

Da notare che sia vergogna che imbarazzo essendo l'uomo un animale sociale si riferiscono all'esterno e cioe' in altre parole al giudizio altrui.la vergogna e' un emozione piu' duraturae puo' essere sperimentata anche da soli in virtu' di un rimorso,un ricordo ma sempre relativo agli altri.sia vergogna che imbarazzo si proiettano verso il giudizio altrui con una sostanziale differenza:la vergogna e' un sentimento di inadeguatezza degli altri rispetto a noi stessi mentre l'imbarazzo e' un senso di inadeguatezza di se' stessi verso gli altri.la vergogna si declina spesso al passato o al presente mentre l'imbarazzo sempre ed esclusivamente al presente.certo ci suo' vergognare anche di se' stessi ma io credo che nel momento stesso in cui ci si vergogni di se stessi la vergogna ceda il posto al rimorso per non essersi comportati diversamente in qualche circostanza.eliminare la vergogna a mio avviso si puo'.lavorando su se' stessi ci si puo' sempre redimere e migliorarsi e cio' che in un dato momento e' stato per noi vergognoso sia che si tratti di vergogna per il giudizio altrui sia che si tratta di vergogna verso se stessi(caso molto piu' raro)magari superandolo con un sorriso quando il ricordo affiora.l'uomo e' un essere dotato di memoria e il ricordo volente o nolente si insunera' consciamente o incosciamente sempre nella nostra mente cfondizionando anche le nostre azioni.l'uomo pero' e' dotato di ragione e puo' anzi deve migliorasi e lavorare su quyesto aspetto per farlo.nel momento stesso in cui si lavora su se stessi per migliorarsi e si ottengono risultati il passato che ci e' sembrato vergognoso puo' essere quindi mcome dicevo, se lo si prende con leggerezza,”sdrammatizzato”con un sorriso.guai pero' a non dare la giusta importanza al gioudizio altrui e alla vergogna nel momento in cui si prova.per me il giudizio altrui non ha mai contato granche' ma bisognerebbe comunque dargli un peso magari prendendo spunto dalla vergogna provata per far scattare quella molla affinche' certe situazioni non si ripetano.un uomo realizzato e libero a mio avviso non si vergogna degli altri mentrre credo che sia impossibile eliminare del tutto le situazioni d' imbarazzo che a volte potrebbero capitare.

mercoledì 3 febbraio 2016

LA MODA:CHE IDIOZIA

Curare il proprio corpo, piacere e piacersi , vestire con un certo stile o meglio col proprio stile sono espressioni lodevoli di una persona che ama se stessa.io pero' la moda proprio  non la concepisco.tra riviste di moda che si accaparrano testimonial e conducono operazioni di marketing in simbiosi con le case produttrici  e stilisti che cuciono sempre nuovi capi la moda viene lanciata da poche persone a discapito della massa . questo concetto a me personalmente non va giu'.la moda e' di tutti ma lo stile e' unico;lo stile  dovrebbe essere l'imperativo categorico. certo io curo poco il corpo e il vestiario forse perché della moda me ne frego e forse perché non voglio spendere tantissimo per un capo ma non e' di me che voglio parlare. valorizzare il proprio aspetto e' senza dubbio qualcosa che ci rende felici in quanto abbiamo piu' possibilita' di piacere e di piacerci come dicevo prima. tuttavia io non capisco perché di fronte ad un capo costosissimo non si opta per un sarto che valorizzi il nostro corpo.ognuno di noi ha dei pregi e dei difetti caratteriali figuriamoci estetici .e ahi voglia ad andare in palestra o fare attivita' fisica;alcuni piccoli difetti non potranno mai essere "perfezionati"a meno che con un abbigliamento giusto non si nasconda tale difetto esaltando i pregi. pensando a me per esempio che sono un po' grasso potrei optare per vestiti scuri e larghi ma i piccoli difetti da mascherare sono innumerevoli e ho citato il mio esempio per renderlo comprensibile anche se banale e anche se non lo faccio.quante volte abbiamo sentito rispondere di fronte ad un comento positivo o negativo su un capo:si porta.non mi piace o mi sta bene ma si porta.la moda in fondo e' un processo di identificazione,imitazione e apparenza.io sbagliero' nel non curare l'aspetto esteriore come si conviene(del resto non credo di essere talmente brutto e\ o trasandato anche se potrei migliorare molto) ma la moda per me e' un idiozia.

lunedì 18 gennaio 2016

LOGICO,TROPPO ILLOGICO

man mano che leggo nietsche mi rendo conto di quanto fosse geniale,cosi' geniale da scardinare le mie convinzioni soprattutto in merito alle critiche a socrate che sin dai tempi del liceo e' stato il mio filosofidolo(perdonate questo brutto neologismo).in effetti socrate riconduceva tutto alla logica,nietsche invece ci dice che siamo logica e illogicita',biologia e pensiero.pur condividendo il pensiero di nietsche ho provato a trasportare le sue grandi teorie alle mie,molto piu' modeste e chi mi legge sa'0 che insisto sulla teoria del fatto che ogni cosa sia unica e trinica.per me l'uomo e' corpo,anima e cervello.il corpo a sua volta si divide in carne, ossa e muscoli.l'anima in coscienza,etica e spirito.il cervello in logica,illogicita' e creativita'.sorvolando sulla suddivisione di corpo e anima vorrei invece soffermarmi sulla suddivisione del cervello.la logica a sua volta si divide in pensiero,razionalita',azione.le menti razionali sono riflessive e come un computer elaborano e calcolano la o le soluzioni piu' adeguate al problema o alla situazione che gli si pone dinnanzi.sappiamo bene pero' che la logica e' sopraffatta spesso dall'illogicita'.quante volte abbiamo detto:ho sbagliato ma e' stato piu' forte di me,oppurese ci avessi pensato prima o non ci ho proprio pensato.la vita come nietsche stesso dice e' una seuqwnz<a infinita di attimi per lo piu' illogici.illogici perche' non sempre si ha il tempo di elaborare e calcolare il comportamernto o la decisione da prendere.l'illogicita' a sua volta si suddivide in istinto,irrazionalita',emotivita'.l'istinto e' la parte inconscia che a volte ci aiuta altre volte ci fa essere troppo impulksivi o frettolosi.l'irrazionalita' la associerei alla follia in quanto a volte abbiamo reazioni del tutto inaspettate.la creativita' e' sentimento, immaginazione,condivisione.per chi non avesse letto la natura dell'universo:quando fede e scienza si incontrano in quel post in maniera esaustiva parlo dell'unicita' e trinicita' come fenomeni complementari ma di una stessa cosa ragion per cui anche la creativita' obbedisce a questa mia teoria.un crteativo in effetti condivide una suaa opera attraverso il sentimento che lui ha provato e che vuol fare provare e attraverso la sua immaginazione che capovolge spesso se non sempre i luoghi comuni.io credo che l'illogicita' sia la parte predominante dell'essere umano,la logica sia la parte secondaria quando abbiamo modo di riflettere e la creativita' e' un talento nascosto che ognuno possiede ma che non tutti manifestano.tra illogicita' e follia pero' ce ne corre.folle e' una persona che ha un livello di logica inferiore,molto inferiore alla media e che assume atteggiamenti irrazionali.sembrera' strano ma se la genialita' e' associata alla logica,la follia e' associata alla creativita' e pensdo che tra genialita',follia e crreativita' ci sia come dicevo in altri post una linea sottilissima.un genio che ha comportamenti logici sempre e comunque e' un robot chi e' sempre irrazionale e' folle e chi e' sempre creativo dove per creativita' si intende una follia geniale probabilmente non esiste se non dio se volesse.probabilmente in virtu' di questa predominanza dell'illogicita' sono state emanate leggi, professate religioni e tramandate lezioni di etica e di morale per far si' inmsomma che in determinate circostanme si assumino determinati compèortamenti "logici".che poi e' pur vero che queste cose siano servite ai potenti per manipolare le masse.certo e' che purtroppo le regole servono perche' se questo sporco mondo e' dominato dal caos figuriamoci senza norme e regole che cosa sarebbe anche perche' e' piu' fgacile cadere in tenmtazione che essere virtuosi.

SUL VINCOLO DEL MATRIMONIO

in questo post vorrei fare alcune considerazioni sul matrimonio partendo innanzitutto dalla radice etimologica del termine:matrimonium che  significa madre e compito e se ci facciamo caso patrimonium(patrimonio in italiano)ha una radice etimologica dai connotati nettamente economici.secondo nietsche:"il matrimonio......non lo si fonda sull'amore,lo si fonda sull'istinto sessuale,sull'istinto di possesso(moglie e figli di proprieta'),sull'istinto di dominio che continua ad organizzare per se' la piu' piccola struttura del dominio,la famiglia,che ha bisogno di figli ed eredi per tenere salda,anche fisiologicamente,la misura di potere,di influenza,di ricchezza che e' stata raggiunta,per preparare lunghi compiti,una solidarieta' di istinti tra secoli".
pur ammirando gli scritti nietschenienani se mi e' concessa l'espressione dissento quantomeno in parte da questa sua affermazione.oggi,io credo gli istinti sessuali possono essere placati,saziati e goduti con una facilita' che prima non v'era e, a maggior ragion in tal senso il matrimonio diventa un vincolo per la propria liberta' sessuale con piu' partner.si perche' magari io non saro' un credente praticante che va in chiesa tutte le domeniche(e come me la maggior parte dei cristiani che conosco) ma il matrimonio e' una cosa seria e , non per un fattore economico di divisione dei beni che comunque incide,ma semplicemente perche' si promette davanti a dio di essere fdedelòi sempre nella buona e nella cattiva sorte di onorare il coniuge etc etc.diciamoci la verita' molti gia' sanno consciamente o incosciamente che il loro matrimonio andra' a rotoli o,quantomeno si illudono che non sia cosi'.per me il matrimonio ha senso in vista dell'arrivo di un nascituro,condizione pero'non necessaria in caso di sterilita' o impotenmza purche' i due coniugi si amino e si rispettino.ora non vorrei frainteso:sono favorelissimo al divorzio,non lo condanno,anzi credoi che sia sacrosanto e credo che anche un granmde amore possa finire ragion per cui si puo' mettere la parola fine a quel rapporto.ma la domanda mi sorge spontanea:perche' ci si sposa?si ,ok.per condividere l'intimita' e tutto cio' che c'e' da condividere con una persona e magari creare una famiglia con bambini.ma io intendo perche' ci si illude di aver trovato la persona con la quale costruire qualcosa di magnifico e sofferente allo stesso tempo?:magnifico se vi e' vero amore,sofferente se non lo e'.del resto anche i figli si' e' vero sono gioie ma sono in primis responsabilita',preoccupazioni e sofferenze.ovviamente parlo da maschio occidentale perche' mi rendo conto che una donna sogni la favola col principe azzurroe una famiglia e cio' e'0 sacrosanto ma, tuttavia,non e' giusto promettere ad un altra persona eterno amore iinnanzi(virtualmente) a dio e peggio ancora generare un figlio quando non si e' davvero convinti.ma allora rinnovo la domanda:perche' ci si sposa?io credo che i motivi siano essenzialmente due:la paura della solitudine e la paura della solitudine in vecchiaia.io sfido chiunque a dimostrare di essere vergine prima del matrimonio e di sposarsi con una persona realmente amata(che poi se l'amore finisce e' un 'altro paio di maniche,come dicevo prima e sottolineo).io credo che le istituzioni religiose ci abbiano mentito per millennni:il sesso non e' un tabu' ma lo si e' fatto diventare tale per evitare inutili sofferenze e per tutelare i bambini.pero' dico questo poeor dire che se ci sposa in chiesa non si puo'essere credenti a convenienza.chissa' poi se nel mondo medio orientale c'e' una connessione tra malvagita' o comunque terrorismo e poligamia.un figlio con 7 madri ed un padre forse non lo si puo' indirizzare verso la strada giusta.che poi in mediooriente le donne non hanno diritti e questo e' un altro grave discorso.se oggi esistono precauzioni io concludo dicendo non sposatevi e non procreate se in cuor vostro non siete convinti,altrimenti che possiate vivere felici e contenti.

mercoledì 13 gennaio 2016

IL CAMMINO DELLA SAGGEZZA

da millenni i grandi pensatori e, non solo,cercano la strada della saggezza.ma che cos'e' la saggezza?a mio avviso la parola saggezza non va confusa ne' con la parola prudenza,ne' con la parola calcolo e , se volessimo, neanche con la parola furbizia.eppure la saggezza e' universalmente riconosciuta come la capacita' di operare scelte ponderate e prudenti frutto di calcolo al fine di trarre vantaggio da ogni situazione. Di solito si associa la parola saggio ad una persona anziana;nulla di strano anzi direi logico vista la natura umana frutto dell'esperienza.saggi non si nasce,saggi si diventa e lo si diventa attraverso le esperienze.io credo che per diventare saggi ammesso che sia possibile bisogni attraversare il cammino della vita con un pizzico di follia e incoscienza specie in gioventu'.in questo senso anche la parola consapevolezza puo' essere intesa come una infinitesimale parte della parola saggezza;solo chi attraversa diversi sentieri puo' dire in cosa e' incappato lungo la strada.non esistono dunque a rigor di logica giovani saggi.l'esperienza positiva o negativa che sia le gioie e le cicatrici,la felicita' e le batoste non possono essere tramandate attraverso esperienze letterarie o,quantomeno,guardando gli errori altrui.certo sarebbe saggio,per l'appunto seguire i consigli disinteressati di persone che ne hanno viste tante ma a volte anche fare di testa propria genera i suoi frutti.il guaio e' che la vita e' spesso se non sempre unica anche se alcuni sentieri di questo cammino sono stati in parte gia' perlustrati.la saggezza al contrario dovrebbe essere una qualita' oggettiva ma come ci ricorda il filosofo eraclito:panta rei,tutto cambia,tutto scorre.se poi e' vero che come suddetto non esistono giovani saggi ma solo persone vecchie dentro io sono giunto alla conclusione che la saggezza non esiste ne' in senso assoluto ne' in piccole dosi.esiste invece la voglia di vivere e sperimentare ed esiste la paura,la paura di non ricadere nel baratro che lungo il percorso ci ha procurato sofferenza.un ennesima parola anzi due sono le parole etica e morale che necessariamente dovrebbe possedere chii e' ritenuto saggio e , che al contrario,non necessariamente sono attribuibili ai soli saggi.sara' che io sono ancora abbastanza giovane ma io credo di voler rimanere curioso come un bambino,un bambino con qualche piccola esperienza, positiva e negativa, in piu'.in fondo al di la' dell'etica e della morale e, ovviamente non mi riferisco alla falsa morale e al finto perbenismo,che sono necessarie oggi piu' che mai ma che forse stanno venendo meno come qualita' e valori umani io mi chiedo nuovamente che cos'e' la saggezza?e a che serve affannarsi tanto per giungere ad uno stadio in cui si e' ritenuti saggi? Io continuo il mio viaggio fanciullesco.voi cosa pensate della saggezza?siete dei bambini copn qualche esperienza o dei vecchi dentro.vediamo quanti bambini siamo.


















martedì 5 gennaio 2016

LA DIGNITA' DEL SORRISO

La ricerca della felicità credo che sia soggettiva:ciò che rende felice me ,magari non rende felice un'altra persona.eppure sono convinto che tutti inseguano l'amore il denaro e la felicità.a volte mi chiedo perché l'umanità fa di tutto per essere infelice.sembrerebbe assurdo che ,in fondo,tutti si lamentino dei medesimi problemi ma nessuno faccia niente per risolverli ,come se il solo fatto di lamentarsi sia un pretesto,una buona scusa per rimanere infelici.ho visto a tal proposito gente lamentarsi anche di problemi risolvibili come ad esempio la mancanza di dialogo quand'essi stessi sono i primi che di fronte ad una parola di un estraneo, o si imbarazzano, o si indispettiscono.sicuramente e' sacrosanto affermare che esistano affinità elettive e che non possiamo andare d'accordo con tutti e che non tutti riescono ad emozionarci o quantomeno a regalarci un sorriso.ma perché chiudersi dietro una cella con le solite stesse persone magari molte delle quali riescono a farci stare male?ognuno di noi merita delle chanche. prima di giudicare dovremmo imparare a mettere a proprio agio le persone e a sorridergli. magari non tutte diventeranno nostri amici ma sono sicuro che potremmo avere delle piacevoli sorprese.e' vero che i problemi sono tanti,troppi forse, e che la vita e' troppo frenetica ma se rovesciamo l'assunto di base trasformandolo dal “sono troppo preso da me stesso e dai miei problemi” ed iniziassimo ad essere gentili e sorridenti forse qualcuno potrebbe essere in grado di ricambiare il sorriso e l'assunto di base si trasformerebbe per l'appunto in “oggi potrei conoscere nuove persone che potrebbero farmi stare bene”.chi sorride nonostante tutto,e' una persona che fa del suo pane quotidiano la dignità.a volte basta poco:immaginiamo un mondo dove tutti provino ad essere gentili e sorridenti col prossimo.non e' forse come vorremo essere trattati noi?cioe' con rispetto e gentilezza? Forse io credo nelle favole ma sono convinto che a volte basta una parola,un gesto,un sorriso per rendere migliore la nostra giornata e rendere migliori noi stessi e gli altri.e in fondo anche se mi criticherai so' per certo con un pizzico di presunzione che se stai leggendo ancora un sorrisetto te l'ho strappato.non e' vero?

sabato 31 ottobre 2015

INDIPENDENZA E LIBERTA'

"Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. (...) Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero. (...) No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile...(f.pessoa)

Probabilmente c'e' un equivoco di fondo:indipendenza e liberta' e' vero che non dipendono danulla,nessuno,nessuna fede,nessun idea.tuttavia iocredoi che l'indipendenza e la liberta' assoluta non esistano e che pertanto indipendenza e liberta' hanno senso solo se si possono fare delle scelte inclusa la scelta di non scegliere affatto.il mondo e' frammentato e frammentario.cio' e' vero. ed e' vero che in nome di noi stessi,della nostra fede,delle nostre idee,del nostro amore spesso non accettiamooo un punto di viosta diverso ma egualmente valido.per me indipendenza e liberta' consistono nel fatto che la nostra curiosita',la nostra umilta'nel riconsiderare tutto e la nostra voglia di sperimentare nuove esperienze non vengano mai meno.non esistono come dicevo indipendenza e liberta' assoluta e non esiste nenache la verita' assoluta.smettere diii cercare pero' e' un po' come arrendersi.in fondoverita',liberta' e indipendenza sono un po' come dipingere su una tela collettivamente un disegno.ognuno da il suo contributo e cio' che ne viene fuori e' un puzzle.questo puzzle si incastra perfettamente,pezzo per pezzo,pezzo su pezzo e questo puzzle e' l'umanita' e solo il divin creatore ne ha la visione d'insieme visto che i taselli e i nostrii disegni sono le proiezioni di noi stessi,dell'umanita'.

martedì 13 ottobre 2015

DICO ADOZIONI

se sia giusto o meno affidare in adozione un bimbo ad una coppia omosessuale io non lo sò ma non facciamone una questione ideologica.i bimbi vanno salvaguardati e tutelati.bisognerebbe pensare prima al loro bene e poi al resto.e' vero che ci sono coppie eterosessuali che non meriterebbero di accudire un dono del cielo ma pensiamo all'impatto deleterio che questa società offrirebbe ai figli di genitori omosessuali.magari loro sarebbero i migliori genitori dell'universo ma i loro piccoli presumo che soffrirebbero e,non poco.certo riguardo i genitori dei violenti etc,i loro figli non meriterebbero questi come genitori ma cio' non si puo'fermare(almeno non prima).ditemi voi come se lo sapete?un figlio non e' un capriccio da soddisfare.penso che oggi esistano ancora tanti problemi circa l'adozione da parte di persone perbeneed etero che non possono avere figli,figuriamoci in che palude burocratica andremmo a finire con l'adozione di bimbi da parte di coppie omosessuali.io personalmente sono abituato a risolvere i problemi uno alla volta;io penso ancora che i palazzi si costruiscano mattone su mattone gettando solide basi.sburoticratizzaimo prima l'adozione da parte di genitori etero e rendiamo le unioni civili un datto di fatto.

IL NUMERO DI DIO

Che cos'e' il verbo?il verbo in greco antico significa parola,discorso,ragione(stranamente una sola parola ha untriplice significato e chi mi legge sa di cosa parlo).l verbo è una parte del discorso variabile, che indica un'azione che il soggetto compie o subisce, l'esistenza o uno stato del soggetto, il rapporto tra il soggetto e il nome del predicato.La parola (dal greco παραβολή parabolè, attraverso il latino parabŏla, poi alterato in paràula nel volgare) è l'espressioneorale o scritta di una informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di una idea svolta a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale. in matematica La parabola è una sezione conica: si ottiene come intersezione di un conoinfinito con un piano parallelo ad una retta generatrice. Le sezione sono tre:ellisse parabola iperbole.nel mio post le forme dell'univeso spiego come l'universo abbia tre forme tute e tre tridimensionali. Ad oggi potrei dire che l'universo ha la forma di un cono.:Tipi di sezioni coniche: i piani, intersecando il cono, descrivono una circonferenza (in giallo), un'ellisse (in rosso), una parabola (in blu) e un'iperbole (in verde) (vedere il grafico sotto) Un discorso è una modalità di comunicazione linguistica mediante cui si parla o scrive. La definizione della parola discorso varia a seconda dei campi di applicazione (antropologia, etnografia, cultura, letteratura, filosofia, ecc.). La ragione, in filosofia, è la facoltà per mezzo della quale si esercita il pensiero, soprattutto quello rivolto ad argomenti astratti. La ragione è ritenuta dalla maggior parte dei filosofi una facoltà universale, tale da essere condivisa tanto dagli umani quanto, teoricamente, da animali o da intelligenze artificiali che userebbero la ragione intesa come capacità di calcolo. Sono molti i pensatori che si sono dedicati allo studio di questa nozione, dando luogo a molteplici prospettive, spesso reciprocamente incompatibili. Ci sono due parabole nel vangelo di giovanni e 4 nei vangeli canonici di gesu' per un totale di 6 parabole cioe' 2 volte 3per un totale di 40 parabole.se dividiamo 40 per tre otteniamo 13,3 periodico.13 e'13 è la somma delle singole lettere che in ebraico formano la parola uno אחד che concettualmente si riferisce ad un attributo di Dio.13,3 periodico dunque credo dovrebbe essere il numero di dio.sara' un caso ma dividendo 13,3periodico si ottiene 6,6665.sara' sempre un caso ma l'etimologia del nome diavolo significa colui che divide.lucifero com'e' noto era un angelo e il suo significato etimologico significa portatore di luce poi ridenominato satana(avversario in senso etimologico).

venerdì 9 ottobre 2015

ALLA RICERCA DI SE' STESSI

"La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore." (Hermann Hesse) condivido il pensiero di hesse soprattutto per quanto concerne la prima frase.per il resto ho parlato di cio' che penso circa il destino nel post:e'0 tutto scritto o siamo artefici del nostro destino ?nel quale ricordo di aver detto che siamo noi a scegliere il nostro destino ma che determinati avvenimenti forse dovranno accadere per volonta' non legate alla nostra e che in base alle nostre reazioni il destino subisce continue modifiche,in sintesi.ho parlato anche delle predispozioni e dei talenti e credo proprio che il resto dell'aforisma di hesse(dopo la prima frase)si riferisca ai talenti e alle nostre predisposizioni.credo di aver detto anche che il lavoro rappresenta buona parte della nostra vita ma che noi non siamo il nostro lavoro ragion per cui arrivare a se stessi non implica secondo me per forza di cose la realizzazione dei nostri talenti anche se credo che non coltivare un talento sia un errore.essere se stessi non dipende dunque dal lavoro che si svolge ma dai comportamenti abituali nei vari contesti e lafrattura piu' grande e' senza dubbio legata alla dualita':cosa siamo e cosa vorremmo essere.

L'ARTE:MA CHE COS'E'?

quando si parla d'arte inevitabilmente si pensa alle 10 forme d'arte piu' conosciute e ( se cosi' si potesse dire) “riconosciute”.Le dieci principali forme di arte, da cui emanano o a cui si ricollegano tutte le altre sono: Pittura (inclusi il disegno, l'incisione e la grafica digitale)spazaile Scultura (inclusi l'oreficeria, l'arte tessile, l'arazzo e l'origami)spazaile Architettura spaziale Letteratura linguistica Musica musicale Danza cinestetica Teatro intrapersonale Cinema (inclusa la videoarte) cinestetica intrapersonale Fotografia (inclusa la multivisione) spaziale Fumetto spaziale Sarebbe interessante fare una sorta di parallelismo tra le diverse forme d'arte e le diverse forme di intelligenza umana.Per quanto riguarda la pittura,la scultura,l'architettura,il cinema e la fotografia.l'ntelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali secondo schemi mentali piuttosto complessi. La possiedono scultori, pittori, architetti, ingegneri, chirurghi ed esploratori. Per quanto riguarda la letteraturaassocierei ovviamente l'intelligenza linguistica.Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Possono averla poeti, scrittori, linguisti, filologi, oratori. Alla categoria musica assocerei quindi l'intelligenza musicale.Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce. La possiedono prevalentemente i compositori, i musicisti e i cantanti. Alla danza invece assocerei l'intelligenza cinestetica.Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. Ce l’hanno in misura peculiare ballerini, coreografi, sportivi, artigiani. Al teatro e al cinema personale.Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri. Non è prerogativa di qualcuno, benché la possiedano, in particolare, gli attori. Sarebbe interessante notare che la teoria delkle 9 intelligenze di gardner(tutt'oggi utilizzata)vede nelle principali frome d'arte 5 su 9 cioe' piu' del 50 per cento.le altre intelligenze sono logico matematica,interpersonale,naturalistica e d esistenziale.chi possiede queste intelligenze ha un atteggiamento schematico,di astrazione e di elaborazione e spiegazione dei concetti(nulla a che fare con l'arte).detto questo e' fondamentale precisare che tra i diversi pittori cosi' come scultori etc non tutti sono artisti.l'artista e' colui che attraverso il prorpio lavoro riesce a imprimere un emozione e a crreare qualcosa di originale.va inoltre precisato che L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unicocodice inequivocabile di interpretazione. Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.mi piacerebbe concludere con un aforisma di san francesco:Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.

VOLERSI BENE UN PO'

Spesso se non addirittura sempre si tende a pensare in presenza di una persona demotivata,pigra o arrendevole che questo comportamento sia dovuto ad una scarsa auto benevolenza.quante volte abbiamo sentito dire o usiamo frasi del tipo:dovresti volerti un po' piu' bene o tu non ti vuoi bene?be' io non credo che non esista al mondo persona che non si voglia bene a meno che non sia fortemente masochista(ma anche in quel caso la persona in questione prova piacere nel soffrire ragion per cui appaga un desiderio in quanto tiene a se stesso e alle sue convinzioni).io credo che quando una persona si comporti nella maniera succitata non sia tanto il non volersi bene ma piuttosto una bassa autostima e una scarsa fiducia in se stessi.spesso non si agisce per paura di sbagliare,di essere rimproverati,di non essere all'altezza.viceversa chi ha una buona dose di fiducia in se stesso e autostima ci prova comunque e lo fa in continuazione e in questo modo prima o poi un minimo risultato e' garantito.certo entrambi gli atteggiamenti forse sono sbagliati ma tra i due il meno grave e' sicuramente la voglia di provarci.il primo e' sbagliato ovviamente perche' si rinucia all'azione (cosa gravissima),il secondo perche' ci si interdascisce scaricando spesso se non sempre le colpe sugli altri.in qualunque ambiente e' importante dare e ricevere fiducia;quando cio' avviene non forzatamente i risultati possono essere buoni o addirittura impensabili.e' chiaro che la fiducia si basa sia sull'istinto che sulla conoscenza della persona e a mio avviso e' inutile fingere un eccessiva fiducia se cio' non si percepisce davvero.io credo che quando una persona da' fiducia ad un altra questi acquisti maggiore inconsapevolmente maggiore fiducia in se' stesso ragion per cui credo che dare fiducia agli altri e avere fiducia in se' stessi siano due concetti strettamente correlati seppur in minima parte indipendenti.avere fiducia in se stessi quindi e' il carburante dell'azione mentre l'autostima e' il consolidamento di risultati ottenuti.

giovedì 8 ottobre 2015

TRANSUMANESIMO,POSTUMANESIMO:QUALE FUTURO PER L'UMANITA'?

Sembrerebbe fantascienza ma la sigla H+ meglio conosciuta come movimento transumanista potrebbe rivelarsi come il futuro del genere umano.il transumanesimo è un movimento culturale che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l'invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana. A proposito di suddetto movimento vorrei fare alcune considerazioni in merito: alcune di carattere etico,altre di carattere etico e sociale. In primis se fosse vero com'è vero che ogni essere umano vive in un corpo per un periodo di tempo variabile va ricordato che da un punto di vista spirituale il corpo e' un mezzo,non un fine e che l'anima o lo spirito ,che dir si voglia ,sono gli elementi che contraddistinguonol'essere umano.in altre parole tanto per riportarlo ad oggi le religioni non dovrebbero badare all'aspetto ma alla sostanza.se una persona è bassa o è grassa o ha un handicap ciò non dovrebbe intaccare la considerazione degli organi religiosi circa la fede di questi o meglio ancora se ci si trova di fronte un anima generosa e benevola.certo c'e' da dire che solo dio puo' creare ma io da un punto di vista etico penso ad esempio alla chirurgia.se la chirurgia in alcuni casi puo' rendere la persona piu' bella o comunque diversa da come madre natura l'ha creata allora anche in quei casi la chiesa e le istituzioni religiose dovrebbero fare qualcosa.se con le scoperte transumanistiche si potesse migliorare la qualità della vita di ciascuno,da un punto di vista etico,bisogna accettare tale cambiamento in quanto e' lo spirito come dicevo che e' figlio di dio;il corpo e' solo una forma. Certo non si puo' appoggiare in toto il transumanesimo soprattutto da un punto di visto socio economico.penso ad esempio che se le scoperte e le ricerche in materia andassero avanti e fossero applicate io sono convinto che si generebbe un nuovo meccanismo perverso(ma non troppo conoscendo la razza umana) che consentirebbe ai ricchi di essere piu' longevi,piu' forti e piu' intelligenti e ai meno ricchi di non poter accedere a una condsizione migliore.come se non bastasse si creerebbero delle caste ultrasecolari dove chi nasce da una famiglia di stampo “transumanista”continuerebbe ad essere piu' longevo,piu' forte e piu' intelligente e chi nasce da una famiglia “tradizionalmente umana” non potra' mai evolversi.i post umani e gli umani.vogliamo che il futuro sia dominato dai transumanisti che governeranno gli umani per secoli prima che non accada una rivoluzione?io credo quindi che gli esperimenti vadano fermati con le buone o con la forza(militare) visto lo scenario che si prospetta.che sia o meno cosi',che ci sia una nuove stirpe di umani che domineranno il globo forse solo i nipoti dei nostri nipoti potranno saperlo.