Cos'è la vita e come va vista?
Per me la vita è una serie di esperienze e di emozioni.Può
sembrare riduttivo ma io la penso così.
Le esperienze potremmo associarle alla parte razionale
dell'io.Un ' esperienza chiaramente può essere negativa o positiva e, quindi,se
positiva avremmo il desiderio di ripeterla.
Se ,al contrario negativa vorremmo evitarla o modificarla.
L'esperienza in ogni caso è ciò che trasforma ciò che
pensiamo in ciò che siamo.
Le emozioni invece si riferiscono al nostro io più profondo,alle nostre sensazioni e in un certo
senso pur differenziandosi dall'esperienza camminano a braccetto con essa.
Se facciamo un'esperienza piacevole vivremo un 'emozione
piacevole viceversa un 'esperienza negativa,un'emozione negativa.
E' chiaro che una vita ripetitiva genera meno piacere,meno
amore, meno bellezza,ma probabilmente anche meno sofferenza ma piu' meccanicità.
Ma la vita per me è una serie di esperienze e di
emozioni,positive e negative.
La meccanicità invece è la morte della vita.
Nella vita che è continua evoluzione bisogna
sperimentare.ovviamente come dicevo prima nel concetto di tempo faremo un
viaggio andando indietro,fermandoci e ripartendo e andando avanti.
Nel momento in cui ci fermeremo senza andare ne' avanti ne'
indietro saremmo ad un punto morto e la nostra vita sara' mera
sopravvvivenza.Faremo quindi sempre le stesse cose e non proveremmo
quell'immenso piacere di una scoperta o la sofferenza di una delusione ma solo
sofferenza a volte conscia o inconscia per la nostra vita meccanica.
Se la vita fosse un viaggio sarebbe giusto sperimentare
quante più cose sia possibile,sia il benessere materiale che quello spirituale
.
Quando ci troviamo di fronte ad una vita meccanica e,
credetemi capita più di quanto noi possiamo pensare,o si rinasce e ci si
reinventa o si continua fino alla morte in questa meccanicità durante questo
viaggio chiamato vita si muore una o più volte.
Non sto parlando di morte fisica ma di morte che per convenzione
chiameremo "spirituale".
Quando si muore spiritualmente ci si libera ma, almeno
inizialmente, proviamo una grande sofferenza perché quel poco che abbiamo anche
se meccanico vogliamo custodirlo gelosamente.
Forse in alcune circostanze è bene perdere tutto per poi
rinascere(quando si sta per annegare bisogna toccare il fondo per potersi dare
la spinta per risalire in superficie).Badate non sto dicendo che una persona
debba perdere tutto volontariamente(non sono S.Francesco e quello non è il mio
ideale)ma deve porsi degli interrogativi se la vita lo soddisfa da un punto di
vista sia materiale che spirituale ed eventualmente decidere di ripartire
sapendo però che quando ripartirà genererà in se' stesso una grandissima
sofferenza ma che se ne uscirà vittorioso si fortificherà e la vita e le sfide
che essa ci propone avranno un 'altro sapore.
Sì perchè in fondo la legge dell'attrazione, in fisica
quantistica ,ci aiuta meglio a chiarire un concetto:se siamo tristi,depressi e
annoiati facciamo ricadere su di noi tutta l'energia negativa e chi ci osserva
ci evita.
Viceversa se raggiungiamo uno stato di serenità ,oltre ad
aspirare alla felicità,emaniamo un 'energia positiva e chi ci circonda ha quasi
bisogno di noi.
Nessun commento:
Posta un commento