Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.
Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtu'......
Questo un'estratto di un pensiero di Pier Paolo Pasolini.Naturalmente non potevo non essere d'accordo.Ciò che però mi interessa approfondire è la paura della sconfitta e l'atteggiamento sbagliato che si ha nei confronti di uno "scontro".
Secondo me nella vita la paura più grande è quella di perdere ,in generale e ,in particolare, di perdere un'amicizia o un'amore. Bruce lee che ha incentrato tutta la sua filosofia sul combattimento come metafora della vita per scacciare(combattendo)i propri demoni interiori diceva:L'Errore più grande consite nell'anticipare l'esito di uno scontro:
non devi mai pensare se si risolverà in una vittoria o in una sconfitta.
- Bruce Lee (Pensieri che Colpiscono)
Non c'è errore più granded i pensare di perdere.Le sconfitte fanno parte della vita così come i successi ma se non si ha paura di perdere anche quando si perde si esce a testa alta.
Perdere un'amicizia o un'amore è vero ci fa stare male se ci teniamo a quella persona ma averla al proprio fianco diventandone succubi o peggio per un suo interesse o tornaconto personale ci distrugge. A volte cacciare il carattere se si ha ragione significa mettere una persona davanti ad un bivio:o mi rispetti o mi regolo di conseguenza.E' con questo spirito che bisognerebbe affrontare la vita,senza paura di perdere perchè in fondo se perdiamo abbiamo vinto nel senso che quella persona non ci merita.A parole è facile dirlo lo sò.Lo stesso discorso vale per le altre cose che non siano rapporti interpersonali secondo me.in qualunque situazione è importante uscire sempre a testa alta che si vinca o si perda.Concludo con un altro aforisma molto interessante e significativo: Nella Vita, nelle Arti Marziali, spesso ci si trova a un bivio. Ogni volta che non riusciamo in qualcosa, ad esempio insacchiamo un diretto; possiamo decidere di porci due domande: la prima è chiederci "Perche?": "Perchè proprio a me!?", "Perche io?", "Perchè non ho fatto questo o quello..?" Troveremo tutti disposti a dirci il "Loro" "perchè"!! E le risposte ci faranno stare sempre peggio e ci faranno soffrire. Questa domanda è sbagliata! Scaturisce spesso solo dalla Paura: paura di sbagliare; di farci male o spesso dalla paura di un futuro che non è detto che poi si verifichi! Questa domanda porta solo alla ripetizione meccanica e quindi ci riporta allo stesso punto di partenza! Oppure, possiamo decidere di chiederci: "Come?": "Come o cosa devo fare per evitare di prendermi un altro diretto?" Troverete che tutti vorranno dirvi "Perchè", ma pochi vi diranno "Cosa" dovrete fare per non ripetere l'errore. Il "Cosa" implica l'Azione, il tentativo, il porsi il problema di cosa fare è già un passo verso il farlo, porta alla crescita personale e implica Azione e non Ripetizione! - Sifu Guru Cass Magda Ricordiamoci che dalle sconfitte possiamo imparare e magari raggiungere successi perche' almeno io non conosco vincenti che non abbiano mai subito sconfitte.
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