«Le classi ci sono ma – è questo il punto originale dell´Italia – la lotta di classe è sul piano economico, non più sul piano culturale. Adesso la differenza è economica tra un borghese e un operaio, ma non c´è più differenza culturale fra i due».
Così Pasolini in un'intervista inedita esprimeva il suo pensiero circa la differenza tra classe borghese e classe operaia.
Volendo trasposizionare ciò che mi resta del pensiero Pasolianiano in un contesto attuale come quello odierno,ovviamente secondo il mio modestissimo parere,potrei dire che se nel passato recente la media borghesia mentre da un punto di vista economico è stata la spina dorsale dell'italia,d' altra parte ha evidenziato tutti i limiti e i turbamenti dell'uomo contemporaneo.
Non si tratta di "tifare"per la classe borghese o la classe operaia,la destra o la sinistra.Si tratta di riconoscere il meccanismo dell'interazione umana associata ai gruppi d'appartenenza che in qualche modo ci omologano e ci rendono schiavi.
Oggi non esiste una netta demarcazione tra classi,ma esiste il precariato d'appartenza.Forse si può arrivare alla conclusione che antropologicamente l'uomo si divide i compiti in una società strutturata per il benessere collettivo ma che soprattutto l'appartenza ad una classe piuttosto che ad un altra provoca una sorta di "cameratismo militaresco"dove la propria classe denigra le altre classi sentendosi superiore.
Accade anche in ambito "intellletualistico" tra medicina alternativa e tradizionale,tra ingegneri e architetti,tra avvocati e giudici e tra forze dell'ordine e popolo "civile".
L' uomo dunque ha bisogno dell'appartenza ad un gruppo con una determinata forma mentis e che in qualche modo rivendica una proprietà intellettuale superiore, secondo i loro canoni,agli altri gruppi. Se ci pensiamo a livello globale c'è una netta demarcazione tra oriente ed occidente ed è vero che sociologi ,psicologi e scienziati attraverso teorie formulate da un certo Asimov che rientrano nella branca della psicostoriografia possono dedurre in equazioni matematiche i comportamenti delle masse.
A livello più microscopico poi così come nell'esercito c'è la mela marcia che spesso se non sempre è una persona fuori dalle righe (che in ogni caso tiene coeso il gruppo essendo lui vittima predestinata)così esistono le mele marce in ogni gruppo.
Forse e lo dice una persona profondamente innamorata del genere umano e, non misantropa ,questo meccanismo dei gruppi d'appartenenza ci rende un esercito,un esercito di idioti nelle mani di chi ci manipola senza fatica.
Nessun commento:
Posta un commento